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Climate Change. Siamo alla frutta!

Il climate change ha delle ricadute impietose sul settore ortofrutticolo ed incide anche sulle possibilità di venderne i frutti. Come ormai sappiamo da diversi anni la GDO chiede pezzature di frutta “belle”. Mele di una certa dimensione, senza ticchiolatura, kiwi uniformi, prugne perfette e lucide sono le preferite dai consumatori tanto da imporre ai produttori di stare molto attenti a preservare la bellezza dei frutti. Eppure se per l’uomo esiste la chirurgia estetica, per la frutta no per cui ci si ritrova a sperare che il tempo sia mite.  Il comparto ortofrutticolo deve vedersela ogni giorno con il cambiamento climatico, che modifica sempre più spesso forma e dimensioni dei prodotti e li rende più disomogenei e meno appetibili agli occhi della GDO.

E le conseguenze del climate change non si fermano qui. Il report di Terra onlus ne racconta diverse a conferma che il cibo bello fa male alla terra e al pianeta.

Per non parlare delle ricadute che diserbanti, pesticidi e sostanze chimiche hanno sul nostro sistema ambientale. Per questi motivi da diversi anni noi di Gullino abbiamo scelto di produrre in modo biologico o a residuo zero e il nostro impegno continua anche con l’installazione di pannelli fotovoltaici.

Ne parliamo in questo video, realizzato per celebrare il nostro impegno nel combattere i cambiamenti climatici.

Due modi di fare le cose per bene. Bio e residuo zero.

Gullino da anni è impegnata attivamente in un processo di riduzione del proprio impatto ambientale sul territorio e lo fa sia preservando le emissioni dannose in atmosfera che coltivando la propria frutta con metodi green. 

L’azienda opera da protagonista nel mercato dell’ortofrutta biologica perchè ha scelto di aderire a pieno ai 4 principi dell’agricoltura biologica: benessere, ecologia, equità e precauzione. 

In Piemonte e nel Lazio, in terre generose e fertili, Gullino produce kiwi e mele biologiche seguendo pedissequamente tutti i passaggi del disciplinare. Dalla coltivazione alla lavorazione, la frutta bio viene trattata esclusivamente con sostanze di origine naturale e minerale escludendo rigorosamente l’uso di fertilizzanti, fitofarmaci, diserbanti, prodotti medicinali e conservanti chimici di sintesi. 

“Le tecniche dell’agricoltura biologica rispettano l’ambiente e i suoi equilibri, e se la terra con noi è stata generosa sin dal primo momento consentendoci la coltivazione dei frutti che commercializziamo, noi non possiamo essere da meno con lei. Limitiamo, infatti, l’inquinamento atmosferico e delle acque, evitiamo lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali e l’erosione del suolo, scongiuriamo l’estinzione di organismi utili, preserviamo la biodiversità nell’ambiente” (Carola Gullino, ammistratore delegato).

Grazie a questo investimento nel biologico dal 2019 i frutti Gullino vengono distribuiti dalla filiera Almaverde Bio, una società consortile che associa 10 imprese dell’agroalimentare italiano con una comprovata esperienza nel settore biologico.

Oltre alle produzioni biologiche Gullino preserva le proprie mele anche con produzioni a residuo zero, sospendendo i trattamenti chimici sulle piante molto prima della raccolta in modo tale che sulle mele che arrivano a tavola non vi sia, appunto, nessun residuo. 

 

L’azienda garantisce, tramite il proprio sistema di qualità, una totale tracciabilità delle materie prime e un attento controllo qualità all’ingresso e all’uscita dei propri magazzini di condizionamento. Il rapporto con i produttori prevede frequenti visite sul campo, per trasmettere agli agricoltori tutte le informazioni e le competenze necessarie per uniformare prodotti e servizi alle più diversificate richieste dei clienti e ai più alti standard qualitativi che il comparto biologico richiede.

Gullino, inoltre, si avvale di laboratori di analisi riconosciuti a livello europeo ed effettua prelievi ed analisi a campione sulle principali partite per garantire una qualità totale al cliente finale.

 

Gullino save the planet! 

 

La passione per il biologico in una mela

Gullino nasce nel 1969 per volere di Attilio Gullino che si lancia nel business del kiwi diventando ben presto uno dei produttori più virtuosi del Piemonte. Con l’arrivo delle nuove generazioni Gullino, Carola e Giovanni continuano il lavoro del padre per la valorizzazione del kiwi ma scelgono anche di puntare su qualcosa di nuovo, che abbia delle grandi ricadute sull’ambiente. E’ così che nasce la mela biologica Gullino.

