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E’ una bomba vitaminica. Ecco il nostro kiwi

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Sono 2 i kiwi al giorno che tutti i nutrizionisti consigliano per dare al nostro copro il giusto apporto vitaminico. E’ un frutto semplice da mangiare, immediato nel suo consumo e molto molto buono.

All nutritionists recommend eating 2 kiwis a day. The kiwi is simple to eat and very good.

Ormai l’Italia è il secondo produttore mondiale di kiwi dopo la Cina. foglie-tra-i-frutti_23-2147801067Questo frutto peloso e bruttino è una fonte inesauribile di vitamina C: due frutti ne apportano 125 milligrammi, addirittura più del fabbisogno giornaliero (che è di 85 milligrammi per le donne e di 105 milligrammi per gli uomini). La vitamina C rafforza il sistema immunitario e aiuta a difendersi anche in inverno da influenza e raffreddore.

Italy is the second largest producer in the world after China. Kiwi is an inexhaustible source of vitamin C. 2 fruits are sufficient for daily satisfaction. Vitamin C strengthens the immune system and helps to defend itself in winter from flu and cold.

Gialli o verdi che siano, i kiwi donano anche la vitamina K, che interviene nella coagulazione del sangue. Per assorbirla è necessario che viaggi insieme ai grassi, è liposolubile: se non si mangia il frutto a fine pasto, un’idea è fare colazione o merenda con pezzetti di kiwi dentro uno yogurt bianco intero oppure in una macedonia con noci o altra frutta a guscio.

Both yellow and green kiwis are rich in vitamin K. To absorb vitamin K it is necessary to eat kiwis with a fat.

 

Vellutata di kiwi e zucca

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Siamo in pieno autunno ed è arrivato il momento di dedicarci alla frutta e verdura di stagione! Per questo oggi vi proponiamo una variante della vellutata di zucca.

In questo delizioso passato entra in scena il kiwi Gullino, per esaltare le proprietà nutritive della zucca (vitamina A , B, beta-carotene e minerali).

Ingredienti

Difficoltà media
Tempo di preparazione 1 ora e 1/2
Ingredienti per 3 persone
 

1 kg di zucca

80 grammi di cipolle bianche

60 grammi di olio evo

200 gr. di patate

1 kiwi Gullino

1 pizzico di pepe nero

cannella q.b.

1 litro di brodo vegetale

1 pizzico di sale

1 pizzico di noce moscata

Procedimento

Vellutata-di-zucca-e-patate-speziataSi comincia tagliando la zucca e le patate a cubetti e preparando il brodo vegetale.

Fate soffriggere la cipolla nell’olio e, appena sarà dorata, aggiungete la zucca e le patate e coprite con il brodo, perpararvi ad una cottura risottata.

Man mano aggiungete il kiwi, precedentemente tagliato a pezzetti, e continuate la cottura inserendo le varie spezie. Quando il tutto sarà cotto al punto giusto potrete passare il composto al mixer fino ad ottenere una crema omogenea, da servire a piacere anche con dei crostini di pane.

 

Buon appetito con le ricette Gullino

Mousse al kiwi e cioccolato

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La muosse al kiwi e cioccolato è un dessert intramontabile ed adatto ad ogni stagione. Oggi ti raccontiamo come prepararla secondo la tradizione di casa Gullino, con i kiwi di casa nostra e la stevia che amiamo molto (un dolcificante naturale).

Ingredienti

Difficoltà media
Tempo di preparazione 30 minuti
Ingredienti per 8 persone
 

400 grammi di panna

150 grammi di cioccolato fondente

10-15 grammi di stevia

kiwi Gullino (q.b.) a fette

Procedimento

cioccokiwiVersare la panna in un boccale e sbattere con l’aiuto di uno sbattitore elettrico fino ad ottenere una consistenza dall’effetto semi-montato. Conservare in frigo questo composto e sciogliere il cioccolato a bagno maria, per poi sbatterlo con il frullatore per 7 secondi a velocità 3. A questo punto unire la stevia e mescolare bene fino a non percepirne più il colore.

Unire la panna fresca di frigo e continuare a mescolare finché non si ottiene un composto omogeneo e sufficientemente cremoso.

