Archivio Categorie: Gullino World

Un orto su Marte è un’idea aliena?

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Una serra futuristica da utilizzare su Marte. E’ il progetto lanciato da un team della Dartmouth University e risultato vincitore della Big Idea Challenge della Nasa, costituito da una struttura idroponica ovvero senza l’utilizzo della terra per la coltivazione, sostituita da componenti artificiali e non, da impiegare qualora l’uomo dovesse davvero vincere la sfida di popolare il Pianeta Rosso.

teamA futuristic greenhouse to use on Mars. It is the project launched by a Dartmouth University team and the winner of the NASA Big Idea Challenge, consisting of a hydroponic structure or without the use of land for cultivation, replaced by artificial and non-artificial components, to be used if the man should really win the challenge of populating the Red Planet.

Il titolo del progetto vincitore della Big Idea Challenge è DEMETER (Ambiente marziano schierabile installabile per tecnologia, alimentazione e ricreazione). Il team di ricerca è partito dall’idea che le potenziali missioni umane sulla superficie marziana negli anni 2030 richiederanno sistemi per una produzione alimentare efficace. Sarà molto importante per l’equipaggio poter consumare cibi freschi per tutto il periodo di esplorazione.

The title of the winning project of the Big Idea Challenge is DEMETER (Deployable Martian environment installable by technology, power and recreation). The research team started from the idea that potential Crop011 (1)human missions on the Martian surface in the 2030s will require systems for effective food production. It will be very important for the crew to be able to consume fresh food throughout the exploration period.

Al momento la possibilità è quella di poter piantare, grazie ad un sistema rotante, ben 8 tipi di colture differenti. Le anticipazioni parlano di patate, fragole, broccoli, soia, cavoli, grano.

At the moment the possibility is to be able to plant, thanks to a rotating system, as many as 8 different types of crops. The anticipations speak of potatoes, strawberries, broccoli, soy, cabbage, wheat.

Sembra tutto pronto. Non resta che partire per raggiungere Marte.

Everything seems ready. All that remains is to leave to reach Mars.

 

 

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Arrivano le scarpe da ginnastica fatte con la mela

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La notizia ha dell’inverosimile, eppure è vera.

Si tratta della nuova linea vegan del marchio italiano Womsh che ora realizza sneakers fatte con gli scarti della produzione industriale delle mele.

The Italian brand Womsh makes sneakers with apple waste. 

Questo nuovo stile di produzione delle calzature sta tentando di cambiare (almeno in parte) l’industria della moda, spostando l’asse verso una produzione ecosostenibile e green.

Womsh wants the fashion industry to become eco-sustainable. 

Non sono semplici scarpe, ma il simbolo di un approccio sensibile e olistico ai temi del design e della produzione che guida l’azienda Womsh sin dalla sua nascita nel 2011.

Sei modelli della linea Vegan di Womsh sono realizzati con Appleskin, una similpelle vegetale, quindi cruelty-free, fatta per metà con gli scarti della lavorazione industriale delle mele, in un’ottica di economia circolare.

1They are not mere shoes, but the symbol of a sensitive and holistic approach to the themes of design and production that has guided Womsh since its inception in 2011.

Six models of Womsh’s Vegan line are made with Appleskin, a vegetable-like imitation leather, then cruelty-free, made half with the waste of industrial processing of apples, in a circular economy perspective.

Ma quali sono le parti della mela che vengono utilizzate per produrre questa scarpa? Principalmente il torsolo e la buccia che sarebbero, altrimenti, smaltiti come rifiuti organici.

But what are the parts of the apple that are used to make this shoe? Mainly the core and the peel which would otherwise be disposed of as organic waste.

A partire dal 21 marzo 2018, in occasione della Giornata internazionale delle foreste, è stata lanciata l’iniziativa One Womsh, One forest: per ogni paio di sneakers vendute vengono tutelati 10 metri quadri di Amazzonia brasiliana attraverso il progetto Foreste in piedi di LifeGate. L’acquisto di un semplice paio di scarpe diventa dunque una piccola ma significativa azione a favore della salvaguardia dei polmoni verdi del Pianeta.

