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Maschera idratante al kiwi

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Idratarsi è importantissimo ma non basta bere acqua. Altrettanto importante, infatti, è l’assunzione di frutta, specie quella più ricca di acqua. Il kiwi, ad esempio, è una bomba di H2O e se mangiato tutti i giorni può favorire l’elasticità della pelle.

Un effetto ancora più brillante e cosmetico lo darà la maschera la kiwi, che oggi ti invitiamo a preparare.

Per preparare la maschera serve 1 kiwi Gullino, 1 cucchiaio di yogurt bianco, 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva.

Sbuccia il kiwi e aggiungi lo yogurt e l’olio di oliva, mescola bene e applica sul viso con un pennello, evitando il contorno occhi. Tieni in posa per almeno 15 minuti, poi elimina con acqua tiepida e l’aiuto di una spugnetta.

 

Il kiwi è un super idratante naturale

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L’acqua si assume bevendo ma non solo. E’ questa la piccola preziosa scoperta che ognuno di noi fa, ad un certo punto della sua crescita. Per donare al nostro corpo il giusto bisogno giornaliero di acqua (2 litri per una dieta di circa 2000 calorie) non dobbiamo soltanto bere ma anche mangiare la frutta.

La frutta è notoriamente ricca di acqua e alcuni frutti lo sono ancora di più. Ad esempio i kiwi Gullino sono pieni zeppi di H2O ed anche di potassio, un minerale che aiuta il bilanciamento dei liquidi.

Oltre al potassio il kiwi abbonda anche di ferro e magnesio che lo rendono un frutto rimineralizzante per l’organismo.

Il top dell’idratazione! Per incrementarne ancora di più le proprietà, oltre a consumarlo come frutto da tavola puoi provare a realizzare in casa la maschera super idratante al kiwi.

Per tutte le altre dritte in fatto di frutta, continua a seguire il nostro blog.

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Agricoltura biologica e certificazioni

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L’agricoltura biologica è il metodo di coltivazione prediletto dai consumatori attenti alle tematiche ambientali e della salute. Tante volte, però, non si conoscono le intrinseche e vantaggiose qualità di questo metodo di produzione, che oggi vorremmo descrivere in modo più approfondito.

L’agricoltura biologica è un sistema globale di produzione agricola che privilegia la gestione razionale delle risorse interne all’azienda e l’uso limitato di prodotti esterni, per salvaguardare l’agro-ecosistema in tutti i suoi aspetti.
69027193_10220353500612186_7400601235125960704_nChi produce bio ha degli obiettivi precisi da raggiungere e deve farlo seguendo in modo pedissequo alcuni metodi. Le coltivazioni biologiche, infatti:

  • custodiscono la fertilità del terreno a lungo termine, riciclando i rifiuti di origine vegetale e animale (concimi organici) al fine di restituire gli elementi nutritivi alla terra, riducendo in tal modo il più possibile l’utilizzo di risorse non rinnovabili;
  • aumentano la diversità biologica;
  • lavorano con i sistemi naturali piuttosto che cercare di dominarli;
  • operano senza impiego di prodotti chimici di sintesi e di OGM (organismi geneticamente modificati);
  • annullano o riducono nei minimi del possibile ogni forma di inquinamento dell’agro-ecosistema e delle risorse idriche;
  • puntano a un maggior rispetto degli animali allevati perseguendo, come obiettivo principale il loro benessere;
  • manipolano i prodotti agricoli, con particolare attenzione ai metodi di trasformazione, allo scopo di mantenere l’integrità biologica e le qualità essenziali del prodotto in tutte le varie fasi;

L’agricoltura biologica permette ai consumatori di scegliere alimenti, che oltre ad avere la prerogativa di essere privi di residui di sostanze di sintesi, hanno anche un alto “valore etico-sociale”.
Il biologico, infatti, ha contribuito a rinsaldare quel legame fisiologico tra la terra e l’uomo che sembrava smarrito e sopraffatto dalla frenesia del quotidiano.
Produrre bio, però, non è un gioco da ragazzi. Noi di Gullino lo facciamo da tempo ma sempre nel rispetto delle certificazioni che, con tantissimo impegno, siamo riusciti ad ottenere per mele e kiwi.

