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Un kiwi per la melanconia

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La melanconia è uno stato d’animo molto inteso che da sempre caratterizza il mondo artistico. Di depressione hanno sofferto alcuni fra i più grandi musicisti classici, artisti del passato e contemporanei, matematici e studiosi. La tristezza immotivata che accompagna le giornate dei melanconici è, spesso, anche fonte di processi creativi.

Melancholy is a state of mind that changes a prospect. Musicians and artists have suffered from depression.

4Eppure convivere con problemi dello spettro dell’umore non è cosa semplice, pertanto chiunque prova a debellare questi amari momenti.

It’s not easy to live with depression so people try to defeat it.

I più ricorrono alla medicina psichiatrica e al sostegno psicologico, punti di riferimento essenziali per chi vuole intraprendere un percorso di cura e guarigione. Eppure esistono dei rimedi che associati alle terapie farmacologiche e cliniche possono dare risultati grandiosi. Uno di questi è l’assunzione di kiwi.

There are psychological and psychiatric care but there are also treatments based on fruit. For example the kiwi is an antidepressant.

Sembrerebbe, infatti, che che  due kiwi al giorno allontanino la depressione e migliorino l’umore. Secondo uno studio condotto da alcuni ricercatori della Universisty of Otago e pubblicato sul Journal of Nutritional Science, che ha coinvolto 54 studenti universitari sani di sesso maschile, invitati a mangiare due kiwi al giorno o mezzo kiwi al giorno per sei settimane, il frutto avrebbe davvero proprietà fondamentali per il nostro buonumore.

imagesThe University of Otago with a study has demonstrates that vitamin C presents in a kiwi it’s an antidepressant.

Il primo gruppo di studenti, infatti, registrava meno fatica e depressione rispetto agli altri. Un effetto che gli scienziati hanno collegato all’assunzione della vitamina C, di cui i kiwi sono ricchissimi.

Un kiwi = tanta gioia!

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Il nostro chiodo fisso? Il Kiwi verde.

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Il kiwi verde e il kiwi giallo sono le nostre produzioni di punta. Un concentrato di energia che fa di Gullino il leader italiano nella produzione di kiwi. Oggi vi parliamo del kiwi verde, che ci rende indistinguibili in tutti i Paesi.

kiwi-953995_960_720L’Actinidia deliciosa, comunemente detto kiwi, è una pianta da frutto originaria della Cina.
La pianta è una liana rampicante a foglie caduche. Le sue grandi dimensioni le consentono di arrivare fino a 10 m di altezza. Una varietà di kiwi di particolare rilievo è la Hayward, che noi di Gullino coltiviamo e distribuiamo in tutto il mondo.

La Hayward presenta un frutto medio grande, a buccia robusta e polpa verde. Questa varietà ha, peraltro, una caratteristica di enorme importanza merceologica rispetto alle altre: può essere conservata in frigorifero per mesi senza subire danni, mentre per far maturare il frutto è sufficiente tenerlo al caldo con alcune mele.

kiwi-570134_960_720L’acidità che percepiamo quando assaporiamo un kiwi è dovuta all’altissima concentrazione di vitamina C, responsabile dell’attività antiossidante ed auto conservante del frutto stesso.
La vitamina C che troviamo nel kiwi è di gran lunga superiore a quella delle arance … e come è noto questa vitamina è un ottimo rimedio contro l’invecchiamento.

Da una mutazione gemmaria dell’Hayward si ottiene la Green Light, specie che può essere raccolta 30-35 giorni prima di Hayward ma che per il resto conserva le medesime caratteristiche.

girl-1722402_960_720The Green Light species comes from Hayward but mature before. For the rest two fruits are equal.

Che cosa aspettate? Siamo nella piena stagionalità del  kiwi e non vi resta che mangiarlo e restare giovani … per sempre!

Il Biologico nella storia: gli anni Settanta e il ritorno alla Terra

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Da qualche anno è ritornata alta l’attenzione verso le produzioni biologiche ed il cibo sano e di qualità. Il bio, come metodo di produzione agricola, esclude l’utilizzo di prodotti chimici e di sintesi valorizzando le coltivazioni naturali. In Italia l’attenzione verso questo tipo di colture ha origine negli anni Settanta, in particolar modo a partire dalle grandi contestazioni iniziate nel 1968.

The organic movement began in 1968 in Italy, thanks to the protest movements.

scatti-inediti-comunita-hippie-usa-anni-70-1Furono gli anni che diedero vita alla nascita di diversi movimenti di protesta, promotori, fra le altre, di stili di vita alternativi, ecologici e più rispettosi dell’ambiente.

