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Simona Riccio e le sue #StorieBio

simona riccio

Oggi vogliamo intervistare e conoscere meglio Simona Riccio, uno degli assi portanti del progetto #StorieBio.

Simona da dove nasce e quando hai scoperto la tua passione per il food?

Innanzitutto desidero ringraziarvi per l’ospitalità nel vostro blog, per me è veramente un piacere ed un onore essere intervistata da un’azienda come la vostra.

La mia passione per il food nasce nel marzo del 1999 quando sono stata assunta nell’azienda dove attualmente lavoro, una grande azienda italiana di alimenti biologici pioniera del settore da oltre quarant’anni. Con il passare del tempo la mia passione per il food si fortifica soprattutto grazie agli studi che ho deciso di approfondire dopo il master in social media marketing. Da qualche anno tutte le mattine mi alzo alle 6.00 per leggere la newsletter di Italiafruit, testata nata nel 2001 dall’intuizione di Roberto Della Casa che, attraverso i loro articoli, mi ha aiutata a capire meglio il mondo che gira attorno all’alimentazione, con particolare attenzione all’ortofrutta, a capire come è cambiato e come cambieranno ancora le nuove esigenze degli individui, di come le aziende distributrici, i produttori, gli agricoltori, la grande distribuzione e i negozi specializzati devono cambiare per andare a soddisfare le nuove esigenze. Mi ha aiutata a capire i nuovi scenari, le difficoltà di ognuno di loro, ma anche a valutare le opportunità che molti non simona ricciocolgono. Tutte le mattine da anni condivido gli articoli che mi interessano in particolar modo sui miei canali social andando a dare la mia opinione, a fare sentire il mio pensiero, a cercare di comunicare alle persone che mi seguono quotidianamente cosa penso personalmente del nuovo scenario e piano piano negli anni, le persone che mi seguono sono preziose per me e sono sempre di più. Nascono molti scambi di idee ed è anche nata l’esigenza da parte mia di andare a conoscere le persone che seguo in prima persona. Tre anni fa ho anche iniziato a partecipare attivamente ai convegni di Italiafruit e mi ha aiutato veramente a capire i pensieri dei Top manager della gdo che seguo e dai quali imparo moltissime cose, ma anche a capire quali sono i nuovi problemi dei piccolini ed allora subentra la mia passione per il digitale ed ecco che nasce la “nuova” Simona, quella persona che cerca di incrociare i dati di fatto, i problemi e le opportunità che tutti hanno. In questo momento specifico, attraverso tutte le conoscenze che ho fatto, attraverso i contatti che sono riuscita ad avere, credo che una delle cose fondamentali che penso sia importante è proprio quello che il Made in Italy è oro in tutto il mondo e che solo attraverso il raccontarsi si può dare valore al prodotto e all’azienda senza dover svendere il prodotto. Le aziende devono imparare a comunicare nel modo giusto, attraverso un linguaggio nuovo, innovativo, formare e formarsi attraverso i professionisti, informare attraverso gli strumenti giusti come il web ed il mondo del digitale che ormai fa parte della nostra vita.

Simona ci racconti il progetto Storie Bio? Come è nato?

A fronte della mia personale mappatura appena descritta, nasce l’esigenza di fare qualcosa di concreto oltre a fare interviste preziose e di spessore a persone importanti di settore nel mio blog. Ed allora, sempre attraverso la rete, abbiamo conosciuto Bioqualità, che è una Rete di consulenti, donne e uomini che da oltre 20 anni “vivono” il mondo del biologico italiano. Dopo esserci seguiti sul web, conosciuti e parlati al Sana di Bologna lo scorso i-bambini-che-tengono-la-plantula-in-mani-come-conservano-il-concetto-del-mondo-nel-tono-d-39-annata-di-colore_7186-245 (1)anno, abbiamo capito che avevamo argomenti ed obiettivi comuni quindi, unite le forze, insieme a Kaos Communication, che è l’agenzia dove sono Project Manager del settore biologico, a Simone Stricelli – Creative Director e Digital Strategist di Kaos, Paolo Iammarino – autore delle illustrazioni e a Bioqualitàchiaramente, abbiamo dato alla luce #StorieBio.