La mela è un frutto eternamente favoloso di cui Gullino coltiva le varietà Gala, Red Delicious, Golden Delicious, Braeburn, Fuji ed altre mele resistenti alla ticchiolatura. 

E’ proprio grazie ad un grande lavoro di squadra, nato in seno all’amore per la terra, che Gullino ottiene la certificazione di Mela Rossa di Cuneo IGP e successivamente anche quella per la produzione della mela biologica.

E’ questa la vera innovazione che traina, ancora oggi, l’azienda verso un vero percorso volto alla sostenibilità ambientale. 

Gullino, infatti, aderisce ai 4 principi dell’agricoltura biologica garantendo, con il proprio lavoro quotidiano, il principio del benessere, dell’ecologia, dell’equità e della precauzione. 

La conoscenza diretta e capillare dei singoli produttori fa si che vi sia sempre un attento controllo qualità all’ingresso. Il rapporto diretto con tutti i produttori di mele bio consiste in frequenti visite sul campo volte a mantenere altissimi standard qualitativi, come la coltivazione biologica richiede. 

Per Gullino, infatti, il biologico è diventato una vera e propria passione e mantenere tale certificazione è cosa alquanto complessa ma consente di aggiudicarsi fette di mercato che ripagano di tutta la fatica profusa. 

Oggi Gullino produce circa 100.000 quintali di frutta certificata bio, tutta coltivata con pratiche agricole che garantiscono di ottenere un prodotto libero da qualsiasi molecola di sintesi. Le mele sono trattate esclusivamente con sostanze di origine naturale e minerale, escludendo rigorosamente l’uso di fertilizzanti, fitofarmaci, diserbanti, prodotti medicinali e conservanti chimici in sintesi. 

Le tecniche dell’agricoltura biologica rispettano l’ambiente e i suoi equilibri, e se la terra con noi è stata generosa sin dal primo momento consentendoci la coltivazione dei frutti che commercializziamo, noi non possiamo essere da meno con lei. Gullino limita, infatti, l’inquinamento atmosferico e delle acque, evita lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali e l’erosione del suolo, scongiura l’estinzione di organismi utili, preserva la biodiversità nell’ambiente.

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RICETTA FRAPPE’ ALLA MELA

La mela biologica Gullino è ideale per la realizzazione di una ricetta fresca come il frappè. 

Per realizzarla sono necessari 120 ml di latte, 2 cucchiaini di zucchero, 1 mela, 1 spruzzata di limone e cannella quanto basta. 

 

In un frullatore ad immersione inseriamo la mela a cubetti, lo zucchero, la cannella ed il limone. Frulliamo bene e poi aggiungiamo il latte freddo, continuando a frullare fino ad ottenere una crema densa e spumosa. 

A questo punto il frappè è pronto. Mettetelo in frigo e servitelo fresco con una spruzzatina di zucchero a velo. 

 

Raccogliere i frutti. I volti dietro una storia di famiglia

Questo mese nell’ambito della campagna “Gullino Loves People” vi parliamo di come sono stati “raccolti i frutti” in azienda.

I frutti sono la metafora di tutte le cose sane e genuine che riusciamo a mettere nel mondo ed anche in Gullino questo processo virtuoso di “semina” è avvenuto con successo. Papà Attilio, infatti, è riuscito a trasmettere la passione per il settore ortofrutticolo ai suoi figli, Carola e Giovanni, i quali oggi sono il vero motore propulsivo dell’azienda cuneese.

In questa videointervista Carola, direttrice generale ed amministratrice delegata dell’azienda, ci racconta quando ha deciso di intraprendere questo percorso e perché.

Non è scontato raccogliere le redini dell’azienda di famiglia. Per farlo (e farlo con vero successo) è necessario che vi sia passione e voglia di innovare, quella che Carola da anni mette in circolo. E’ riuscita a fare dell’ortofrutta un mestiere “bello” e “femminile”, impegnandosi nel posizionamento dell’immagine aziendale sia attraverso attività di marketing che con la sua partecipazione alla fondazione dell’Associazione Nazionale Donne dell’Ortofrutta, di cui oggi è vicepresidente.

