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Parte la campagna “Gullino Loves People”

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Mai come quest’anno abbiamo pensato all’uomo, a quanto si rende responsabile del delicato equilibrio del nostro sistema ambientale e a quanto subisce la forza della natura. 

Gli eventi ambientali accaduti negli ultimi anni richiamano continuamente l’attenzione del nostro mondo ortofrutticolo perché anche da noi può partire il cambiamento.

shane-rounce-DNkoNXQti3c-unsplashPandemia, incendi, tempeste, cicloni, uragani, inondazioni si sono abbattuti nel nostro pianeta nel corso del 2020, segnandolo ancora una volta indelebilmente. Ma chi è la causa se non l’uomo? Cosa possiamo fare per fronteggiare un clima impazzito a causa delle nostre scelte scellerate?

E’ da qui che nasce l’idea della campagna GULLINO LOVES PEOPLE. Il nostro obiettivo è quello di  dare luce anche quanto di efficace l’uomo sta mettendo in atto per contrastare il #climatechange e fare un gesto d’amore verso la natura, perché nonostante tutto ci sono azioni sane e produttive che stiamo intraprendendo.

Nel corso dell’anno valorizzeremo la parte sana dell’uomo, quella produttiva, etica, attenta alle ricadute di ogni azione sull’ambiente.

Nel 2021 celebreremo l’umanità della nostra azienda Gullino, partendo dalle origini per giungere agli sguardi sul futuro e sul mondo in cui si colloca.

Il nostro vuole essere un inno all’uomo e alle risorse che possiede, perché crediamo fortemente che il cambiamento sia possibile e parta da noi!

La frutta e i suoi chilometri per nutrire l’uomo

copertina fb km per nutrire l uomo

L’ortofrutta italiana regge l’urto della pandemia e l’export di frutta nel 2020 cresce in valore del 5%.

(Foto tratta dalla relazione di Barbara Brunello)

(Foto tratta dalla relazione di Barbara Brunello)

Perché? Sono aumentati i consumi di frutta e verdura oppure è avvenuto un cambiamento nel modo di mangiarla? Probabilmente entrambi i fattori concorrono a questo trend. Nell’immagine accanto è possibile visualizzare i dati dell’export italiano di frutta e verdura per Paese di esportazione. Oggi è importante segnalare che l’Italia sia uno dei Paesi che nutrono l’uomo in modo eccellente grazie alla varietà di prodotti ortofrutticoli e alla loro qualità e salubrità. Infatti le normative europee, alle quali la nostra azienda Gullino si sottopone rigidamente, impongono specifici metodi per la produzione, la raccolta e la conservazione dei prodotti, garantendo una catena del fresco eccellente.

Questo aspetto è confermato anche dal nostro sales manager Manuel Sola, che in un’intervista dichiara:

Il nostro Paese è da sempre riconosciuto a livello internazionale per le sue eccellenze, soprattutto nel food. Basta pensare che oggi più di 300 prodotti sono riconosciuti a livello internazionale con il marchio DOP, DOCG o IGP.  Negli ultimi anni anche la mela rossa di Cuneo ha ottenuto l’IGP, riuscendo a portare sulle tavole di tutto il mondo un prodotto dolce, fresco e croccante, con una buccia di colore rosso intenso  (Manuel Sola, sales manager Gullino)

 

Nutrire l’uomo in modo globale è la sfida che ci accompagna da anni, in quanto non c’è prodotto che non transiti da una parte all’altra del mondo. Mentre noi italiani, grazie alla ricchezza del nostro sottosuolo e al clima mediterraneo, ci avvantaggiamo con moltissime colture che riducono notevolmente l’import ortofrutticolo, altri Paesi acquistano da noi i prodotti della terra ed è nostro dovere nutrire, in senso globale, con consapevolezza e giustizia, nel rispetto della terra, dei suoi cicli, dei suoi ritmi, della sostenibilità del pianeta e del lavoro di chi ci mette le mani, ogni giorno.

E’ solo così che il mondo globale può avere davvero un senso.

 

L’UE promuove i consumi di carne. Che fine fanno frutta e verdura?

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E’ forte e chiara l’accusa di Greenpeace all’Unione Europea, additata per aver speso 252 milioni di euro negli ultimi 5 anni per promuovere il consumo di carne ed altri derivati animali a discapito di frutta e verdura.

