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Prezzi e scelte bio. Ecco il profilo dell’acquirente medio

consumatore bio

I prodotti biologici, sempre più acquistati dagli italiani, delle volte hanno dei prezzi ancora inaccessibili.

Organic products, increasingly purchased by Italians, sometimes have prices that are still inaccessible.

Sono in molti ad apprezzarne il valore ma a non poterseli permettere, ripiegando più facilmente sulle proposte di serra della GDO.

profilo-acquirente-bioMany people appreciate its value but cannot afford it, falling back more easily on greenhouse greenhouse proposals.

Ma chi è l’acquirente medio di un prodotto biologico? Quanti anni ha e dove vive?

But who is the average buyer of an organic product? How old are you and where do you live?

La Nielsen costantemente aggiorna i profili dei consumatori per capirne trends e stili di consumo. Recentemente ha scoperto che il bio piace, ma capita che certi consumatori rinuncino all’acquisto per un valore troppo alto.

Nielsen constantly updates consumer profiles to understand trends and consumption styles. Recently he discovered that the organic likes it, but it happens that certain consumers give up buying for too high a value.

Ma qual è il profilo delle famiglie acquirenti? Certamente quelle a reddito alto o medio alto, prevalentemente del nord italia, con bambini entro i 6 anni di età.

But what is the profile of buying families? Certainly those with high or medium-high income, mainly from northern Italy, with children up to 6 years of age.

A scegliere il bio sono anche i single e, più in generale, le persone fra i 35 e i 49 anni di età.

To choose the bio are also singles and, more generally, people between 35 and 49 years of age.

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Il biologico è nel carrello per 2 italiani su 3

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Quasi due italiani su tre (64%) acquistano prodotti alimentari biologici.

E’ quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixè presentata in occasione del Sana di Bologna, il Salone internazionale del biologico, dove  è presenta per la prima volta il mercato di Campagna Amica degli agricoltori biologici italiani.

This is what emerges from the Coldiretti / Ixè survey presented at the Sana di Bologna, the international organic exhibition, where the Campagna Amica market of Italian organic farmers is presented for the first time.

downloadSi tratta di un decisa svolta green tutta italiana, precisa la Coldiretti, con quasi sei persone su dieci che hanno fatto la spesa dal contadino almeno una volta al mese nell’ultimo anno. Dove? In frantoi, cantine, aziende, agriturismi o mercati degli agricoltori per acquistare prodotti locali a chilometri zero.

This is a decisive all-Italian green turnaround, says Coldiretti, with almost six out of ten people who have been shopping at the farmer at least once a month for the past year. Where is it? In mills, cellars, farms, farms or farmers’ markets to buy local products at zero kilometers.

L’Italia si conferma ancora una volta leader europeo nel numero di imprese che coltivano biologico, con quasi 79 mila operatori coinvolti e circa 2 milioni di terreno coltivati.

Italy is once again the European leader in the number of organic farms, with almost 79,000 operators involved and around 2 million cultivated land.

L’incidenza della superficie biologica ha raggiunto nel 2018 il 15,5% di quella totale nazionale, di gran lunga superiore alla media dell’Unione Europea.

The incidence of the biological surface reached 15.5% of the national total in 2018, far above the European Union average.

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Agricoltura biologica e certificazioni

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L’agricoltura biologica è il metodo di coltivazione prediletto dai consumatori attenti alle tematiche ambientali e della salute. Tante volte, però, non si conoscono le intrinseche e vantaggiose qualità di questo metodo di produzione, che oggi vorremmo descrivere in modo più approfondito.

