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La mela, frutto del desiderio di orsi e cervi preistorici

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Si narra ( e sembra proprio che sia la verità storica) che la mela non sia scomparsa dal nostro pianeta Terra grazie agli animali preistorici. L’evoluzione di questa importante pianta, infatti, sembra trovi origine nella preistoria e lo sviluppo di questi frutti dalle grandi dimensioni avrebbe attratto i grandi animali, i quali mangiandoli hanno facilitato la dispersione dei semi.

It is said (and it seems to be the historical truth) that the apple has not disappeared from our planet Earth thanks to prehistoric animals. The evolution of this important plant, in fact, seems to have originated in prehistory and the development of these large fruits would have attracted large animals, which by eating them facilitated the dispersion of the seeds.

orso-bruno-eleonora-mosca-i-love-val-di-nonrDiverse prove archeologiche, paleontologiche e genetiche, raccolte in uno studio pubblicato sulla rivista “Frontiers in Plant Science” da Robert Spengler, del Max-Planck-Institut per la storia umana di Jena in Germania, ha chiarito con un dettaglio senza precedenti l’evoluzione di questa varietà vegetale, una delle più diffuse nei climi temperati.

Several archaeological, paleontological and genetic tests, gathered in a study published in the journal “Frontiers in Plant Science” by Robert Spengler, of the Max-Planck-Institut for the human history of Jena in Germany, clarified with unprecedented detail the evolution of this plant variety, one of the most widespread in temperate climates.

Ma mettiamo in ordine i fatti. Molte specie di frutti dalle piccole dimensioni – come nel caso di ciliege e lamponi – possono essere facilmente consumati dagli uccelli, che poi contribuiscono a disperderne i semi. Non vale lo stesso per specie come il melo, il pero e il pesco che hanno frutti ben più grandi, esito di un’evoluzione avvenuta allo stato selvatico milioni di anni prima che gli esseri umani ne iniziassero la coltivazione. Ma se gli uccelli hanno, da sempre, aiutato la dispersione dei semi di frutti di piccole dimensioni, allora quali animali sono stati ghiotti di mele, nella preistoria, al punto da favorirne la dispersione dei semi? Sembrerebbero essere stati proprio orsi e cervi.

orso-mangia-mele-780x410But let’s put the facts in order. Many species of small fruits – as in the case of cherries and raspberries – can be easily consumed by birds, which then contribute to dispersing the seeds. The same is not true for species such as the apple tree, the pear tree and the peach tree that have much larger fruits, the result of an evolution that took place in the wild millions of years before human beings started cultivation. But if the birds have always helped the dispersion of the seeds of small fruits, then which animals have been fond of apples, in prehistory, to the point of favoring the dispersion of the seeds? It would seem to have been just bears and deer.

Prima della fine dell’ultima glaciazione, cioè circa 12.500 anni fa,  abbiamo assistito ad una forte diminuzione delle popolazioni di grandi mammiferi come gli orsi e i cervi (i ghiottoni di cui eravamo alla ricerca). La loro diminuzione ha, contestualmente, rallentato anche la dispersione dei semi del melo, che non riuscivano più a colonizzare aree molto distanti. Di conseguenza, le popolazioni di meli sono rimaste isolate tra loro, fino al momento in cui gli esseri umani hanno iniziato a trasportare frutta lungo tutta l’Eurasia.

124736319-53e52ca7-bf27-4d33-bb25-352811e0693bQuesta ricostruzione è stata confermata dagli studi genetici i quali hanno documentato che la mela moderna è un ibrido di almeno quattro varietà selvatiche, e che la principale popolazione ancestrale delle varietà diffuse attualmente si trova ancora sulle montagne di Tien Shan, in Kazakhstan, lungo l’antica Via della seta.

This reconstruction has been confirmed by genetic studies which have documented that the modern apple is a hybrid of at least four wild varieties, and that the main ancestral population of the varieties currently widespread is still found in the mountains of Tien Shan, in Kazakhstan, along the ancient Silk Road.

E’ dunque probabile che siano stati gli scambi commerciali a mettere in contatto fra loro le diverse varietà. Poi api e altri insetti impollinatori hanno fatto il resto: gli ibridi risultanti, come spesso avviene, hanno iniziato a produrre frutti più grandi. In seguito, gli esseri umani hanno selezionati gli alberi più rigogliosi e iniziato a praticare innesti e a piantare nuove piante.

