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Prugna Angeleno. Il frutto dimenticato e riscoperto in Piemonte

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E’ sempre più in crescita l’attenzione dei consumatori per le diverse varietà di frutta e gli aspetti nutrizionali, tanto da assistere anche ad un aumento consistente di consumi bio. Eppure esistono ancora delle varietà di frutta ancora poco conosciute dalla grande massa dei consumatori. Una di queste è la prugna angeleno, un frutto che noi di Gullino abbiamo scelto di recuperare e commercializzare.

IMG-20200917-WA0015La angeleno è una varietà più tardiva rispetto alle altre prugne, e grazie alla sua capacità di conservazione permette di commercializzare il frutto fino al mese di dicembre, potendone godere appieno anche durante le festività natalizie.

La prugna si presenta molto corposa e ricca di polpa, supera i 100 grammi di peso pertanto è una monoporzione nutriente e completa, assolutamente da inserire in una dieta bilanciata.

Queste prugne possiedono un corredo bilanciato di nutrienti e di sali minerali, quale potassio, rame, manganese, fosforo e ferro, con un apporto calorico molto contenuto. Svolgono un’importante funzione antiossidante grazie alla loro ricchezza di sostanze fenoliche, accompagnata da una serie di altri effetti benefici per la salute. Sono molto consigliate dai medici perché consentono di abbassare il livello di colesterolo nel sangue e migliorare gli indici di formazione ossea nelle donne in post-menopausa. Contengono molta acqua, sono diuretiche e protettive del sistema IMG-20200917-WA0016cardiocircolatorio. L’abbondante contenuto di fibra, caratteristica assai nota, svolge un effetto saziante ed appagante, ma soprattutto rappresenta una dolce promessa di regolarità intestinale. Pare proprio che sia il frutto ideale in una dieta sana e bilanciata.

In Piemonte sono quasi 1.800 gli ettari coltivati con susine Angeleno di cui il 90% nella nostra provincia di Cuneo. La nostra area piemontese è decisamente in crescita per la produzione di questa varietà che nel 2018 si è aggiudicata il terzo posto in classifica con il 14% della produzione nazionale, seguita da Emilia Romagna (37%) e Campania (17%).

Oltre alla varietà angeleno la nostra azienda produce susine della varietà “fortune”, la cui raccolta è terminata nel mese di agosto, essendo frutti più precoci.

Per altre info sulle nostre susine, clicca qui

Intervista a Giovanni Gullino sulla campagna della mela

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Oggi incontriamo Giovanni Gullino, AD di Gullino srl.

Con lui parliamo della campagna delle mele. Come si svolge e quanto vengono vendute le succose mele dell’azienda di famiglia?

Scopriamolo insieme chiacchierando con lui

10bassaGiovanni, è appena iniziata la campagna delle mele, frutto che rappresenta una parte del core business aziendale. Che previsioni hai per Gullino?

Il progetto mele sta crescendo e si sta completando di stagione in stagione. Quest’anno raddoppieremo la nostra produzione privata e anche i produttori che hanno aderito alla nostra azienda stanno avendo riscontri soddisfacenti sui volumi. Quindi pensiamo di avere il 50%  in più di prodotto rispetto alla scorsa stagione. Questa è la prova della crescita virtuosa del nostro progetto sulla mela, della ricerca virtuosa di nuove varietà ad alta produzione e alta qualità organolettica.  Il futuro dell’azienda è in queste strategie.

In generale ti aspetti che i volumi produttivi nazionali superino quelli dello scorso anno?

Le previsioni di produzioni melicole nazionali vedono una stima molto simile alla scorsa campagna. Purtroppo il clima sempre più ostile, fra gelate primaverili, grandinate e estati calde decurta ogni anno le quantità di merce di cat. I. Ma fino alla fine della raccolta non è semplice esprimere i numeri. Restiamo fiduciosi.

Gullino è un’azienda che si distingue per la sempre maggiore attenzione data a produzioni biologiche. Da quanti anni avete iniziato a produrre bio e come sta andando per kiwi e mele?

È dalla fine degli anni ’90 che ci dedichiamo alla produzione di frutta certificata da agricoltura biologica, sia in Piemonte che nel Lazio. Io stesso sono cresciuto dentro questo percorso e oggi produciamo circa 100.000 quintali di frutta certificata bio, di cui circa il 60% sono tutte mele. Il rimanente 40% è suddiviso fra kiwi e drupacee. Grazie all’area in cui produciamo, ai territori destinati alle nostre specialità, riusciamo ad avere degli standard qualitativi alti, difficilmente avvicinabili da altri Paesi. La crescita del mercato biologico è appena iniziata e ci saranno delle opportunità commerciali importanti nel futuro prossimo. Noi, nel biologico, crediamo fermamente.