Il percorso per ottenere la certificazione bio non è sempre in discesa ma la soddisfazione finale è il giusto rinforzo per chi, come noi, ha fatto di tutto per produrre meglio.

Quando si inizia il percorso per richiedere la certificazione non si può dire di essere già produttori bio.
Per la certificazione delle produzioni agricole biologichel’azienda agricola deve aver applicato le norme dell’agricoltura biologica per un periodo, definito di conversione all’agricoltura biologica, di almeno due anni prima della semina o, nel caso delle colture perenni diverse dai prati, di almeno tre anni prima del raccolto. Prima che sia trascorso l’intero periodo di conversione, ma comunque non prima di 12 mesi dalla data iniziale, le produzioni possono essere certificate come “prodotto in conversione all’agricoltura biologica”. Trascorso il periodo di conversione le produzioni potranno essere certificate con la dicitura: “prodotto biologico“.

www.gullino.it

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Il Bio di Gullino viaggia in Europa. Arriva l’accordo con Apofruits

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Con immenso piacere vi informiamo di un nuovo traguardo raggiunto dalla nostra azienda. Come saprete da un po’ di tempo a questa parte abbiamo un chiodo fisso: diffondere quanto più possibile i frutti bio che coltiviamo, per salvaguardare la salute delle persone e dell’ambiente.

Per questo abbiamo appena stretto un accordo con il Gruppo Aprofruits per commercializzare mele e kiwi biologici.

With great pleasure we inform you of a new goal achieved by our company. As you may have known for sbome time now, we have a fixed idea: to spread the organic fruits we grow as much as possible, to safeguard the health of people and the environment.

This is why we have just signed an agreement with the Aprofruits Group to market organic apples and kiwis.

5 mila tonnellate di frutta bio andranno ad arricchire l’offerta di Canova, la società del gruppo Apofruit licenziataria del marchio Almaverde Bio. L’obiettivo è di triplicarle questi volumi nel giro di tre anni. Canova, che attualmente commercializza 40 mila tonnellate di ortofrutta biologica, rafforza così la sua leadership sul mercato del biologico in Europa.

Le nostre mele e i nostri kiwi continueranno a percorrere moltissima strada, in giro per il mondo. Solo così e grazie all’impegno profuso da Carola e Giovanni Gullino, le cose buone del Piemonte raggiungeranno la tavola di molte persone.

Ma andiamo nel dettaglio dell’accordo.

5 thousand tons of organic fruit will enrich the offer of Canova, the Apofruit group company licensee of the Almaverde Bio brand. The goal is to triple these volumes over three years. Canova, which currently sells 40,000 tons of organic fruit and vegetables, thus strengthens its leadership in the organic market in Europe.

Our apples and kiwis will continue to travel a great deal around the world. Only in this way and thanks to the efforts made by Carola and Giovanni Gullino, the good things of Piedmont will reach the table of Gullino_kiwi_lavorazionemany people.

But let’s go into the details of the agreement.

Questo è stato sottoscritto tra il colosso cooperativo che ha sede a Cesena (oltre 4.200 soci produttori nelle regioni italiane a maggiore vocazione ortofrutticola) e la nostra azienda GullinoL’intera nostra produzione biologica, consistente principalmente in mele e kiwi, verrà commercializzata dal Gruppo Apofruit attraverso Canova, la società controllata specializzata nel settore delle produzioni biologiche. Anche i nostri prodotti, dunque, beneficeranno del network Canova, ossia Canova Francia, Canova Spagna oltreché le due filiali italiane Vivitoscano e Viviromano.

This was signed between the cooperative giant that is based in Cesena (over 4,200 producer members in the Italian regions with the greatest fruit and vegetable vocation) and our company Gullino. Our entire organic production, consisting mainly of apples and kiwis, will be marketed by the Apofruit Group through Canova, the subsidiary company specialized in the organic production sector. So our products will also benefit from the Canova network, namely Canova France, Canova Spain, as well as the two Italian branches Vivitoscano and Viviromano.

Oltre che per kiwi e mele, prodotti presenti nel paniere iniziale dell’accordo, verranno poste in futuro le basi per l’inserimento di altre produzioni biologiche e biodinamiche della Gullino come pesche e nettarine.

