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Prezzi e scelte bio. Ecco il profilo dell’acquirente medio

consumatore bio

I prodotti biologici, sempre più acquistati dagli italiani, delle volte hanno dei prezzi ancora inaccessibili.

Organic products, increasingly purchased by Italians, sometimes have prices that are still inaccessible.

Sono in molti ad apprezzarne il valore ma a non poterseli permettere, ripiegando più facilmente sulle proposte di serra della GDO.

profilo-acquirente-bioMany people appreciate its value but cannot afford it, falling back more easily on greenhouse greenhouse proposals.

Ma chi è l’acquirente medio di un prodotto biologico? Quanti anni ha e dove vive?

But who is the average buyer of an organic product? How old are you and where do you live?

La Nielsen costantemente aggiorna i profili dei consumatori per capirne trends e stili di consumo. Recentemente ha scoperto che il bio piace, ma capita che certi consumatori rinuncino all’acquisto per un valore troppo alto.

Nielsen constantly updates consumer profiles to understand trends and consumption styles. Recently he discovered that the organic likes it, but it happens that certain consumers give up buying for too high a value.

Ma qual è il profilo delle famiglie acquirenti? Certamente quelle a reddito alto o medio alto, prevalentemente del nord italia, con bambini entro i 6 anni di età.

But what is the profile of buying families? Certainly those with high or medium-high income, mainly from northern Italy, with children up to 6 years of age.

A scegliere il bio sono anche i single e, più in generale, le persone fra i 35 e i 49 anni di età.

To choose the bio are also singles and, more generally, people between 35 and 49 years of age.

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Il biologico è nel carrello per 2 italiani su 3

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Quasi due italiani su tre (64%) acquistano prodotti alimentari biologici.

E’ quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixè presentata in occasione del Sana di Bologna, il Salone internazionale del biologico, dove  è presenta per la prima volta il mercato di Campagna Amica degli agricoltori biologici italiani.

This is what emerges from the Coldiretti / Ixè survey presented at the Sana di Bologna, the international organic exhibition, where the Campagna Amica market of Italian organic farmers is presented for the first time.

downloadSi tratta di un decisa svolta green tutta italiana, precisa la Coldiretti, con quasi sei persone su dieci che hanno fatto la spesa dal contadino almeno una volta al mese nell’ultimo anno. Dove? In frantoi, cantine, aziende, agriturismi o mercati degli agricoltori per acquistare prodotti locali a chilometri zero.

This is a decisive all-Italian green turnaround, says Coldiretti, with almost six out of ten people who have been shopping at the farmer at least once a month for the past year. Where is it? In mills, cellars, farms, farms or farmers’ markets to buy local products at zero kilometers.

L’Italia si conferma ancora una volta leader europeo nel numero di imprese che coltivano biologico, con quasi 79 mila operatori coinvolti e circa 2 milioni di terreno coltivati.

Italy is once again the European leader in the number of organic farms, with almost 79,000 operators involved and around 2 million cultivated land.

L’incidenza della superficie biologica ha raggiunto nel 2018 il 15,5% di quella totale nazionale, di gran lunga superiore alla media dell’Unione Europea.

The incidence of the biological surface reached 15.5% of the national total in 2018, far above the European Union average.

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Maschera idratante al kiwi

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Idratarsi è importantissimo ma non basta bere acqua. Altrettanto importante, infatti, è l’assunzione di frutta, specie quella più ricca di acqua. Il kiwi, ad esempio, è una bomba di H2O e se mangiato tutti i giorni può favorire l’elasticità della pelle.

Un effetto ancora più brillante e cosmetico lo darà la maschera la kiwi, che oggi ti invitiamo a preparare.

Per preparare la maschera serve 1 kiwi Gullino, 1 cucchiaio di yogurt bianco, 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva.

Sbuccia il kiwi e aggiungi lo yogurt e l’olio di oliva, mescola bene e applica sul viso con un pennello, evitando il contorno occhi. Tieni in posa per almeno 15 minuti, poi elimina con acqua tiepida e l’aiuto di una spugnetta.

 

Il kiwi è un super idratante naturale

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L’acqua si assume bevendo ma non solo. E’ questa la piccola preziosa scoperta che ognuno di noi fa, ad un certo punto della sua crescita. Per donare al nostro corpo il giusto bisogno giornaliero di acqua (2 litri per una dieta di circa 2000 calorie) non dobbiamo soltanto bere ma anche mangiare la frutta.

