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Raccogliere i frutti. I volti dietro una storia di famiglia

Questo mese nell’ambito della campagna “Gullino Loves People” vi parliamo di come sono stati “raccolti i frutti” in azienda.

I frutti sono la metafora di tutte le cose sane e genuine che riusciamo a mettere nel mondo ed anche in Gullino questo processo virtuoso di “semina” è avvenuto con successo. Papà Attilio, infatti, è riuscito a trasmettere la passione per il settore ortofrutticolo ai suoi figli, Carola e Giovanni, i quali oggi sono il vero motore propulsivo dell’azienda cuneese.

In questa videointervista Carola, direttrice generale ed amministratrice delegata dell’azienda, ci racconta quando ha deciso di intraprendere questo percorso e perché.

Non è scontato raccogliere le redini dell’azienda di famiglia. Per farlo (e farlo con vero successo) è necessario che vi sia passione e voglia di innovare, quella che Carola da anni mette in circolo. E’ riuscita a fare dell’ortofrutta un mestiere “bello” e “femminile”, impegnandosi nel posizionamento dell’immagine aziendale sia attraverso attività di marketing che con la sua partecipazione alla fondazione dell’Associazione Nazionale Donne dell’Ortofrutta, di cui oggi è vicepresidente.

Cosa si aspetta dalla sua azienda nel futuro? Quali frutti raccoglieranno le prossime generazioni? Ce lo racconta in questa videointervista. 

 

Il gelo devasta i frutteti. E’ calamità naturale

Siamo quasi a metà aprile e la temperatura, nel saluzzese, è scesa quasi fino a -7° di notte. E’ in corso un’importante ondata di gelo che brucia le gemme delle piante di frutta, mettendo a rischio il raccolto.

I danni sono ingenti, nel pieno della fioritura, e vengono aggravati dalle temperature quasi estive delle scorse settimane, fattori che abbinati insieme hanno provocato seri danni su albicocche, mele, pesche, nettarine e susine stimabili in perdite dal 50 al 70% delle produzioni, a seconda degli areali colpiti.

Preoccupa da questo punto di vista la situazione del kiwi. Ora è partita la conta dei danni, c’è da sperare di riuscire a limitarli perlomeno sul mercato, se si considera che purtroppo queste forti ondate di gelo improvviso hanno interessato anche molti altri Paesi europei, dalla Spagna alla Francia.

Il gesto disperato di alcuni agricoltori del nostro cuneese che sono ricorsi anche all’accensione del fuoco nei filari.

In questo servizio del TGR Piemonte parla Giovanni Gullino.

Saluzzo con le Terre del Monviso candidata a Capitale italiana della cultura 2024

La notizia è recente e stimola ancora di più a visitare la nostra meravigliosa terra alla prima occasione disponibile. Saluzzo, con le Terre del Monviso, è la prima città alpina candidata a Capitale Italiana della Cultura 2024.

La candidatura di Saluzzo nasce da lontano ed è la prosecuzione di un percorso avviato da tempo con il progetto Terres Monviso, che ha creato una rete di 68 comuni su un territorio di 2.600 kmq e quasi 136mila abitanti, e VéloViso, che ha unito le valli italiane e francesi del Monviso attraverso la valorizzazione dell’offerta cicloturistica. Cinque anni dopo, Saluzzo punta ad un ancora più ampio rilancio e coinvolgimento del territorio che ha già ricevuto il sostegno delle istituzioni, delle associazioni e dell’intero Piemonte.

Ogni euro investito in cultura ne genera cinque! Ci serve tempo, infine, perché la nostra visione di cultura è ampia, non solo arte ed eventi culturali in senso stretto, ma cultura dei territori: tradizione, ambiente, storia, paesaggio, lingua e perfino religione

 

Sono queste le parole di Mauro Calderoni, sindaco della città di Saluzzo che si prepara ad una sfida davvero avvincente, che potrebbe cambiare per sempre il suo destino facendola passare da città poco conosciuta a territorio di cultura e sapienza, da visitare , gustare, guardare e respirare.

Si, perché il territorio delle valli del Monviso è ricco di proposte non solo culturali, storico-artistiche ma anche di sapori genuini e riscoperte di antiche coltivazioni.

All’indomani del lockdown, le potenzialità dei piccoli borghi sono state evidenziate da sociologi, urbanisti ed economisti, ma nell’immaginario collettivo la montagna non è ancora considerata un luogo da abitare. Nel 2030, secondo il World Urbanization Prospects 2018 delle Nazioni Unite, il 60% della popolazione mondiale si concentrerà nelle città.

