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Saporita, succosa e piena di principi nutrienti. La Pesca Noce di Gullino è tornata

Pesche

Originaria dell’Asia Minore, la pesca noce è una specie di pesca a pelle liscia. L’albero si adatta in qualunque clima, preferendo un clima caldo temendo solo la terra troppo umida e le grandinate che quest’anno sono state copiose.

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Esploriamo da vicino le caratteristiche di questo gustoso frutto. Le pesche noci sono rinfrescanti, diuretiche, vermifughe, leggermente lassative e sono anche ricche di acqua, fruttosio e potassio, che apporta benefici al sistema nervoso, al battito cardiaco, concorre alla prevenzione dei crampi e a migliorare l’efficienza del tono muscolare nelle performance atletiche.

Altra caratteristica delle pesche noci è il bassissimo apporto calorico. Contengono solo calorie ogni 100 grammi di prodotto, sono ottime per la pelle, contengono vitamina C, contribuiscono a combattere i radicali liberi e aiutano il corpo a sviluppare la resistenza contro gli agenti infettivi. 

 

Vi ricordiamo che sono ottime come spuntino, come confetture, marmellate, succhi, sciroppi o per arricchire yogurt bianco e cocktail.

La passione per il biologico

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Il biologico per noi è diventato una vera e propria passione, per questo ci ritroviamo spesso impegnati (anche nel weekend) in convegni, seminari, formazioni sulle ultime innovazioni in materia. Insomma, non riusciamo più a farne a meno, specie da quando sappiamo con certezza che i benefici per l’ambiente e le persone sono radicali

In Piemonte e nel Lazio, in terre generose e fertili, produciamo kiwi e mele biologiche seguendo pedissequamente tutti i passaggi del disciplinare. Mantenere una certificazione biologica, infatti, è complesso tanto quanto ottenerla, ma le soddisfazioni e le fette di mercato che si guadagnano valgono tutta la fatica profusa.

I nostri kiwi e le nostre mele bio dalla coltivazione alla lavorazione vengono trattati esclusivamente con sostanze di origine naturale e minerale. Noi escludiamo rigorosamente l’uso di fertilizzanti, fitofarmaci, diserbanti, prodotti medicinali e conservanti chimici di sintesi.

Le tecniche dell’agricoltura biologica rispettano l’ambiente e i suoi equilibri, e se la terra con noi è stata generosa sin dal primo momento consentendoci la coltivazione dei frutti che commercializziamo, noi non possiamo essere da meno con lei. Limitiamo, infatti, l’inquinamento atmosferico e delle acque, evitiamo lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali e l’erosione del suolo, scongiuriamo l’estinzione di organismi utili, preserviamo la biodiversità nell’ambiente.

Tutto questo lo facciamo producendo secondo il disciplinare del biologico, e ne siamo fieri. Grazie a questo investimento da qualche mese i frutti Gullino vengono distribuiti dalla filiera Almaverde Bio, una società consortile che associa 10 imprese dell’agroalimentare italiano con una comprovata esperienza nel settore biologico.

Gullino è amante del futuro da generazioni!

Gullino, future lovers for generations

Chi mangia più frutta in Europa?

chi mangia più

Mangiare frutta e verdura quotidianamente è fondamentale per la nostra salute, in questo modo assumiamo nutrienti essenziali, fibre e diminuiamo il rischio di obesità e lo sviluppo di patologie quali il diabete. Secondo uno studio  dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il consumo di frutta e verdura aiuta anche a prevenire la comparsa di malattie cardiovascolari e alcuni tipi di tumori, ad esempio quelli del tratto gastrointestinale.

frutta-verduraI benefici sono moltissimi ma noi quanta frutta mangiamo per renderli effettivi? Una recente ricerca ripresa dallo European Data Journalism Network  si è occupata di elaborare i dati forniti da Eurostat sul consumo di frutta e verdura nei paesi membri e in alcune zone dell’area dei Balcani. Da questa indagine emergono alcuni dati entusiasmanti ed altri meno. Ad esempio si rileva che circa il 64% della popolazione europea assume quotidianamente frutta e verdura. Alcuni Stati sono un modello per il consumo di questi alimenti sani; si tratta di Italia, Spagna, Portogallo e Slovenia che ne mangiano in numero grandemente al di sopra della media europea. In coda, invece, alcuni Paesi che hanno ancora da lavorare molto, come la Bulgaria e la Romania

I più mangioni di verdura, invece? Ancora una volta gli italiani con sloveni e serbi.