Attualmente l’azienda Gullino coltiva 150 ettari di mele e 120 ettari di kiwi secondo i disciplinari delle colture biologiche e biodinamiche. Apofruit avrà in gestione, per l’anno in corso, 5 mila tonnellate di prodotto con l’obiettivo di triplicarle nel giro di tre anni. Attualmente Canova commercializza 40 mila tonnellate di bio, che rappresentano un terzo del fatturato del Gruppo (330 milioni di euro annui) e ha un rapporto diretto con oltre 800 produttori.

In addition to kiwis and apples, products present in the initial basket of the agreement, the foundations will be laid in the future for the inclusion of other organic and biodynamic Gullino productions such as peaches and nectarines.

Currently the company Gullino cultivates 150 hectares of apples and 120 hectares of kiwis according to the regulations of organic and biodynamic crops. Apofruit will have 5,000 tons of product under management for the current year with the aim of tripling them within three years. Currently Canova sells 40,000 tons of organic products, which represent a third of the Group’s turnover (330 million euros a year) and has a direct relationship with over 800 producers.

“Ho scelto di sottoscrivere un accordo con il gruppo Apofruit – commenta Giovanni Gullino – per la competenza e l’esperienza che il Gruppo ha maturato in questo settore e che ne hanno fatto, anche grazie agli investimenti in politica di marca attraverso un marchio riconosciuto come Almaverde Bio, un’azienda leader. Le problematiche dell’ortofrutticoltura, peraltro, rendono sempre più necessaria l’aggregazione delle imprese per affrontare il mercato in maniera coordinata e conseguire risultati migliori”.

“I chose to sign an agreement with the Apofruit group – comments Giovanni Gullino – for the competence and experience that the Group has matured in this sector and that they have done, also thanks to investments in brand policy through a brand recognized as Almaverde Bio, a leading company. The problems of fruit and vegetables, however, make the aggregation of companies increasingly necessary to face the market in a coordinated manner and achieve better results “.

“Con questo accordo – conclude Ilenio Bastoni, direttore generale del Gruppo  Apofruit – rafforziamo la nostra leadership del bio in Europa. Inoltre questa partnership, arricchendo il nostro paniere con le produzioni del territorio Piemontese, in gran parte già certificate IGP e BIO, completa la nostra specializzazione sulla mela che, integrandosi al percorso fatto in questi anni di innovazione varietale e distintività ci permette di raggiungere anche i mercati più lontani, con l’obiettivo di rendere sostenibile il lavoro dei nostri associati”

“With this agreement – concludes Ilenio Bastoni, general manager of the Apofruit Group – we strengthen our leadership of bio in Europe. In addition, this partnership, enriching our basket with Piedmontese products, mostly already certified as IGP and BIO, completes our specialization on the apple which, by integrating with the path made in these years of varietal innovation and distinctiveness, allows us to reach even the more distant markets, with the aim of making the work of our associates sustainable ”.

Gullino è vita. Sosteniamo lo sport con il 2° trofeo ciclistico di Trinità

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“In Italia c’è bisogno di cambiare visione sullo sport: non è solo e sempre calciocalciocalcio.”

E’ così che Federica Pellegrini invita a valorizzare lo sport in tutte le sue forme, aldilà di quelle più note e diffuse. Per questo Gullino appoggia il 2° trofeo Trinità della Cassa di risparmio di Fossano, una gara ciclistica per la categoria allievi di 15 e 16 anni che si terrà domenica 1 IMG-20190829-WA0009settembre dalle 12.30 alle 18.00. L’evento è organizzato dal Velo Club Esperia di Piasco in collaborazione con la Società Ciclistica Trinità.

Lo sport rappresenta un’esperienza fondamentale fin dall’infanzia per un equilibrato ed armonico sviluppo del nostro corpo, dello scheletro, dei muscoli e delle articolazioni. Perché noi di Gullino ne parliamo?

Chi ci segue sa che siamo sempre in prima linea nella tutela della salute, in primis nella battaglia per un’alimentazione sana fino ad arrivare a temi legati alla prevenzione in senso lato. Per questo sentiamo doveroso promuovere un evento che sostiene lo sport fra i più giovani. Perché il presente è nostro ma il futuro di chi ci seguirà.

Non vi resta che partecipare numerosissimi all’evento di domenica prossima, 1 settembre.