L’annuncio della candidatura, prima ancora della presentazione ufficiale, è stato subito accolto con entusiasmo dal territorio.

C’è più di una ragione per cui appare assolutamente coerente, appropriata e giusta la candidatura di Saluzzo con le Terre del Monviso a Capitale Italiana della Cultura 2024. L’assessorato alla Cultura della Regione Piemonte è a disposizione fin da ora per sostenere questa impresa. Conosciamo l’audacia dei piemontesi e sono convinta che riusciremo, anche questa volta, a fare un buon lavoro, dimostrandoci all’altezza del nostro glorioso passato (Vittoria Poggio, assessore alla Cultura della Regione Piemonte)

I prossimi passi saranno l’organizzazione di una call nazionale per under 28 e un meeting per sviluppare e approfondire, con tutti gli attori in campo, i contenuti del dossier.

#saluzzomonviso2024

Intervista a Giovanni Gullino sulla campagna della mela

Oggi incontriamo Giovanni Gullino, AD di Gullino srl.

Con lui parliamo della campagna delle mele. Come si svolge e quanto vengono vendute le succose mele dell’azienda di famiglia?

Scopriamolo insieme chiacchierando con lui

10bassaGiovanni, è appena iniziata la campagna delle mele, frutto che rappresenta una parte del core business aziendale. Che previsioni hai per Gullino?

Il progetto mele sta crescendo e si sta completando di stagione in stagione. Quest’anno raddoppieremo la nostra produzione privata e anche i produttori che hanno aderito alla nostra azienda stanno avendo riscontri soddisfacenti sui volumi. Quindi pensiamo di avere il 50%  in più di prodotto rispetto alla scorsa stagione. Questa è la prova della crescita virtuosa del nostro progetto sulla mela, della ricerca virtuosa di nuove varietà ad alta produzione e alta qualità organolettica.  Il futuro dell’azienda è in queste strategie.

In generale ti aspetti che i volumi produttivi nazionali superino quelli dello scorso anno?

Le previsioni di produzioni melicole nazionali vedono una stima molto simile alla scorsa campagna. Purtroppo il clima sempre più ostile, fra gelate primaverili, grandinate e estati calde decurta ogni anno le quantità di merce di cat. I. Ma fino alla fine della raccolta non è semplice esprimere i numeri. Restiamo fiduciosi.

Gullino è un’azienda che si distingue per la sempre maggiore attenzione data a produzioni biologiche. Da quanti anni avete iniziato a produrre bio e come sta andando per kiwi e mele?

È dalla fine degli anni ’90 che ci dedichiamo alla produzione di frutta certificata da agricoltura biologica, sia in Piemonte che nel Lazio. Io stesso sono cresciuto dentro questo percorso e oggi produciamo circa 100.000 quintali di frutta certificata bio, di cui circa il 60% sono tutte mele. Il rimanente 40% è suddiviso fra kiwi e drupacee. Grazie all’area in cui produciamo, ai territori destinati alle nostre specialità, riusciamo ad avere degli standard qualitativi alti, difficilmente avvicinabili da altri Paesi. La crescita del mercato biologico è appena iniziata e ci saranno delle opportunità commerciali importanti nel futuro prossimo. Noi, nel biologico, crediamo fermamente.

Gullino - 1.00_01_11_17.Immagine013Quest’anno i consumatori hanno premiato le aziende che producono frutta e verdura biologica. I consumi sono aumentati di circa il 3,5%. Secondo te qual è il motivo di questa maggiore attenzione dei consumatori?

Notiamo una crescita dell’interesse da parte del consumatore che vuole essere sicuro di quello che mangia e vuole verificare la certificazione e la tracciabilita del prodotto. Solo se si eseguono le pratiche agricole biologiche e biodinamiche si può avere un prodotto libero da qualsiasi molecola di sintesi e l’ente certificatore fa si che al consumatore questo venga davvero garantito.  A mio parere, però, sarebbe necessaria una maggiore visibilità del prodotto bio nei punti vendita, oltre che una sensibilizzazione capillare sui temi della sostenibilità e del green. Noi di Gullino cerchiamo di fare questo con la nostra comunicazione aziendale, dando una mano non solo a noi stessi ma a tutto il settore.  I consumatori vogliono sapere cosa mangiano ed è giusto che gli vengano date le giuste informazioni. E’ la consapevolezza che ha fatto crescere i consumi.

