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Kiwi e tampone Covid. Come nasce una fake news

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Un kiwi positivo al Coronavirus. Questa l’ultima frontiera delle bufale sul Covid passata in tv qualche giorno fa. A parlare negli studi di Non è l’Arena di Massimo Giletti c’è il “medico di base negazionista”, come definito da molti, Mariano Amici.

 

L’esperimento è stato accolto con corale disapprovazione, vista l’oggettiva infondatezza, dall’infettivologo Matteo Bassetti, dal consigliere del ministro della Salute Speranza Walter Ricciardi fino ad arrivare a Massimo Galli, infettivologo del Sacco di Milano che ha chiosato sulla tesi esprimendo il suo fermo disappunto sia sul professionista che ha messo in piedi “l’esperimento” sia sulla trasmissione televisiva che ha dato spazio ad una evidente fake news. 

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Infatti a smentire l’assurda tesi del kiwi positivo al Covid c’è un fattore a dir poco cruciale che è quello relativo ai test antigenici, usati per rilevare solo ed esclusivamente materiale di prova umano, non generi alimentari, benché meno la frutta. Se utilizziamo uno strumento finalizzato allo screening sugli umani per un organismo non umano è abbastanza semplice capire che i risultati siano falsati. Immaginate di usare un termometro ascellare per conoscere la temperatura ambientale di una stanza o ancor più immaginate a quanto possa essere attendibile pesare organismi infinitamente piccoli con una bilancia pesapersone. Insomma un approccio inadeguato, privo di scientificità che spesso e volentieri trova nella tv generalista un’importante e deleteria cassa di risonanza. Un fermo disappunto non poteva che arrivare anche dal settore ortofrutticolo, in particolare dall’Associazione Nazionale Donne dell’Ortofrutta, realtà composta da 100 imprenditrici di tutta Italia tra cui Carola Gullino, che ogni giorno lavorano per dare valore ad una filiera importante per il Pil nazionale. 

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Nello specifico l’Associazione in una nota ufficiale scrive:

“Avete usato i kiwi per dimostrare che il tampone non funziona e già questo è agghiacciante per la debolezza scientifica. Può un sistema vegetale sviluppare antigeni e anticorpi pensati per un sistema animale? Ma soprattutto, con la vostra messa in scena avete trasmesso una fake colossale:  l’idea cioè che il kiwi sia positivo al Covid, volendo interpretare il sillogismo: tampone – kiwi – positività. Sicuramente avete scelto il kiwi per fare scena con un prodotto facilmente maneggiabile, colorato, naturale, ma vi rendete conto del discredito su questo frutto? Pensate che l’Italia è il primo produttore di kiwi del mondo, il più esportato tra tutti i nostri meravigliosi prodotti.

Insomma una fake con relativo rischio di strumentalizzazione che può generare enormi danni ad un settore non esente da difficoltà e che lavora costantemente nella direzione di una sempre maggiore trasparenza e cura verso il pianeta e verso l’essere umano.

La nota ufficiale integrale delle Donne dell’Ortofrutta | www.donneortofrutta.org