StorieBio è un punto di partenza di un’esperienza editoriale che vogliamo portare avanti durante tutto questo 2018. Il progetto è interessante perché abbiamo unito la parte creativa all’affidabilità e fiducia di consulenti che da oltre 20 anni vivono il bio. L’aspetto tecnico è curato dal dr. Massimo Govonie la dr.sa Alessandra Zannoni, in collaborazione con il loro staff di consulenti. Mensilmente abbiamo scelto un prodotto che verrà raccontato e trasformato in fumetti ideati da Paolo e Simone e trasmettono i consigli dei consulenti di Bioqualità   Saranno accompagnati da 12 interviste che curo personalmente ad aziende che trattano il biologico alcune grandi e conosciute, altre più piccole ma tutte con delle storie molto interessanti. Ma non potevamo fermarci qui, ogni mese uno chef o foodblogger che conosciamo, ci delizierà con una ricetta appositamente elaborata con il prodotto di cui si parla in quel mese. Il tutto è scaricabile ed a fine anno si può avere del materiale utile e consultabile sia a livello cartaceo che digitale. Sicuramente lo renderemo disponibile sui nostri siti ed a disposizione di grandi e piccini. Tutto questo viene sviluppato a titolo gratuito, proprio per fare emergere la nostra passione per l’argomento e di quanto crediamo in questo progetto.

Cosa vuol dire biologico? Con quali aggettivi lo definiresti?

L’agricoltura biologica, come meglio voi di me sapete, si fonda su obiettivi e principi ideati per minimizzare l’impatto umano nell’ambiente e allo stesso tempo permettere al sistema agricolo di operare nel modo più naturale possibile. La tendenza, sia perché le persone hanno sempre di più la cultura e non la moda di mangiare sempre più salutare e bio, è quella di aumentare da parte delle aziende agricole il terreno destinato a questo tipo di agricoltura. La cosa che vorrei però permettermi di dire è che sicuramente mangiare bio è un bene, ma non significa che il non bio significhi non buono. La sana alimentazione inizia da un cibo buono e sano, il bio è un plus.

Che consiglio ti senti di dare ai nostri lettori, soprattutto alle mamme che in fase di acquisto cercano di scegliere sempre i prodotti migliori per i propri figli?

La cosa che mi sento di consigliare le-mani-dei-bambini-che-piantano-il-giovane-albero-su-suolo-nero-insieme-come-conservano-il-concetto-del-mondo_7186-941a tutti è quello di cercare il prodotto buono e sano andando ad informarsi prima dell’acquisto di chi c’è dietro quel prodotto. E’ un po’ come quando vai al ristorante di uno chef che ti porta in tavola un prodotto presentato in maniera eccellente e poi però scopri che il prodotto non è così buono come ti viene decantato. Quando scelgo un prodotto voglio sapere cosa mangio, chi lo produce, come si produce, dove cresce, come si cucina, come si conserva, quali caratteristiche ha, a quali esigenze risponde, insomma devo sapere tutto. Alle mamme ancora di più consiglio di fare questo perché una sana alimentazione inizia dalla scelta del prodotto, del miglior prodotto per i bambini fin dallo svezzamento. Molte volte ci fermiamo al prezzo e non al valore del prodotto. E questo è un errore.

Nei mesi avete raccontato tante storie, tra queste ci saremo anche noi di Gullino. Fino ad ora qual è la storia che ti è più a cuore?

