Climate Change. Siamo alla frutta!

Il climate change ha delle ricadute impietose sul settore ortofrutticolo ed incide anche sulle possibilità di venderne i frutti. Come ormai sappiamo da diversi anni la GDO chiede pezzature di frutta “belle”. Mele di una certa dimensione, senza ticchiolatura, kiwi uniformi, prugne perfette e lucide sono le preferite dai consumatori tanto da imporre ai produttori di stare molto attenti a preservare la bellezza dei frutti. Eppure se per l’uomo esiste la chirurgia estetica, per la frutta no per cui ci si ritrova a sperare che il tempo sia mite.  Il comparto ortofrutticolo deve vedersela ogni giorno con il cambiamento climatico, che modifica sempre più spesso forma e dimensioni dei prodotti e li rende più disomogenei e meno appetibili agli occhi della GDO.

E le conseguenze del climate change non si fermano qui. Il report di Terra onlus ne racconta diverse a conferma che il cibo bello fa male alla terra e al pianeta.

Per non parlare delle ricadute che diserbanti, pesticidi e sostanze chimiche hanno sul nostro sistema ambientale. Per questi motivi da diversi anni noi di Gullino abbiamo scelto di produrre in modo biologico o a residuo zero e il nostro impegno continua anche con l’installazione di pannelli fotovoltaici.

Ne parliamo in questo video, realizzato per celebrare il nostro impegno nel combattere i cambiamenti climatici.

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