Gullino - 1.00_01_11_17.Immagine013Quest’anno i consumatori hanno premiato le aziende che producono frutta e verdura biologica. I consumi sono aumentati di circa il 3,5%. Secondo te qual è il motivo di questa maggiore attenzione dei consumatori?

Notiamo una crescita dell’interesse da parte del consumatore che vuole essere sicuro di quello che mangia e vuole verificare la certificazione e la tracciabilita del prodotto. Solo se si eseguono le pratiche agricole biologiche e biodinamiche si può avere un prodotto libero da qualsiasi molecola di sintesi e l’ente certificatore fa si che al consumatore questo venga davvero garantito.  A mio parere, però, sarebbe necessaria una maggiore visibilità del prodotto bio nei punti vendita, oltre che una sensibilizzazione capillare sui temi della sostenibilità e del green. Noi di Gullino cerchiamo di fare questo con la nostra comunicazione aziendale, dando una mano non solo a noi stessi ma a tutto il settore.  I consumatori vogliono sapere cosa mangiano ed è giusto che gli vengano date le giuste informazioni. E’ la consapevolezza che ha fatto crescere i consumi.

E a questo punto non possiamo non parlare dell’accordo fatto da Gullino con Apofruit. Buona parte della vostra produzione biologica, infatti, andrà ad arricchire l’offerta del gruppo Canova, società del gruppo Apofruit licenziataria del famoso marchio Almaverde Bio. Perchè per voi è così importante questo accordo e come mai avete scelto proprio  Apofruits e non altre realtà?

Noi abbiamo scelto di stringere questo accordo per le reciproche sinergie,  per fare sistema e combattere la concorrenza estera, perché con Apofruits condividiamo i  valori commerciali e agricoli che viviamo con la stessa etica e passione. Canova / Almaverde Bio rappresenta il traguardo dell’agricoltura biologica italiana oggi, in cui i consumatori devono pretendere  che il prodotto sia certificato bio e che la qualità sia ottima . Il nostro obiettivo è dare il top della qualità con il certificato bio e una tracciabilita sicura e completa.

 

Continuate a seguire i nostri aggiornamenti sul blog www.blog.gullino.it e sui nostri canali social.

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La quercetina della mela batte il corona virus 1 – 0

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E’ dalla natura che arriva una nuova speranza per la lotta al corona virus. Si chiama quercetina ed uno studio internazionale, pubblicato su pubblicato su International Journal of Biological Macromolecules, al quale ha partecipato l’Istituto di nanotecnologia del Consiglio nazionale delle ricerche, il Cnr-Nanotec di Cosenza, la indica come composto con funzioni inibitorie specifiche del Sars-CoV-2. La sostanza mostra infatti un’azione destabilizzante sulla 3CLpro, una delle proteine chiave per la replicazione del patogeno.

La quercetina è solo uno dei molti tipi di sostanze fitochimiche presenti in frutta e verdura, specie nella mela. Ha diverse proprietà originali e interessanti dal punto di vista farmacologico: è presente in abbondanza in vegetali comuni come capperi, cipolla rossa e radicchio, in alcuni frutti come la mela e i mirtilli, ed è nota per le sue proprietà anti-ossidanti, anti-infiammatorie, anti-allergiche, anti-proliferative.

Insomma, una bomba di facoltà positive che oggi più che mai dovrebbero trainarne il consumo, visti i risultati emersi dallo studio nella lotta al Covid.

“Le simulazioni al calcolatore hanno dimostrato che la quercetina si lega esattamente nel sito attivo della proteina 3CLpro, impedendole di svolgere correttamente la sua funzione – afferma Rizzuti, autore della parte computazionale dello studio – già adesso questa molecola è alla pari dei migliori antivirali a disposizione contro il coronavirus, nessuno dei quali è tuttavia approvato come farmaco”.

 

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Carola Gullino alla 71^ Fiera del Peperone di Carmagnola

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È tutto pronto per la 71^ edizione della storica manifestazione piemontese Fiera del Peperone di Carmagnola, una “Edizione Speciale e Diffusa”, con un format nuovo ed esteso in diverse aree della città.