La stessa Europa che nella strategia Farm to Fork critica l’impatto ambientale insostenibile degli allevamenti intensivi.

“Se continuiamo a indirizzare i soldi pubblici a progetti per aumentare il consumo di questi prodotti non riusciremo mai a contenere la produzione o a renderla più sostenibile”, afferma Simona Savini, responsabile della campagna agricoltura di Greenpeace Italia.

Secondo l’analisi di Greenpeace, un terzo del budget stanziato dalla Commissione europea a progetti di promozione di prodotti agricoli (252 milioni su un totale di 776,7 milioni di euro tra il 2015 e il 2020) è stato assegnato a progetti per promuovere il consumo di carne, latticini e altri derivati animali. L’Italia, rivela l’ong, è tra gli Stati membri che hanno beneficiato del maggior numero di progetti: 124 milioni di euro assegnati tra il 2016 e il 2019, destinati per oltre un terzo a sostenere il consumo di carni, salumi e latticini made in Italy, in Italia e all’estero. Di contro, riferisce l’associazione, solo il 17% dei progetti italiani erano destinati a supportare il consumo di frutta o verdura, nonostante le tante produzioni che esistono nel nostro Paese, e uno scarso 1% dei progetti era destinato alla promozione di prodotti biologici.

La commissione Ue è in fase di riesame della politica sulla promozione dei prodotti agricoli e il 31 marzo si èaperta la consultazione pubblica, una nuova proposta è attesa all’inizio del 2022.

E’ una nota di speranza e cambiamento che, ci auguriamo, possa essere ormai alle porte.

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Cambiamenti climatici e agricoltura

ClimateChange

Il clima sta cambiando e le conseguenze sull’agricoltura sono osservabili ormai ad occhio nudo. Le sfide per il mondo dell’agricoltura sono diverse e partono innanzitutto dalla risorsa dell’acqua, un bene che si sta riducendo.

Davanti ai cambiamenti clinatici le sfide per il mondo dell’agricoltura sono molte. E’ necessario migliorare la qualità nutrizionale del cibo, limitare il consumo dissennato di risorse, rendere l’attività agricola più redditizia. Gli eventi catastrofici naturali (uragani, inondazioni, siccità, gelate …) sono più frequenti, anche qui in Piemonte- Ricordiamo la gelata primaverile di questo 2021, le recenti alluvioni o la tromba d’aria che nell’agosto 2020 ha sradicato interi frutteti a Lagnasco. I gas serra, come il metano prodotto in grande quantità negli allevamenti, hanno causato l’innalzamento delle temperature, con effetti a breve termine anche positivi nel centro e nord Europa, dove certe colture se ne avvantaggiano, ma con effetti negativi a lungo termine. L’Italia rischia di trovarsi tra qualche decennio con lo stesso clima del Marocco di oggi.

Nonostante ciò possiamo ancora fare molto. Come cittadini possiamo ridurre gli sprechi ed optare per uno stile di vita più sano e sostenibile (non a caso è proprio questo l’orientamento attuale di chi fa largo consumo di frutta e verdura, così come dimostrato da una ricerca dell’unione nazionale consumatori di cui abbiamo recentemente parlato nel nostro blog) ma si rendono necessarie anche scelte politiche locali e nazionali in difesa delle risorse naturali.

Come azienda, noi di Gullino, abbiamo scelto di produrre a residuo zero o secondo tecniche biologiche e ci siamo dotati di tecnologie sostenibili che mirano alla produzione di energie rinnovabili.

Un impegno che deve continuare.

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Identikit di chi mangia frutta in Italia. Scopri se sei tu!

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Tutti consumiamo frutta e verdura ma c’è chi lo fa di più e chi di meno. E’ ovvio che per definirsi dei veri mangioni di frutta  bisogna consumarne in quantità adeguate e tutti i giorni. Scopriamo insieme l’identikit del consumatore di ortofrutta, grazie ad un’indagine compiuta dalla società di consumatori italiani.