L’agricoltura biologica è un sistema globale di produzione agricola che privilegia la gestione razionale delle risorse interne all’azienda e l’uso limitato di prodotti esterni, per salvaguardare l’agro-ecosistema in tutti i suoi aspetti.
69027193_10220353500612186_7400601235125960704_nChi produce bio ha degli obiettivi precisi da raggiungere e deve farlo seguendo in modo pedissequo alcuni metodi. Le coltivazioni biologiche, infatti:

  • custodiscono la fertilità del terreno a lungo termine, riciclando i rifiuti di origine vegetale e animale (concimi organici) al fine di restituire gli elementi nutritivi alla terra, riducendo in tal modo il più possibile l’utilizzo di risorse non rinnovabili;
  • aumentano la diversità biologica;
  • lavorano con i sistemi naturali piuttosto che cercare di dominarli;
  • operano senza impiego di prodotti chimici di sintesi e di OGM (organismi geneticamente modificati);
  • annullano o riducono nei minimi del possibile ogni forma di inquinamento dell’agro-ecosistema e delle risorse idriche;
  • puntano a un maggior rispetto degli animali allevati perseguendo, come obiettivo principale il loro benessere;
  • manipolano i prodotti agricoli, con particolare attenzione ai metodi di trasformazione, allo scopo di mantenere l’integrità biologica e le qualità essenziali del prodotto in tutte le varie fasi;

L’agricoltura biologica permette ai consumatori di scegliere alimenti, che oltre ad avere la prerogativa di essere privi di residui di sostanze di sintesi, hanno anche un alto “valore etico-sociale”.
Il biologico, infatti, ha contribuito a rinsaldare quel legame fisiologico tra la terra e l’uomo che sembrava smarrito e sopraffatto dalla frenesia del quotidiano.
Produrre bio, però, non è un gioco da ragazzi. Noi di Gullino lo facciamo da tempo ma sempre nel rispetto delle certificazioni che, con tantissimo impegno, siamo riusciti ad ottenere per mele e kiwi.

Il percorso per ottenere la certificazione bio non è sempre in discesa ma la soddisfazione finale è il giusto rinforzo per chi, come noi, ha fatto di tutto per produrre meglio.

Quando si inizia il percorso per richiedere la certificazione non si può dire di essere già produttori bio.
Per la certificazione delle produzioni agricole biologichel’azienda agricola deve aver applicato le norme dell’agricoltura biologica per un periodo, definito di conversione all’agricoltura biologica, di almeno due anni prima della semina o, nel caso delle colture perenni diverse dai prati, di almeno tre anni prima del raccolto. Prima che sia trascorso l’intero periodo di conversione, ma comunque non prima di 12 mesi dalla data iniziale, le produzioni possono essere certificate come “prodotto in conversione all’agricoltura biologica”. Trascorso il periodo di conversione le produzioni potranno essere certificate con la dicitura: “prodotto biologico“.

www.gullino.it

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Il Bio di Gullino viaggia in Europa. Arriva l’accordo con Apofruits

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Con immenso piacere vi informiamo di un nuovo traguardo raggiunto dalla nostra azienda. Come saprete da un po’ di tempo a questa parte abbiamo un chiodo fisso: diffondere quanto più possibile i frutti bio che coltiviamo, per salvaguardare la salute delle persone e dell’ambiente.

Per questo abbiamo appena stretto un accordo con il Gruppo Aprofruits per commercializzare mele e kiwi biologici.

With great pleasure we inform you of a new goal achieved by our company. As you may have known for sbome time now, we have a fixed idea: to spread the organic fruits we grow as much as possible, to safeguard the health of people and the environment.

This is why we have just signed an agreement with the Aprofruits Group to market organic apples and kiwis.

5 mila tonnellate di frutta bio andranno ad arricchire l’offerta di Canova, la società del gruppo Apofruit licenziataria del marchio Almaverde Bio. L’obiettivo è di triplicarle questi volumi nel giro di tre anni. Canova, che attualmente commercializza 40 mila tonnellate di ortofrutta biologica, rafforza così la sua leadership sul mercato del biologico in Europa.

Le nostre mele e i nostri kiwi continueranno a percorrere moltissima strada, in giro per il mondo. Solo così e grazie all’impegno profuso da Carola e Giovanni Gullino, le cose buone del Piemonte raggiungeranno la tavola di molte persone.

Ma andiamo nel dettaglio dell’accordo.