These movements loved environment, food, respect for a nature. The youth returned to the soil and to community life.

Quel fervore diede davvero vita ad un definitivo cambiamento di tono con il ritorno alla terra, alla vita di comunità, al mangiar sano. Gli effetti di questa “Rivoluzione Verde” si riversarono nel panorama agroalimentare, tanto che a livello internazionale le più grandi organizzazioni di tutto il mondo unirono le forze fondando l’IFOAM (International Federation of Organic Agriculture Movements), tutt’oggi punto di riferimento per l’agricoltura biologica.

International organizations created the IFOAM (International Federation of Organic Agriculture Movements) today a landmark in biological market.

danimarca1_618Al contempo si affermò sempre più la critica nei confronti del paradigma della modernizzazione, sostenuta dalla nascita di movimenti ambientalisti e biologici.

In Italia verso la fine degli anni ottanta nacquero le prime associazioni in favore dell’agricoltura biologica, una fra tutte Slow Food, fondata da Carlo Petrini con l’obiettivo di promuovere il cibo quale portatore di piacere, cultura, tradizione e identità.

In 1986 was born in Italy Slow food to promote culture, tradition and pleasure of biological food.

In questo grande mercato sano e prelibato ci siamo anche noi, i nostri kiwi, le nostre passioni e il nostro impegno, a rimarcare che una vita salutare è quella che ci aspettiamo di vivere.

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Insalata di kiwi e carpaccio di pesce spada

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Oggi vi proponiamo una ricetta veloce da realizzare per stupire qualcuno … senza troppo impegno. Il pesce spada, ricco di omega 3, ben si accosta al kiwi, creando un concentrato di proprietà nutritive ed un piacevole contrasto, dettato dall’acidità del frutto verde e dalla dolcezza del carpaccio.

Siete pronti?

Ingredienti

Difficoltà facile
Tempo di preparazione 15 minuti
Ingredienti per 3 amici
  400 gr. di pesce spada150 gr. di kiwi Gullino

150 gr. di pomodori ciliegino

pepe rosa

curcuma

100 ml. di succo di limone

100 ml di succo di arancia

olio evo

basilico

100 gr. di lattuga

 

 

Procedimento:

tagliate delicatamente e sottilmente il pesce spada e mettetelo in una marinata fatta di succo di limone e arancia, aggiungendo i grani di pepe rosa. La marinatura deve durare circa un’ora.

Nell’attesa lavate la lattuga e posizionatela sul fondo del piatto da portata. A questo punto adagiatevi sopra il pesce marinato (prima scolato) e condite il tutto con curcuma, olio evo ed una piccola aggiunta di pepe rosa (a piacere).

A parte, tagliate a dadini il kiwi e i pomodorini, a condire come un’insalata con olio evo. Questi andranno serviti a parte, in una ciotolina.

Il piatto è servito.

Frutta e verdura nel frigo dello chef migliore del mondo: Massimo Bottura

INSIDE

Siamo tutti voyeur del cibo. Da anni spopolano in tv programmi televisi dedicati al food, all’alimentazione, alle cucine da incubo, ai segreti dei grandi chef.

In Europe and America we watch many television programs on cooking.

L’ultima trovata è un libro, scritto da Adrian Moore in collaborazione con la fotografa Carrie Solomon, con il quale le due autrici hanno “spoilerato” il frigo di alcuni fra gli chef più famosi del mondo, dando alla luce una pubblicazione Taschen dal titolo “Inside Chefs’ Fridges Europe – I grandi chef aprono il frigo di casa“. Noi di Gullino vogliamo parlarvi del frigo dello chef italiano più famoso al mondo: Massimo Bottura.

Adrian Moore and Carrie Solomon wrote a book on the refrigerator of the most famous chefs in the world. The title is “Inside Chefs’ Fridges Europe – I grandi chef aprono il frigo di casa“. Gullino speaking to you of the Italian chef Massimo Bottura.

E’ un frigorifero ricco di frutta e verdura quello di  Massimo Bottura, chef dell’ “Osteria francescana” di Modena – tre stelle Michelin – eletta da poco a New York miglior ristorante al mondo.

Massimo in the fridge has fruit and vegetables. 

Non resta che sbirciare insieme nel suo frigo …

Let’s look together in her fridge … 

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Happy Easter by Gullino

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La Pasqua è la principale solennità del cristianesimo. Essa celebra, secondo tutte le confessioni cristiane, la risurrezione di Gesù, che avvenne nel terzo giorno dalla sua morte in croce, come riportato dalle Scritture.