La conclusione più bizzarra di questo articolo potrebbe essere la scoperta che orsi e cervi siano stati i primi ad apprezzare la mela. Ghiottoni!!!

It is therefore likely that it was trade that brought the different varieties into contact. Then bees and other pollinating insects did the rest: the resulting hybrids, as often happens, have begun to produce larger fruits. Later, humans selected the most luxuriant trees and started to plant grafts and plant new plants.

The most bizarre conclusion of this article could be the discovery that bears and deer were the first to appreciate the apple. Wolverines !!!

 

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Saluzzese, terra di frutta e biodiversità

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Il saluzzese è il regno delle coltivazioni frutticole che qui hanno trovato l’habitat ideale.

In questa nostra zona i terreni non hanno ristagni d’acqua, l’atmosfera è luminosa e asciutta e vi è un forte divario di temperature fra giorno e notte tale da favorire maturazione e colorazione dei frutti.

Saluzzo is the realm of fruit crops that have found the ideal habitat here.

In this area of ours the soils do not have stagnant water, the atmosphere is bright and dry and there is a 28069large difference in temperatures between day and night such as to favor ripening and coloring of the fruits.

Carlo Borda, nella sua relazione del 1881 in nome del Comizio Agrario di Saluzzo, scrive:

Carlo Borda, in his report of 1881 in the name of the Comizio Agrario di Saluzzo, writes:

Il nostro circondario gode di una meritata fama, per la squisitezza dei suoi frutti. Le castagne dei nostri monti, le pesche delle pianure saluzzesi, le mele di Bagnolo, di

Barge, di Rossana, di Costigliole e di Piasco, i fichi delle nostre colline, varie qualità di pere, le susine, le noci sono un importante commercio di esportazione.

 

Our district enjoys a well-deserved reputation, for the exquisiteness of its fruits. The chestnuts of our mountains, the peaches of the Salento plains, the apples of Bagnolo, Barge, Rossana, Costigliole and Piasco, the figs of our hills, various types of pears, plums, walnuts are an important trade in export.

La frutticoltura si è sviluppata nel tempo tanto da divenire predominante nella zona pedemontana che mela fruttetocorre dal confine con la provincia di Torino fino a Cuneo e che ha il suo centro a Saluzzo. Nei dintorni di Manta si trovano numerosissimi filari di mele mentre, se si scende verso Lagnasco, è più diffusa la coltivazione della pesca. Altri protagonisti indiscussi di questo territorio sono i kiwi, di cui si fregiano le produzioni Gullino, insieme a quelle della mela.

Fruit growing has developed over time so as to become predominant in the piedmont area that runs from the border with the province of Turin to Cuneo and that has its center in Saluzzo. In the surroundings of Manta there are numerous rows of apples while, if you go down towards Lagnasco, fishing is more widespread. Other undisputed protagonists of this territory are the kiwis, whose Gullino productions are adorned, along with those of the apple.

Nel saluzzese sono preziose e prelibate anche le “ramasin” e il “pero”.

Saluzzo si erge decisamente a patria italiana della biodiversità.

 

 

5 cose che non sai del kiwi

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Noi italiani siamo il secondo Paese la mondo per produzione di kiwi. Il frutto verde, peloso e poco bello alla vista, è caratterizzato da alcune proprietà che ci aiutano a stare meglio. Molte le conosciamo già: miglior apporto di acido folico, abbattimento del mal di testa e della sonnolenza, rallentamento dell’invecchiamento della pelle ecc…

Eppure ci sono altre 5 cose davvero speciali che ancora non conoscete del kiwi. Ve le raccontiamo una ad una.