Tra le novità c’è la Fiera Digitale, con uno studio televisivo allestito all’interno della Chiesa di San Filippo, trasmissioni in streaming di interviste, show cooking e molto altro.

Fra i vari appuntamenti è immancabile la presenza di Gullino, azienda protagonista in Piemonte per le produzioni del settore ortofrutticolo. Il 4 novembre, alle ore 19.20, vi aspettiamo in streaming per seguire l’intervista di Simona Riccio a Carola Gullino, AD Gullino srl, dal titolo GULLINO E I SUOI FRUTTI.

Si parlerà del consumo di prodotti biologici, decisamente in aumento grazie ad una percezione di garanzia, qualità e sicurezza superiore rispetto al tradizionale da parte delle persone. Situazione confermata anche in fase di lockdown, dove i consumatori si sono rivelati sempre più bisognosi di informazioni chiare soprattutto da parte dei produttori. Carola Gullino, infatti, ci accompagnerà in un viaggio del cuore della sua azienda piemontese, fondata nel 1969 e specializzata nella produzione e commercializzazione di kiwi, pesche, nettarine, prugne e mele. Del biologico Carola ne ha fatto il core business aziendale, per dare sempre maggiore attenzione all’ambiente ed al benessere dei bambini. Ed è proprio ai bambini che Carola Gullino pensa da anni, tanto da aver pubblicato del 2019 un libro importante, “Le Avventure di Kiwito e Galita”, per avvicinarli ad una sana e corretta alimentazione a base di frutta e verdura. Gullino è un’azienda giovane, che cavalca le tendenze e sfrutta le opportunità del web e dei social network per comunicare in maniera corretta ai consumatori. Non perde opportunità per fare informazione a 360° gradi sul mondo della salute e della frutta.

PER SEGUIRE L’INTERVISTA A CAROLA GULLINO SINTONIZZATI IL 4 NOVEMBRE ALLE ORE 19.20 

- su facebook.com/fiera.peperone 
– sul canale televisivo ddt 114 di GRP

 

Per conoscere tutti i panel dell’edizione digitale clicca qui.

I panel si svolgeranno nelle fasce orarie 18.40 e 19.20 dal 28 agosto al 6 settembre, per raccontare la filiera agroalimentare, direttamente dalla voce degli attori di filiera con esperienze e storytelling veri. Saranno l’occasione, inoltre, per conoscere le opportunità che il web ed i social network offrono in ottica di informazione e sviluppo di business.

Sempre più frutta da bere. I succhi resistono alla shock da pandemia e salgono quelli senza troppi zuccheri

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E’ ciò che emerge da una delle ultime analisi IRI. Il settore dei succhi di frutta, in difficoltà prima della pandemia, ha resistito allo shock da lockdown rispondendo con una crescita delle vendite.

Il settore, che vale 403 milioni di litri e genera 581 milioni di euro di giro d’affari, è stato premiato dai consumatori che hanno preferito i succhi poveri di zuccheri a quelli eccessivamente addizionati. E’ in atto, infatti, una vera e propria tendenza che spinge i consumatori a tutelare maggiormente la propria salute scegliendo frutta biologica e bevande non eccessivamente zuccherate.

Tra succhi e nettari, spremute e frullati, bevande base frutta e frappé, Iri individua 10 tipologie di “frutta da bere”. Il che si traduce in un certo affollamento dello scaffale: in media un supermercato propone 131 referenze di succhi e nettari Uht (che salgono a oltre 190 negli ipermercati) a cui si aggiungono le 13 proposte di freschi (23 negli iper) presenti nel banco frigo.

La notizia ci sembra degna nota perché l’obiettivo è quello di trovare un modo alternativo per sfruttare al meglio tutte le valenze nutrizionali della frutta, ritagliandosi nuove fette di mercato, creando ulteriori occasioni di consumo e attirando così altri consumatori. Se poi a questo aggiungiamo l’importanza di mettere sul mercato prodotti alleati della salute e con pochi zuccheri aggiunti, allora la soddisfazione diventa sempre più grande.

Per cercare notizie come questa, visita il nostro blog www.blog.gullino.it

 

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Il biologico mette il turbo. Per il settore crescita strutturale in previsione

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Continuano a crescere i consumi di prodotti biologici nel nostro Paese e la crescita, ora, sembra essere strutturale e non solo collegata al lockdown.

Il lockdown da coronavirus ha comportato una maggiore attenzione dei cittadini per l’alimentazione, la salute, la sicurezza e la qualità dei prodotti. Ne abbiamo parlato nel nostro articolo dedicato all’argomento e certamente i toni sono stati entusiastici.

