Svelati i segreti della raccolta delle mele Gullino. Intervista a Maurizio Ribotta

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Oggi su questo blog vogliamo farvi conoscere una persona molto preziosa nella nostra azienda Gullino.

Si chiama Maurizio Ribotta ed è il nostro responsabile tecnico. E’ lui che coccola e nutre le mele della nostra azienda per portare sulle nostre tavole un prodotto eccellente!

 

Lo abbiamo intervistato andando ad incontrarlo in frutteto, nel vivo del suo lavoro, fra i colori cangianti e vivi delle mele Gala.

 

maurizioCiao Maurizio! Su questo blog i lettori sono curiosissimi ed affamati non solo di frutta, ma anche di informazioni per nutrirsi bene e mangiare sano. Approfittiamo di te per toglierci qualche dubbio!

 

Come si fa una raccolte delle mele a regola d’arte? Da quali mele si comincia?

 

La data di inizio della raccolta delle mele, e di qualsiasi frutta, si stabilisce in primo luogo effettuando una serie di analisi per stabilire il corretto grado di maturazione. Nello specifico le analisi che effettuiamo, presso il nostro laboratorio, determinano dei parametri organolettici quali il contenuto in zuccheri, l’acidità, la degradazione dell’amido e la durezza. In prossimità del periodo di raccolta si vanno ad effettuare diversi controlli e quando i parametri citati in precedenza coincidono ai valori ottimali possiamo dare il via alle operazioni di raccolta. Stabilire il corretto periodo di raccolta è fondamentale al fine di garantire elevati standard di qualità per il consumatore, permettere una buona conservazione del prodotto ed infine garantire un prodotto idoneo alla manipolazione e al confezionamento.

Per la raccolta delle mele occorre staccare correttamente i frutti impugnandoli delicatamente con la mano senza tirarli ma ruotandoli in modo che il peduncolo rimanga attaccato al frutto.

In genere non si raccolgono mai tutti i frutti in un unico stacco ma si passa più volte raccogliendo sempre per primi i frutti più colorati ed esposti al sole.

 

Che cosa fa un tecnico come te in un’azienda agroalimentare?

In un’azienda agroalimentare come la nostra è fondamentale soddisfare tutte le diverse forme di qualità della frutta quali: COMMERCIALE (pezzatura, colorazione, resistenza alle manipolazioni, attitudine alla conservazione), NUTRIZIONALE (composizione chimica del prodotto: vitamine, elementi minerali …), SANITARIA (assenza di residui di agrofarmaci), SENSORIALE (grado di soddisfazione del consumatore), AUTENTICITÀ (affidabilità + sicurezza + origine indiscussa + genuinità).

Di conseguenza il mio ruolo sta proprio nell’attuare tutte quelle pratiche agronomiche a garanzia della qualità nella sua globalità. Inoltre è fondamentale nel mio operato mettere in campo tecniche di produzione che tutelino e valorizzino l’ambiente in cui è contestualizzato l’organo agricolo. A tal proposito oggi è fondamentale per noi operare con tecniche di agricoltura biologica e biodinamica, operare consapevolmente per la riduzione delle emissioni di CO2 e per la restituzione di fertilità al terreno sotto forma di humus.

 

Come si sviluppa un melo? Di quali cure ha bisogno?

La pianta di melo viene messa a dimora nel frutteto quando a circa uno/due anni di vita in vivaio. Prima di mettere a dimora le piante il frutteto viene preparato e in questa fase nutriamo il terreno con importanti apporti di sostanza organica sotto forma di letame maturo già parzialmente umificato. In seguito alla messa a dimora si procede con tutta una serie di cure soprattutto di potatura al fine di favorire lo sviluppo delle radici che sono le fondamenta della nostra pianta. La pianta di melo inizia a produrre dal secondo anno di messa a dimora e raggiunge la piena produzione al 5° anno. La pianta di melo richiede molte cure in primo luogo bisogna mantenere la fertilità del terreno per far si che gli elementi nutritivi vengano assorbiti al meglio dalla pianta. In seguito va difesa da tutte le patologie e i parassiti. Bisogna poi effettuare adeguate potature per mantenere il legno giovane e produttivo e regolare il giusto carico di frutti sulla pianta effettuando appositi diradamenti nel corso della stagione.

 

Ci sono mele che si dice siano clonate! Ci spieghi meglio cosa significa?

Il termine clonato è un po’ improprio. La selezione genetica consiste nell’individuare dei fenotipi mediante incroci e successive selezioni mirate al fine di raggiungere determinate caratteristiche di tipo estetico o ad esempio di resistenza a certe patologie. Non vengono effettuate pratiche di manipolazione genetica ma come vi dicevo si lavora sull’incrocio tra le varietà e la selezione.

 

Un’ultima curiosità per i nostri lettori, sempre più attenti alla salute e alla qualità del prodotto. Come viene nutrito il terreno di un meleto? In che modo Gullino fa crescere il suo frutteto?

Alla base della nutrizione vi è la vitalità del terreno. E’ fondamentale mantenere il massimo della vitalità del suolo con apporto continuo di sostanza organica umificata che migliora la struttura del terreno, aumenta la presenza di organismi (tipo lombrichi) e permette una maggior ritenzione idrica. Questo sta alla base del concetto di nutrizione. Poi in base alle esigenze si possono effettuare interventi mirati con apporto di specifici macroelementi in funzione dell’esigenza ella pianta.

La nostra mission in questo momento è quella di non usare più concimi di sintesi chimica e operare solo con concimazioni organiche al fine di rivitalizzare sempre il suolo e annullare eventuali rischi di inquinamento del terreno e delle falde.

 

 

Grazie Maurizio! Verremo a trovarti ancora per saperne di più sulla frutta Gullino!

mela frutteto

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