Con il caldo cresce del 20% l’acquisto di frutta e verdura

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Gli acquisti di frutta nella prima metà del mese di giugno hanno registrato un aumento di vendite del 20%.

Fruit purchases in the first half of June recorded a 20% increase in sales.

E’ questa la stima di Coldiretti sulla base dei dati degli agricoltori di Campagna Amica. Pare che il forte innalzamento delle temperature degli ultimi giorni stia inducendo all’acquisto di frutta fresca e verdure di stagione, specie per chi è in spiaggia.

This is Coldiretti’s estimate based on data from Campagna Amica farmers. It seems that the strong rise in temperatures in recent days is leading to the purchase of fresh fruit and seasonal vegetables, especially for those on the beach.

La frutta aiuta a catturare i raggi del sole ed è in grado d difendere l’organismo dalle elevate temperature e dalle scottature.

The fruit helps capture the sun’s rays and is able to defend the body from high temperatures and burns.

Per un’abbronzatura sana e naturale  la dieta più sana è quella che si basa sul consumo di cibi naturali e ricchi di vitamina A, la quale favorisce la produzione nell’epidermide del pigmento, che protegge la pelle dalle scottature e le dona quel famiglia-che-ha-un-picnic-in-natura_23-2148199373classico colore scuro che a noi piace molto.

Il trend positivo dei consumi, oltre che dai cambiamenti climatici, è spinto anche dalle preferenze alimentari di giovani e meno giovani che fanno sempre più attenzione al benessere a tavola con la preferenza accordata a cibi.

The positive trend in consumption, in addition to climate change, is also driven by the food preferences of young and old who pay more and more attention to well-being at the table with the preference given to food.

Con gli stili di vita più salutistici – spiega Coldiretti – si affermano anche nuove modalità di consumo favorite anche dalla disponibilità di tecnologie casalinghe low cost, dalle centrifughe agli essiccatori che aiutano a far apprezzare cibi salutari anche ai più piccoli.

With the healthier lifestyles – explains Coldiretti – new consumption modalities are also favored, also favored by the availability of low cost home technologies, from centrifuges to dryers that help to appreciate healthy foods even for the little ones.

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5 cose che non sai del kiwi

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Noi italiani siamo il secondo Paese la mondo per produzione di kiwi. Il frutto verde, peloso e poco bello alla vista, è caratterizzato da alcune proprietà che ci aiutano a stare meglio. Molte le conosciamo già: miglior apporto di acido folico, abbattimento del mal di testa e della sonnolenza, rallentamento dell’invecchiamento della pelle ecc…

Eppure ci sono altre 5 cose davvero speciali che ancora non conoscete del kiwi. Ve le raccontiamo una ad una.

  1. Il 90% dei kiwi che consumiamo sono di provenienza italiana. Mangiare kiwi, quindi, è un buon modo per sostenere l’agricoltura del nostro territorio
  2. Ne esistono di tutti i colori, dai più piccoli ai più grandi. In effetti sui banchi possiamo trovare i kiwi a polpa gialla, quelli a polpa verde, quello a polpa rossa e quello bicolore con striature gialle e rosse oppure verdi e rosse. Inoltre incontriamo kiwi monodose da mangiare con il cucchiaino (quelli classici) e kiwi così piccoli che si divorano in un solo boccone
  3. kiwi-rosso-1300x867E’ un integratore naturale in quanto ricco di vitamine C, B1, B2, B3 e B9, di provitamina A, di calcio, ferro e proteine.
  4. E’ uno dei pochi frutti che apporta clorofilla, un pigmento vitale per la fotosintesi, che permette alle piante di ottenere energia dalla luce. La molecola della clorofilla contiene magnesio, importate per il metabolismo energetico, il sistema nervoso e quello muscolare, utile per combattere stanchezza e affaticamento.
  5. E’ un frutto furbetto. Essendo ricco di vitamina C aiuta a fissare il ferro contenuto negli alimenti: quindi è perfetto a fine pasto dopo una bistecca di vitello, un filetto di maiale, un trancio di salmone o una scaloppina di pollo. Ma c’è un altro motivo per cui il kiwi è perfetto con gli alimenti proteici: è l’unico frutto che contiene actinidina, un enzi­ma naturale che facilita la digestione delle proteine.
    Grazie all’alto contenuto di potassio, il kiwi stempera il sodio dei salumi (con cui è delizioso, provare per credere con la mortadella) e dei formaggi (è perfetto con quelli freschi e cremosi), facilitando al contempo la disponibilità delle proteine che contengono.