Cosa si aspetta dalla sua azienda nel futuro? Quali frutti raccoglieranno le prossime generazioni? Ce lo racconta in questa videointervista. 

 

Un vero boom in Piemonte di mele bio

Su 225mila tonnellate, 40mila sono biologiche. Carola Gullino: “E’ la consapevolezza del consumatore che ha fatto crescere i consumi”

Per il 2020 l’Italia stima una produzione di mele biologiche pari a circa 178mila tonnellate su un volume totale di quasi 2,1 milioni di tonnellate. L’anno scorso, con una produzione totale sugli stessi livelli, le mele bio erano 155mila tonnellate. Nell’ultimo anno, quindi l’incidenza delle mele bio sul totale è passato dal 7,4% a quasi un punto percentuale in più.
Regione produttrice leader è l’Alto Adige con 68.638 ton ma decisamente in crescita è il Piemonte con più di 40mila ton di mele bio su una produzione totale di 225mila tonnellate. L’anno scorso su una produzione totale che sfiorava le 200mila ton, la produzione biologica non arrivava a 30mila, quindi possiamo parlare per il Piemonte di una vera esplosione bio (dati Assomela e Cso Italy).

La vocazione bio di Gullino

“È dalla fine degli anni ’90 che ci dedichiamo alla produzione di frutta certificata da agricoltura biologica, sia in Piemonte che nel Lazio – dice Maria Carola Gullino, amministratore della società Gullino srl di Saluzzo (Cuneo) – Oggi ne produciamo circa 10mila tonnellate, di cui il 60% è composto da mele. Il rimanente 40% è suddiviso tra kiwi e drupacee”.

“Grazie all’areale in cui produciamo, riusciamo ad avere elevati standard qualitativi, difficilmente avvicinabili da altri Paesi. La crescita del mercato bio è appena iniziata e ci saranno delle opportunità commerciali importanti nel futuro prossimo. C’è interesse crescente da parte del consumatore che vuole essere sicuro di quello che mangia e vuole verificare la certificazione e la tracciabilità del prodotto. Solo se si eseguono le pratiche agricole biologiche e biodinamiche si può avere un prodotto libero da qualsiasi molecola di sintesi e l’ente certificatore fa sì che questo sia garantito ai consumatori. Consumatori che vogliono sempre più sapere cosa mangiano. E’ la consapevolezza che ha fatto crescere i consumi”.

Con la situazione sanitaria mondiale incerta e in evoluzione, bisogna navigare a vista. “Siamo dell’idea che bisogna vendere e lavorare il più possibile – osserva Gullino – Siamo pronti a qualsiasi scenario ma, anche se la situazione dovesse peggiorare, non dovrebbe esserci una diminuzione dei consumi. Potrebbero esserci, invece, maggiori costi da imputare ai trasporti e al confezionamento, ma comunque gestibili”.

Quest’anno la produzione di mele dell’azienda Gullino si attesta intorno alle 22mila tonnellate, delle quali il 40% biologiche. La merce arriva esclusivamente da produttori piemontesi, la metà dalle aziende agricole di proprietà. “Spediamo in Regno Unito, Italia, Belgio, Ungheria, Repubblica Ceca, Olanda e Germania. Esportiamo il 70% della produzione bio; sicuramente i più attenti al prodotto biologici sono i paesi del nord Europa”, commenta Maria Carola Gullino che aggiunge: “A livello commerciale ci possiamo ritenere soddisfatti per le vendite del primo trimestre, nonostante un mercato partito in sordina, soprattutto per il prodotto convenzionale, nel mese di settembre la richiesta è andata a incrementare soprattutto sulla mela estiva. Per quanto riguarda il convenzionale, il nord Africa, in particolare l’Egitto, ha registrato volumi importanti rispetto alle altre annate; lo stesso per il Regno Unito, ma sul prodotto bio, complice anche la scarsa offerta per certe pezzature”.
Intanto, il biologico trova sempre più spazio per un prodotto con specifiche qualitative alte, come grado zuccherino e durezza della polpa, standard selettivi che permettono di mantenere un prezzo interessante. Sul fronte del packaging, infine, Gullino sta introducendo il vassoio senza plastica, come richiesto da alcuni clienti.

 

Fonte: https://www.myfruit.it/biologico/2020/11/mele-bio-e-boom-in-piemonte.html

Intervista a Giovanni Gullino sulla campagna della mela

Oggi incontriamo Giovanni Gullino, AD di Gullino srl.