Starting from 21 March 2018, on the occasion of the International Forestry Day, the One Womsh initiative, One forest was launched: for each pair of sneakers sold, 10 square meters of Brazilian Amazonia are protected through the ForGuest in Vita project. The purchase of a simple pair of shoes thus becomes a small but significant action in favor of safeguarding the planet’s green lungs.

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Frutta e verdura di maggio. Scopriamole insieme.

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L’estate è alle porte e tutti cerchiamo di correre ai riparti, specie se l’inverno ci ha lasciato qualche chilo di troppo ed una gran fame dovuta alla noia dello stare in casa.

Un modo per affrontare in serenità questa fase c’è e si chiama frutta di stagione. Qualunque dietologo, a prescindere dalla sua scuola di pensiero, non potrà negare l’importanza di frutta e verdura nella dieta, asparagi-verdisia di mantenimento che dimagrante.

Allora scopriamo insieme la frutta di stagione del mese di maggio.

Gli asparagi, ricchi di sostanze antiossidanti e ciò li rende utili a contrastare i segni dell’invecchiamento e a combattere gli effetti dannosi dei radicali liberi.

Le carote, principale fonte di beta-carotene, precursore della vitamina A, ad azione antiossidante e antitumorale e benefico per la crescita cellulare, per la pelle, per il cuore e per gli occhi.

Le puntarelle, ricche di sali minerali e vitamine contengono, in particolare, vitamina A, vitamina C, calcio, potassio e fosforo. Grazie a questa ricchezza di nutrienti, possono essere considerate un alimento rimineralizzante, soprattutto se mangiate crude.

artichokes-1246858-960-720Le fave che grazie alla presenza di levodopa sono utilizzate nella terapia del Morbo di Parkinson.

I carciofi ricchi di un principio attivo, la cinarina, che favorisce la diuresi e la secrezione biliare.

Le ciliegie, depurative, diuretiche, disintossicanti e dissetanti, nonché ricche di acido malico, stimolano l’attività del fegato.

Le fragole, buone fonti di acido ellagico, che è un efficace anticancro. Sono anche rinfrescanti, diuretiche, depurative e disintossicanti. Contengono infine lo xilitolo, una sostanza dolce che previene la formazione della placca dentale e uccide i germi responsabili di un alito cattivo.

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Una farmacia per amica. Intervista alla dottoressa Girello

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Oggi incontriamo una persona molto speciale che abbiamo conosciuto nel corso di un laboratorio de “Le Avventure di Kiwito e Galita” organizzato presso la Scuola Edoardo Calandra di Murello (Cn).

Si tratta della farmacista Barbara Girello che ha scelto di rispondere a questa intervista per fare chiarezza sull’importanza rivestita dalle farmacie di fiducia nelle scelte alimentari dei nostri figli.  Continua a leggere

Giovanni Gullino interviene sull’appello a sostegno dell’agricoltura italiana

We sincerely believe in this fruit because we thik is both healthy and tasty and that builds consensus Giovanni Gullino.

Noi di questa generazione siamo un po’ figli di una stagione d’oro dell’ortofrutta italiana e forse cominciamo solo ora a renderci bene conto delle difficoltà prospettiche del comparto. Le attuali condizioni ci portano a rischiare di accontentarci di lavorare per salvare le spese o per la passione, piuttosto che per fare reddito, mentre dovrebbe essere quest’ultimo su cui basare qualunque tipo di impresa”.

 

Così Giovanni Gullino dichiara a FreshPlaza nel manifestare il proprio appoggio all’iniziativa a sostegno dell’agricoltura italiana.

