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Happy Easter by Gullino

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La Pasqua è la principale solennità del cristianesimo. Essa celebra, secondo tutte le confessioni cristiane, la risurrezione di Gesù, che avvenne nel terzo giorno dalla sua morte in croce, come riportato dalle Scritture.

La data della Pasqua, variabile di anno in anno secondo i cicli lunari, cade infatti la domenica successiva al primo pleniluniodi primavera, determinando anche la cadenza di altre celebrazioni e tempi liturgici, come la Quaresima e la Pentecoste.

A Pasqua c’è l’abitudine di regalare uova di cioccolato. In realtà quest’abitudine è nata con il tempo, ma all’inizio si regalavano uova vere, con il guscio colorato, col significato di rinascita e che la vita ricomincia.

Easter also called Pasch or Resurrection Sunday, is a festival and holiday celebrating the resurrection ofJesus Christ from the dead, described in the New Testament as having occurred on the third day of his burial after his crucifixion by Romans at Calvary c. 30 AD. It is the culmination of the Passion of Christ, preceded by Lent (or Great Lent), a forty-day period of fasting, prayer, and penance.

Easter eggs are specially decorated eggs given out to celebrate the Easter festival. The custom of the Easter egg originated in the early Christian community of Mesopotamia, who stained eggs red in memory of the blood of Christ, shed at his crucifixion.As such, for Christians, the Easter egg is a symbol of the empty tomb.The oldest tradition is to use dyed chicken eggs, but a modern custom is to substitute eggs made from chocolate, or plastic eggs filled with candy such as jellybeans.

 

MOVE – Monviso & Occitans Valley of Europe

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L’amministrazione comunale di Saluzzo ha lavorato con impegno e in maniera prioritaria fin dall’inizio per realizzare un progetto di promozione turistica di area vasta, che individuasse nel Monviso il suo simbolo e in Saluzzo, antica capitale del marchesato,  il comune capofila.
Il progetto muove dalla consapevolezza che “fare rete” è ormai indispensabile per emergere in un ambito che non sia soltanto locale e per riuscire a diventare competitivi sul mercato e nell’ambito del reperimento di fondi europei dedicati. Il lavoro svolto, concretizzatosi nel protocollo di intesa “Terrre del Monviso e Valli Occitane”, risultato di un’operazione politica portata avanti con determinazione dal nostro sindaco, con buona risposta da parte del territorio, ha permesso di giungere ora ad una fase operativa finalizzata a valorizzare, nei prossimi 3 anni, il nostro patrimonio in modo da dargli la visibilità che merita in ambito turistico internazionale.  Grazie alla consulenza di esperti del settore (Paolo Verri e l’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo), si sta procedendo alla realizzazione di un prodotto turistico che non inventa nulla di nuovo, ma valorizza quanto presente:la tradizione enogastronomica, la natura, in termini di turismo green e cicloturismo, il patrimonio artistico-culturale e il tessuto d’impresa.
Un primo risultato del lavoro condotto come rete “terre del Monviso e Valli Occitane” è un significativo finanziamento per sviluppare il cicloturismo, ottenuto attraverso il progetto ALCOTRA  denominato “Velò/Visò”.  Con Velò/Visò si intende promuovere un circuito ad anello sulle cime epiche della Corsa rosa e del TOur de France, come i Colli dell’Agnello, della MAddalena, dell’Izoard e il Galiber. Il progetto ALcotra coinvolge il versante italiano e numerosi enti della vicina Francia, come il QUeyras, l’Embrunais e l’Ubaye.

Saluzzo e la Valli del Monviso

Un progetto di sviluppo turistico e culturale fatto di partecipazione, comunicazione, coinvolgimento, innovazione

Il contesto

A partire dai primi anni del XXI secolo il turismo internazionale ha assistito ad una fortissima accelerazione soprattutto nei settori del turismo culturale e del turismo green. L’Italia specialmente nel primo settore è brand trainante a livello mondiale ma non riesce a trasformare la grande diffusione di beni e opportunità in crescita altrettanto equilibrata. La tendenza da cui si cerca ora di mettersi al riparo è quella di una rilevante concentrazione di domanda / offerta sull’asse Roma Firenze Venezia, con propaggini verso l’asse Milano Torino a nord ovest e verso Napoli Salerno a sud ovest, in entrambi i casi grazie / a causa della linea ferroviaria ad alta velocità. E’ sempre più chiaro alle istituzioni nazionali e regionali che questo trend non è più sostenibile e che bisogna – ed è possibile – incentivare nuove destinazioni, capaci di attirare nicchie anche relativamente vaste di turisti, in grado di investire risorse, tempo e intelligenza pur di avere una esperienza unica e sorprendente.