Per info:

328 1086939 Silvio Giordano;
347 8491585 Bruno Salvatico.
Aggiornamenti su: sctrinita.net   e su facebook 

Tintarella top con frutta e verdura

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L’estate è alle porte e molti di noi staranno scongiurando il rischio di arrivare in spiaggia e non abbronzarsi in modo dorato ed omogeneo.

Frutta e verdura possono essere nostri alleati. Le parole d’ordine sono vitamina A, vitamina B, omega 3 mare kiwi instae tantissima acqua. Questo è il modo ideale per preparare il corpo alla tintarella che duri di più.

Una pelle che si abbronza bene è sicuramente una pelle più sana ed il kiwi è proprio l’alimento che fa al caso nostro perché ricchissimo di vitamina C.

Occhio in particolare alle carote: ne bastano 100 grammi al giorno per garantirsi 1200 microgrammi di carotene per ogni etto, le stimolare la melanina nonché proteggere la pelle dai raggi ultravioletti.

Seguono albicocche, melone e peperoni. Questi ultimi rassodano la pelle, contrastano le rughe ed hanno pochissime calore.

Buona estate con i consigli di Gullino.

La mela, frutto del desiderio di orsi e cervi preistorici

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Si narra ( e sembra proprio che sia la verità storica) che la mela non sia scomparsa dal nostro pianeta Terra grazie agli animali preistorici. L’evoluzione di questa importante pianta, infatti, sembra trovi origine nella preistoria e lo sviluppo di questi frutti dalle grandi dimensioni avrebbe attratto i grandi animali, i quali mangiandoli hanno facilitato la dispersione dei semi.

It is said (and it seems to be the historical truth) that the apple has not disappeared from our planet Earth thanks to prehistoric animals. The evolution of this important plant, in fact, seems to have originated in prehistory and the development of these large fruits would have attracted large animals, which by eating them facilitated the dispersion of the seeds.

orso-bruno-eleonora-mosca-i-love-val-di-nonrDiverse prove archeologiche, paleontologiche e genetiche, raccolte in uno studio pubblicato sulla rivista “Frontiers in Plant Science” da Robert Spengler, del Max-Planck-Institut per la storia umana di Jena in Germania, ha chiarito con un dettaglio senza precedenti l’evoluzione di questa varietà vegetale, una delle più diffuse nei climi temperati.

Several archaeological, paleontological and genetic tests, gathered in a study published in the journal “Frontiers in Plant Science” by Robert Spengler, of the Max-Planck-Institut for the human history of Jena in Germany, clarified with unprecedented detail the evolution of this plant variety, one of the most widespread in temperate climates.

Ma mettiamo in ordine i fatti. Molte specie di frutti dalle piccole dimensioni – come nel caso di ciliege e lamponi – possono essere facilmente consumati dagli uccelli, che poi contribuiscono a disperderne i semi. Non vale lo stesso per specie come il melo, il pero e il pesco che hanno frutti ben più grandi, esito di un’evoluzione avvenuta allo stato selvatico milioni di anni prima che gli esseri umani ne iniziassero la coltivazione. Ma se gli uccelli hanno, da sempre, aiutato la dispersione dei semi di frutti di piccole dimensioni, allora quali animali sono stati ghiotti di mele, nella preistoria, al punto da favorirne la dispersione dei semi? Sembrerebbero essere stati proprio orsi e cervi.

orso-mangia-mele-780x410But let’s put the facts in order. Many species of small fruits – as in the case of cherries and raspberries – can be easily consumed by birds, which then contribute to dispersing the seeds. The same is not true for species such as the apple tree, the pear tree and the peach tree that have much larger fruits, the result of an evolution that took place in the wild millions of years before human beings started cultivation. But if the birds have always helped the dispersion of the seeds of small fruits, then which animals have been fond of apples, in prehistory, to the point of favoring the dispersion of the seeds? It would seem to have been just bears and deer.

Prima della fine dell’ultima glaciazione, cioè circa 12.500 anni fa,  abbiamo assistito ad una forte diminuzione delle popolazioni di grandi mammiferi come gli orsi e i cervi (i ghiottoni di cui eravamo alla ricerca). La loro diminuzione ha, contestualmente, rallentato anche la dispersione dei semi del melo, che non riuscivano più a colonizzare aree molto distanti. Di conseguenza, le popolazioni di meli sono rimaste isolate tra loro, fino al momento in cui gli esseri umani hanno iniziato a trasportare frutta lungo tutta l’Eurasia.

