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Il Manifesto bio 2030 lanciato al Sana di Bologna

MANIFESTO BIO 2030

Si è concluso nel mese di settembre 2019 il Sana, 31° salone internazionale del biologico e del naturale, ed è proprio qui che è stato lanciato il Manifesto bio 2030.

Esperti, stakeholder e istituzioni si sono confrontati sullo stato dell’arte e sul futuro dell’agricoltura biologica in Italia, ricavandone un Manifesto Bio i cui destinatari ideali sono la politica e le istituzioni.

«Ci fa piacere – ha commentato il professor Angelo Frascarelli, curatore del decalogo – aver letto il 29esimo punto del programma del governo Conte, dove si parla di agricoltura biologica». Segnali positivi ai quali si aggiungono i messaggi di Phil Hogan, commissario europeo per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale, e l’impegno della neo ministra alle Crimson-Crisp-Bio-3Politiche agricole Teresa Bellanova nel far approvare la legge sul biologico ferma in Senato.

Nel manifesto, ottenuto dalla consultazione di stakeholder e relatori dell’iniziativa «Rivoluzione BIO» con il contributo scientifico di Nomisma, un ruolo centrale è stato assunto dall’agroecologia, da sostenere per promuovere strategie efficaci di contrasto al climate change. E inoltre i temi fondanti del manifesto puntano a convertire la zootecnia al biologico ed individuare nuovi modelli di ricerca e innovazione, eticamente ed ecologicamente sostenibili.

Ulteriore aspetto centrale del Manifesto sono i bio-distretti come modelli di sviluppo territoriale, una maggior tracciabilità della filiera, la creazione di un logo nazionale ancora assente e infine il potenziamento dell’educazione alimentare del consumatore.

Il documento (qui il download), articolato in 10 punti programmatici, definisce le linee strategiche e di intervento dei prossimi anni:

1. un’agricoltura attiva per affrontare la sfida climatica

2. l’importanza dell’approccio agro-ecologico

3. rafforzare gli elementi di distintività del biologico

4. conversione della zootecnia al biologico

5 – il ruolo cruciale di regolamentazione e controlli

6. il ruolo fondamentale di innovazione e rivoluzione digitale

7. modelli di sviluppo territoriale

8. informazione e importanza della tracciabilità

9. adozione di un logo nazionale

10. comunicazione e consapevolezza: potenziamento dell’educazione alimentare diffusa e il ruolo del consumatore proattivo

Prezzi e scelte bio. Ecco il profilo dell’acquirente medio

consumatore bio

I prodotti biologici, sempre più acquistati dagli italiani, delle volte hanno dei prezzi ancora inaccessibili.

Organic products, increasingly purchased by Italians, sometimes have prices that are still inaccessible.

Sono in molti ad apprezzarne il valore ma a non poterseli permettere, ripiegando più facilmente sulle proposte di serra della GDO.

profilo-acquirente-bioMany people appreciate its value but cannot afford it, falling back more easily on greenhouse greenhouse proposals.

Ma chi è l’acquirente medio di un prodotto biologico? Quanti anni ha e dove vive?

But who is the average buyer of an organic product? How old are you and where do you live?

La Nielsen costantemente aggiorna i profili dei consumatori per capirne trends e stili di consumo. Recentemente ha scoperto che il bio piace, ma capita che certi consumatori rinuncino all’acquisto per un valore troppo alto.

Nielsen constantly updates consumer profiles to understand trends and consumption styles. Recently he discovered that the organic likes it, but it happens that certain consumers give up buying for too high a value.

Ma qual è il profilo delle famiglie acquirenti? Certamente quelle a reddito alto o medio alto, prevalentemente del nord italia, con bambini entro i 6 anni di età.

But what is the profile of buying families? Certainly those with high or medium-high income, mainly from northern Italy, with children up to 6 years of age.

A scegliere il bio sono anche i single e, più in generale, le persone fra i 35 e i 49 anni di età.

To choose the bio are also singles and, more generally, people between 35 and 49 years of age.

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Il kiwi è un super idratante naturale

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L’acqua si assume bevendo ma non solo. E’ questa la piccola preziosa scoperta che ognuno di noi fa, ad un certo punto della sua crescita. Per donare al nostro corpo il giusto bisogno giornaliero di acqua (2 litri per una dieta di circa 2000 calorie) non dobbiamo soltanto bere ma anche mangiare la frutta.

La frutta è notoriamente ricca di acqua e alcuni frutti lo sono ancora di più. Ad esempio i kiwi Gullino sono pieni zeppi di H2O ed anche di potassio, un minerale che aiuta il bilanciamento dei liquidi.

Oltre al potassio il kiwi abbonda anche di ferro e magnesio che lo rendono un frutto rimineralizzante per l’organismo.