Ma lo sono ancor più oggi, dopo una nuova indagine IRI dedicata a BIO e Free From dalla quale emerge un giro di affari 1.650 milioni di euro con un andamento pari al +3,6% e una presenza a scaffale di più di 900 referenze per punto vendita. Un dato che sembra ad un passo dal diventare strutturale, se pensiamo che il biologico esplode anche nel settore cosmetico e che sempre più donne preferiscono prodotti per la bellezza che abbiamo componenti bio. Basti pensare che i prodotti con certificazione biologica per la cura della persona nel 2019 hanno sviluppato un giro di affari di 202 milioni di euro con una tendenza del +6.1%.

Si osserva, quindi, una maggiore predisposizione del consumatore ad acquistare prodotti con un prezzo anche lievemente maggiorato (sappiamo bene la diversità di trattamento che comporta la coltivazione biologica) a fronte di referenze che diano la percezione di maggiore qualità , maggiore tutela del territorio e la garanzia di seguire un certo tipo di filiera produttiva (vedi il nostro articolo dedicato alla filiera Gullino).

www.gullino.it 

Energia pulita per la nostra terra. Gullino e il fotovoltaico

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Amiamo la nostra terra più di ogni altra cosa perché è lei che ci permette di raccogliere frutti buoni e sani, di lavorare, di far girare l’economia del nostro territorio e di essere uno dei fiori all’occhiello del cuneese. Sono questi alcuni dei motivi che ci spingono a rispettarla sempre più, avviando azioni mirate a limitare le immissioni di CO2, SO2, e NOX. Per questo sui nostri capannoni aziendali abbiamo installato ben 5 impianti fotovoltaici che ci consentono di produrre  circa 1.8 MWh all’anno di energia pulita, in grado di soddisfare il 30% del fabbisogno.

Un nuovo studio, intitolato “A high-resolution geospatial assessment of the rooftop solar photovoltaic potential in the European Union”, calcola che 1/4 del fabbisogno di elettricità dell’Europa potrebbe essere coperto proprio dal fotovoltaico su tetti e l’Italia sembra essere proprio fra i Paesi con il maggior potenziale in tal senso. L’analisi tenta di calcolare copia_di_cimg0751qual è il reale potenziale del fotovoltaico su tetto in Europa, utilizzando i dati geospaziali, quelli catastali e correlandoli grazie al machine learning (apprendimento automatico) e fornendo una valutazione affidabile della potenziale produzione di elettricità da fotovoltaico, con una risoluzione spaziale di soli 100 metri. Le potenzialità, secondo lo studio, sono decisamente elevate. I ricercatori hanno infatti valutato che i tetti dell’Ue potrebbero potenzialmente produrre 680 TWh di elettricità solare ogni anno (che rappresentano il 24,4 per cento del consumo attuale di elettricità), due terzi dei quali a un costo inferiore alle attuali tariffe residenziali.

Tornando ai nostri impianti, noi di Gullino abbiamo scelto esclusivamente prodotti europei mentre gli impianti sono stati tutti realizzati da un’azienda piemontese leader nel settore. L’energia pulita così generata viene utilizzata per confezionare i prodotti che andranno sul mercato, doppiamente sani e rispettosi dell’ambiente.

E’ questo il nostro contributo per salvare il pianeta.

Più info sono disponibili sul nostro sito internet

http://www.gullino.it/it/ambiente

#Futureloversforgenerations

 

Saporita, succosa e piena di principi nutrienti. La Pesca Noce di Gullino è tornata

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Originaria dell’Asia Minore, la pesca noce è una specie di pesca a pelle liscia. L’albero si adatta in qualunque clima, preferendo un clima caldo temendo solo la terra troppo umida e le grandinate che quest’anno sono state copiose.

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Esploriamo da vicino le caratteristiche di questo gustoso frutto. Le pesche noci sono rinfrescanti, diuretiche, vermifughe, leggermente lassative e sono anche ricche di acqua, fruttosio e potassio, che apporta benefici al sistema nervoso, al battito cardiaco, concorre alla prevenzione dei crampi e a migliorare l’efficienza del tono muscolare nelle performance atletiche.

Altra caratteristica delle pesche noci è il bassissimo apporto calorico. Contengono solo calorie ogni 100 grammi di prodotto, sono ottime per la pelle, contengono vitamina C, contribuiscono a combattere i radicali liberi e aiutano il corpo a sviluppare la resistenza contro gli agenti infettivi. 