La frutta è notoriamente ricca di acqua e alcuni frutti lo sono ancora di più. Ad esempio i kiwi Gullino sono pieni zeppi di H2O ed anche di potassio, un minerale che aiuta il bilanciamento dei liquidi.

Oltre al potassio il kiwi abbonda anche di ferro e magnesio che lo rendono un frutto rimineralizzante per l’organismo.

Il top dell’idratazione! Per incrementarne ancora di più le proprietà, oltre a consumarlo come frutto da tavola puoi provare a realizzare in casa la maschera super idratante al kiwi.

Per tutte le altre dritte in fatto di frutta, continua a seguire il nostro blog.

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Agricoltura biologica e certificazioni

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L’agricoltura biologica è il metodo di coltivazione prediletto dai consumatori attenti alle tematiche ambientali e della salute. Tante volte, però, non si conoscono le intrinseche e vantaggiose qualità di questo metodo di produzione, che oggi vorremmo descrivere in modo più approfondito.

L’agricoltura biologica è un sistema globale di produzione agricola che privilegia la gestione razionale delle risorse interne all’azienda e l’uso limitato di prodotti esterni, per salvaguardare l’agro-ecosistema in tutti i suoi aspetti.
69027193_10220353500612186_7400601235125960704_nChi produce bio ha degli obiettivi precisi da raggiungere e deve farlo seguendo in modo pedissequo alcuni metodi. Le coltivazioni biologiche, infatti:

  • custodiscono la fertilità del terreno a lungo termine, riciclando i rifiuti di origine vegetale e animale (concimi organici) al fine di restituire gli elementi nutritivi alla terra, riducendo in tal modo il più possibile l’utilizzo di risorse non rinnovabili;
  • aumentano la diversità biologica;
  • lavorano con i sistemi naturali piuttosto che cercare di dominarli;
  • operano senza impiego di prodotti chimici di sintesi e di OGM (organismi geneticamente modificati);
  • annullano o riducono nei minimi del possibile ogni forma di inquinamento dell’agro-ecosistema e delle risorse idriche;
  • puntano a un maggior rispetto degli animali allevati perseguendo, come obiettivo principale il loro benessere;
  • manipolano i prodotti agricoli, con particolare attenzione ai metodi di trasformazione, allo scopo di mantenere l’integrità biologica e le qualità essenziali del prodotto in tutte le varie fasi;

L’agricoltura biologica permette ai consumatori di scegliere alimenti, che oltre ad avere la prerogativa di essere privi di residui di sostanze di sintesi, hanno anche un alto “valore etico-sociale”.
Il biologico, infatti, ha contribuito a rinsaldare quel legame fisiologico tra la terra e l’uomo che sembrava smarrito e sopraffatto dalla frenesia del quotidiano.
Produrre bio, però, non è un gioco da ragazzi. Noi di Gullino lo facciamo da tempo ma sempre nel rispetto delle certificazioni che, con tantissimo impegno, siamo riusciti ad ottenere per mele e kiwi.

Il percorso per ottenere la certificazione bio non è sempre in discesa ma la soddisfazione finale è il giusto rinforzo per chi, come noi, ha fatto di tutto per produrre meglio.

Quando si inizia il percorso per richiedere la certificazione non si può dire di essere già produttori bio.
Per la certificazione delle produzioni agricole biologichel’azienda agricola deve aver applicato le norme dell’agricoltura biologica per un periodo, definito di conversione all’agricoltura biologica, di almeno due anni prima della semina o, nel caso delle colture perenni diverse dai prati, di almeno tre anni prima del raccolto. Prima che sia trascorso l’intero periodo di conversione, ma comunque non prima di 12 mesi dalla data iniziale, le produzioni possono essere certificate come “prodotto in conversione all’agricoltura biologica”. Trascorso il periodo di conversione le produzioni potranno essere certificate con la dicitura: “prodotto biologico“.

www.gullino.it

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Il Bio di Gullino viaggia in Europa. Arriva l’accordo con Apofruits

mele-kiwi-gullino

Con immenso piacere vi informiamo di un nuovo traguardo raggiunto dalla nostra azienda. Come saprete da un po’ di tempo a questa parte abbiamo un chiodo fisso: diffondere quanto più possibile i frutti bio che coltiviamo, per salvaguardare la salute delle persone e dell’ambiente.