Esprimo la mia vicinanza: questa mobilitazione è un segnale importante, soprattutto se giovannispingerà qualcuno più in alto di noi a fornirci degli strumenti idonei alle mutate condizioni del mercato attuale. Serve infatti maggiore concentrazione e maggior peso nella contrattazione. Ritengo sia una grande e difficile sfida alterare la situazione per quanto riguarda i costi del lavoro e i prezzi di vendita sul mercato, ma dobbiamo provarci anche se purtroppo abbiamo imparato che il mercato non lo si può controllare; sono però convinto che si possano creare delle soluzioni per sostenere le imprese italiane riportandole a fare reddito

L’imprenditore un po’ si sorprende che le politiche comunitarie degli ultimi decenni, volte a potenziare l’aggregazione sul fronte dell’offerta e a stimolarne la competitività attraverso le Organizzazioni di produttori-OP, non abbiano poi sortito gli effetti sperati.

Forse – osserva Gullino – non abbiano saputo cogliere anche i possibili limiti di questo modello di sviluppo: probabilmente il mondo è cambiato più in fretta e su scala talmente grande, che neppure le OP più strutturate hanno le dimensioni idonee a sostenerne la globalizzazione; o forse è un modello che andrebbe ripensato meglio nella sua applicazione concreta. Fatto sta che questo è un ragionamento che attiene le stesse OP, le quali dovrebbero coinvolgere i sindacati agricoli per proporre una riforma. Le cose, infatti, si possono cambiare soltanto a livello macro: il singolo operatore, da solo, può poco o nulla. In ogni caso, condivido che sia giunto il momento di disegnare un intervento a favore del sistema ortofrutticolo nazionale, così come l’Unione Europea aveva fatto già negli anni 90 quando io avevo poco più di 20 anni, e si cominciava a parlare di organizzazioni di produttori.

Le sfide per il comparto del kiwi italiano
Essendo direttore generale e direttore acquisti presso la nostra azienda, specializzata nel commercio di kiwi, Giovanni Gullino analizza le diverse variabili che hanno reso più difficile la vendita di prodotto italiano negli ultimi anni.

Certamente non possiamo sottacere il fatto che la batteriosi dell’actinidia, con la quale combattiamo da almeno 7-8 anni, abbia comportato notevoli contraccolpi negativi per i GullinoGionostri areali produttivi, con un incremento dei costi e una flessione delle rese.

Su tutto ciò si è abbattuta poi la drammatica stagione 2017, in cui gelate e altri problemi meteo hanno fortemente ridotto la produzione italiana di kiwi, lasciando spazio a quella di altri stati emergenti, proposta a qualità convincente e prezzi competitivi. Una frammentazione dell’offerta e prezzi elevati per il prodotto italiano nella medesima annata 2017, se hanno favorito qualcuno, hanno però danneggiato molti altri, ostacolando anche la capacità da parte del mercato di assorbire un prodotto troppo costoso. A questo scenario, si aggiunga l’allungamento delle stagioni dell’emisfero australe, con il prodotto neozelandese che rimane sul mercato europeo fino a gennaio; o si pensi anche all’introduzione del kiwi giallo che ha comportato, diversamente dalle attese iniziali di “aggiungersi” alle vendite di quello verde, uno spostamento nelle preferenze di acquisto da parte del consumatore. Nel frattempo, le produzioni di kiwi in Grecia e altri stati aumentano e, inesorabilmente, il kiwi italiano rischia di perdere posizioni. Non si può ragionevolmente pensare di risolvere una situazione così complessa solo sperando che la prossima gelata colpisca altri e non noi! Ecco perché l’iniziativa a sostegno della competitività dell’agricoltura italiana è sensata ed è importante aderirvi.