A questo punto versare la mousse in bicchierini di vetro intervallando i vari strati con una fettina di kiwi.

Bello vero? Con questo dolce farete gioire gli occhi e la gola.

Buona merenda con #Gullino

Simona Riccio e le sue #StorieBio

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Oggi vogliamo intervistare e conoscere meglio Simona Riccio, uno degli assi portanti del progetto #StorieBio.

Simona da dove nasce e quando hai scoperto la tua passione per il food?

Innanzitutto desidero ringraziarvi per l’ospitalità nel vostro blog, per me è veramente un piacere ed un onore essere intervistata da un’azienda come la vostra.

La mia passione per il food nasce nel marzo del 1999 quando sono stata assunta nell’azienda dove attualmente lavoro, una grande azienda italiana di alimenti biologici pioniera del settore da oltre quarant’anni. Con il passare del tempo la mia passione per il food si fortifica soprattutto grazie agli studi che ho deciso di approfondire dopo il master in social media marketing. Da qualche anno tutte le mattine mi alzo alle 6.00 per leggere la newsletter di Italiafruit, testata nata nel 2001 dall’intuizione di Roberto Della Casa che, attraverso i loro articoli, mi ha aiutata a capire meglio il mondo che gira attorno all’alimentazione, con particolare attenzione all’ortofrutta, a capire come è cambiato e come cambieranno ancora le nuove esigenze degli individui, di come le aziende distributrici, i produttori, gli agricoltori, la grande distribuzione e i negozi specializzati devono cambiare per andare a soddisfare le nuove esigenze. Mi ha aiutata a capire i nuovi scenari, le difficoltà di ognuno di loro, ma anche a valutare le opportunità che molti non simona ricciocolgono. Tutte le mattine da anni condivido gli articoli che mi interessano in particolar modo sui miei canali social andando a dare la mia opinione, a fare sentire il mio pensiero, a cercare di comunicare alle persone che mi seguono quotidianamente cosa penso personalmente del nuovo scenario e piano piano negli anni, le persone che mi seguono sono preziose per me e sono sempre di più. Nascono molti scambi di idee ed è anche nata l’esigenza da parte mia di andare a conoscere le persone che seguo in prima persona. Tre anni fa ho anche iniziato a partecipare attivamente ai convegni di Italiafruit e mi ha aiutato veramente a capire i pensieri dei Top manager della gdo che seguo e dai quali imparo moltissime cose, ma anche a capire quali sono i nuovi problemi dei piccolini ed allora subentra la mia passione per il digitale ed ecco che nasce la “nuova” Simona, quella persona che cerca di incrociare i dati di fatto, i problemi e le opportunità che tutti hanno. In questo momento specifico, attraverso tutte le conoscenze che ho fatto, attraverso i contatti che sono riuscita ad avere, credo che una delle cose fondamentali che penso sia importante è proprio quello che il Made in Italy è oro in tutto il mondo e che solo attraverso il raccontarsi si può dare valore al prodotto e all’azienda senza dover svendere il prodotto. Le aziende devono imparare a comunicare nel modo giusto, attraverso un linguaggio nuovo, innovativo, formare e formarsi attraverso i professionisti, informare attraverso gli strumenti giusti come il web ed il mondo del digitale che ormai fa parte della nostra vita.

Simona ci racconti il progetto Storie Bio? Come è nato?

A fronte della mia personale mappatura appena descritta, nasce l’esigenza di fare qualcosa di concreto oltre a fare interviste preziose e di spessore a persone importanti di settore nel mio blog. Ed allora, sempre attraverso la rete, abbiamo conosciuto Bioqualità, che è una Rete di consulenti, donne e uomini che da oltre 20 anni “vivono” il mondo del biologico italiano. Dopo esserci seguiti sul web, conosciuti e parlati al Sana di Bologna lo scorso i-bambini-che-tengono-la-plantula-in-mani-come-conservano-il-concetto-del-mondo-nel-tono-d-39-annata-di-colore_7186-245 (1)anno, abbiamo capito che avevamo argomenti ed obiettivi comuni quindi, unite le forze, insieme a Kaos Communication, che è l’agenzia dove sono Project Manager del settore biologico, a Simone Stricelli – Creative Director e Digital Strategist di Kaos, Paolo Iammarino – autore delle illustrazioni e a Bioqualitàchiaramente, abbiamo dato alla luce #StorieBio.

