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Fragole, ciliegie e mirtilli. Perché è importante mangiare frutta di stagione?

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Ogni giorno i nostri lettori fanno il carico di vitamina C, A, acido folico, calcio, ferro con la frutta Gullino. Mele e kiwi sono gli alleati della nostra salute ma a sostenerli in questa battaglia ci sono, in genere, tutti i frutti di stagione, così come confermato anche dall’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione.

Scopriamo insieme perché è così importante mangiare frutta di stagione, grazie alle indicazioni della Fondazione Veronesi che, da anni, si occupa di prevenzione della salute anche attraverso il medium dell’alimentazione.

Sono diversi gli studi che evidenziano come i prodotti consumati nel corso della loro naturale stagione di maturazione abbiano delle proprietà nutritive superiori rispetto a un frutto o a una verdura maturata al di fuori del proprio arco temporale ideale. Un frutto consumato al di fuori della propria stagionalità subisce un calo delle proprie vitamine e ne risente anche lo stesso sapore.

Mangiare di stagione, inoltre, non riguarda solo l’alimentazione ma contribuisce anche a proteggere l’ambiente, limitando fra l’altro l’inquinamento dovuto al trasporto delle merci (ad esempio, è il caso dei frutti esotici che vengono importati in Italia). Preferire frutta di stagione aiuta l’economia nel nostro paese incoraggiando e sostenendo il lavoro dei produttori più piccoli o del nostro territorio. Infine, acquistare prodotti di stagione conviene anche per il prezzo: considerata la maggiore offerta, infatti, i prodotti stagionali costano meno.

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Per questo invitiamo tutti i nostri lettori a consumare frutta di stagione. Adesso fragole, ciliegie e mirtilli la fanno da padrone e queste sono le proprietà che vi doneranno se ne consumerete:

>>fragole: come i kiwi sono ricche di vitamina C ed antiossidanti, hanno proprietà antiossidanti ed aiutano a combattere la sindrome metabolica, prevengono le malattie cardiovascolari e la placca dentale, grazie alla presenza dello xilitolo.

>>ciliegie: anch’esse sono ricche di vitamina C ed antiossidanti ma eccellono anche in fibre solubili e magnesio. Donano un buon indice di sazietà, hanno un potere calorico limitato e sono adatte per chi soffre di diabete

>>mirtilli: combattono il declino cerebrale e sono un collutorio naturale che previene infiammazioni e gengiviti; sono anch’essi ricchi di antiossidanti e vitamine e riducono le vene varicose, il gonfiore e la stanchezza degli arti inferiori.

 

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L’ortofrutta nel secondo mese di diffusione del Covid-19. Come è andata?

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Mentre resistiamo al Covid-19, facciamo anche il punto della situazione del mercato ortofrutticolo per capire a che punto siamo.

A quanto pare non mancano le difficoltà nella raccolta e distribuzione dei prodotti ortofrutticoli, tuttavia la catena produttiva e distributiva ha continuato ad operare anche nel mese di aprile 2020, in piena fase 1.

Questo è quanto emerge dal rapporto Ismea. Il grafico di sotto, infatti, dimostra quanto il consumo di prodotti alimentari confezionati non sia stato minimamente intaccato dal Covid-19 ma anzi, sia cresciuto del +18% rispetto allo scorso anno e +3% rispetto al primo mese di emergenza. Sarà perché la spesa è stata l’unico diversivo per ben 50 giorni? Ismea4Probabilmente si, ma anche perché si è verificato un singolare effetto-scorta che ha portato numerose famiglie italiane a riempire le proprie dispense, per timore di vedere diminuire i prodotti alimentari.

Sul trend dei consumi è prevalso l’acquisto di prodotti ortofrutticoli più facilmente stoccabili come mele (+42% vol. vendita), patate, kiwi (+14%) e cipolle. La frutta, in generale, ha visto un incremento di vendite, rispetto alle stesse settimane dello scorso anno, pari al 13,7%.

Pesano tuttavia, specie per il comparto ortofrutticolo, le difficoltà di reperire manodopera straniera per le operazioni di raccolta, alle quali il Governo sta tentando di offrire soluzioni.

 

Il Manifesto bio 2030 lanciato al Sana di Bologna

MANIFESTO BIO 2030

Si è concluso nel mese di settembre 2019 il Sana, 31° salone internazionale del biologico e del naturale, ed è proprio qui che è stato lanciato il Manifesto bio 2030.

Esperti, stakeholder e istituzioni si sono confrontati sullo stato dell’arte e sul futuro dell’agricoltura biologica in Italia, ricavandone un Manifesto Bio i cui destinatari ideali sono la politica e le istituzioni.