Il top dell’idratazione! Per incrementarne ancora di più le proprietà, oltre a consumarlo come frutto da tavola puoi provare a realizzare in casa la maschera super idratante al kiwi.

Per tutte le altre dritte in fatto di frutta, continua a seguire il nostro blog.

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Agricoltura biologica e certificazioni

agricoltura_biologica

L’agricoltura biologica è il metodo di coltivazione prediletto dai consumatori attenti alle tematiche ambientali e della salute. Tante volte, però, non si conoscono le intrinseche e vantaggiose qualità di questo metodo di produzione, che oggi vorremmo descrivere in modo più approfondito.

L’agricoltura biologica è un sistema globale di produzione agricola che privilegia la gestione razionale delle risorse interne all’azienda e l’uso limitato di prodotti esterni, per salvaguardare l’agro-ecosistema in tutti i suoi aspetti.
69027193_10220353500612186_7400601235125960704_nChi produce bio ha degli obiettivi precisi da raggiungere e deve farlo seguendo in modo pedissequo alcuni metodi. Le coltivazioni biologiche, infatti:

  • custodiscono la fertilità del terreno a lungo termine, riciclando i rifiuti di origine vegetale e animale (concimi organici) al fine di restituire gli elementi nutritivi alla terra, riducendo in tal modo il più possibile l’utilizzo di risorse non rinnovabili;
  • aumentano la diversità biologica;
  • lavorano con i sistemi naturali piuttosto che cercare di dominarli;
  • operano senza impiego di prodotti chimici di sintesi e di OGM (organismi geneticamente modificati);
  • annullano o riducono nei minimi del possibile ogni forma di inquinamento dell’agro-ecosistema e delle risorse idriche;
  • puntano a un maggior rispetto degli animali allevati perseguendo, come obiettivo principale il loro benessere;
  • manipolano i prodotti agricoli, con particolare attenzione ai metodi di trasformazione, allo scopo di mantenere l’integrità biologica e le qualità essenziali del prodotto in tutte le varie fasi;

L’agricoltura biologica permette ai consumatori di scegliere alimenti, che oltre ad avere la prerogativa di essere privi di residui di sostanze di sintesi, hanno anche un alto “valore etico-sociale”.
Il biologico, infatti, ha contribuito a rinsaldare quel legame fisiologico tra la terra e l’uomo che sembrava smarrito e sopraffatto dalla frenesia del quotidiano.
Produrre bio, però, non è un gioco da ragazzi. Noi di Gullino lo facciamo da tempo ma sempre nel rispetto delle certificazioni che, con tantissimo impegno, siamo riusciti ad ottenere per mele e kiwi.

Il percorso per ottenere la certificazione bio non è sempre in discesa ma la soddisfazione finale è il giusto rinforzo per chi, come noi, ha fatto di tutto per produrre meglio.

Quando si inizia il percorso per richiedere la certificazione non si può dire di essere già produttori bio.
Per la certificazione delle produzioni agricole biologichel’azienda agricola deve aver applicato le norme dell’agricoltura biologica per un periodo, definito di conversione all’agricoltura biologica, di almeno due anni prima della semina o, nel caso delle colture perenni diverse dai prati, di almeno tre anni prima del raccolto. Prima che sia trascorso l’intero periodo di conversione, ma comunque non prima di 12 mesi dalla data iniziale, le produzioni possono essere certificate come “prodotto in conversione all’agricoltura biologica”. Trascorso il periodo di conversione le produzioni potranno essere certificate con la dicitura: “prodotto biologico“.

www.gullino.it

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Il Bio di Gullino viaggia in Europa. Arriva l’accordo con Apofruits

mele-kiwi-gullino

Con immenso piacere vi informiamo di un nuovo traguardo raggiunto dalla nostra azienda. Come saprete da un po’ di tempo a questa parte abbiamo un chiodo fisso: diffondere quanto più possibile i frutti bio che coltiviamo, per salvaguardare la salute delle persone e dell’ambiente.

Per questo abbiamo appena stretto un accordo con il Gruppo Aprofruits per commercializzare mele e kiwi biologici.

With great pleasure we inform you of a new goal achieved by our company. As you may have known for sbome time now, we have a fixed idea: to spread the organic fruits we grow as much as possible, to safeguard the health of people and the environment.

This is why we have just signed an agreement with the Aprofruits Group to market organic apples and kiwis.

5 mila tonnellate di frutta bio andranno ad arricchire l’offerta di Canova, la società del gruppo Apofruit licenziataria del marchio Almaverde Bio. L’obiettivo è di triplicarle questi volumi nel giro di tre anni. Canova, che attualmente commercializza 40 mila tonnellate di ortofrutta biologica, rafforza così la sua leadership sul mercato del biologico in Europa.

Le nostre mele e i nostri kiwi continueranno a percorrere moltissima strada, in giro per il mondo. Solo così e grazie all’impegno profuso da Carola e Giovanni Gullino, le cose buone del Piemonte raggiungeranno la tavola di molte persone.