  1. Il 90% dei kiwi che consumiamo sono di provenienza italiana. Mangiare kiwi, quindi, è un buon modo per sostenere l’agricoltura del nostro territorio
  2. Ne esistono di tutti i colori, dai più piccoli ai più grandi. In effetti sui banchi possiamo trovare i kiwi a polpa gialla, quelli a polpa verde, quello a polpa rossa e quello bicolore con striature gialle e rosse oppure verdi e rosse. Inoltre incontriamo kiwi monodose da mangiare con il cucchiaino (quelli classici) e kiwi così piccoli che si divorano in un solo boccone
  3. kiwi-rosso-1300x867E’ un integratore naturale in quanto ricco di vitamine C, B1, B2, B3 e B9, di provitamina A, di calcio, ferro e proteine.
  4. E’ uno dei pochi frutti che apporta clorofilla, un pigmento vitale per la fotosintesi, che permette alle piante di ottenere energia dalla luce. La molecola della clorofilla contiene magnesio, importate per il metabolismo energetico, il sistema nervoso e quello muscolare, utile per combattere stanchezza e affaticamento.
  5. E’ un frutto furbetto. Essendo ricco di vitamina C aiuta a fissare il ferro contenuto negli alimenti: quindi è perfetto a fine pasto dopo una bistecca di vitello, un filetto di maiale, un trancio di salmone o una scaloppina di pollo. Ma c’è un altro motivo per cui il kiwi è perfetto con gli alimenti proteici: è l’unico frutto che contiene actinidina, un enzi­ma naturale che facilita la digestione delle proteine.
    Grazie all’alto contenuto di potassio, il kiwi stempera il sodio dei salumi (con cui è delizioso, provare per credere con la mortadella) e dei formaggi (è perfetto con quelli freschi e cremosi), facilitando al contempo la disponibilità delle proteine che contengono.

Gullino dona alla LILT il ricavato della vendita dei libri

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Nella giornata di venerdì 10 maggio è accaduto qualcosa di molto umano e speciale.

Siamo finalmente riusciti a chiudere la raccolta fondi a favore della LILT di Saluzzo, donando ad una realtà del nostro territorio ciò che abbiamo raccolto attraverso la vendita del libro “Le Avventure di Kiwito e Galita“.

Abbiamo girato in lungo e in largo fra Piemonte e Lombardia, stretto moltissime mani, allacciato nuovi rapporti e fatto felici moltissimi bambini e moltissime scuole; ciò è stato possibile grazie ai laboratori didattici, alle presentazioni del libro in librerie e festival kIWItO1d’eccezione, al sostegno delle aziende che li hanno scelti come regalo di natale per i bimbi dei propri collaboratori, alla forza dell’autore Gianluca Orrù e dell’illustratore Fijodor Benzo, che non hanno mai smesso di essere presenti in tutte le occasioni di incontro con i lettori.

Le Avventure di Kiwito e Galita è un libro magico, che apre il cuore di chi lo legge. Grazie a questo prezioso strumento ci siamo sentiti più fieri di noi stessi e del lavoro che facciamo ogni giorno. Abbiamo scosso la terra così come le ragioni che muovono i corretti stili alimentari. Per questo ora doniamo alla LILT il nostro contributo: per fare un inno alla vita, alla salute e a chi sostiene le persone nei processi di prevenzione.

La LILT di Saluzzo, nella persona del Presidente provinciale Prof. Sergio Giraudo e del Fiduciario Gianfranco Fortina, utilizzerà il fondo per la serata “ Alimentazione e corretti stili di vita” in programma martedì 28 maggio nell’Antico Palazzo Comunale di Saluzzo .

 

IMG-20190515-WA0015La restante parte del contributo verrà destinata per l’attività che la LILT svolge nelle scuole:

  • informazione ed educazione alla salute: il messaggio che i volontari divulgano nelle scuole dell’infanzia e primaria. E’ proprio attraverso le istituzioni scolastiche che è possibile coinvolgere un gran numero di persone, non solo studenti, ma anche insegnanti e famiglie.
  • Prevenzione del tabagismo un progetto che la LILT porta nelle terze classi delle scuole medie di Saluzzo e Manta.

Siamo fieri di voi che lo avete scelto per la libreria dei vostri bambini. Siamo fieri di chi si adopera per promuovere la salute. Siamo fieri della nostra frutta, fonte di vita!

 

 

 

Giovanni Gullino interviene sull’appello a sostegno dell’agricoltura italiana

We sincerely believe in this fruit because we thik is both healthy and tasty and that builds consensus Giovanni Gullino.