«Ci fa piacere – ha commentato il professor Angelo Frascarelli, curatore del decalogo – aver letto il 29esimo punto del programma del governo Conte, dove si parla di agricoltura biologica». Segnali positivi ai quali si aggiungono i messaggi di Phil Hogan, commissario europeo per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale, e l’impegno della neo ministra alle Crimson-Crisp-Bio-3Politiche agricole Teresa Bellanova nel far approvare la legge sul biologico ferma in Senato.

Nel manifesto, ottenuto dalla consultazione di stakeholder e relatori dell’iniziativa «Rivoluzione BIO» con il contributo scientifico di Nomisma, un ruolo centrale è stato assunto dall’agroecologia, da sostenere per promuovere strategie efficaci di contrasto al climate change. E inoltre i temi fondanti del manifesto puntano a convertire la zootecnia al biologico ed individuare nuovi modelli di ricerca e innovazione, eticamente ed ecologicamente sostenibili.

Ulteriore aspetto centrale del Manifesto sono i bio-distretti come modelli di sviluppo territoriale, una maggior tracciabilità della filiera, la creazione di un logo nazionale ancora assente e infine il potenziamento dell’educazione alimentare del consumatore.

Il documento (qui il download), articolato in 10 punti programmatici, definisce le linee strategiche e di intervento dei prossimi anni:

1. un’agricoltura attiva per affrontare la sfida climatica

2. l’importanza dell’approccio agro-ecologico

3. rafforzare gli elementi di distintività del biologico

4. conversione della zootecnia al biologico

5 – il ruolo cruciale di regolamentazione e controlli

6. il ruolo fondamentale di innovazione e rivoluzione digitale

7. modelli di sviluppo territoriale

8. informazione e importanza della tracciabilità

9. adozione di un logo nazionale

10. comunicazione e consapevolezza: potenziamento dell’educazione alimentare diffusa e il ruolo del consumatore proattivo

Agricoltura biologica e certificazioni

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L’agricoltura biologica è il metodo di coltivazione prediletto dai consumatori attenti alle tematiche ambientali e della salute. Tante volte, però, non si conoscono le intrinseche e vantaggiose qualità di questo metodo di produzione, che oggi vorremmo descrivere in modo più approfondito.

L’agricoltura biologica è un sistema globale di produzione agricola che privilegia la gestione razionale delle risorse interne all’azienda e l’uso limitato di prodotti esterni, per salvaguardare l’agro-ecosistema in tutti i suoi aspetti.
69027193_10220353500612186_7400601235125960704_nChi produce bio ha degli obiettivi precisi da raggiungere e deve farlo seguendo in modo pedissequo alcuni metodi. Le coltivazioni biologiche, infatti:

  • custodiscono la fertilità del terreno a lungo termine, riciclando i rifiuti di origine vegetale e animale (concimi organici) al fine di restituire gli elementi nutritivi alla terra, riducendo in tal modo il più possibile l’utilizzo di risorse non rinnovabili;
  • aumentano la diversità biologica;
  • lavorano con i sistemi naturali piuttosto che cercare di dominarli;
  • operano senza impiego di prodotti chimici di sintesi e di OGM (organismi geneticamente modificati);
  • annullano o riducono nei minimi del possibile ogni forma di inquinamento dell’agro-ecosistema e delle risorse idriche;
  • puntano a un maggior rispetto degli animali allevati perseguendo, come obiettivo principale il loro benessere;
  • manipolano i prodotti agricoli, con particolare attenzione ai metodi di trasformazione, allo scopo di mantenere l’integrità biologica e le qualità essenziali del prodotto in tutte le varie fasi;

L’agricoltura biologica permette ai consumatori di scegliere alimenti, che oltre ad avere la prerogativa di essere privi di residui di sostanze di sintesi, hanno anche un alto “valore etico-sociale”.
Il biologico, infatti, ha contribuito a rinsaldare quel legame fisiologico tra la terra e l’uomo che sembrava smarrito e sopraffatto dalla frenesia del quotidiano.
Produrre bio, però, non è un gioco da ragazzi. Noi di Gullino lo facciamo da tempo ma sempre nel rispetto delle certificazioni che, con tantissimo impegno, siamo riusciti ad ottenere per mele e kiwi.

Il percorso per ottenere la certificazione bio non è sempre in discesa ma la soddisfazione finale è il giusto rinforzo per chi, come noi, ha fatto di tutto per produrre meglio.