124736319-53e52ca7-bf27-4d33-bb25-352811e0693bQuesta ricostruzione è stata confermata dagli studi genetici i quali hanno documentato che la mela moderna è un ibrido di almeno quattro varietà selvatiche, e che la principale popolazione ancestrale delle varietà diffuse attualmente si trova ancora sulle montagne di Tien Shan, in Kazakhstan, lungo l’antica Via della seta.

This reconstruction has been confirmed by genetic studies which have documented that the modern apple is a hybrid of at least four wild varieties, and that the main ancestral population of the varieties currently widespread is still found in the mountains of Tien Shan, in Kazakhstan, along the ancient Silk Road.

E’ dunque probabile che siano stati gli scambi commerciali a mettere in contatto fra loro le diverse varietà. Poi api e altri insetti impollinatori hanno fatto il resto: gli ibridi risultanti, come spesso avviene, hanno iniziato a produrre frutti più grandi. In seguito, gli esseri umani hanno selezionati gli alberi più rigogliosi e iniziato a praticare innesti e a piantare nuove piante.

La conclusione più bizzarra di questo articolo potrebbe essere la scoperta che orsi e cervi siano stati i primi ad apprezzare la mela. Ghiottoni!!!

It is therefore likely that it was trade that brought the different varieties into contact. Then bees and other pollinating insects did the rest: the resulting hybrids, as often happens, have begun to produce larger fruits. Later, humans selected the most luxuriant trees and started to plant grafts and plant new plants.

The most bizarre conclusion of this article could be the discovery that bears and deer were the first to appreciate the apple. Wolverines !!!

 

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5 cose che non sai del kiwi

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Noi italiani siamo il secondo Paese la mondo per produzione di kiwi. Il frutto verde, peloso e poco bello alla vista, è caratterizzato da alcune proprietà che ci aiutano a stare meglio. Molte le conosciamo già: miglior apporto di acido folico, abbattimento del mal di testa e della sonnolenza, rallentamento dell’invecchiamento della pelle ecc…

Eppure ci sono altre 5 cose davvero speciali che ancora non conoscete del kiwi. Ve le raccontiamo una ad una.

  1. Il 90% dei kiwi che consumiamo sono di provenienza italiana. Mangiare kiwi, quindi, è un buon modo per sostenere l’agricoltura del nostro territorio
  2. Ne esistono di tutti i colori, dai più piccoli ai più grandi. In effetti sui banchi possiamo trovare i kiwi a polpa gialla, quelli a polpa verde, quello a polpa rossa e quello bicolore con striature gialle e rosse oppure verdi e rosse. Inoltre incontriamo kiwi monodose da mangiare con il cucchiaino (quelli classici) e kiwi così piccoli che si divorano in un solo boccone
  3. kiwi-rosso-1300x867E’ un integratore naturale in quanto ricco di vitamine C, B1, B2, B3 e B9, di provitamina A, di calcio, ferro e proteine.
  4. E’ uno dei pochi frutti che apporta clorofilla, un pigmento vitale per la fotosintesi, che permette alle piante di ottenere energia dalla luce. La molecola della clorofilla contiene magnesio, importate per il metabolismo energetico, il sistema nervoso e quello muscolare, utile per combattere stanchezza e affaticamento.
  5. E’ un frutto furbetto. Essendo ricco di vitamina C aiuta a fissare il ferro contenuto negli alimenti: quindi è perfetto a fine pasto dopo una bistecca di vitello, un filetto di maiale, un trancio di salmone o una scaloppina di pollo. Ma c’è un altro motivo per cui il kiwi è perfetto con gli alimenti proteici: è l’unico frutto che contiene actinidina, un enzi­ma naturale che facilita la digestione delle proteine.
    Grazie all’alto contenuto di potassio, il kiwi stempera il sodio dei salumi (con cui è delizioso, provare per credere con la mortadella) e dei formaggi (è perfetto con quelli freschi e cremosi), facilitando al contempo la disponibilità delle proteine che contengono.

Gullino dona alla LILT il ricavato della vendita dei libri

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Nella giornata di venerdì 10 maggio è accaduto qualcosa di molto umano e speciale.