Noi di questa generazione siamo un po’ figli di una stagione d’oro dell’ortofrutta italiana e forse cominciamo solo ora a renderci bene conto delle difficoltà prospettiche del comparto. Le attuali condizioni ci portano a rischiare di accontentarci di lavorare per salvare le spese o per la passione, piuttosto che per fare reddito, mentre dovrebbe essere quest’ultimo su cui basare qualunque tipo di impresa”.

 

Così Giovanni Gullino dichiara a FreshPlaza nel manifestare il proprio appoggio all’iniziativa a sostegno dell’agricoltura italiana.

Esprimo la mia vicinanza: questa mobilitazione è un segnale importante, soprattutto se giovannispingerà qualcuno più in alto di noi a fornirci degli strumenti idonei alle mutate condizioni del mercato attuale. Serve infatti maggiore concentrazione e maggior peso nella contrattazione. Ritengo sia una grande e difficile sfida alterare la situazione per quanto riguarda i costi del lavoro e i prezzi di vendita sul mercato, ma dobbiamo provarci anche se purtroppo abbiamo imparato che il mercato non lo si può controllare; sono però convinto che si possano creare delle soluzioni per sostenere le imprese italiane riportandole a fare reddito

L’imprenditore un po’ si sorprende che le politiche comunitarie degli ultimi decenni, volte a potenziare l’aggregazione sul fronte dell’offerta e a stimolarne la competitività attraverso le Organizzazioni di produttori-OP, non abbiano poi sortito gli effetti sperati.

Forse – osserva Gullino – non abbiano saputo cogliere anche i possibili limiti di questo modello di sviluppo: probabilmente il mondo è cambiato più in fretta e su scala talmente grande, che neppure le OP più strutturate hanno le dimensioni idonee a sostenerne la globalizzazione; o forse è un modello che andrebbe ripensato meglio nella sua applicazione concreta. Fatto sta che questo è un ragionamento che attiene le stesse OP, le quali dovrebbero coinvolgere i sindacati agricoli per proporre una riforma. Le cose, infatti, si possono cambiare soltanto a livello macro: il singolo operatore, da solo, può poco o nulla. In ogni caso, condivido che sia giunto il momento di disegnare un intervento a favore del sistema ortofrutticolo nazionale, così come l’Unione Europea aveva fatto già negli anni 90 quando io avevo poco più di 20 anni, e si cominciava a parlare di organizzazioni di produttori.

Le sfide per il comparto del kiwi italiano
Essendo direttore generale e direttore acquisti presso la nostra azienda, specializzata nel commercio di kiwi, Giovanni Gullino analizza le diverse variabili che hanno reso più difficile la vendita di prodotto italiano negli ultimi anni.

Certamente non possiamo sottacere il fatto che la batteriosi dell’actinidia, con la quale combattiamo da almeno 7-8 anni, abbia comportato notevoli contraccolpi negativi per i GullinoGionostri areali produttivi, con un incremento dei costi e una flessione delle rese.

Su tutto ciò si è abbattuta poi la drammatica stagione 2017, in cui gelate e altri problemi meteo hanno fortemente ridotto la produzione italiana di kiwi, lasciando spazio a quella di altri stati emergenti, proposta a qualità convincente e prezzi competitivi. Una frammentazione dell’offerta e prezzi elevati per il prodotto italiano nella medesima annata 2017, se hanno favorito qualcuno, hanno però danneggiato molti altri, ostacolando anche la capacità da parte del mercato di assorbire un prodotto troppo costoso. A questo scenario, si aggiunga l’allungamento delle stagioni dell’emisfero australe, con il prodotto neozelandese che rimane sul mercato europeo fino a gennaio; o si pensi anche all’introduzione del kiwi giallo che ha comportato, diversamente dalle attese iniziali di “aggiungersi” alle vendite di quello verde, uno spostamento nelle preferenze di acquisto da parte del consumatore. Nel frattempo, le produzioni di kiwi in Grecia e altri stati aumentano e, inesorabilmente, il kiwi italiano rischia di perdere posizioni. Non si può ragionevolmente pensare di risolvere una situazione così complessa solo sperando che la prossima gelata colpisca altri e non noi! Ecco perché l’iniziativa a sostegno della competitività dell’agricoltura italiana è sensata ed è importante aderirvi.

Articolo tratto da FreshPlaza

Arrivano le mele piemontesi ecosostenibili e libere

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Gullino dallo scorso anno ha lanciato sul mercato una nuova mela resistente alla ticchiolatura, ecosostenibile e libera, perché non appartenente ad un club varietale.