Quando si inizia il percorso per richiedere la certificazione non si può dire di essere già produttori bio.
Per la certificazione delle produzioni agricole biologichel’azienda agricola deve aver applicato le norme dell’agricoltura biologica per un periodo, definito di conversione all’agricoltura biologica, di almeno due anni prima della semina o, nel caso delle colture perenni diverse dai prati, di almeno tre anni prima del raccolto. Prima che sia trascorso l’intero periodo di conversione, ma comunque non prima di 12 mesi dalla data iniziale, le produzioni possono essere certificate come “prodotto in conversione all’agricoltura biologica”. Trascorso il periodo di conversione le produzioni potranno essere certificate con la dicitura: “prodotto biologico“.

www.gullino.it

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Regala il libro Gullino e fai beneficenza alla LILT

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Anche quest’anno abbiamo scelto di vivere il natale portando avanti dei gesti d’amore e solidarietà.

Stiamo facendo conoscere a tantissimi bambini e famiglie il nostro libro “Le Avventure di Kiwito e Galita”, per aumentare il consumo di frutta e verdura fra i piccoli e fare della beneficenza.

Tutto il ricavato della vendita delle copie (donazione minima 15 euro) lo devolveremo alla LILT di Saluzzo per sostenere la lotta ai tumori nel territorio di Saluzzo.

E’ per questo nobile ed altissimo scopo che ti chiediamo di fare una scelta consapevole e regalare ai bimbi della tua famiglia una copia del nostro libro.

Il libro sarà un’ottima occasione per raccontare ai bambini le storie dei nostri supereroi Kiwito e Galita, che combattono contro il raffreddore, il mal di testa, il colesterolo, l’invecchiamento della pelle e l’insonnia grazie ad un morso di mela o di kiwi.

Allora cosa aspetti?

Hai 2 modi per acquistare il libro:

1) Compralo online sul sito dei Giovani Genitori <<<

2) Contattaci in sede Gullino >>> 0175 478211

 

Fai del tuo natale 2018 un momento di dolcezza ed altruismo.

Vin brulé speziato all’arancia e mela

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Il vin brulé è una ricetta molto tradizione a ridosso del Natale. Non se ne può fare a meno durante un freddo pomeriggio ai piedi del nostro Monviso o in qualunque altro luogo vi troviate.

Oggi vi proponiamo una ricetta speziata alla frutta. Abbiamo scelto l’abbinamento di arancia e mela Gullino per arricchire questa bevanda amica del tepore!

Ingredienti

Difficoltà facile
Tempo di preparazione 30 minuti
Ingredienti per 4 persone
 

1 arancia

2 bacche di cardamomo

6 chiodi di garofano

1 mela Gullino

6 bastoncini di cannella

8 cucchiai di zucchero

zenzero fresco q.b.

60 ml di brandy

1 bottiglia di vino rosso

Procedimento

vin brulè

Per preparare il vin brulè lavate accuratamente la frutta. Tagliate l’arancia a fette tonde e la mela in 4 spicchi (senza il torsolo). Pelate lo zenzero con un pelapatate in modo da eliminare la buccia.

In una pentola capiente versate lo zucchero e il vino. Mescolate il tutto. Aggiungete poi le fette di arancia e di mela, tutte le spezie e il brandy.

Portate il tutto a bollore. Cuocete a fuoco bassissimo il vin brulè per almeno 45 minuti.

Adesso il vostro inverno è davvero servito!

 

Insalata con lattughino, kiwi e menta

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Chi l’ha detto che le insalata fresche facciano bene solo d’estate?

Oggi vi proponiamo la preparazione di un pranzo leggere, fresco e veloce che si adatta a tutte le stagioni. Buon appetito e sempre in forma con le ricette di Gullino!

Ingredienti

Difficoltà facilissima
Tempo di preparazione 15 minuti
Ingredienti per 3 persone
 

350 grammi di kiwi verdi Gullino

200 grammi di lattuga o lattughino

60 grammi di olio evo

menta fresca q.b.

sale e pepe q.b.

Procedimento

Insalata-di-lattuga-e-kiwi-alla-mentaTagliate le foglie di menta e mettetele nell’olio con una macinata di pepe e un pizzico di sale.

Tagliuzzate la lattuga e tagliate a spicchi i kiwi Gullino. Mescolate lattuga e kiwi, conditeli con l’olio alla menta completando l’insalata con foglie di menta come decorazione.

Questo pranzetto è adatto ad essere trasportato in ufficio!

Veloce, fresco, naturale e salutare.

 

Vellutata di kiwi e zucca

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Siamo in pieno autunno ed è arrivato il momento di dedicarci alla frutta e verdura di stagione! Per questo oggi vi proponiamo una variante della vellutata di zucca.

In questo delizioso passato entra in scena il kiwi Gullino, per esaltare le proprietà nutritive della zucca (vitamina A , B, beta-carotene e minerali).

Ingredienti

Difficoltà media
Tempo di preparazione 1 ora e 1/2
Ingredienti per 3 persone
 

1 kg di zucca

80 grammi di cipolle bianche

60 grammi di olio evo

200 gr. di patate

1 kiwi Gullino

1 pizzico di pepe nero

cannella q.b.