Chi consuma frutta e verdura sembra essere molto interessato alla ricerca di una vita sana ed equilibrata. Approfitta di tutti gli spuntini per godere a pieno delle proposte stagionali provenienti dal mondo della frutta, e di tutti i pasti per consumare verdura. Acquista spesso anche online o telefonicamente, senza muoversi di casa, e da grandissima importanza alla varietà. Infatti la versatilità in cucina risulta una delle motivazioni per cui l’ortofrutta piace sempre più agli italiani, da sempre riconosciuti come cuochi impeccabili.

Il magione di frutta e verdura sceglie prevalentemente frutta stagionale e di origine italiana. Preferisce il biologico ma non segue una marca specifica.

E tu? Che mangione sei?

Il gelo devasta i frutteti. E’ calamità naturale

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Siamo quasi a metà aprile e la temperatura, nel saluzzese, è scesa quasi fino a -7° di notte. E’ in corso un’importante ondata di gelo che brucia le gemme delle piante di frutta, mettendo a rischio il raccolto.

I danni sono ingenti, nel pieno della fioritura, e vengono aggravati dalle temperature quasi estive delle scorse settimane, fattori che abbinati insieme hanno provocato seri danni su albicocche, mele, pesche, nettarine e susine stimabili in perdite dal 50 al 70% delle produzioni, a seconda degli areali colpiti.

Preoccupa da questo punto di vista la situazione del kiwi. Ora è partita la conta dei danni, c’è da sperare di riuscire a limitarli perlomeno sul mercato, se si considera che purtroppo queste forti ondate di gelo improvviso hanno interessato anche molti altri Paesi europei, dalla Spagna alla Francia.

Il gesto disperato di alcuni agricoltori del nostro cuneese che sono ricorsi anche all’accensione del fuoco nei filari.

In questo servizio del TGR Piemonte parla Giovanni Gullino.

Kiwi e tampone Covid. Come nasce una fake news

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Un kiwi positivo al Coronavirus. Questa l’ultima frontiera delle bufale sul Covid passata in tv qualche giorno fa. A parlare negli studi di Non è l’Arena di Massimo Giletti c’è il “medico di base negazionista”, come definito da molti, Mariano Amici.

 

L’esperimento è stato accolto con corale disapprovazione, vista l’oggettiva infondatezza, dall’infettivologo Matteo Bassetti, dal consigliere del ministro della Salute Speranza Walter Ricciardi fino ad arrivare a Massimo Galli, infettivologo del Sacco di Milano che ha chiosato sulla tesi esprimendo il suo fermo disappunto sia sul professionista che ha messo in piedi “l’esperimento” sia sulla trasmissione televisiva che ha dato spazio ad una evidente fake news. 

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Infatti a smentire l’assurda tesi del kiwi positivo al Covid c’è un fattore a dir poco cruciale che è quello relativo ai test antigenici, usati per rilevare solo ed esclusivamente materiale di prova umano, non generi alimentari, benché meno la frutta. Se utilizziamo uno strumento finalizzato allo screening sugli umani per un organismo non umano è abbastanza semplice capire che i risultati siano falsati. Immaginate di usare un termometro ascellare per conoscere la temperatura ambientale di una stanza o ancor più immaginate a quanto possa essere attendibile pesare organismi infinitamente piccoli con una bilancia pesapersone. Insomma un approccio inadeguato, privo di scientificità che spesso e volentieri trova nella tv generalista un’importante e deleteria cassa di risonanza. Un fermo disappunto non poteva che arrivare anche dal settore ortofrutticolo, in particolare dall’Associazione Nazionale Donne dell’Ortofrutta, realtà composta da 100 imprenditrici di tutta Italia tra cui Carola Gullino, che ogni giorno lavorano per dare valore ad una filiera importante per il Pil nazionale. 

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Nello specifico l’Associazione in una nota ufficiale scrive:

“Avete usato i kiwi per dimostrare che il tampone non funziona e già questo è agghiacciante per la debolezza scientifica. Può un sistema vegetale sviluppare antigeni e anticorpi pensati per un sistema animale? Ma soprattutto, con la vostra messa in scena avete trasmesso una fake colossale:  l’idea cioè che il kiwi sia positivo al Covid, volendo interpretare il sillogismo: tampone – kiwi – positività. Sicuramente avete scelto il kiwi per fare scena con un prodotto facilmente maneggiabile, colorato, naturale, ma vi rendete conto del discredito su questo frutto? Pensate che l’Italia è il primo produttore di kiwi del mondo, il più esportato tra tutti i nostri meravigliosi prodotti.