Articolo tratto da FreshPlaza

In Italia 182 chili di frutta in ogni famiglia

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L’Italia, insieme alla Spagna, è un Paese esportatore di frutta e verdura fra i più importanti in Europa.
Granzie alla varietà del clima della nostra penisola possiamo coltivare sia i frutti tradizionali, ad esempio le mele, che i frutti più esotici come i kiwi e i fichi. Ma l’Italia eccelle in Europa sopratutto per alcune coltivazioni: kiwi, pere, nettarine, albicocche, uva da tavola, pomodori e melanzane.

Italy, alongside Spain, is a hugely important producer and exporter of fresh fruit and vegetables in 2Europe. With a highly diverse climate stretching along the Italian Peninsula, the country has a wide product range: in addition to traditional fruits grown in temperate zones – apples and pears, for example – Italy is known as a key producer of stonefruit, citrus and exotics such as figs and kiwifruit.

Negli ultimi anni il nostro Paese ha prodotto fino a 10 milioni di tonnellate di frutta e circa 7 milioni di tonnellate di verdure. Un terzo della frutta prodotta e il 12% delle verdure coltivate  sono esportate in nazioni come la Germania, la Francia e l’Austria. Il 15% di queste, invece, va ai paesi al di fuori dell’UE.

In recent years, the country produced up to 10m tonnes of fruit and around 7m tonnes of vegetables. One third of the fruit and 12 per cent of the vegetables are exported each year, heading mainly to Germany, France and Austria. Around 15 per cent goes to countries outside the EU.

D’altro canto l’Italia è anche un’importatrice importanti, specie di frutti esotici e tropicali come le banane, 3l’ananas e alcuni agrumi forniti da Costa Rica, Spagna e Colombia. Nell’import nazionale non mancano neppure i pomodori! Strano ma vero, importiamo anche questi.

On the other hand, Italy is also an important fruit and vegetable importer. Fruit imports are predominantly tropical products such as bananas, pineapples or citrus, supplied mainly by Costa Rica, Spain and Colombia. 

Ma veniamo alle curiosità! Nel 2017 ogni famiglia ha acquistato una media di 182 kg di frutta e 150 kg di verdure per un valore di spesa pari a € 555. Le mele, le arance e le banane sono i frutti più amati dagli italiani mentre se la contendono pomodori, insalate e zucchine fra le verdure.

But let’s get to the curiosity! In 2017, each family purchased an average of 182 kg of fruit and 150 kg of vegetables for a value of € 555. Apples, oranges and bananas are the most loved fruits by Italians while they compete with tomatoes, salads and zucchini among the vegetables.

La certezza che abbiamo dopo l’esperienza al Fruit Logistica di Berlino è che la frutta si ama sempre più. Del resto gli italiani, si sa, sono sempre stati delle buone forchette!

 

Il kiwi amico dei bambini

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Sane abitudini quotidiane e soprattutto una corretta alimentazione possono aiutare i nostri piccoli a diventare più forti, aumentando le loro difese immunitarie. Nella prevenzione il kiwi la fa da padrone!

Healthy daily habits and above all proper nutrition can help our little ones become stronger, increasing their immune defenses. In prevention, the kiwi is king!

Ricca di vitamine e sostanze nutritive utilissime per la crescita, la frutta è da sempre uno degli alimenti maggiormente consigliati dai pediatri: in particolare il kiwi si è dimostrato essere un vero toccasana per grandi e piccini. Grazie alla considerevole presenza di potassio, prezioso alleato contro la ritenzione idrica, e di pectina, sostanza in grado di infondere un appagante senso di sazietà, questo gustoso frutto è ottimo per donare benessere e nuovo equilibrio a alle mamme, ai papà e ai piccini.

ARich in vitamins and nutrients very useful for growth, fruit has always been one of the most recommended foods by pediatricians: in particular, the kiwi has proved to be a real cure for young and old. Thanks to the considerable presence of potassium, a precious ally against water retention, and of pectin, a substance capable of infusing a satisfying sense of satiety, this tasty fruit is excellent for giving mothers, fathers and children good health and new balance.