StorieBio è un punto di partenza di un’esperienza editoriale che vogliamo portare avanti durante tutto questo 2018. Il progetto è interessante perché abbiamo unito la parte creativa all’affidabilità e fiducia di consulenti che da oltre 20 anni vivono il bio. L’aspetto tecnico è curato dal dr. Massimo Govonie la dr.sa Alessandra Zannoni, in collaborazione con il loro staff di consulenti. Mensilmente abbiamo scelto un prodotto che verrà raccontato e trasformato in fumetti ideati da Paolo e Simone e trasmettono i consigli dei consulenti di Bioqualità   Saranno accompagnati da 12 interviste che curo personalmente ad aziende che trattano il biologico alcune grandi e conosciute, altre più piccole ma tutte con delle storie molto interessanti. Ma non potevamo fermarci qui, ogni mese uno chef o foodblogger che conosciamo, ci delizierà con una ricetta appositamente elaborata con il prodotto di cui si parla in quel mese. Il tutto è scaricabile ed a fine anno si può avere del materiale utile e consultabile sia a livello cartaceo che digitale. Sicuramente lo renderemo disponibile sui nostri siti ed a disposizione di grandi e piccini. Tutto questo viene sviluppato a titolo gratuito, proprio per fare emergere la nostra passione per l’argomento e di quanto crediamo in questo progetto.

Cosa vuol dire biologico? Con quali aggettivi lo definiresti?

L’agricoltura biologica, come meglio voi di me sapete, si fonda su obiettivi e principi ideati per minimizzare l’impatto umano nell’ambiente e allo stesso tempo permettere al sistema agricolo di operare nel modo più naturale possibile. La tendenza, sia perché le persone hanno sempre di più la cultura e non la moda di mangiare sempre più salutare e bio, è quella di aumentare da parte delle aziende agricole il terreno destinato a questo tipo di agricoltura. La cosa che vorrei però permettermi di dire è che sicuramente mangiare bio è un bene, ma non significa che il non bio significhi non buono. La sana alimentazione inizia da un cibo buono e sano, il bio è un plus.

Che consiglio ti senti di dare ai nostri lettori, soprattutto alle mamme che in fase di acquisto cercano di scegliere sempre i prodotti migliori per i propri figli?

La cosa che mi sento di consigliare le-mani-dei-bambini-che-piantano-il-giovane-albero-su-suolo-nero-insieme-come-conservano-il-concetto-del-mondo_7186-941a tutti è quello di cercare il prodotto buono e sano andando ad informarsi prima dell’acquisto di chi c’è dietro quel prodotto. E’ un po’ come quando vai al ristorante di uno chef che ti porta in tavola un prodotto presentato in maniera eccellente e poi però scopri che il prodotto non è così buono come ti viene decantato. Quando scelgo un prodotto voglio sapere cosa mangio, chi lo produce, come si produce, dove cresce, come si cucina, come si conserva, quali caratteristiche ha, a quali esigenze risponde, insomma devo sapere tutto. Alle mamme ancora di più consiglio di fare questo perché una sana alimentazione inizia dalla scelta del prodotto, del miglior prodotto per i bambini fin dallo svezzamento. Molte volte ci fermiamo al prezzo e non al valore del prodotto. E questo è un errore.

Nei mesi avete raccontato tante storie, tra queste ci saremo anche noi di Gullino. Fino ad ora qual è la storia che ti è più a cuore?