 

Vi ricordiamo che sono ottime come spuntino, come confetture, marmellate, succhi, sciroppi o per arricchire yogurt bianco e cocktail.

Disegnare il kiwi perfetto. Parola di Bianca Rosen Art

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Bianca Rosen Art in arte @artbybianca è quella che può essere definita una star dell’acquerello. 190mila follower, quasi 1000 post e tanti tutorial YouTube con indicazioni chiare su come realizzare disegni semplici e belli.

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Non potevamo che concentrarci sul nostro amato kiwi. Un lavoretto facile e rilassante per grandi e piccini in quattro facili steps.

1 steps / delinea i contorni

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2 steps / si parte con il colore

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3 steps / delinea i colori

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4 steps / cura i dettagli

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Intervista a Valentina Mellano di Nord Ovest. Parliamo di import export ai tempi del Covid

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Anche oggi abbiamo scelto di incontrare un’esperta del settore ortofrutticolo per parlare dell’impatto della pandemia globale da Covid-19 sui mercati del settore. Conosciamo insieme Valentina Mellano, amministratore delegato di Nord Ovest, realtà che si occupa di spedizioni internazionali.
Ciao Valentina, sei la persona adatta con la quale parlare di commercializzazione del prodotto ortofrutticolo. 
Le dinamiche dell’acquisto e della vendita dei prodotti a deperimento sono frutto di logiche che una realtà come quella che rappresenti tu contribuisce più a muovere o a subire? 
Sicuramente la realtà che io rappresento credo che in parte subisca le dinamiche del mercato (prezzi di vendita dei prodotti, scarsità o abbondanza di prodotto) ma ovviamente il nostro compito è quello di rendere il mercato internazionale più vicino e raggiungibile ed in qualche modo più semplice. Attraverso le operazioni doganali infatti permettiamo ai prodotti di entrare sul mercato nazionale. Il settore delle spedizioni è costantemente alla ricerca del prezzo giusto perché le merci arrivino a destinazione nel più breve tempo possibile e con costi più bassi possibili. Quindi subiamo in qualche modo le dinamiche di acquisto e vendita, visto che la domanda di logistica in questo senso è derivata, ma sicuramente facciamo il nostro meglio perché una volta che la vendita si è concretizzata i prodotti si “muovano” rapidamente.
Puoi raccontarci meglio come sia andato il commercio internazionale ortofrutticolo nel periodo più caldo del Covid-19?
La mia sensazione in questi mesi di COVID è stata che il diverso modo di consumare in Italia / Europa abbia “catalizzato” i prodotti verso questi mercati a discapito dell’oltremare. Dai dati in nostro possesso infatti, mentre l’import di prodotti ortofrutticoli è cresciuto sia in valore che in termini di tonnellaggio, l’export ha sofferto soprattutto per i volumi che sono stati in calo (non in valore per fortuna per chi ha esportato). Sicuramente molti produttori hanno ricevuto forte pressione e forte domanda dalla distribuzione nazionale ed europea e hanno destinato il prodotto verso questi mercati piuttosto che esportare oltremare. Ovviamente nel clima di incertezza che ha regnato nel periodo del COVID era sicuramente la scelta più ovvia. Esportare significava comunque esporsi al rischio di difficoltà logistiche date dalla situazione di lockdown mondiale, che ha avuto tempistiche diverse nei diversi paesi. 
Quali sono stati i prodotti ortofrutticoli più venduti all’estero nel periodo del lockdown e perché?
Per quanto concerne i prodotti ortofrutticoli ovviamente il periodo del lockdown in Italia ha coinciso con un periodo di fine stagione mentre per quanto riguarda le mele ed i kiwi ci si è ritrovati con una produzione di frutti già raccolti in autunno. Se parliamo di esportazione extra CEE ovviamente non tutti i prodotti (oltre che per stagionalità anche per shelf life) possono essere spediti, quindi per quanto mi riguarda queste sono le esportazioni dall’Italia che ho osservato.
Durante il lockdown si è sentito spesso parlare di Paesi che non hanno accettato merci italiane, o che ne hanno limitato gli accessi per un periodo, quasi fossero alla ricerca di uno pseudo certificato covid-free che, sappiamo bene, non potrebbe esistere. Come mai si è verificata questa incertezza nel mercato e quali Paesi hanno dimostrato più resistenza rispetto ai nostri prodotti? 