Ma è soprattutto per i bambini che il kiwi si dimostra essere uno di quegli amici speciali difficili da sostituire. La quantità di vitamina C in esso contenuta è infatti straordinaria, persino superiore a quella degli agrumi, per non parlare dell’alta concentrazione di preziosi minerali, tra cui ferro, potassio e rame.

But it is above all for children that the kiwi proves to be one of those special friends who are difficult to replace. The amount of vitamin C it contains is indeed extraordinary, even higher than that of citrus fruits, not to mention the high concentration of precious minerals, including iron, potassium and copper.

Ed ora volete scoprire un segreto? I bimbi cresciuti a suon di kiwi Gullino sono più forti ;)

Parola della famiglia Gullino

Sfide climatiche e frutta. La lotta di chi ama la terra

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Essere soggetti alle temperature climatiche in continuo mutamento non è cosa semplice per chi, come noi di Gullino, coltiva frutta. Fa caldo quando non dovrebbe e freddo quando ci si attende il tepore. Questo provoca un grande impegno da parte nostra e dei nostri agronomi nel garantire una raccolta impeccabile, che preservi il prodotto e i suoi gradi brix.

Being subjected to constantly changing climatic temperatures is not easy for those who, like us at cGullino, grow fruit. It is hot when it should not and cold when the warmth is expected. This causes a great commitment from us and our agronomists to guarantee an impeccable harvest, which preserves the product and its brix degrees.

Eppure la sfida è grande e non sempre il valore del prodotto immesso sul mercato corrisponde all’impegno profuso per la coltivazione… ed è qui che nasce la riflessione di noi addetti ai lavori: in che modo valorizzare il prodotto italiano?

And yet the challenge is great and the value of the product put on the market does not always correspond to the commitment made for cultivation … and this is where the reflection of us experts comes from: how to enhance the Italian product?

E’ necessario tutelare la nostra frutta nonché i consumatori che si ritrovano i prezzi della frutta alle stelle, perché la qualità sia sempre più alla portata di tutti: produttori e consumatori.

It is necessary to protect our fruit as well as the consumers who find the prices of fruit skyrocketing, so that quality is increasingly available to everyone: producers and consumers.

Gli italiani sono i più ghiotti di frutta anche a lavoro

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Se ne parla da tempo e non è una bufala. Gli italiani sono dei grandissimi consumatori di frutta e non è un trend passeggero ma un dato di fatto dell’ultimo quinquennio, che vede il comparto frutticolo proiettato verso i nove milioni di tonnellate di consumo.

This news is true! Italians are huge consumers of fruit and are not a passing trend but a fact of the last five years, which sees the fruit sector projected towards nine million tons of consumption.

I frutti più acquistati dagli italiani sono quelli aspri e colorati. Arance, limoni, clementine, kiwi e mele rappresentano mediamente il 25% degli acquisti di frutta.

Ad incrementare questa sensibilità ci sono le aziende che sempre più spesso scelgono di intervenire sulle mense aziendali. Sostituire il dolce di fine pasto con l’esclusiva proposta di frutta è il nuovo trend dell’alimentazione da ufficio.

i-dirigenti-aziendali-che-hanno-pasto_1170-1747The fruits most bought by the Italians are the sour and colored ones. Oranges, lemons, clementines, kiwis and apples represent on average 25% of fruit purchases.

To increase this sensitivity there are companies that increasingly choose to intervene on company canteens. Replacing the dessert at the end of a meal with the exclusive fruit proposal is the new trend in office food.

Gli italiani sono sempre più sensibili verso uno stile di vita sano e gratificano tutto il nostro comparto frutticolo.

Ora tocca a noi! Coltivare frutta gustosa e sana è la nostra sfida per sostenere questo cammino in corso.

Italians are increasingly sensitive to a healthy lifestyle and are gratifying our entire fruit sector.

Now it’s up to us! Growing tasty and healthy fruit is our challenge to support this ongoing journey.

 

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