E a questo punto non possiamo non parlare dell’accordo fatto da Gullino con Apofruit. Buona parte della vostra produzione biologica, infatti, andrà ad arricchire l’offerta del gruppo Canova, società del gruppo Apofruit licenziataria del famoso marchio Almaverde Bio. Perchè per voi è così importante questo accordo e come mai avete scelto proprio  Apofruits e non altre realtà?

Noi abbiamo scelto di stringere questo accordo per le reciproche sinergie,  per fare sistema e combattere la concorrenza estera, perché con Apofruits condividiamo i  valori commerciali e agricoli che viviamo con la stessa etica e passione. Canova / Almaverde Bio rappresenta il traguardo dell’agricoltura biologica italiana oggi, in cui i consumatori devono pretendere  che il prodotto sia certificato bio e che la qualità sia ottima . Il nostro obiettivo è dare il top della qualità con il certificato bio e una tracciabilita sicura e completa.

 

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Giovanni Gullino interviene sull’appello a sostegno dell’agricoltura italiana

Noi di questa generazione siamo un po’ figli di una stagione d’oro dell’ortofrutta italiana e forse cominciamo solo ora a renderci bene conto delle difficoltà prospettiche del comparto. Le attuali condizioni ci portano a rischiare di accontentarci di lavorare per salvare le spese o per la passione, piuttosto che per fare reddito, mentre dovrebbe essere quest’ultimo su cui basare qualunque tipo di impresa”.

 

Così Giovanni Gullino dichiara a FreshPlaza nel manifestare il proprio appoggio all’iniziativa a sostegno dell’agricoltura italiana.

Esprimo la mia vicinanza: questa mobilitazione è un segnale importante, soprattutto se giovannispingerà qualcuno più in alto di noi a fornirci degli strumenti idonei alle mutate condizioni del mercato attuale. Serve infatti maggiore concentrazione e maggior peso nella contrattazione. Ritengo sia una grande e difficile sfida alterare la situazione per quanto riguarda i costi del lavoro e i prezzi di vendita sul mercato, ma dobbiamo provarci anche se purtroppo abbiamo imparato che il mercato non lo si può controllare; sono però convinto che si possano creare delle soluzioni per sostenere le imprese italiane riportandole a fare reddito

L’imprenditore un po’ si sorprende che le politiche comunitarie degli ultimi decenni, volte a potenziare l’aggregazione sul fronte dell’offerta e a stimolarne la competitività attraverso le Organizzazioni di produttori-OP, non abbiano poi sortito gli effetti sperati.

Forse – osserva Gullino – non abbiano saputo cogliere anche i possibili limiti di questo modello di sviluppo: probabilmente il mondo è cambiato più in fretta e su scala talmente grande, che neppure le OP più strutturate hanno le dimensioni idonee a sostenerne la globalizzazione; o forse è un modello che andrebbe ripensato meglio nella sua applicazione concreta. Fatto sta che questo è un ragionamento che attiene le stesse OP, le quali dovrebbero coinvolgere i sindacati agricoli per proporre una riforma. Le cose, infatti, si possono cambiare soltanto a livello macro: il singolo operatore, da solo, può poco o nulla. In ogni caso, condivido che sia giunto il momento di disegnare un intervento a favore del sistema ortofrutticolo nazionale, così come l’Unione Europea aveva fatto già negli anni 90 quando io avevo poco più di 20 anni, e si cominciava a parlare di organizzazioni di produttori.

Le sfide per il comparto del kiwi italiano
Essendo direttore generale e direttore acquisti presso la nostra azienda, specializzata nel commercio di kiwi, Giovanni Gullino analizza le diverse variabili che hanno reso più difficile la vendita di prodotto italiano negli ultimi anni.

Certamente non possiamo sottacere il fatto che la batteriosi dell’actinidia, con la quale combattiamo da almeno 7-8 anni, abbia comportato notevoli contraccolpi negativi per i GullinoGionostri areali produttivi, con un incremento dei costi e una flessione delle rese.