5 thousand tons of organic fruit will enrich the offer of Canova, the Apofruit group company licensee of the Almaverde Bio brand. The goal is to triple these volumes over three years. Canova, which currently sells 40,000 tons of organic fruit and vegetables, thus strengthens its leadership in the organic market in Europe.

Our apples and kiwis will continue to travel a great deal around the world. Only in this way and thanks to the efforts made by Carola and Giovanni Gullino, the good things of Piedmont will reach the table of Gullino_kiwi_lavorazionemany people.

But let’s go into the details of the agreement.

Questo è stato sottoscritto tra il colosso cooperativo che ha sede a Cesena (oltre 4.200 soci produttori nelle regioni italiane a maggiore vocazione ortofrutticola) e la nostra azienda GullinoL’intera nostra produzione biologica, consistente principalmente in mele e kiwi, verrà commercializzata dal Gruppo Apofruit attraverso Canova, la società controllata specializzata nel settore delle produzioni biologiche. Anche i nostri prodotti, dunque, beneficeranno del network Canova, ossia Canova Francia, Canova Spagna oltreché le due filiali italiane Vivitoscano e Viviromano.

This was signed between the cooperative giant that is based in Cesena (over 4,200 producer members in the Italian regions with the greatest fruit and vegetable vocation) and our company Gullino. Our entire organic production, consisting mainly of apples and kiwis, will be marketed by the Apofruit Group through Canova, the subsidiary company specialized in the organic production sector. So our products will also benefit from the Canova network, namely Canova France, Canova Spain, as well as the two Italian branches Vivitoscano and Viviromano.

Oltre che per kiwi e mele, prodotti presenti nel paniere iniziale dell’accordo, verranno poste in futuro le basi per l’inserimento di altre produzioni biologiche e biodinamiche della Gullino come pesche e nettarine.

Attualmente l’azienda Gullino coltiva 150 ettari di mele e 120 ettari di kiwi secondo i disciplinari delle colture biologiche e biodinamiche. Apofruit avrà in gestione, per l’anno in corso, 5 mila tonnellate di prodotto con l’obiettivo di triplicarle nel giro di tre anni. Attualmente Canova commercializza 40 mila tonnellate di bio, che rappresentano un terzo del fatturato del Gruppo (330 milioni di euro annui) e ha un rapporto diretto con oltre 800 produttori.

In addition to kiwis and apples, products present in the initial basket of the agreement, the foundations will be laid in the future for the inclusion of other organic and biodynamic Gullino productions such as peaches and nectarines.

Currently the company Gullino cultivates 150 hectares of apples and 120 hectares of kiwis according to the regulations of organic and biodynamic crops. Apofruit will have 5,000 tons of product under management for the current year with the aim of tripling them within three years. Currently Canova sells 40,000 tons of organic products, which represent a third of the Group’s turnover (330 million euros a year) and has a direct relationship with over 800 producers.

“Ho scelto di sottoscrivere un accordo con il gruppo Apofruit – commenta Giovanni Gullino – per la competenza e l’esperienza che il Gruppo ha maturato in questo settore e che ne hanno fatto, anche grazie agli investimenti in politica di marca attraverso un marchio riconosciuto come Almaverde Bio, un’azienda leader. Le problematiche dell’ortofrutticoltura, peraltro, rendono sempre più necessaria l’aggregazione delle imprese per affrontare il mercato in maniera coordinata e conseguire risultati migliori”.

“I chose to sign an agreement with the Apofruit group – comments Giovanni Gullino – for the competence and experience that the Group has matured in this sector and that they have done, also thanks to investments in brand policy through a brand recognized as Almaverde Bio, a leading company. The problems of fruit and vegetables, however, make the aggregation of companies increasingly necessary to face the market in a coordinated manner and achieve better results “.