Ad oggi ho ben chiaro le aziende che ho intervistato e che mensilmente scoprirete anche voi. A cuore le ho tutte, dalla prima all’ultima perché ho cercato in loro la storia, la passione e l’amore dalla quale è nata l’azienda. Nella maggior parte dei casi, dietro le aziende che intervisto, c’è una storia che inizia nel secolo scorso ed emergono innanzitutto l’amore delle persone che, attraverso il sacrificio, hanno fatto nascere una piccola azienda che con il passare degli anni, con l’evoluzione e con il cambiamento del mercato e delle esigenze, sono cresciute fino ad essere dei nomi importanti riconosciute dal territorio italiano. Molte, sui loro siti web, hanno una piccola area dedicata alla storia ed al racconto dei loro prodotti, io ho cercato di andare un po’ più a fondo cercando di fare emergere ancora di più quei lati emozionanti che di un’azienda fanno un’azienda ancora più bella e sana. Quindi le porto tutte nel cuore.

Sappiamo che hai letto il nostro lavoro Le Avventure di Kiwito e Galita. Ti è piaciuto? Cosa hai trovato di interessante in questo nostro progetto?

Desidero ringraziare Carola per avermi fatto recapitare il libro che abbiamo immediatamente aperto in famiglia e letto. Devo ammettere che per me è stato un piacere leggerlo perché lo trovo sempre un bel mezzo di comunicazione il libro ed il fatto che lo abbia letto in una sola giornata mio figlio che ha 10 anni e che tendenzialmente preferisce il tablet ai libri, mi ha fatto ancora più capire che è un libro strutturato e studiato bene, semplice, chiaro, simpatico, ma con dietro un progetto, quello di sensibilizzare le famiglie, dai bambini agli adulti, al maggior consumo di frutta e verdura ed andando soprattutto a spiegarne i motivi. Nello specifico si va a spiegare come possono prevenire diverse malattie. Poi il fatto che tutto il ricavato delle vendite del libro venga dato in beneficenza, alla delegazione Lilt di Saluzzo, lo trovo veramente di grande stima. Non tutti lo fanno, come sempre dico, le aziende sono fatte di persone e per me questo è lo specchio della Famiglia Gullino.

Siamo nella fase finale di campagna elettorale. A tal proposito cosa ti sentiresti di chiedere per il futuro del bio alla classe politica che dovrà governare il nostro paese?

Bella domanda! Ci sarebbe talmente tanto da dire che si aprirebbe un dibattito. Il biologico fino a pochi anni fa era un prodotto di nicchia, tendenzialmente consumato da persone di cultura medio alta e benestante. Attraverso la continua informazione, la maggior parte delle persone hanno cambiato lo stile di vita e si sono dirottati sul bio quindi da prodotto di nicchia è diventato di massa o poco meno. Resta il problema prezzo. Il problema è stato preso in carico dalla grande distribuzione che per svariati motivi ha dato la possibilità a molte famiglie di poter acquistare i prodotti biologici a prezzi più accessibili. Il gap deve ritagliata-immagine-di-donna-che-inserisce-le-informazioni-sulla-carta-e-chiave-sul-telefono-o-laptop-mentre-acquisti-online_1423-71ridursi tra il negozio specializzato e la grande distribuzione, si dovranno diminuire i margini per poter far vivere grandi e piccoli. Credo che alla classe politica chiederei di modulare le aperture dei supermercati, aumentano di continuo di fronte ad una domanda che non aumenta nella stessa misura, chiederei di ridurre le ore lavorative alle mamme ed alle donne per poter vivere di più il supermercato e poter gestire meglio gli acquisti, ma soprattutto, con l’ingresso anche di e-commerce importanti, far sì che ci possa essere una concorrenza leale. Tutti devono lavorare e la concorrenza ci sarà sempre, ma le armi devono essere pari senza far sì che uno vinca e l’altro perda per regole non uguali.

Simona vogliamo chiudere questa intervista parlando anche di te. Come vedi e come speri sia la nostra alimentazione del futuro? Si parla molto di insetti, carne biotecnologica e di alghe. Che ne pensi?

Personalmente credo e ne sono convinta di vivere nel Paese più bello del mondo con un territorio fantastico, ricco di arte, turismo, prodotti che in nessun’altra parte del mondo hanno, una storia che pochi Paesi hanno, una cucina che ci invidiano in tutto il mondo. E’ vero che mangiare insetti è una cultura di paesi diversi dal nostro, ma sinceramente io amo il mio Paese e non riuscirei mai a tradire un piatto di spaghetti al pomodoro con parmigiano, basilico ed un filo di olio crudo sopra con un piatto di insetti o carne biotecnologica o alghe. Non mi permetto di giudicare questi altri “piatti” se così si possono chiamare, ma il futuro dell’alimentazione lo vedo come un ritorno alle ricette delle nostre nonne.