Per questo abbiamo appena stretto un accordo con il Gruppo Aprofruits per commercializzare mele e kiwi biologici.

With great pleasure we inform you of a new goal achieved by our company. As you may have known for sbome time now, we have a fixed idea: to spread the organic fruits we grow as much as possible, to safeguard the health of people and the environment.

This is why we have just signed an agreement with the Aprofruits Group to market organic apples and kiwis.

5 mila tonnellate di frutta bio andranno ad arricchire l’offerta di Canova, la società del gruppo Apofruit licenziataria del marchio Almaverde Bio. L’obiettivo è di triplicarle questi volumi nel giro di tre anni. Canova, che attualmente commercializza 40 mila tonnellate di ortofrutta biologica, rafforza così la sua leadership sul mercato del biologico in Europa.

Le nostre mele e i nostri kiwi continueranno a percorrere moltissima strada, in giro per il mondo. Solo così e grazie all’impegno profuso da Carola e Giovanni Gullino, le cose buone del Piemonte raggiungeranno la tavola di molte persone.

Ma andiamo nel dettaglio dell’accordo.

5 thousand tons of organic fruit will enrich the offer of Canova, the Apofruit group company licensee of the Almaverde Bio brand. The goal is to triple these volumes over three years. Canova, which currently sells 40,000 tons of organic fruit and vegetables, thus strengthens its leadership in the organic market in Europe.

Our apples and kiwis will continue to travel a great deal around the world. Only in this way and thanks to the efforts made by Carola and Giovanni Gullino, the good things of Piedmont will reach the table of Gullino_kiwi_lavorazionemany people.

But let’s go into the details of the agreement.

Questo è stato sottoscritto tra il colosso cooperativo che ha sede a Cesena (oltre 4.200 soci produttori nelle regioni italiane a maggiore vocazione ortofrutticola) e la nostra azienda GullinoL’intera nostra produzione biologica, consistente principalmente in mele e kiwi, verrà commercializzata dal Gruppo Apofruit attraverso Canova, la società controllata specializzata nel settore delle produzioni biologiche. Anche i nostri prodotti, dunque, beneficeranno del network Canova, ossia Canova Francia, Canova Spagna oltreché le due filiali italiane Vivitoscano e Viviromano.

This was signed between the cooperative giant that is based in Cesena (over 4,200 producer members in the Italian regions with the greatest fruit and vegetable vocation) and our company Gullino. Our entire organic production, consisting mainly of apples and kiwis, will be marketed by the Apofruit Group through Canova, the subsidiary company specialized in the organic production sector. So our products will also benefit from the Canova network, namely Canova France, Canova Spain, as well as the two Italian branches Vivitoscano and Viviromano.

Oltre che per kiwi e mele, prodotti presenti nel paniere iniziale dell’accordo, verranno poste in futuro le basi per l’inserimento di altre produzioni biologiche e biodinamiche della Gullino come pesche e nettarine.

Attualmente l’azienda Gullino coltiva 150 ettari di mele e 120 ettari di kiwi secondo i disciplinari delle colture biologiche e biodinamiche. Apofruit avrà in gestione, per l’anno in corso, 5 mila tonnellate di prodotto con l’obiettivo di triplicarle nel giro di tre anni. Attualmente Canova commercializza 40 mila tonnellate di bio, che rappresentano un terzo del fatturato del Gruppo (330 milioni di euro annui) e ha un rapporto diretto con oltre 800 produttori.

In addition to kiwis and apples, products present in the initial basket of the agreement, the foundations will be laid in the future for the inclusion of other organic and biodynamic Gullino productions such as peaches and nectarines.

Currently the company Gullino cultivates 150 hectares of apples and 120 hectares of kiwis according to the regulations of organic and biodynamic crops. Apofruit will have 5,000 tons of product under management for the current year with the aim of tripling them within three years. Currently Canova sells 40,000 tons of organic products, which represent a third of the Group’s turnover (330 million euros a year) and has a direct relationship with over 800 producers.

“Ho scelto di sottoscrivere un accordo con il gruppo Apofruit – commenta Giovanni Gullino – per la competenza e l’esperienza che il Gruppo ha maturato in questo settore e che ne hanno fatto, anche grazie agli investimenti in politica di marca attraverso un marchio riconosciuto come Almaverde Bio, un’azienda leader. Le problematiche dell’ortofrutticoltura, peraltro, rendono sempre più necessaria l’aggregazione delle imprese per affrontare il mercato in maniera coordinata e conseguire risultati migliori”.