“Con questo accordo – conclude Ilenio Bastoni, direttore generale del Gruppo  Apofruit – rafforziamo la nostra leadership del bio in Europa. Inoltre questa partnership, arricchendo il nostro paniere con le produzioni del territorio Piemontese, in gran parte già certificate IGP e BIO, completa la nostra specializzazione sulla mela che, integrandosi al percorso fatto in questi anni di innovazione varietale e distintività ci permette di raggiungere anche i mercati più lontani, con l’obiettivo di rendere sostenibile il lavoro dei nostri associati”

“With this agreement – concludes Ilenio Bastoni, general manager of the Apofruit Group – we strengthen our leadership of bio in Europe. In addition, this partnership, enriching our basket with Piedmontese products, mostly already certified as IGP and BIO, completes our specialization on the apple which, by integrating with the path made in these years of varietal innovation and distinctiveness, allows us to reach even the more distant markets, with the aim of making the work of our associates sustainable ”.

Gullino è vita. Sosteniamo lo sport con il 2° trofeo ciclistico di Trinità

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“In Italia c’è bisogno di cambiare visione sullo sport: non è solo e sempre calciocalciocalcio.”

E’ così che Federica Pellegrini invita a valorizzare lo sport in tutte le sue forme, aldilà di quelle più note e diffuse. Per questo Gullino appoggia il 2° trofeo Trinità della Cassa di risparmio di Fossano, una gara ciclistica per la categoria allievi di 15 e 16 anni che si terrà domenica 1 IMG-20190829-WA0009settembre dalle 12.30 alle 18.00. L’evento è organizzato dal Velo Club Esperia di Piasco in collaborazione con la Società Ciclistica Trinità.

Lo sport rappresenta un’esperienza fondamentale fin dall’infanzia per un equilibrato ed armonico sviluppo del nostro corpo, dello scheletro, dei muscoli e delle articolazioni. Perché noi di Gullino ne parliamo?

Chi ci segue sa che siamo sempre in prima linea nella tutela della salute, in primis nella battaglia per un’alimentazione sana fino ad arrivare a temi legati alla prevenzione in senso lato. Per questo sentiamo doveroso promuovere un evento che sostiene lo sport fra i più giovani. Perché il presente è nostro ma il futuro di chi ci seguirà.

Non vi resta che partecipare numerosissimi all’evento di domenica prossima, 1 settembre.

Per info:

328 1086939 Silvio Giordano;
347 8491585 Bruno Salvatico.
Aggiornamenti su: sctrinita.net   e su facebook 

Gli italiani spendono molto in ortofrutta

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E’ una notizia che merita un intero articolo, nonché una buona riflessione, sul nostro blog: per i prodotti ortofrutticoli gli italiani spendono di più.

It is a piece of news that deserves an entire article, as well as a good reflection, on our blog: Italians spend more on fruit and vegetables.

vDbaeDBq7v7yb2Zr_xlargeE’ aumentato il trend dei consumi nel primo trimestre del 2019 e ad attestarlo è l’ultimo studio Ismea (qui il report completo) sui consumi alimentari delle famiglie. La ricerca, infatti, segnala una crescita della spesa con la patata in cima alla lista degli alimenti preferiti (+13,7%) e a seguire gli ortaggi ( +4, 6%).

The consumption trend increased in the first quarter of 2019 and is attested by the latest Ismea study (here the complete report) on household food consumption. The research, in fact, indicates an increase in spending with the potato at the top of the list of favorite foods (+ 13.7%) and to follow the vegetables (+4, 6%).

Le verdure fresche segnano il +7,3%, mentre quelle di IV gamma il +6,6%. La frutta fresca registra invece solo un incremento lieve: +0,7%. Restano stabili gli acquisti di agrumi, cresce del 2,5% la frutta con guscio. Nel complesso, il comparto della frutta chiude il trimestre col +0,4%.

Fresh vegetables are + 7.3%, while range IV + 6.6%. Instead, fresh fruit only recorded a slight increase: + 0.7%. Citrus fruit purchases remained stable, while fruit with nuts grew by 2.5%. Overall, the fruit sector closed the quarter with + 0.4%.