Insomma una fake con relativo rischio di strumentalizzazione che può generare enormi danni ad un settore non esente da difficoltà e che lavora costantemente nella direzione di una sempre maggiore trasparenza e cura verso il pianeta e verso l’essere umano.

La nota ufficiale integrale delle Donne dell’Ortofrutta | www.donneortofrutta.org

 

Benvenuto 2021, anno internazionale della frutta e della verdura

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Sono di qualunque colore, forma e sfumatura. Sono la frutta e la verdura.

E’ così che si apre lo spot ufficiale dell’ONU che ha dato ufficialmente il via all’anno internazionale della frutta e della verdura, con un appello per migliorare la produzione alimentare rendendola più sana e sostenibile. Il 2021 apre le porte all’innovazione tecnologia in fatto di agricoltura, mirando anche a ridurre gli sprechi alimentari sul pianeta terra.


La frutta e la verdura, infatti, hanno un ruolo fondamentale nella nutrizione umana, per questo è importante promuoverne il consumo.

QU Dongyu, il Direttore Generale della Food and Agriculture Organization of the United Nations ha definito l’iniziativa come segue:

Un’opportunità unica per aumentare la consapevolezza globale.

Nell’attuale crisi sanitaria che stiamo affrontando in tutto il mondo, è particolarmente appropriato promuovere diete sane per rafforzare il nostro sistema immunitario”

QU Dongyu ha osservato che la pandemia COVID-19 ha sfidato le persone a trovare nuovi modi per combattere la fame e la malnutrizione, invitando ad affidarsi alle tecnologie digitali per migliorare la nutrizione e le opportunità di mercato. Oggi più che mai, infatti, è importante riequilibrare il modo in cui il nostro cibo viene prodotto e consumato.

Il senso è proprio che questo sia l’anno buono per migliorare le infrastrutture e le pratiche agricole, sostenendo così anche i piccoli agricoltori.

Frutta e verdura sono buone fonti di fibre alimentari, vitamine e minerali e sostanze fitochimiche benefiche. La FAO e l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomandano che ogni adulto consumi almeno 400 grammi di frutta e verdura su base giornaliera per prevenire malattie croniche, come cancro, diabete, malattie cardiache e obesità, nonché per contrastare le carenze di micronutrienti.

La riduzione delle perdite e degli sprechi alimentari migliora la sicurezza alimentare e la nutrizione, riduce le emissioni di gas serra, abbassa la pressione sulle risorse idriche e terrestri e può aumentare la produttività e la crescita economica.

Fino al 50% della frutta e della verdura prodotte nei paesi in via di sviluppo si perde nella catena di approvvigionamento tra il raccolto e il consumo.

La promozione dei prodotti freschi è coerente con l’obiettivo di rafforzare il ruolo dei piccoli agricoltori e degli agricoltori familiari e promuove opzioni di mercato più ampie per milioni di famiglie rurali. Anche le opportunità di parità di genere sono degne di nota, poiché le donne spesso svolgono un ruolo di primo piano per le loro famiglie, sia nella produzione che nel consumo di frutta e verdura.

L’Anno internazionale della frutta e della verdura 2021 rientra nel  Decennio di azione delle Nazioni Unite sulla nutrizione (2016-2025)  e nel  Decennio delle Nazioni Unite dell’agricoltura familiare (UNDFF 2019-2028).

Per noi di Gullino, addetti ai lavori, questo 2021 non poteva che cominciare in un modo diverso.

 

L’Associazione Nazionale Le Donne dell’Ortofrutta rinnova il CDA

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Nel suo terzo compleanno l’Associazione Nazionale Le Donne dell’Ortofrutta rinnova il CDA, confermando Alessandra Ravaioli alla presidenza e inaugurando un nuovo corso che avrà tra i principali obiettivi l’ampliamento della base sociale attraverso il rafforzamento della presenza sul territorio nazionale e delle collaborazioni con altre organizzazioni al femminile. Per noi di Gullino è una notizia particolarmente gioiosa in quanto il nostro amministratore delegato, Carola Gullino, prenderà parte al CDA dell’associazione e ricoprirà il ruolo di vicepresidente. Insieme a lei è riconfermata Serena Pittella.

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