Una farmacia per amica. Intervista alla dottoressa Girello

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Oggi incontriamo una persona molto speciale che abbiamo conosciuto nel corso di un laboratorio de “Le Avventure di Kiwito e Galita” organizzato presso la Scuola Edoardo Calandra di Murello (Cn).

Si tratta della farmacista Barbara Girello che ha scelto di rispondere a questa intervista per fare chiarezza sull’importanza rivestita dalle farmacie di fiducia nelle scelte alimentari dei nostri figli.  Continua a leggere

Giovanni Gullino interviene sull’appello a sostegno dell’agricoltura italiana

We sincerely believe in this fruit because we thik is both healthy and tasty and that builds consensus Giovanni Gullino.

Noi di questa generazione siamo un po’ figli di una stagione d’oro dell’ortofrutta italiana e forse cominciamo solo ora a renderci bene conto delle difficoltà prospettiche del comparto. Le attuali condizioni ci portano a rischiare di accontentarci di lavorare per salvare le spese o per la passione, piuttosto che per fare reddito, mentre dovrebbe essere quest’ultimo su cui basare qualunque tipo di impresa”.

 

Così Giovanni Gullino dichiara a FreshPlaza nel manifestare il proprio appoggio all’iniziativa a sostegno dell’agricoltura italiana.

Esprimo la mia vicinanza: questa mobilitazione è un segnale importante, soprattutto se giovannispingerà qualcuno più in alto di noi a fornirci degli strumenti idonei alle mutate condizioni del mercato attuale. Serve infatti maggiore concentrazione e maggior peso nella contrattazione. Ritengo sia una grande e difficile sfida alterare la situazione per quanto riguarda i costi del lavoro e i prezzi di vendita sul mercato, ma dobbiamo provarci anche se purtroppo abbiamo imparato che il mercato non lo si può controllare; sono però convinto che si possano creare delle soluzioni per sostenere le imprese italiane riportandole a fare reddito

L’imprenditore un po’ si sorprende che le politiche comunitarie degli ultimi decenni, volte a potenziare l’aggregazione sul fronte dell’offerta e a stimolarne la competitività attraverso le Organizzazioni di produttori-OP, non abbiano poi sortito gli effetti sperati.

Forse – osserva Gullino – non abbiano saputo cogliere anche i possibili limiti di questo modello di sviluppo: probabilmente il mondo è cambiato più in fretta e su scala talmente grande, che neppure le OP più strutturate hanno le dimensioni idonee a sostenerne la globalizzazione; o forse è un modello che andrebbe ripensato meglio nella sua applicazione concreta. Fatto sta che questo è un ragionamento che attiene le stesse OP, le quali dovrebbero coinvolgere i sindacati agricoli per proporre una riforma. Le cose, infatti, si possono cambiare soltanto a livello macro: il singolo operatore, da solo, può poco o nulla. In ogni caso, condivido che sia giunto il momento di disegnare un intervento a favore del sistema ortofrutticolo nazionale, così come l’Unione Europea aveva fatto già negli anni 90 quando io avevo poco più di 20 anni, e si cominciava a parlare di organizzazioni di produttori.

Le sfide per il comparto del kiwi italiano
Essendo direttore generale e direttore acquisti presso la nostra azienda, specializzata nel commercio di kiwi, Giovanni Gullino analizza le diverse variabili che hanno reso più difficile la vendita di prodotto italiano negli ultimi anni.

Certamente non possiamo sottacere il fatto che la batteriosi dell’actinidia, con la quale combattiamo da almeno 7-8 anni, abbia comportato notevoli contraccolpi negativi per i GullinoGionostri areali produttivi, con un incremento dei costi e una flessione delle rese.

Su tutto ciò si è abbattuta poi la drammatica stagione 2017, in cui gelate e altri problemi meteo hanno fortemente ridotto la produzione italiana di kiwi, lasciando spazio a quella di altri stati emergenti, proposta a qualità convincente e prezzi competitivi. Una frammentazione dell’offerta e prezzi elevati per il prodotto italiano nella medesima annata 2017, se hanno favorito qualcuno, hanno però danneggiato molti altri, ostacolando anche la capacità da parte del mercato di assorbire un prodotto troppo costoso. A questo scenario, si aggiunga l’allungamento delle stagioni dell’emisfero australe, con il prodotto neozelandese che rimane sul mercato europeo fino a gennaio; o si pensi anche all’introduzione del kiwi giallo che ha comportato, diversamente dalle attese iniziali di “aggiungersi” alle vendite di quello verde, uno spostamento nelle preferenze di acquisto da parte del consumatore. Nel frattempo, le produzioni di kiwi in Grecia e altri stati aumentano e, inesorabilmente, il kiwi italiano rischia di perdere posizioni. Non si può ragionevolmente pensare di risolvere una situazione così complessa solo sperando che la prossima gelata colpisca altri e non noi! Ecco perché l’iniziativa a sostegno della competitività dell’agricoltura italiana è sensata ed è importante aderirvi.