Siamo finalmente riusciti a chiudere la raccolta fondi a favore della LILT di Saluzzo, donando ad una realtà del nostro territorio ciò che abbiamo raccolto attraverso la vendita del libro “Le Avventure di Kiwito e Galita“.

Abbiamo girato in lungo e in largo fra Piemonte e Lombardia, stretto moltissime mani, allacciato nuovi rapporti e fatto felici moltissimi bambini e moltissime scuole; ciò è stato possibile grazie ai laboratori didattici, alle presentazioni del libro in librerie e festival kIWItO1d’eccezione, al sostegno delle aziende che li hanno scelti come regalo di natale per i bimbi dei propri collaboratori, alla forza dell’autore Gianluca Orrù e dell’illustratore Fijodor Benzo, che non hanno mai smesso di essere presenti in tutte le occasioni di incontro con i lettori.

Le Avventure di Kiwito e Galita è un libro magico, che apre il cuore di chi lo legge. Grazie a questo prezioso strumento ci siamo sentiti più fieri di noi stessi e del lavoro che facciamo ogni giorno. Abbiamo scosso la terra così come le ragioni che muovono i corretti stili alimentari. Per questo ora doniamo alla LILT il nostro contributo: per fare un inno alla vita, alla salute e a chi sostiene le persone nei processi di prevenzione.

La LILT di Saluzzo, nella persona del Presidente provinciale Prof. Sergio Giraudo e del Fiduciario Gianfranco Fortina, utilizzerà il fondo per la serata “ Alimentazione e corretti stili di vita” in programma martedì 28 maggio nell’Antico Palazzo Comunale di Saluzzo .

 

IMG-20190515-WA0015La restante parte del contributo verrà destinata per l’attività che la LILT svolge nelle scuole:

  • informazione ed educazione alla salute: il messaggio che i volontari divulgano nelle scuole dell’infanzia e primaria. E’ proprio attraverso le istituzioni scolastiche che è possibile coinvolgere un gran numero di persone, non solo studenti, ma anche insegnanti e famiglie.
  • Prevenzione del tabagismo un progetto che la LILT porta nelle terze classi delle scuole medie di Saluzzo e Manta.

Siamo fieri di voi che lo avete scelto per la libreria dei vostri bambini. Siamo fieri di chi si adopera per promuovere la salute. Siamo fieri della nostra frutta, fonte di vita!

 

 

 

Un orto su Marte è un’idea aliena?

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Una serra futuristica da utilizzare su Marte. E’ il progetto lanciato da un team della Dartmouth University e risultato vincitore della Big Idea Challenge della Nasa, costituito da una struttura idroponica ovvero senza l’utilizzo della terra per la coltivazione, sostituita da componenti artificiali e non, da impiegare qualora l’uomo dovesse davvero vincere la sfida di popolare il Pianeta Rosso.

teamA futuristic greenhouse to use on Mars. It is the project launched by a Dartmouth University team and the winner of the NASA Big Idea Challenge, consisting of a hydroponic structure or without the use of land for cultivation, replaced by artificial and non-artificial components, to be used if the man should really win the challenge of populating the Red Planet.

Il titolo del progetto vincitore della Big Idea Challenge è DEMETER (Ambiente marziano schierabile installabile per tecnologia, alimentazione e ricreazione). Il team di ricerca è partito dall’idea che le potenziali missioni umane sulla superficie marziana negli anni 2030 richiederanno sistemi per una produzione alimentare efficace. Sarà molto importante per l’equipaggio poter consumare cibi freschi per tutto il periodo di esplorazione.

The title of the winning project of the Big Idea Challenge is DEMETER (Deployable Martian environment installable by technology, power and recreation). The research team started from the idea that potential Crop011 (1)human missions on the Martian surface in the 2030s will require systems for effective food production. It will be very important for the crew to be able to consume fresh food throughout the exploration period.

Al momento la possibilità è quella di poter piantare, grazie ad un sistema rotante, ben 8 tipi di colture differenti. Le anticipazioni parlano di patate, fragole, broccoli, soia, cavoli, grano.

At the moment the possibility is to be able to plant, thanks to a rotating system, as many as 8 different types of crops. The anticipations speak of potatoes, strawberries, broccoli, soy, cabbage, wheat.

Sembra tutto pronto. Non resta che partire per raggiungere Marte.

Everything seems ready. All that remains is to leave to reach Mars.

 

 

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