La data della Pasqua, variabile di anno in anno secondo i cicli lunari, cade infatti la domenica successiva al primo pleniluniodi primavera, determinando anche la cadenza di altre celebrazioni e tempi liturgici, come la Quaresima e la Pentecoste.

A Pasqua c’è l’abitudine di regalare uova di cioccolato. In realtà quest’abitudine è nata con il tempo, ma all’inizio si regalavano uova vere, con il guscio colorato, col significato di rinascita e che la vita ricomincia.

Easter also called Pasch or Resurrection Sunday, is a festival and holiday celebrating the resurrection ofJesus Christ from the dead, described in the New Testament as having occurred on the third day of his burial after his crucifixion by Romans at Calvary c. 30 AD. It is the culmination of the Passion of Christ, preceded by Lent (or Great Lent), a forty-day period of fasting, prayer, and penance.

Easter eggs are specially decorated eggs given out to celebrate the Easter festival. The custom of the Easter egg originated in the early Christian community of Mesopotamia, who stained eggs red in memory of the blood of Christ, shed at his crucifixion.As such, for Christians, the Easter egg is a symbol of the empty tomb.The oldest tradition is to use dyed chicken eggs, but a modern custom is to substitute eggs made from chocolate, or plastic eggs filled with candy such as jellybeans.

 

MOVE – Monviso & Occitans Valley of Europe

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L’amministrazione comunale di Saluzzo ha lavorato con impegno e in maniera prioritaria fin dall’inizio per realizzare un progetto di promozione turistica di area vasta, che individuasse nel Monviso il suo simbolo e in Saluzzo, antica capitale del marchesato,  il comune capofila.
Il progetto muove dalla consapevolezza che “fare rete” è ormai indispensabile per emergere in un ambito che non sia soltanto locale e per riuscire a diventare competitivi sul mercato e nell’ambito del reperimento di fondi europei dedicati. Il lavoro svolto, concretizzatosi nel protocollo di intesa “Terrre del Monviso e Valli Occitane”, risultato di un’operazione politica portata avanti con determinazione dal nostro sindaco, con buona risposta da parte del territorio, ha permesso di giungere ora ad una fase operativa finalizzata a valorizzare, nei prossimi 3 anni, il nostro patrimonio in modo da dargli la visibilità che merita in ambito turistico internazionale.  Grazie alla consulenza di esperti del settore (Paolo Verri e l’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo), si sta procedendo alla realizzazione di un prodotto turistico che non inventa nulla di nuovo, ma valorizza quanto presente:la tradizione enogastronomica, la natura, in termini di turismo green e cicloturismo, il patrimonio artistico-culturale e il tessuto d’impresa.
Un primo risultato del lavoro condotto come rete “terre del Monviso e Valli Occitane” è un significativo finanziamento per sviluppare il cicloturismo, ottenuto attraverso il progetto ALCOTRA  denominato “Velò/Visò”.  Con Velò/Visò si intende promuovere un circuito ad anello sulle cime epiche della Corsa rosa e del TOur de France, come i Colli dell’Agnello, della MAddalena, dell’Izoard e il Galiber. Il progetto ALcotra coinvolge il versante italiano e numerosi enti della vicina Francia, come il QUeyras, l’Embrunais e l’Ubaye.

Saluzzo e la Valli del Monviso

Un progetto di sviluppo turistico e culturale fatto di partecipazione, comunicazione, coinvolgimento, innovazione

Il contesto

A partire dai primi anni del XXI secolo il turismo internazionale ha assistito ad una fortissima accelerazione soprattutto nei settori del turismo culturale e del turismo green. L’Italia specialmente nel primo settore è brand trainante a livello mondiale ma non riesce a trasformare la grande diffusione di beni e opportunità in crescita altrettanto equilibrata. La tendenza da cui si cerca ora di mettersi al riparo è quella di una rilevante concentrazione di domanda / offerta sull’asse Roma Firenze Venezia, con propaggini verso l’asse Milano Torino a nord ovest e verso Napoli Salerno a sud ovest, in entrambi i casi grazie / a causa della linea ferroviaria ad alta velocità. E’ sempre più chiaro alle istituzioni nazionali e regionali che questo trend non è più sostenibile e che bisogna – ed è possibile – incentivare nuove destinazioni, capaci di attirare nicchie anche relativamente vaste di turisti, in grado di investire risorse, tempo e intelligenza pur di avere una esperienza unica e sorprendente.