Lo stesso Piemonte, che tra la fine del Novecento e i primi anni Duemila aveva investito in maniera forte e coesa in questo tipo di attività, sembra fermo alle proposte fatte con il piano strategico di Torino Internazionale e integrato dalle politiche svolte su tre grandi ambiti, ovvero laghi (offerta tradizionale non rinnovata) montagna “industriale” (le valli di Pinerolo e Susa divenute grazie al maquillage degli anni 2001-2006 “montagne olimpiche”) e la langa divenuta il vero e proprio cuore del turismo regionale. Nessun interesse serio a partire dal 2010 per nuovi prodotti come l’Astigiano, benchè divenuto patrimonio UNESCO proprio nel 2014, per le Valli eporediesi e biellesi dove risiede uno straordinario patrimonio architettonico novecentesto, e anche scarso interesse per le valli meridionali dell’arco alpino, con la piccola eccezione della Valle Maira, divenuta caso a sé.

Il progetto

Il Monviso, le sue cinque valli (Grana. Maira, Po, Stura, Varaita) e la piana saluzzese in cui svetta per patrimonio storico e attivismo la città di Saluzzo sono un contesto naturale e culturale unico, al momento riconosciuto da nicchie di appassionati ma non ancora diventato meta prioritaria di uno dei target più interessanti tra i trend turistici attuali: il turista che ama la natura incontaminata, desideroso di essere messo in contatto con tradizioni e luoghi che trasmettono valori antichi e insieme nuovi. Ma il territorio di cui parliamo non ha solo questo da offrire. Ha un patrimonio culturale straordinario, fatto di elementi materiali e immateriali ancora poco sfruttati, giacimenti che meritano di essere messi a sistema e di essere offerti come un tutt’uno.

Inoltre gli stessi territori hanno altri due atouts da mettere a sistema: una produzione agroalimentare di straordinaria qualità che è base di una buona offerta enogastronomica e un sistema di piccole e medie imprese molto vivace, in grado di essere presente su molti mercati internazionali, di intercettare clienti facili da far transitare da un rapporto B2B ad un rapporto B2C.

A fronte di queste quattro grandi ricchezze (natura, cultura, enogastronomia, impresa) tuttavia il tessuto locale non risulta ancora pronto a sviluppare progettualità complesse. Imprese turistiche, commercio orientato ai servizi dell’accoglienza, comunicazione integrata non sono ancora abbastanza pronte e non costituiscono a tutt’oggi un prodotto appetibile. Gli orari di apertura degli spazi culturali, il coinvolgimento del territorio a partire dalle scuole e dalle stesse imprese pare avere altre priorità. Si tratta quindi non solo di costruire un prodotto integrato ma di creare un clima, fatto di azioni di sistema (quali ad esempio la realizzazione di un portale internet unico per tutte le valli, l’organizzazione di una serie di eventi collettivi, la comunicazione integrata di tutta l’offerta attraverso l’apertura e la gestione pubblico-privata di cinque porte di valle) collegate ad una serie di azioni di singoli privati che si mettono a disposizione e fungono da traino e da esempio per il resto delle imprese.

Gli obiettivi

Nell’arco di un primo anno di lavoro si intendono perseguire e raggiungere i seguenti obiettivi:

  • -  costituire un gruppo di lavoro permanente fatto di rappresentanti delle cinque valli e dell’area del Saluzzese con cui sviluppare attività condivise, definire priorità, svolgere azioni di promozione, progettazione e monitoraggio;
  • -  fare di Saluzzo e delle valli del Monviso un territorio consapevole di nuovi modi di produrre cultura e turismo a partire da un movimento collettivo fatto da istituzioni pubbliche e private, associazioni di categoria, associazioni culturali, operatori del mondo del turismo, singoli cittadini;
  • -  rafforzare la collaborazione istituzionale e mettere a sistema la disponibilità del settore pubblico associandolo ad iniziative del mondo privato;
  • -  raccordare le iniziative esistenti facendo in modo che non ci sia dispersione di competenze e di risorse ma piuttosto un bouquet di offerta completa ripartita in stagioni, mensilità, settimana, facilmente comprensibile sia al pubblico che agli operatori.Nell’anno di tre anni si intende:
  • -  far crescere del 20% la destinazione turistica nel suo complesso;
  • -  fare del progetto MOVE una case history nota a livello regionale e nazionale;
  • -  attrarre risorse private di sponsor pari almeno al 20% dell’investimento totale;
  • -  attrarre investimenti pubblici in grado di qualificare gli spazi montani e urbani inmodo da accrescere la bellezza dei territori e la loro qualità di design. Nell’arco di cinque anni si intende:
  • -  fare di Saluzzo e delle valli del Monviso la terza destinazione turistica più importante del Piemonte dopo l’area metropolitana di Torino e l’area delle Montagne olimpiche, al pari almeno con l’area della Langa;
  • -  fare del progetto una case history nota a livello europeo.
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