Con lui parliamo della campagna delle mele. Come si svolge e quanto vengono vendute le succose mele dell’azienda di famiglia?

Scopriamolo insieme chiacchierando con lui

10bassaGiovanni, è appena iniziata la campagna delle mele, frutto che rappresenta una parte del core business aziendale. Che previsioni hai per Gullino?

Il progetto mele sta crescendo e si sta completando di stagione in stagione. Quest’anno raddoppieremo la nostra produzione privata e anche i produttori che hanno aderito alla nostra azienda stanno avendo riscontri soddisfacenti sui volumi. Quindi pensiamo di avere il 50%  in più di prodotto rispetto alla scorsa stagione. Questa è la prova della crescita virtuosa del nostro progetto sulla mela, della ricerca virtuosa di nuove varietà ad alta produzione e alta qualità organolettica.  Il futuro dell’azienda è in queste strategie.

In generale ti aspetti che i volumi produttivi nazionali superino quelli dello scorso anno?

Le previsioni di produzioni melicole nazionali vedono una stima molto simile alla scorsa campagna. Purtroppo il clima sempre più ostile, fra gelate primaverili, grandinate e estati calde decurta ogni anno le quantità di merce di cat. I. Ma fino alla fine della raccolta non è semplice esprimere i numeri. Restiamo fiduciosi.

Gullino è un’azienda che si distingue per la sempre maggiore attenzione data a produzioni biologiche. Da quanti anni avete iniziato a produrre bio e come sta andando per kiwi e mele?

È dalla fine degli anni ’90 che ci dedichiamo alla produzione di frutta certificata da agricoltura biologica, sia in Piemonte che nel Lazio. Io stesso sono cresciuto dentro questo percorso e oggi produciamo circa 100.000 quintali di frutta certificata bio, di cui circa il 60% sono tutte mele. Il rimanente 40% è suddiviso fra kiwi e drupacee. Grazie all’area in cui produciamo, ai territori destinati alle nostre specialità, riusciamo ad avere degli standard qualitativi alti, difficilmente avvicinabili da altri Paesi. La crescita del mercato biologico è appena iniziata e ci saranno delle opportunità commerciali importanti nel futuro prossimo. Noi, nel biologico, crediamo fermamente.

Gullino - 1.00_01_11_17.Immagine013Quest’anno i consumatori hanno premiato le aziende che producono frutta e verdura biologica. I consumi sono aumentati di circa il 3,5%. Secondo te qual è il motivo di questa maggiore attenzione dei consumatori?

Notiamo una crescita dell’interesse da parte del consumatore che vuole essere sicuro di quello che mangia e vuole verificare la certificazione e la tracciabilita del prodotto. Solo se si eseguono le pratiche agricole biologiche e biodinamiche si può avere un prodotto libero da qualsiasi molecola di sintesi e l’ente certificatore fa si che al consumatore questo venga davvero garantito.  A mio parere, però, sarebbe necessaria una maggiore visibilità del prodotto bio nei punti vendita, oltre che una sensibilizzazione capillare sui temi della sostenibilità e del green. Noi di Gullino cerchiamo di fare questo con la nostra comunicazione aziendale, dando una mano non solo a noi stessi ma a tutto il settore.  I consumatori vogliono sapere cosa mangiano ed è giusto che gli vengano date le giuste informazioni. E’ la consapevolezza che ha fatto crescere i consumi.

E a questo punto non possiamo non parlare dell’accordo fatto da Gullino con Apofruit. Buona parte della vostra produzione biologica, infatti, andrà ad arricchire l’offerta del gruppo Canova, società del gruppo Apofruit licenziataria del famoso marchio Almaverde Bio. Perchè per voi è così importante questo accordo e come mai avete scelto proprio  Apofruits e non altre realtà?

Noi abbiamo scelto di stringere questo accordo per le reciproche sinergie,  per fare sistema e combattere la concorrenza estera, perché con Apofruits condividiamo i  valori commerciali e agricoli che viviamo con la stessa etica e passione. Canova / Almaverde Bio rappresenta il traguardo dell’agricoltura biologica italiana oggi, in cui i consumatori devono pretendere  che il prodotto sia certificato bio e che la qualità sia ottima . Il nostro obiettivo è dare il top della qualità con il certificato bio e una tracciabilita sicura e completa.