Lo stesso Piemonte, che tra la fine del Novecento e i primi anni Duemila aveva investito in maniera forte e coesa in questo tipo di attività, sembra fermo alle proposte fatte con il piano strategico di Torino Internazionale e integrato dalle politiche svolte su tre grandi ambiti, ovvero laghi (offerta tradizionale non rinnovata) montagna “industriale” (le valli di Pinerolo e Susa divenute grazie al maquillage degli anni 2001-2006 “montagne olimpiche”) e la langa divenuta il vero e proprio cuore del turismo regionale. Nessun interesse serio a partire dal 2010 per nuovi prodotti come l’Astigiano, benchè divenuto patrimonio UNESCO proprio nel 2014, per le Valli eporediesi e biellesi dove risiede uno straordinario patrimonio architettonico novecentesto, e anche scarso interesse per le valli meridionali dell’arco alpino, con la piccola eccezione della Valle Maira, divenuta caso a sé.

Il progetto

Il Monviso, le sue cinque valli (Grana. Maira, Po, Stura, Varaita) e la piana saluzzese in cui svetta per patrimonio storico e attivismo la città di Saluzzo sono un contesto naturale e culturale unico, al momento riconosciuto da nicchie di appassionati ma non ancora diventato meta prioritaria di uno dei target più interessanti tra i trend turistici attuali: il turista che ama la natura incontaminata, desideroso di essere messo in contatto con tradizioni e luoghi che trasmettono valori antichi e insieme nuovi. Ma il territorio di cui parliamo non ha solo questo da offrire. Ha un patrimonio culturale straordinario, fatto di elementi materiali e immateriali ancora poco sfruttati, giacimenti che meritano di essere messi a sistema e di essere offerti come un tutt’uno.

Inoltre gli stessi territori hanno altri due atouts da mettere a sistema: una produzione agroalimentare di straordinaria qualità che è base di una buona offerta enogastronomica e un sistema di piccole e medie imprese molto vivace, in grado di essere presente su molti mercati internazionali, di intercettare clienti facili da far transitare da un rapporto B2B ad un rapporto B2C.

A fronte di queste quattro grandi ricchezze (natura, cultura, enogastronomia, impresa) tuttavia il tessuto locale non risulta ancora pronto a sviluppare progettualità complesse. Imprese turistiche, commercio orientato ai servizi dell’accoglienza, comunicazione integrata non sono ancora abbastanza pronte e non costituiscono a tutt’oggi un prodotto appetibile. Gli orari di apertura degli spazi culturali, il coinvolgimento del territorio a partire dalle scuole e dalle stesse imprese pare avere altre priorità. Si tratta quindi non solo di costruire un prodotto integrato ma di creare un clima, fatto di azioni di sistema (quali ad esempio la realizzazione di un portale internet unico per tutte le valli, l’organizzazione di una serie di eventi collettivi, la comunicazione integrata di tutta l’offerta attraverso l’apertura e la gestione pubblico-privata di cinque porte di valle) collegate ad una serie di azioni di singoli privati che si mettono a disposizione e fungono da traino e da esempio per il resto delle imprese.

Gli obiettivi

Nell’arco di un primo anno di lavoro si intendono perseguire e raggiungere i seguenti obiettivi:

  • -  costituire un gruppo di lavoro permanente fatto di rappresentanti delle cinque valli e dell’area del Saluzzese con cui sviluppare attività condivise, definire priorità, svolgere azioni di promozione, progettazione e monitoraggio;
  • -  fare di Saluzzo e delle valli del Monviso un territorio consapevole di nuovi modi di produrre cultura e turismo a partire da un movimento collettivo fatto da istituzioni pubbliche e private, associazioni di categoria, associazioni culturali, operatori del mondo del turismo, singoli cittadini;
  • -  rafforzare la collaborazione istituzionale e mettere a sistema la disponibilità del settore pubblico associandolo ad iniziative del mondo privato;
  • -  raccordare le iniziative esistenti facendo in modo che non ci sia dispersione di competenze e di risorse ma piuttosto un bouquet di offerta completa ripartita in stagioni, mensilità, settimana, facilmente comprensibile sia al pubblico che agli operatori.Nell’anno di tre anni si intende:
  • -  far crescere del 20% la destinazione turistica nel suo complesso;
  • -  fare del progetto MOVE una case history nota a livello regionale e nazionale;
  • -  attrarre risorse private di sponsor pari almeno al 20% dell’investimento totale;
  • -  attrarre investimenti pubblici in grado di qualificare gli spazi montani e urbani inmodo da accrescere la bellezza dei territori e la loro qualità di design. Nell’arco di cinque anni si intende:
  • -  fare di Saluzzo e delle valli del Monviso la terza destinazione turistica più importante del Piemonte dopo l’area metropolitana di Torino e l’area delle Montagne olimpiche, al pari almeno con l’area della Langa;
  • -  fare del progetto una case history nota a livello europeo.
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