 

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Ecco cosa indicano i colori della frutta

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La natura ci mette a disposizione, in ogni stagione, frutta e verdura diverse e dai mille colori che ci aiutano a far fronte alle esigenze del nostro organismo.
Nature makes available to us, in every season, different fruits and vegetables and a thousand colors that help us meet the needs of our body.
Sapete perché frutta e verdura sono colorate? Il colore è determinato dalla produzione di pigmenti come la clorofilla, che dona il colore verde, o i carotenoidi, che determinano il colore giallo-arancio. Questi sono indispensabili per la crescita e lo sviluppo di tutti i vegetali perché permettono loro innescare la fotosintesi e di attirare o proteggersi dagli insetti.

Do you know why fruits and vegetables are colored? The color is determined by the production of pigments such as chlorophyll, which gives the green color, or the carotenoids, which determine the yellow-orange color. These are essential for the growth and development of all vegetables because they allow them to trigger photosynthesis and to attract or protect themselves from insects.
Rosso: licopene e antocianine Licopene e antocianine sono responsabili del colore rosso di frutta e verdura, che troviamo in pomodori, rape, ravanelli, peperoni, barbabietole, anguria, arance rosse, ciliegie, fragole.

Blu-viola: antocianine, carotenoidi, vitamina C, potassio e magnesio Appartengono al gruppo di frutta e verdura di colore blu-viola: melanzane, radicchio, fichi, frutti di bosco (lamponi, mirtilli, more, ribes), prugne e uva nera. Il colore blu-viola indica la presenza di antocianine e carotenoidi, vitamina C, potassio e magnesio.
Red: lycopene and anthocyanins Lycopene and anthocyanins are responsible for the red color of fruit and vegetables, which we find in tomatoes, turnips, radishes, peppers, beets, watermelon, red oranges, cherries, strawberries.
Non esiste nessun alimento che si possa definire “completo” e che quindi sia in grado di soddisfare da solo le nostre necessità nutritive, ma in natura nulla si trova per caso e mangiare frutta e verdura in porzioni adeguate e di colore diverso è una raccomandazione semplice da ricordare.

There is no food that can be defined as “complete” and therefore is able to satisfy our nutritional needs alone, but in nature nothing is by chance and eating fruit and vegetables in adequate portions and with different colors is a simple recommendation. to remember.

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Pochi grammi giornalieri di frutta e verdura ti salvano la vita

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Non è retorica ma evidenza scientifica: la dieta a base di prodotti ortofrutticoli è fondamentale per preservare la nostra salute da alcuni rischi, talvolta gravissimi. Oggi sfruttiamo il nostro blog per fare informazione.

It is not rhetoric but scientific evidence: the diet based on fruit and vegetable products is fundamental to preserve our health from certain, sometimes very serious, risks. Today we use our blog to make information.

M_e3d2e716bbInformazione, badate bene, e non allarmismo. Tutti i media da giorni parlano di una importante ricerca curata dall’Università americana Tufts, secondo la quale l’insufficiente assunzione giornaliera di frutta e verdura causa ogni anno la morte di 2,8 milioni di persone per malattie cardiache e ictus.

Information, mind you, and not scaremongering. All the media for days have been talking about an important research carried out by the American University Tufts, according to which the insufficient daily intake of fruit and vegetables causes the death of 2.8 million people every year for heart disease and stroke.