 

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Carola Gullino alla 71^ Fiera del Peperone di Carmagnola

È tutto pronto per la 71^ edizione della storica manifestazione piemontese Fiera del Peperone di Carmagnola, una “Edizione Speciale e Diffusa”, con un format nuovo ed esteso in diverse aree della città.

Tra le novità c’è la Fiera Digitale, con uno studio televisivo allestito all’interno della Chiesa di San Filippo, trasmissioni in streaming di interviste, show cooking e molto altro.

Fra i vari appuntamenti è immancabile la presenza di Gullino, azienda protagonista in Piemonte per le produzioni del settore ortofrutticolo. Il 4 novembre, alle ore 19.20, vi aspettiamo in streaming per seguire l’intervista di Simona Riccio a Carola Gullino, AD Gullino srl, dal titolo GULLINO E I SUOI FRUTTI.

Si parlerà del consumo di prodotti biologici, decisamente in aumento grazie ad una percezione di garanzia, qualità e sicurezza superiore rispetto al tradizionale da parte delle persone. Situazione confermata anche in fase di lockdown, dove i consumatori si sono rivelati sempre più bisognosi di informazioni chiare soprattutto da parte dei produttori. Carola Gullino, infatti, ci accompagnerà in un viaggio del cuore della sua azienda piemontese, fondata nel 1969 e specializzata nella produzione e commercializzazione di kiwi, pesche, nettarine, prugne e mele. Del biologico Carola ne ha fatto il core business aziendale, per dare sempre maggiore attenzione all’ambiente ed al benessere dei bambini. Ed è proprio ai bambini che Carola Gullino pensa da anni, tanto da aver pubblicato del 2019 un libro importante, “Le Avventure di Kiwito e Galita”, per avvicinarli ad una sana e corretta alimentazione a base di frutta e verdura. Gullino è un’azienda giovane, che cavalca le tendenze e sfrutta le opportunità del web e dei social network per comunicare in maniera corretta ai consumatori. Non perde opportunità per fare informazione a 360° gradi sul mondo della salute e della frutta.

PER SEGUIRE L’INTERVISTA A CAROLA GULLINO SINTONIZZATI IL 4 NOVEMBRE ALLE ORE 19.20 

– su facebook.com/fiera.peperone 
– sul canale televisivo ddt 114 di GRP

 

Per conoscere tutti i panel dell’edizione digitale clicca qui.

I panel si svolgeranno nelle fasce orarie 18.40 e 19.20 dal 28 agosto al 6 settembre, per raccontare la filiera agroalimentare, direttamente dalla voce degli attori di filiera con esperienze e storytelling veri. Saranno l’occasione, inoltre, per conoscere le opportunità che il web ed i social network offrono in ottica di informazione e sviluppo di business.

Il biologico mette il turbo. Per il settore crescita strutturale in previsione

Continuano a crescere i consumi di prodotti biologici nel nostro Paese e la crescita, ora, sembra essere strutturale e non solo collegata al lockdown.

Il lockdown da coronavirus ha comportato una maggiore attenzione dei cittadini per l’alimentazione, la salute, la sicurezza e la qualità dei prodotti. Ne abbiamo parlato nel nostro articolo dedicato all’argomento e certamente i toni sono stati entusiastici.

Ma lo sono ancor più oggi, dopo una nuova indagine IRI dedicata a BIO e Free From dalla quale emerge un giro di affari 1.650 milioni di euro con un andamento pari al +3,6% e una presenza a scaffale di più di 900 referenze per punto vendita. Un dato che sembra ad un passo dal diventare strutturale, se pensiamo che il biologico esplode anche nel settore cosmetico e che sempre più donne preferiscono prodotti per la bellezza che abbiamo componenti bio. Basti pensare che i prodotti con certificazione biologica per la cura della persona nel 2019 hanno sviluppato un giro di affari di 202 milioni di euro con una tendenza del +6.1%.

Si osserva, quindi, una maggiore predisposizione del consumatore ad acquistare prodotti con un prezzo anche lievemente maggiorato (sappiamo bene la diversità di trattamento che comporta la coltivazione biologica) a fronte di referenze che diano la percezione di maggiore qualità , maggiore tutela del territorio e la garanzia di seguire un certo tipo di filiera produttiva (vedi il nostro articolo dedicato alla filiera Gullino).

www.gullino.it 

Fragole, ciliegie e mirtilli. Perché è importante mangiare frutta di stagione?