Ma andiamo nel dettaglio dell’accordo.

5 thousand tons of organic fruit will enrich the offer of Canova, the Apofruit group company licensee of the Almaverde Bio brand. The goal is to triple these volumes over three years. Canova, which currently sells 40,000 tons of organic fruit and vegetables, thus strengthens its leadership in the organic market in Europe.

Our apples and kiwis will continue to travel a great deal around the world. Only in this way and thanks to the efforts made by Carola and Giovanni Gullino, the good things of Piedmont will reach the table of Gullino_kiwi_lavorazionemany people.

But let’s go into the details of the agreement.

Questo è stato sottoscritto tra il colosso cooperativo che ha sede a Cesena (oltre 4.200 soci produttori nelle regioni italiane a maggiore vocazione ortofrutticola) e la nostra azienda GullinoL’intera nostra produzione biologica, consistente principalmente in mele e kiwi, verrà commercializzata dal Gruppo Apofruit attraverso Canova, la società controllata specializzata nel settore delle produzioni biologiche. Anche i nostri prodotti, dunque, beneficeranno del network Canova, ossia Canova Francia, Canova Spagna oltreché le due filiali italiane Vivitoscano e Viviromano.

This was signed between the cooperative giant that is based in Cesena (over 4,200 producer members in the Italian regions with the greatest fruit and vegetable vocation) and our company Gullino. Our entire organic production, consisting mainly of apples and kiwis, will be marketed by the Apofruit Group through Canova, the subsidiary company specialized in the organic production sector. So our products will also benefit from the Canova network, namely Canova France, Canova Spain, as well as the two Italian branches Vivitoscano and Viviromano.

Oltre che per kiwi e mele, prodotti presenti nel paniere iniziale dell’accordo, verranno poste in futuro le basi per l’inserimento di altre produzioni biologiche e biodinamiche della Gullino come pesche e nettarine.

Attualmente l’azienda Gullino coltiva 150 ettari di mele e 120 ettari di kiwi secondo i disciplinari delle colture biologiche e biodinamiche. Apofruit avrà in gestione, per l’anno in corso, 5 mila tonnellate di prodotto con l’obiettivo di triplicarle nel giro di tre anni. Attualmente Canova commercializza 40 mila tonnellate di bio, che rappresentano un terzo del fatturato del Gruppo (330 milioni di euro annui) e ha un rapporto diretto con oltre 800 produttori.

In addition to kiwis and apples, products present in the initial basket of the agreement, the foundations will be laid in the future for the inclusion of other organic and biodynamic Gullino productions such as peaches and nectarines.

Currently the company Gullino cultivates 150 hectares of apples and 120 hectares of kiwis according to the regulations of organic and biodynamic crops. Apofruit will have 5,000 tons of product under management for the current year with the aim of tripling them within three years. Currently Canova sells 40,000 tons of organic products, which represent a third of the Group’s turnover (330 million euros a year) and has a direct relationship with over 800 producers.

“Ho scelto di sottoscrivere un accordo con il gruppo Apofruit – commenta Giovanni Gullino – per la competenza e l’esperienza che il Gruppo ha maturato in questo settore e che ne hanno fatto, anche grazie agli investimenti in politica di marca attraverso un marchio riconosciuto come Almaverde Bio, un’azienda leader. Le problematiche dell’ortofrutticoltura, peraltro, rendono sempre più necessaria l’aggregazione delle imprese per affrontare il mercato in maniera coordinata e conseguire risultati migliori”.

“I chose to sign an agreement with the Apofruit group – comments Giovanni Gullino – for the competence and experience that the Group has matured in this sector and that they have done, also thanks to investments in brand policy through a brand recognized as Almaverde Bio, a leading company. The problems of fruit and vegetables, however, make the aggregation of companies increasingly necessary to face the market in a coordinated manner and achieve better results “.

“Con questo accordo – conclude Ilenio Bastoni, direttore generale del Gruppo  Apofruit – rafforziamo la nostra leadership del bio in Europa. Inoltre questa partnership, arricchendo il nostro paniere con le produzioni del territorio Piemontese, in gran parte già certificate IGP e BIO, completa la nostra specializzazione sulla mela che, integrandosi al percorso fatto in questi anni di innovazione varietale e distintività ci permette di raggiungere anche i mercati più lontani, con l’obiettivo di rendere sostenibile il lavoro dei nostri associati”

“With this agreement – concludes Ilenio Bastoni, general manager of the Apofruit Group – we strengthen our leadership of bio in Europe. In addition, this partnership, enriching our basket with Piedmontese products, mostly already certified as IGP and BIO, completes our specialization on the apple which, by integrating with the path made in these years of varietal innovation and distinctiveness, allows us to reach even the more distant markets, with the aim of making the work of our associates sustainable ”.