Presentata di recente al congresso dell’American Society for Nutrition, la ricerca ha mostrato una chiara correlazione tra la mortalità cardiovascolare e l’assunzione di frutta e verdura. Secondo i risultati, un settimo dei decessi mondiali dovuti a malattie cardiache e ictus sarebbero strettamente legati a un ridotto consumo giornaliero di frutta, un dodicesimo delle stesse morti sarebbe invece attribuibile al basso consumo di ortaggi.
Recently presented at the American Society for Nutrition congress, the research showed a clear correlation between cardiovascular mortality and fruit and vegetable intake. According to the results, one-seventh of the world’s deaths due to heart disease and stroke would be closely linked to a reduced daily consumption of fruit, a twelfth of the same deaths would instead be attributable to low vegetable consumption.
In altre parole, mangiare abbastanza frutta e verdura riduce notevolmente il rischio di morire di malattie cardiovascolari. La dose giornaliera ottimale, secondo i ricercatori, includerebbe 300 grammi di frutti e 400 grammi di verdure, comprendendo anche tuberi e legumi.
Noi di Gullino, come azienda produttrice ed esportatrice di frutta, crediamo sia nostra responsabilità sociale informare i lettori anche rispetto ad alcune evidenze meno positive di quelle, generalmente, trattate sul blog.
We at Gullino, as a fruit producer and exporter, believe it is our social responsibility to inform our readers about some less positive evidences than those generally dealt with on the blog.
Mangiare frutta e verdura fa bene, questo è da sempre un dato di fatto.
Per maggiori informazioni sullo studio seguite questo link.
Eating fruit and vegetables is good, this has always been a fact.
For more information on the study follow this link.

 

Con il caldo cresce del 20% l’acquisto di frutta e verdura

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Gli acquisti di frutta nella prima metà del mese di giugno hanno registrato un aumento di vendite del 20%.

Fruit purchases in the first half of June recorded a 20% increase in sales.

E’ questa la stima di Coldiretti sulla base dei dati degli agricoltori di Campagna Amica. Pare che il forte innalzamento delle temperature degli ultimi giorni stia inducendo all’acquisto di frutta fresca e verdure di stagione, specie per chi è in spiaggia.

This is Coldiretti’s estimate based on data from Campagna Amica farmers. It seems that the strong rise in temperatures in recent days is leading to the purchase of fresh fruit and seasonal vegetables, especially for those on the beach.

La frutta aiuta a catturare i raggi del sole ed è in grado d difendere l’organismo dalle elevate temperature e dalle scottature.

The fruit helps capture the sun’s rays and is able to defend the body from high temperatures and burns.

Per un’abbronzatura sana e naturale  la dieta più sana è quella che si basa sul consumo di cibi naturali e ricchi di vitamina A, la quale favorisce la produzione nell’epidermide del pigmento, che protegge la pelle dalle scottature e le dona quel famiglia-che-ha-un-picnic-in-natura_23-2148199373classico colore scuro che a noi piace molto.

Il trend positivo dei consumi, oltre che dai cambiamenti climatici, è spinto anche dalle preferenze alimentari di giovani e meno giovani che fanno sempre più attenzione al benessere a tavola con la preferenza accordata a cibi.

The positive trend in consumption, in addition to climate change, is also driven by the food preferences of young and old who pay more and more attention to well-being at the table with the preference given to food.

Con gli stili di vita più salutistici – spiega Coldiretti – si affermano anche nuove modalità di consumo favorite anche dalla disponibilità di tecnologie casalinghe low cost, dalle centrifughe agli essiccatori che aiutano a far apprezzare cibi salutari anche ai più piccoli.

With the healthier lifestyles – explains Coldiretti – new consumption modalities are also favored, also favored by the availability of low cost home technologies, from centrifuges to dryers that help to appreciate healthy foods even for the little ones.

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La mela, frutto del desiderio di orsi e cervi preistorici

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Si narra ( e sembra proprio che sia la verità storica) che la mela non sia scomparsa dal nostro pianeta Terra grazie agli animali preistorici. L’evoluzione di questa importante pianta, infatti, sembra trovi origine nella preistoria e lo sviluppo di questi frutti dalle grandi dimensioni avrebbe attratto i grandi animali, i quali mangiandoli hanno facilitato la dispersione dei semi.

It is said (and it seems to be the historical truth) that the apple has not disappeared from our planet Earth thanks to prehistoric animals. The evolution of this important plant, in fact, seems to have originated in prehistory and the development of these large fruits would have attracted large animals, which by eating them facilitated the dispersion of the seeds.

orso-bruno-eleonora-mosca-i-love-val-di-nonrDiverse prove archeologiche, paleontologiche e genetiche, raccolte in uno studio pubblicato sulla rivista “Frontiers in Plant Science” da Robert Spengler, del Max-Planck-Institut per la storia umana di Jena in Germania, ha chiarito con un dettaglio senza precedenti l’evoluzione di questa varietà vegetale, una delle più diffuse nei climi temperati.