Articolo tratto da FreshPlaza

In Italia 182 chili di frutta in ogni famiglia

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L’Italia, insieme alla Spagna, è un Paese esportatore di frutta e verdura fra i più importanti in Europa.
Granzie alla varietà del clima della nostra penisola possiamo coltivare sia i frutti tradizionali, ad esempio le mele, che i frutti più esotici come i kiwi e i fichi. Ma l’Italia eccelle in Europa sopratutto per alcune coltivazioni: kiwi, pere, nettarine, albicocche, uva da tavola, pomodori e melanzane.

Italy, alongside Spain, is a hugely important producer and exporter of fresh fruit and vegetables in 2Europe. With a highly diverse climate stretching along the Italian Peninsula, the country has a wide product range: in addition to traditional fruits grown in temperate zones – apples and pears, for example – Italy is known as a key producer of stonefruit, citrus and exotics such as figs and kiwifruit.

Negli ultimi anni il nostro Paese ha prodotto fino a 10 milioni di tonnellate di frutta e circa 7 milioni di tonnellate di verdure. Un terzo della frutta prodotta e il 12% delle verdure coltivate  sono esportate in nazioni come la Germania, la Francia e l’Austria. Il 15% di queste, invece, va ai paesi al di fuori dell’UE.

In recent years, the country produced up to 10m tonnes of fruit and around 7m tonnes of vegetables. One third of the fruit and 12 per cent of the vegetables are exported each year, heading mainly to Germany, France and Austria. Around 15 per cent goes to countries outside the EU.

D’altro canto l’Italia è anche un’importatrice importanti, specie di frutti esotici e tropicali come le banane, 3l’ananas e alcuni agrumi forniti da Costa Rica, Spagna e Colombia. Nell’import nazionale non mancano neppure i pomodori! Strano ma vero, importiamo anche questi.

On the other hand, Italy is also an important fruit and vegetable importer. Fruit imports are predominantly tropical products such as bananas, pineapples or citrus, supplied mainly by Costa Rica, Spain and Colombia. 

Ma veniamo alle curiosità! Nel 2017 ogni famiglia ha acquistato una media di 182 kg di frutta e 150 kg di verdure per un valore di spesa pari a € 555. Le mele, le arance e le banane sono i frutti più amati dagli italiani mentre se la contendono pomodori, insalate e zucchine fra le verdure.

But let’s get to the curiosity! In 2017, each family purchased an average of 182 kg of fruit and 150 kg of vegetables for a value of € 555. Apples, oranges and bananas are the most loved fruits by Italians while they compete with tomatoes, salads and zucchini among the vegetables.

La certezza che abbiamo dopo l’esperienza al Fruit Logistica di Berlino è che la frutta si ama sempre più. Del resto gli italiani, si sa, sono sempre stati delle buone forchette!

 

Sfide climatiche e frutta. La lotta di chi ama la terra

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Essere soggetti alle temperature climatiche in continuo mutamento non è cosa semplice per chi, come noi di Gullino, coltiva frutta. Fa caldo quando non dovrebbe e freddo quando ci si attende il tepore. Questo provoca un grande impegno da parte nostra e dei nostri agronomi nel garantire una raccolta impeccabile, che preservi il prodotto e i suoi gradi brix.

Being subjected to constantly changing climatic temperatures is not easy for those who, like us at cGullino, grow fruit. It is hot when it should not and cold when the warmth is expected. This causes a great commitment from us and our agronomists to guarantee an impeccable harvest, which preserves the product and its brix degrees.

Eppure la sfida è grande e non sempre il valore del prodotto immesso sul mercato corrisponde all’impegno profuso per la coltivazione… ed è qui che nasce la riflessione di noi addetti ai lavori: in che modo valorizzare il prodotto italiano?

And yet the challenge is great and the value of the product put on the market does not always correspond to the commitment made for cultivation … and this is where the reflection of us experts comes from: how to enhance the Italian product?

E’ necessario tutelare la nostra frutta nonché i consumatori che si ritrovano i prezzi della frutta alle stelle, perché la qualità sia sempre più alla portata di tutti: produttori e consumatori.

It is necessary to protect our fruit as well as the consumers who find the prices of fruit skyrocketing, so that quality is increasingly available to everyone: producers and consumers.

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