1 litro di brodo vegetale

1 pizzico di sale

1 pizzico di noce moscata

Procedimento

Vellutata-di-zucca-e-patate-speziataSi comincia tagliando la zucca e le patate a cubetti e preparando il brodo vegetale.

Fate soffriggere la cipolla nell’olio e, appena sarà dorata, aggiungete la zucca e le patate e coprite con il brodo, perpararvi ad una cottura risottata.

Man mano aggiungete il kiwi, precedentemente tagliato a pezzetti, e continuate la cottura inserendo le varie spezie. Quando il tutto sarà cotto al punto giusto potrete passare il composto al mixer fino ad ottenere una crema omogenea, da servire a piacere anche con dei crostini di pane.

 

Buon appetito con le ricette Gullino

3200 mele Gullino in the name of Africa

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Sabato 6 ottobre tutti in piazza Duomo a Milano, con Gullino e il CEFA, per vincere la fame!

IN THE NAME OF AFRICA, l’evento di pixel art più grande al mondo, sposa arte e solidarietà.
Organizzato da CEFA onlus, questa grande performance vuole celebrare in modo originale la Giornata Mondiale dell’Alimentazione attraverso “le donne delle comunità contadine”.
Questo grande evento sarà celebrato tutto il giorno sabato 6 ottobre in piazza Duomo a Milano.
La piazza sarà apparecchiata con 10.000 piatti bianchi, vuoti, a dire che ancora oggi 840 milioni di persone soffrono la fame. Una volta girati questi piatti ritrarranno il volto di una donna africana disegnata da Altan, il famoso vignettista. Ma prima di girarli anche noi di Gullino faremo in modo di riempirli. In piazza, infatti, porteremo 3200 mele da adagiare insieme a voi, come simbolo della lotta alla fame nel mondo!

mele-galaUnisciti anche tu alla nostra forza e passa a trovarci in piazza Duomo. Allestiremo un’area bimbi per animare la piazza di arte e creatività, al sapore della frutta Gullino.

Sarà un bellissimo momento per sensibilizzare i bambini e le famiglie presenti al buon cibo e al consumo di frutta e verdura. Per questo scopo, infatti, porteremo in piazza il nostro libro “Le Avventure di Kiwito e Galita”, pensato da Gullino per valorizzare il consumo di frutta fra i bambini. Chi vorrà sfogliarlo o acquistarlo potrà cercarci in piazza e fare un gesto d’amore per la LILT. Tutto il ricavato della vendita del libro, infatti, sarà devoluto in beneficenza.

Ecco come si svolgerà la giornata
Ore 6.00: posizionamento piatti
ore 10.15 – 10.000 piatti vuoti sono posizionati, formano una tavola di piatti bianchi e vuoti
ore 10.30 – si forma l’Africa che ha fame
ore 10.35 – performance di modelle africane
ore 10.45 – si forma il profilo di una donna africana
ore 11.00 – saluti delle Autorità
ore 11.00 – tutti ci mettono il cuore … riempiono i piatti bianchi e vuoti con cuori rossi
ore 15.00 – sfilata di modelle africane
ore 17.30 – viviamo in diretta il battito dei cuori
ore 18.00 – conclusione

Vi aspettiamo

Giornata Mondiale dell’Alimentazione. Gullino Group accanto al CEFA per l’attesissimo evento “In the Name of Africa”

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Sabato 6 ottobre prenderà il via in Piazza del Duomo a MILANO l’evento di Pixel Art urbana più grande e solidale di sempre a favore delle le donne delle comunità contadine del Mozambico, a Beira, per produrre anche il latte e vincere la malnutrizione. Le donne reinvestono fino al 90% dei loro guadagni in cibo, salute ed istruzione. Generano reddito e contribuiscono a rompere il ciclo della povertà. Le offerte raccolte nelle due piazze andranno a spezzare questo ciclo donando vacche, attrezzi, sementi e formazione agricola alle donne contadine.

Lo scopo della giornata è quello di sensibilizzare la popolazione sul problema della fame nel mondo. L’approccio generale è quello di sottolineare l’urgenza, la necessità di azione e di coinvolgimento di tutti per sconfiggere il problema della fame. Stimolare i cittadini a fare qualcosa di concreto per aiutare chi soffre.

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Insieme verranno riempiti oltre 10.000 piatti vuoti per vincere la fame. Molti dei quali conterranno le nostre buonissime mele. Inoltre i bambini presenti in Piazza Duomo dalle 9.30 in poi potranno divertirsi nello spazio allestito dalla Gullino e dal Club delle Donne dell’ortofrutta con un divertentissimo laboratorio a colori dedicato alla frutta e ai supereroi Kiwito&Galita, protagonisti dell’omonimo libro creato e distribuito dalla Gullino Group.

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