Several archaeological, paleontological and genetic tests, gathered in a study published in the journal “Frontiers in Plant Science” by Robert Spengler, of the Max-Planck-Institut for the human history of Jena in Germany, clarified with unprecedented detail the evolution of this plant variety, one of the most widespread in temperate climates.

Ma mettiamo in ordine i fatti. Molte specie di frutti dalle piccole dimensioni – come nel caso di ciliege e lamponi – possono essere facilmente consumati dagli uccelli, che poi contribuiscono a disperderne i semi. Non vale lo stesso per specie come il melo, il pero e il pesco che hanno frutti ben più grandi, esito di un’evoluzione avvenuta allo stato selvatico milioni di anni prima che gli esseri umani ne iniziassero la coltivazione. Ma se gli uccelli hanno, da sempre, aiutato la dispersione dei semi di frutti di piccole dimensioni, allora quali animali sono stati ghiotti di mele, nella preistoria, al punto da favorirne la dispersione dei semi? Sembrerebbero essere stati proprio orsi e cervi.

orso-mangia-mele-780x410But let’s put the facts in order. Many species of small fruits – as in the case of cherries and raspberries – can be easily consumed by birds, which then contribute to dispersing the seeds. The same is not true for species such as the apple tree, the pear tree and the peach tree that have much larger fruits, the result of an evolution that took place in the wild millions of years before human beings started cultivation. But if the birds have always helped the dispersion of the seeds of small fruits, then which animals have been fond of apples, in prehistory, to the point of favoring the dispersion of the seeds? It would seem to have been just bears and deer.

Prima della fine dell’ultima glaciazione, cioè circa 12.500 anni fa,  abbiamo assistito ad una forte diminuzione delle popolazioni di grandi mammiferi come gli orsi e i cervi (i ghiottoni di cui eravamo alla ricerca). La loro diminuzione ha, contestualmente, rallentato anche la dispersione dei semi del melo, che non riuscivano più a colonizzare aree molto distanti. Di conseguenza, le popolazioni di meli sono rimaste isolate tra loro, fino al momento in cui gli esseri umani hanno iniziato a trasportare frutta lungo tutta l’Eurasia.

124736319-53e52ca7-bf27-4d33-bb25-352811e0693bQuesta ricostruzione è stata confermata dagli studi genetici i quali hanno documentato che la mela moderna è un ibrido di almeno quattro varietà selvatiche, e che la principale popolazione ancestrale delle varietà diffuse attualmente si trova ancora sulle montagne di Tien Shan, in Kazakhstan, lungo l’antica Via della seta.

This reconstruction has been confirmed by genetic studies which have documented that the modern apple is a hybrid of at least four wild varieties, and that the main ancestral population of the varieties currently widespread is still found in the mountains of Tien Shan, in Kazakhstan, along the ancient Silk Road.

E’ dunque probabile che siano stati gli scambi commerciali a mettere in contatto fra loro le diverse varietà. Poi api e altri insetti impollinatori hanno fatto il resto: gli ibridi risultanti, come spesso avviene, hanno iniziato a produrre frutti più grandi. In seguito, gli esseri umani hanno selezionati gli alberi più rigogliosi e iniziato a praticare innesti e a piantare nuove piante.

La conclusione più bizzarra di questo articolo potrebbe essere la scoperta che orsi e cervi siano stati i primi ad apprezzare la mela. Ghiottoni!!!

It is therefore likely that it was trade that brought the different varieties into contact. Then bees and other pollinating insects did the rest: the resulting hybrids, as often happens, have begun to produce larger fruits. Later, humans selected the most luxuriant trees and started to plant grafts and plant new plants.

The most bizarre conclusion of this article could be the discovery that bears and deer were the first to appreciate the apple. Wolverines !!!

 

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