Il progetto che parla di lei prende il nome di “Mela Qui” e in esso ha creduto fortemente Giovanni Gullino, che ci racconta:

Il nome? Vuole indicare che siamo qui in Italia, con una forte identità, territoriale

giovanniPer ora le mele per l’azienda rappresentano, a seconda delle annate, tra il 30 e il 40% della produzione complessiva, ma l’obiettivo è quello di arrivare al 50% tra biologiche e convenzionali. All’interno del nuovo marchio ombrello Mela Qui rientrano le varietà resistenti alla ticchiolatura, tutte con elevato grado brix e bassa acidità. Si tratta di 5 varietà – Crispina (Crimson Crisp®), Rossana (Inored Story®), Dolcina (Fujon), Mandy (Mandy® Inolov), Dalila (Dalinette).

Gullino crede molto in questo progetto in quanto, ricorda Giovanni:

Ai produttori è piaciuta molto l’idea di coltivare queste varietà di mele perché le conoscono già solo che non sono mai state promosse a dovere, e questo è quello che faremo noi.

Le mele sono tutte coltivate in terreni situati fra le province di Torino e di Cuneo, fra i 300 e i 700 metri di altitudine.

Scopri che maschera sei. Test della personalità

COPERTINA CARNEVALE

Il carnevale è ormai alle porte e noi di Gullino ti coinvolgiamo in un divertentissimo test di personalità!

Scegli la tua maschera di carnevale preferita e scopri chi sei davvero! Un beniamino della collettività o un perfido invidioso? Lasciati ispirare dalle maschere dei personaggi de “Le Avventure di Kiwito e Galita” e scopri qualcosa in più sulla tua vera personalità!

1. CARLO ARIE

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2. GALITA

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3. KIWITO

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4. COLE STEROLO

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1. SE HAI SCELTO CARLO ARIE – Sei un esserino sempre attento a ciò che accade intorno. Sospettoso e diffidente verso tutti, non ami né te stesso e né chi ti circonda. Il tuo punto debole sono i dolci, di cui ti abbuffi in modo smisurato. Ti piace indurre in tentazione gli altri, convincendoli a mangiare zuccheri e a fare molto male a sé stessi. Non ami avere amici e preferisci ritirarti in luoghi solitari per riflettere sul prossimo agguato da tendere ai bambini. Sei timido e solo.

2. SE HAI SCELTO GALITA – Sei un personaggio dolce e comprensivo; ti piace accorrere in aiuto di chi ha bisogno e l’altruismo è la bandiera della tua vita. Non lasceresti mai indietro nessuno e sei in grado di farti in 4 pur di vedere serenità e benessere fra le persone che ti circondano. Ami la natura e farti coccolare da un soffio di vento. Ti piace la vita all’aperto.

3. SE HAI SCELTO KIWITO – Non dormi la notte se c’è aria di ingiustizia. Sei battagliero, energico e dotato di una carica speciale che ti consente di combattere quotidianamente contro chi indebolisce te e le persone che ami. Le tue caratteristiche principali sono la determinazione e la caparbietà. Ami la vita e sei sempre positivo.

4. SE HAI SCELTO COLE STEROLO - Sei una persona che nutre molta rabbia verso il resto del mondo, tanto da invidiare chiunque sia sereno. Quando entri in un gruppo rompi subito gli equilibri che si sono creati. Ti piace importi e dominare. Non rispetti mai le idee degli altri.

Ovviamente tutto questo è un gioco, ma se intendi scoprire la vera identità di questi personaggi non ti resta che leggere il nostro libro Le Avventure di Kiwito e Galita.

Gullino approda su LinkedIN ed è sempre più SOCIAL

GULLINO SOCIAL COPERTINA fb

E’ da tempo che desideravamo essere laddove avremmo potuto incontrare i nostri più fidati fornitori e i nostri più cari clienti, ed ora ci siamo! E’ ufficiale: Gullino srl da oggi è su LinkedIN con una pagina tutta dedicata al mondo ortofrutticolo italiano, alla divulgazione in materia di sana e corretta nutrizione, alla diffusione della conoscenza sui propri metodi di coltura.