In una fase di incertezza e paura, come quella che si è verificata nel periodo della pandemia è normale che abbiano iniziato a circolare false informazioni e notizie. Ricordo alcuni paesi che sembrava non accettassero merci dall’Italia per problemi legati proprio al COVID. In entrambi i casi (Qatar e Bahrain) si sono rivelati falsi; nessun paese ha deliberatamente bloccato l’importazione di prodotti. Sicuramente le politiche protezionistiche ci saranno perché ovviamente i singoli stati cercheranno di tutelare la produzione interna ma fortunatamente al momento non si registrano distorsioni del mercato da questo punto di vista.
E’ cambiato il modo degli italiani di consumare alimenti? Se si in che modo? 
Secondo me si. La frutta e la verdura sicuramente sono stati riconosciuti come prodotti “sani e salubri” e dal momento che la pandemia è stata di fondo un problema sanitario, un’influenza, io credo che abbia influito. Prima del COVID il pranzo di lavoro era al bar e nel fine settimana si cenava fuori: in entrambi i casi difficilmente si mangiava una mela a fine pasto (al massimo la macedonia). In pieno lockdown abbiamo tutti consumato più pasti a casa e sicuramente consumato più frutta e verdura.
C’è stato un cambiamento dei consumi anche a livello globale?
Questa dinamica a mio modo di vedere è stata assolutamente mondiale. Tutti i paesi hanno subito questo sconvolgimento di stili di vita ed abitudini e quindi hanno avuto questa svolta nei consumi.
L’agroalimentare durante il lockdown è rientrato fra i codici ATECO che hanno potuto continuare ad operare. Come sono andati i consumi nel settore?
Ovviamente i consumi di questo settore sono stati catalizzati verso le distribuzione organizzata e non verso il canale della ristorazione, bar, gelaterie. Sono stati premiati prima i prodotti a lunga conservazione ( per poter fare la scorta senza paura di buttare ) e poi i prodotti freschi come la frutta per poter aumentare l’apporto vitaminico.
Quali sono state le difficoltà più grandi delle aziende operative durante il lockdown? 
Le difficoltà delle aziende sono state molte e differenti: in primis garantire la sicurezza dell’azienda e dei propri collaboratori e quindi reperire i DPI per permettere all’attività di proseguire  (per chi era autorizzato ) Quindi sostenere costi anche importanti e doversi continuamente aggiornare su protocolli e misure. Per praticamente tutti i settori o quasi altra enorme difficoltà è stato proprio approcciare una crisi economica di queste dimensioni. Ci sono tantissime aziende che da un giorno all’altro si sono trovate a dover chiudere l’attività, sospendere produzione ed ordini. Alla riapertura è stato necessario riprendere i contatti, le relazioni ( con le difficoltà del caso, non potersi comunque spostare, fare videoconferenze ecc… ). Ora è necessario un continuo monitoraggio dei costi e la giusta spinta per fare ripartire le nostre imprese ( e tanto tanto coraggio )
Valentina, fai parte dell’Associazione Nazionale Le Donne dell’Ortofrutta, una realtà fatta da donne attive nel settore ortofrutticolo. Quanto è stata importante questa squadra nell’affrontare le difficoltà degli ultimi mesi? 
Sicuramente molto importante per potersi confrontare. La soluzione trovata da una collega può essere utile ( magari riadattata ) per una situazione che anche la mia azienda sta vivendo. Sono entrata da pochi mesi in questa associazione ma ho percepito spirito di squadra, di condivisione che mi sono state fondamentali anche per imparare dalle esperienze di altri.
Un’ultima domanda prima di salutarci.  
Incertezza e cambio di abitudini. Sono motti validi ancora in questo momento o possiamo dirli superati? 
Secondo me l’incertezza è ancora fortemente presente sul mercato e il cambio di abitudini credo che ce lo porteremo dietro ancora per un periodo di tempo. Lo shock e la frenata sono stati molto improvvisi e bruschi mentre la ripartenza è ancora piuttosto soft. Questa pandemia ha sicuramente lasciato un segno in ognuno di noi, piuttosto profondo e quindi credo che questi due motti rimarranno con noi ancora per un periodo.
Valentina ti ringraziamo a nome di tutta Gullino e dei nostri lettori per questo tuo prezioso contributo, che speriamo possa chiarire molti dubbi in merito al settore e al futuro del settore. Ricordiamo il sito internet dell’azienda Nord Ovest ed i servizi da voi offerti per garantire spedizioni internazionali su misura!
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