Un grazie a Simona, intanto vi consigliamo di dare un’occhiata alle sue #StorieBio

https://www.linkedin.com/in/simona-riccio-5aa82923/

http://www.kaoscommunication.com/blog/storie-bio/

https://www.bioqualita.eu/storiebio/.

http://www.kaoscommunication.com/blog/category/seed-crop/

Complimenti e auguri per il tuo brillante futuro.

Grazie a voi di cuore.

Mela ripiena alle noci

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Alla fine dei pasti natalizi, si sa, tutti gradiscono della frutta secca. Per questo abbiamo pensato di proporvi una soluzione creativa e pratica per servirla a tavola o mangiucchiarla sul divano.

Provate a svuotare una mela con l’aiuto di un cucchiaino o di un attrezzo da gelato e, al suo interno, adagiate delle noci sgusciate.

I vostri ospiti si rifaranno gli occhi e il palato!

Buone feste dalla famiglia Gullino.

 

Ingredienti

Difficoltà semplicissima
Tempo di preparazione 1/2 ora
Ingredienti per 6 persone
 

3 mele Gullino

30 noci

 

Mele natalizie al forno

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Oggi per voi una ricetta che arricchirà la tavola natalizia.

Dopo il classico panettone provate a servire una mela al forno … magari caramellata!

Noi vi sveliamo la ricetta ma più che una ricetta è un consiglio per le feste!

 

Ingredienti

Difficoltà semplicissima
Tempo di preparazione 1/2 ora
Ingredienti per 6 persone
 

6 mele Gullino

70 grammi di zucchero di canna

1 cucchiaino di succo di limone

zucchero a velo

Procedimento

Lavate bene le mele, asciugatele e privatele del torsolo senza romperle. Prendete una teglia rettangolare ricoperta con carta forno e disponete le mele, versando sopra a ognuna qualche goccia di limone.

In una pentola con bordi leggermente alti mettete lo zucchero di canna con un po’ d’acqua. Fatelo sciogliere e versatelo sopra le mele, quindi cuocete in forno a 180 °C per 20 minuti circa, finché lo sciroppo non sarà caramellato.

Appena sfornate se volete potrete spolverarle con dello zucchero a velo.

Lasciatele raffreddare o intiepidire e … buone feste natalizie da tutta la famiglia Gullino!

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Monoporzioni alla mela

Oggi ti proponiamo un dolcino ottimo per la merenda di grandi e piccini: le monoporzioni di mela in mini ciambella.

Ottime, gustose e dalle mille proprietà. Segui la ricetta!

Ingredienti

Difficoltà media
Tempo di preparazione 1 ora
Ingredienti per 6 persone
 

2 mele Gullino

3 uova

80 grammi di burro

15. grammi di lievito vanigliato

190 grammi di zucchero

cannella in polvere

100 grammi di latte

260 grammi di farina 00

succo di limone

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Sbuccia le mele. Ricava da una delle due delle fettine sottili e taglia l’altra a dadini piccoli. Disponile in una ciotola e cospargile con il succo di limone e 3 cucchiai di zucchero.

Riunisci in una terrina le uova intere e sbattile con una frusta assieme al resto dello zucchero. Incorpora il latte e il burro fuso, poi la farina setacciata con il lievito.

Imburra dei piccoli stampini da dolcetti ma prima ricopri il fondo con le fettine di mela sgocciolate.

Scola i dadini di mela dal liquido fuoriuscito in macerazione e uniscile all’impasto. Amalgama e distribuisci il composto negli stampini e, a coprire, disponi le fettine di mela.

Inforna le ciambelline a 180 °C per 40 minuti circa in forno statico.

A fine cottura mescola 3 cucchiai di zucchero a velo con la punta di un cucchiaino di cannella in polvere e decora con questo la superficie della ciambella, decorata con le mele (se vuoi anche caramellate)

Buona merenda

 

Spazzolino? Scegli la mela

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Mai più noie con i denti se … mangi la mela! E’ proprio vero il vecchio detto “Una mela al giorno toglie il medico di torno”. In questo caso chi non vedremo per molto tempo sarà il dentista!