Ogni giorno i nostri lettori fanno il carico di vitamina C, A, acido folico, calcio, ferro con la frutta Gullino. Mele e kiwi sono gli alleati della nostra salute ma a sostenerli in questa battaglia ci sono, in genere, tutti i frutti di stagione, così come confermato anche dall’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione.

Scopriamo insieme perché è così importante mangiare frutta di stagione, grazie alle indicazioni della Fondazione Veronesi che, da anni, si occupa di prevenzione della salute anche attraverso il medium dell’alimentazione.

Sono diversi gli studi che evidenziano come i prodotti consumati nel corso della loro naturale stagione di maturazione abbiano delle proprietà nutritive superiori rispetto a un frutto o a una verdura maturata al di fuori del proprio arco temporale ideale. Un frutto consumato al di fuori della propria stagionalità subisce un calo delle proprie vitamine e ne risente anche lo stesso sapore.

Mangiare di stagione, inoltre, non riguarda solo l’alimentazione ma contribuisce anche a proteggere l’ambiente, limitando fra l’altro l’inquinamento dovuto al trasporto delle merci (ad esempio, è il caso dei frutti esotici che vengono importati in Italia). Preferire frutta di stagione aiuta l’economia nel nostro paese incoraggiando e sostenendo il lavoro dei produttori più piccoli o del nostro territorio. Infine, acquistare prodotti di stagione conviene anche per il prezzo: considerata la maggiore offerta, infatti, i prodotti stagionali costano meno.

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Per questo invitiamo tutti i nostri lettori a consumare frutta di stagione. Adesso fragole, ciliegie e mirtilli la fanno da padrone e queste sono le proprietà che vi doneranno se ne consumerete:

>>fragole: come i kiwi sono ricche di vitamina C ed antiossidanti, hanno proprietà antiossidanti ed aiutano a combattere la sindrome metabolica, prevengono le malattie cardiovascolari e la placca dentale, grazie alla presenza dello xilitolo.

>>ciliegie: anch’esse sono ricche di vitamina C ed antiossidanti ma eccellono anche in fibre solubili e magnesio. Donano un buon indice di sazietà, hanno un potere calorico limitato e sono adatte per chi soffre di diabete

>>mirtilli: combattono il declino cerebrale e sono un collutorio naturale che previene infiammazioni e gengiviti; sono anch’essi ricchi di antiossidanti e vitamine e riducono le vene varicose, il gonfiore e la stanchezza degli arti inferiori.

 

Credit immagine in evidenza

Gli italiani tornano a mangiare sano. Il biologico a tavola ai tempi del coronavirus

Il coronavirus non ha portato solo cattive notizie. E’ possibile trovare qualcosa di buono anche in questa drammatica esperienza. In questi mesi, in effetti, è cresciuta la voglia degli italiani di nutrirsi bene e in modo sano, e sempre più persone hanno scelto di acquistare prodotti biologici.

I volumi commercializzati sono in aumento del 10,7%, per un valore corrispettivo aumentato del 17,2%. I primi 4 mesi del 2020 sono stati contrassegnati da un netto incremento delle vendite di biologico,e questo dato è stato confermato in conferenza stampa da Ilenio Bastoni, presidente Almaverde Bio, il direttore Paolo Pari e il direttore di Canova Ernesto Fornari.

Il trend di crescita era già in atto ma l’emergenza Covid-19 lo ha incrementato ancora di più. Credo che l’opinione pubblica abbia compreso l’importanza del comparto agricolo e vorrei che questo rimanesse, al di là dell’emergenza sanitaria. La determinazione e abnegazione di tutta la filiera ortofrutticola devono essere riconosciute. (Ilenio Bastoni)

 

Le scelte varietali in Italia sono ben distribuite e in Piemonte, nel circuito Almaverde Bio, la fa da padrona proprio la nostra azienda, Gullino srl, con la produzione e commercializzazione di mele e kiwi biologici. AlmaverdeBio_mappa_Italia_460 (1)

Sempre Almaverde ha rilevato alte vendite per tutti i prodotti ad alto contenuto di vitamina C: kiwi, arance, limoni. Freddo, influenze e virus hanno fatto crescere il bisogno degli italiani di proteggersi? E’ probabile, ed è altrettanto probabile che la paura del virus e della pandemia globale stiano orientando i consumatori verso scelte alimentari più salutari e mirate alla prevenzione delle salute.

 

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