“I chose to sign an agreement with the Apofruit group – comments Giovanni Gullino – for the competence and experience that the Group has matured in this sector and that they have done, also thanks to investments in brand policy through a brand recognized as Almaverde Bio, a leading company. The problems of fruit and vegetables, however, make the aggregation of companies increasingly necessary to face the market in a coordinated manner and achieve better results “.

“Con questo accordo – conclude Ilenio Bastoni, direttore generale del Gruppo  Apofruit – rafforziamo la nostra leadership del bio in Europa. Inoltre questa partnership, arricchendo il nostro paniere con le produzioni del territorio Piemontese, in gran parte già certificate IGP e BIO, completa la nostra specializzazione sulla mela che, integrandosi al percorso fatto in questi anni di innovazione varietale e distintività ci permette di raggiungere anche i mercati più lontani, con l’obiettivo di rendere sostenibile il lavoro dei nostri associati”

“With this agreement – concludes Ilenio Bastoni, general manager of the Apofruit Group – we strengthen our leadership of bio in Europe. In addition, this partnership, enriching our basket with Piedmontese products, mostly already certified as IGP and BIO, completes our specialization on the apple which, by integrating with the path made in these years of varietal innovation and distinctiveness, allows us to reach even the more distant markets, with the aim of making the work of our associates sustainable ”.

Gullino è vita. Sosteniamo lo sport con il 2° trofeo ciclistico di Trinità

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“In Italia c’è bisogno di cambiare visione sullo sport: non è solo e sempre calciocalciocalcio.”

E’ così che Federica Pellegrini invita a valorizzare lo sport in tutte le sue forme, aldilà di quelle più note e diffuse. Per questo Gullino appoggia il 2° trofeo Trinità della Cassa di risparmio di Fossano, una gara ciclistica per la categoria allievi di 15 e 16 anni che si terrà domenica 1 IMG-20190829-WA0009settembre dalle 12.30 alle 18.00. L’evento è organizzato dal Velo Club Esperia di Piasco in collaborazione con la Società Ciclistica Trinità.

Lo sport rappresenta un’esperienza fondamentale fin dall’infanzia per un equilibrato ed armonico sviluppo del nostro corpo, dello scheletro, dei muscoli e delle articolazioni. Perché noi di Gullino ne parliamo?

Chi ci segue sa che siamo sempre in prima linea nella tutela della salute, in primis nella battaglia per un’alimentazione sana fino ad arrivare a temi legati alla prevenzione in senso lato. Per questo sentiamo doveroso promuovere un evento che sostiene lo sport fra i più giovani. Perché il presente è nostro ma il futuro di chi ci seguirà.

Non vi resta che partecipare numerosissimi all’evento di domenica prossima, 1 settembre.

Per info:

328 1086939 Silvio Giordano;
347 8491585 Bruno Salvatico.
Aggiornamenti su: sctrinita.net   e su facebook 

L’Amazzonia brucia. Una minaccia gravissima per il nostro pianeta.

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Siamo tutti preoccupati per i vasti incendi sviluppattisi in questi giorni in Amazzonia.

Si tratta di una catastrofe che anche noi di Gullino sentiamo impellente e grave, per questo, nel nostro piccolo, vogliamo dare rilievo alla notizia.

«Non tutti sono consapevoli che la foresta Amazzonica è veramente il più grande polmone del pianeta. Oltre a produrre ossigeno, produce acqua e conserva la biodiversità dell’habitat: bruciando l’Amazzonia non ci precludiamo soltanto queste prerogative, bensì contribuiamo al riscaldamento globale e a quello che ne deriva», spiega Isabella Pratesi, direttrice del programma di conservazione WWF. Le distanze si annullano e il calore di quelle fiamme che deturpano la foresta, lacerano e ardono anche in seno all’Europa, in particolare alla zona mediterranea. «Il cambiamento climatico non è soltanto prodotto dalle emissioni, ma anche dalla distruzione dell’ecosistemi. Quest’ultimi, per l’appunto, servono per raffreddare il pianeta e in generale per mantenere un equilibrio climatico complessivo. Il fatto che nel Mediterraneo la temperatura media si aumentata di molti gradi, è una conseguenza anche del deforestamento della foresta Amazzonica».