Gullino from today is on LinkedIN. On the Linkedin Gullino srl page there is a lot of news on the Italian fruit and vegetable world

Abbiamo scelto LinkedIN perché ci sembra il modo migliore per valorizzare il nostro prodotto fra un pubblico specializzato. Abbiamo una gran voglia di far conoscere i nostri metodi di produzione, la squisitezza della nostra frutta e il lavoro che c’è dietro per assicurare a tutti i nostri consumatori un prodotto genuino, sano ed etico. (Carola Gullino)

linkPer seguire la pagina LinkedIN è sufficiente cliccare il pulsante “Segui” presente sulla pagina. In questo modo sarete sempre aggiornati dall’azienda.

Go to Linkedin and click the “Follow” button. This is the way to be updated on news.

La pagina, infatti, sarà l’occasione per rilanciare gli articoli che Gullino da anni scrive e pubblica sul suo blog, strumento indispensabile di divulgazione.

On the blog you can find the articles of the official blog of Gullino.

Non dimenticate di visitare anche la pagina facebook Gullino Fruits, il profilo instagram gullino_fruits e il profilo Pinterest Gullino Fruits.

Do not forget to look for Gullino on all social networks: Facebook, Instagram, Pinterest and Linkedin.

 

Qui troverete tanta creatività sul tema della frutta e moltissimi spunti per arricchirvi con i colori!

 

Cosa cercano i consumatori di frutta e verdura?

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Anche quest’anno noi di Gullino abbiamo partecipato al Fruit Logistica di Berlino, un evento unico ed interamente dedicato al mondo ortofrutticolo internazionale.

Da quest’esperienza abbiamo ricavato molto. Non solo contatti commerciali e nuovi assi sui quali far Catturatransitare la nostra buonissima frutta, ma anche alcune informazioni indispensabili per conoscere il consumatore medio dei prodotti della nostra terra.

Chi è? In base a cosa sceglie o non sceglie di acquistare un prodotto? A cosa da più importanza?

Queste info le abbiamo ricavate dal Trend Report 2019 di Fruit Logistica e proviamo a condividerle con voi, dopo averle discusse ed ampliate con tutti i colleghi di settori incontrati nel corso dei 2 giorni a Berlino.

Qualità e assortimento sono gli elementi che più determinano la soddisfazione dei consumatori in merito ai prodotti freschi. Ma cosa si aspettano questi consumatori in futuro? (Anna Savarese, Engagement Manager di Oliver Wyman / Trend report 2019 Fruit Logistica)

Sembra, infatti, che i consumatori di prodotti freschi si aspettino esattamente 3 cose:

  1. Faster, easier, healtier – piatti pronti, soluzioni rapide per la preparazione dei pasti, ma sempre con una forte attenzione agli ingredienti e alla salute
  2. Emotional connection – possibilità di assaggiare più varietà di prodotti, consulenza, informazione e formazione in store, banchi gastronomia
  3. Fruit and veg with a good coscience – legame con il territorio, tracciabilità, stagionalità e sostenibilità, rispetto per l’ambiente (ad es. nel packaging)

elencoAlla luce di queste evidenze i retailer oggi sono chiamati sempre di più a rivedere la loro offerta di freschi lungo tutta la catena, dall’approvvigionamento alla presentazione e animazione nel punto vendita.

La qualità è il primo elemento ricercato dal consumatore ortofrutticolo, disposto a spendere una cifra più alta per gustare un kiwi gustoso e messo sul mercato al momento giusto della sua maturazione.

E’ importante non dimenticare che l’occhio vuole la sua parte, per questo chi espone meglio i prodotti li vende di più.

Al terzo posto di questa classifica, infatti, troviamo la “product presentation” quale fattore che incide sui consumi. Sembrerebbe che i canadesi siano molto più sensibili a questo rispetto agli italiani.

importIl consumatore fa attenzione al prezzo, ai servizi garantiti (come viene confezionato? Il packaging consente di conservarlo in frigo per qualche giorno?) ed anche al rispetto per l’ambiente.

Per noi di Gullino è fondamentale ricordare a tutti coloro che lavorano con noi che il nostro obiettivo quotidiano non è solo produrre della buona frutta, ma dar vita a delle vere e proprie esperienze di acquisto sano e genuino.

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