Su tutto ciò si è abbattuta poi la drammatica stagione 2017, in cui gelate e altri problemi meteo hanno fortemente ridotto la produzione italiana di kiwi, lasciando spazio a quella di altri stati emergenti, proposta a qualità convincente e prezzi competitivi. Una frammentazione dell’offerta e prezzi elevati per il prodotto italiano nella medesima annata 2017, se hanno favorito qualcuno, hanno però danneggiato molti altri, ostacolando anche la capacità da parte del mercato di assorbire un prodotto troppo costoso. A questo scenario, si aggiunga l’allungamento delle stagioni dell’emisfero australe, con il prodotto neozelandese che rimane sul mercato europeo fino a gennaio; o si pensi anche all’introduzione del kiwi giallo che ha comportato, diversamente dalle attese iniziali di “aggiungersi” alle vendite di quello verde, uno spostamento nelle preferenze di acquisto da parte del consumatore. Nel frattempo, le produzioni di kiwi in Grecia e altri stati aumentano e, inesorabilmente, il kiwi italiano rischia di perdere posizioni. Non si può ragionevolmente pensare di risolvere una situazione così complessa solo sperando che la prossima gelata colpisca altri e non noi! Ecco perché l’iniziativa a sostegno della competitività dell’agricoltura italiana è sensata ed è importante aderirvi.

Articolo tratto da FreshPlaza

Gullino approda su LinkedIN ed è sempre più SOCIAL

E’ da tempo che desideravamo essere laddove avremmo potuto incontrare i nostri più fidati fornitori e i nostri più cari clienti, ed ora ci siamo! E’ ufficiale: Gullino srl da oggi è su LinkedIN con una pagina tutta dedicata al mondo ortofrutticolo italiano, alla divulgazione in materia di sana e corretta nutrizione, alla diffusione della conoscenza sui propri metodi di coltura.

Gullino from today is on LinkedIN. On the Linkedin Gullino srl page there is a lot of news on the Italian fruit and vegetable world

Abbiamo scelto LinkedIN perché ci sembra il modo migliore per valorizzare il nostro prodotto fra un pubblico specializzato. Abbiamo una gran voglia di far conoscere i nostri metodi di produzione, la squisitezza della nostra frutta e il lavoro che c’è dietro per assicurare a tutti i nostri consumatori un prodotto genuino, sano ed etico. (Carola Gullino)

linkPer seguire la pagina LinkedIN è sufficiente cliccare il pulsante “Segui” presente sulla pagina. In questo modo sarete sempre aggiornati dall’azienda.

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La pagina, infatti, sarà l’occasione per rilanciare gli articoli che Gullino da anni scrive e pubblica sul suo blog, strumento indispensabile di divulgazione.

On the blog you can find the articles of the official blog of Gullino.

Non dimenticate di visitare anche la pagina facebook Gullino Fruits, il profilo instagram gullino_fruits e il profilo Pinterest Gullino Fruits.

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Qui troverete tanta creatività sul tema della frutta e moltissimi spunti per arricchirvi con i colori!

 

Rosse, succose ed ecosostenibili. Sono le mele Gullino

Non solo kiwi, ma anche mele: rosse, dolci, basse di acidità, resistenti naturalmente alla ticchiolatura e quindi ecosostenibili. E’ ciò in cui credono fortemente Giovanni e Carola Gullino, ideatori della linea “Mela Qui”

The Gullino apples are red, sweet, low in acidity, naturally resistant to scab and eco-friendly. Carola and Giovanni Gullino believe a lot in this project.

Il nome indica che Gullino è proprio qui, in Italia, con una precisa identità territoriale.

The project is called “Mela Qui” to indicate that the apples are grown near the farm, in Piedmont.

All’interno del nuovo marchio Mela Qui rientrano diverse varietà resistenti alla ticchiolatura, tutte con elevato grado brix e bassa acidità:

Giovanni Gullino al MacFrut 2018 di Rimini

Crispina (Crimson Crisp®), Rossana (Inored Story®), Dolcina(Fujon), Mandy (Mandy® Inolov), Dalila (Dalinette).

The “Mela Qui” brand includes different varieties of apples, all resistant to scab, with high brix and low acidity: Crispina (Crimson Crisp®), Rossana (Inored Story®), Dolcina(Fujon), Mandy (Mandy® Inolov), Dalila (Dalinette). 

Sono tutte mele libere, non club, e l’impegno di Giovanni e Carola Gullino è quello di difendere il prezzo con opportune politiche commerciali, per dare un reddito adeguato a chi le produce e le lavora ed un sollievo alle vostre tavole.

Giovanni and Carola Gullino try to defend the price of these apples, with excellent commercial policies.

Le mele rosse Gullino sono coltivate su terreni della provincia di Cuneo e Torino, tra i 300 e i 700 metri di altitudine ma per il prossimo anno non mancheranno alcune importanti sperimentazioni per provare a coltivare la mela in pianura, nel canavese.

The Gullino red apples are grown on land in the province of Cuneo and Turin, between 300 and 700 meters above sea level but in the future there will be some news.

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