downloadL’Amazzonia è, dunque, un pilastro per l’intero ecosistema terrestre; un vero grande polmone verde che se danneggiato potrebbe distruggere le linfe vitali di zone del mondo molto lontane, come la nostra stessa Europa.  Un esempio? Il cambiamento climatico non è soltanto prodotto dalle emissioni, ma anche dalla distruzione degli ecosistemi. Questi ultimi, per l’appunto, servono per raffreddare il pianeta e in generale per mantenere un equilibrio climatico complessivo. Il fatto che nel Mediterraneo la temperatura media sia aumentata di molti gradi, è una conseguenza anche del deforestamento della foresta Amazzonica.

Le responsabilità sono da ricercare non solo nel Brasile di Bolsonaro, ma anche nel Perù e nel Paraguay, nazioni che hanno influito non poco sull’attuale situazione della foresta.

Ricordiamo che oltre a questo gigantesco polmone verde, la deforestazione galoppa anche in Africa, nella grande foresta tropicale del bacino del Congo, in Asia, dall’Indonesia al Borneo.

Siamo tutti responsabili del mondo in cui viviamo!

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Il packaging della frutta diventa educativo

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Di packaging per il settore ortofrutticolo si parla da ormai molto tempo, e sempre per segnalare gli sprechi di plastica che avvolgono la nostra frutta e verdura.

Spesso, soprattutto nella grande distribuzione organizzata, acquistiamo frutta rivestita di involucri di plastica che inquina e destabilizza l’ambiente.

Eppure oggi non sono poche le aziende che si impegnano per creare packaging alternativi e di design.

In questo campo sta lavorando con successo ThinkerSoup, agenzia creativa specializzata nel packaging design per prodotti ortofrutticoli sia freschi che trasformati. “Il packaging, se rispondente a determinate regole, non è un nemico dell’ambiente ma una risorsa dal punto di vista educativo. Può infatti aiutare a informare e coinvolgere gli stessi consumatori, che sono gli attori fondamentali dell’economia circolare”, spiega a Italiafruit News Alessandro Ferraresso, account manager di ThinkerSoup.

L’agenzia creativa, nata nel 2017 come spin-off della Scuola Italia Design (Sid), ha sede a Padova all’interno dello Start Cube, incubatore d’impresa dell’Università degli studi di Padova. “La nostra azienda è composta da un team multiculturale di designer, esperti di packaging e consulenti di marketing – sottolinea Ferraresso – Dopo una prima fase di ricerche di mercato, nell’ultimo anno abbiamo portato a termine con successo numerosi progetti ”. Di recente, ThinkerSoup ha creato tra l’altro la nuova grafica del pack di mele per bambini venduti da Lidl in Olanda.

 

 

Gli italiani spendono molto in ortofrutta

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E’ una notizia che merita un intero articolo, nonché una buona riflessione, sul nostro blog: per i prodotti ortofrutticoli gli italiani spendono di più.

It is a piece of news that deserves an entire article, as well as a good reflection, on our blog: Italians spend more on fruit and vegetables.

vDbaeDBq7v7yb2Zr_xlargeE’ aumentato il trend dei consumi nel primo trimestre del 2019 e ad attestarlo è l’ultimo studio Ismea (qui il report completo) sui consumi alimentari delle famiglie. La ricerca, infatti, segnala una crescita della spesa con la patata in cima alla lista degli alimenti preferiti (+13,7%) e a seguire gli ortaggi ( +4, 6%).

The consumption trend increased in the first quarter of 2019 and is attested by the latest Ismea study (here the complete report) on household food consumption. The research, in fact, indicates an increase in spending with the potato at the top of the list of favorite foods (+ 13.7%) and to follow the vegetables (+4, 6%).

Le verdure fresche segnano il +7,3%, mentre quelle di IV gamma il +6,6%. La frutta fresca registra invece solo un incremento lieve: +0,7%. Restano stabili gli acquisti di agrumi, cresce del 2,5% la frutta con guscio. Nel complesso, il comparto della frutta chiude il trimestre col +0,4%.

Fresh vegetables are + 7.3%, while range IV + 6.6%. Instead, fresh fruit only recorded a slight increase: + 0.7%. Citrus fruit purchases remained stable, while fruit with nuts grew by 2.5%. Overall, the fruit sector closed the quarter with + 0.4%.

 

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