If you eat the apple forget the dentist! The apple does very well. 

Masticare le mele, specie se si tratta delle varietà più croccanti, come ad esempio quelle verdi, vuol dire sviluppare un’azione meccanica simile a quella dello spazzolino, close-up-di-donna-concentrata-spazzolando-i-denti_1262-6010contrastando la formazione della placca. Per questo, specialmente in assenza di altri modi di pulirsi i denti, è una buona idea mangiarle a fine pasto.

If you chew the crunchy apple it’s like brushing your teeth. The apple, in fact, fights the formation of the plaque.

Le mele inoltre contengono ferro e fluoro, ottimi per la salute dei denti. L’acido mallico ha proprietà antisettiche e disinfettanti, utili sia per le gengive che per lo smalto.

Apples also contain iron and fluorine, excellent for teeth health. Malic acid has antiseptic and disinfectant properties, useful for both the gums and the enamel.

Ma attenzione a non abusarne! L’acido malico, infatti, essendo un acido potrebbe rovinarne lo smalto e il vostro sorriso.

But be careful not to abuse it! Malic acid can ruin the tooth enamel

E allora sorridi! C’è la mela di Gullino!

You smile! There is the Gullino apple!

Arrivano i flavonoidi. Supereroi della mela

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Rispetto alla mela se ne dicono di tutti i colori ma questa volta la notizia è davvero sensazionale. Lo dicono medici, nutrizionisti, dentisti: la mela fa bene perché ricca di flavonoidi. 

Apples superheroes arrive: the flavonoids!

Di flavonoidi in natura ce ne sono più di 4mila tipi e sono proprio questi supereroi a conferire a frutta e verdura i colori più ricchi e brillanti. La mela, infatti, li ringrazia per il suo colore rosso rubino.

In nature there are more than 4000 flavonoids and they give color to fruit and ritratto-di-una-donna-attraente-mangiare-una-mela_1163-2008vegetables. The apple thank you for the ruby red.

Sono preziosi alleati per frenare i processi degenerativi e di invecchiamento grazie alle proprietà antiossidanti che contrastano i radicali liberi. E’ stato, inoltre, ampiamente dimostrato che riducono il rischio di malattie cardiache e combattono l’insufficienza venosa e la fragilità capillare, problematiche tipiche di chi soffre di emorroidi.

E tu? Quanti flavonoidi alleati hai scelto di avere?

Flavonoids are anti-aging heroes because with antioxidant properties contrast free radicals. If you eat so many bad you have so many flavonoids!

Come rimuovere le macchie di kiwi dai vestiti

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Con la frutta, si sa, non ci si abbuffa soltanto ma ci si macchia. Capita spesso ai bambini alle prese con una scorpacciata di kiwi e non si tratta affatto di macchie semplici da rimuovere. Ecco alcuni consigli per eliminare lo sporco ed avere vestiti come nuovi!

With fruit we spot. They are not simple spots to remove. Here are some tips to bring your clothes back as new.

Sapone di Marsiglia: strofinarlo a fondo sulla macchia prima di un passaggio in lavatrice è il modo più immediato per sconfiggere la macchia. Rub marshal soap on stain

Acqua bollente: fate mano-lavare-i-vestiti-con-bolla-sul-bacino-bianco_2313-706bollire dell’acqua e versatela tutta sulla macchia; in questo modo i residui di kiwi si staccheranno dalle fibre del tessuto in poco tempo e potete procedere con il consueto lavaggio. Throw boiling water on the stain

Ghiaccio: da utilizzare solo su macchie ancora fresche; vi basterà strofinarlo e poi risciacquare. Rub the ice on the stain.

Sale e succo di limone: quando la macchia di kiwi è ormai secca potete spargere del sale, spruzzare del succo di limone e poi sfregare forte. Rub salt and lemon juice on the stain.

Ed ora tocca a voi … provate a non sporcarvi ;)

And now it’s up to you. Be careful not to get dirty!

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