Ad oggi ho ben chiaro le aziende che ho intervistato e che mensilmente scoprirete anche voi. A cuore le ho tutte, dalla prima all’ultima perché ho cercato in loro la storia, la passione e l’amore dalla quale è nata l’azienda. Nella maggior parte dei casi, dietro le aziende che intervisto, c’è una storia che inizia nel secolo scorso ed emergono innanzitutto l’amore delle persone che, attraverso il sacrificio, hanno fatto nascere una piccola azienda che con il passare degli anni, con l’evoluzione e con il cambiamento del mercato e delle esigenze, sono cresciute fino ad essere dei nomi importanti riconosciute dal territorio italiano. Molte, sui loro siti web, hanno una piccola area dedicata alla storia ed al racconto dei loro prodotti, io ho cercato di andare un po’ più a fondo cercando di fare emergere ancora di più quei lati emozionanti che di un’azienda fanno un’azienda ancora più bella e sana. Quindi le porto tutte nel cuore.

Sappiamo che hai letto il nostro lavoro Le Avventure di Kiwito e Galita. Ti è piaciuto? Cosa hai trovato di interessante in questo nostro progetto?

Desidero ringraziare Carola per avermi fatto recapitare il libro che abbiamo immediatamente aperto in famiglia e letto. Devo ammettere che per me è stato un piacere leggerlo perché lo trovo sempre un bel mezzo di comunicazione il libro ed il fatto che lo abbia letto in una sola giornata mio figlio che ha 10 anni e che tendenzialmente preferisce il tablet ai libri, mi ha fatto ancora più capire che è un libro strutturato e studiato bene, semplice, chiaro, simpatico, ma con dietro un progetto, quello di sensibilizzare le famiglie, dai bambini agli adulti, al maggior consumo di frutta e verdura ed andando soprattutto a spiegarne i motivi. Nello specifico si va a spiegare come possono prevenire diverse malattie. Poi il fatto che tutto il ricavato delle vendite del libro venga dato in beneficenza, alla delegazione Lilt di Saluzzo, lo trovo veramente di grande stima. Non tutti lo fanno, come sempre dico, le aziende sono fatte di persone e per me questo è lo specchio della Famiglia Gullino.

Siamo nella fase finale di campagna elettorale. A tal proposito cosa ti sentiresti di chiedere per il futuro del bio alla classe politica che dovrà governare il nostro paese?

Bella domanda! Ci sarebbe talmente tanto da dire che si aprirebbe un dibattito. Il biologico fino a pochi anni fa era un prodotto di nicchia, tendenzialmente consumato da persone di cultura medio alta e benestante. Attraverso la continua informazione, la maggior parte delle persone hanno cambiato lo stile di vita e si sono dirottati sul bio quindi da prodotto di nicchia è diventato di massa o poco meno. Resta il problema prezzo. Il problema è stato preso in carico dalla grande distribuzione che per svariati motivi ha dato la possibilità a molte famiglie di poter acquistare i prodotti biologici a prezzi più accessibili. Il gap deve ritagliata-immagine-di-donna-che-inserisce-le-informazioni-sulla-carta-e-chiave-sul-telefono-o-laptop-mentre-acquisti-online_1423-71ridursi tra il negozio specializzato e la grande distribuzione, si dovranno diminuire i margini per poter far vivere grandi e piccoli. Credo che alla classe politica chiederei di modulare le aperture dei supermercati, aumentano di continuo di fronte ad una domanda che non aumenta nella stessa misura, chiederei di ridurre le ore lavorative alle mamme ed alle donne per poter vivere di più il supermercato e poter gestire meglio gli acquisti, ma soprattutto, con l’ingresso anche di e-commerce importanti, far sì che ci possa essere una concorrenza leale. Tutti devono lavorare e la concorrenza ci sarà sempre, ma le armi devono essere pari senza far sì che uno vinca e l’altro perda per regole non uguali.

Simona vogliamo chiudere questa intervista parlando anche di te. Come vedi e come speri sia la nostra alimentazione del futuro? Si parla molto di insetti, carne biotecnologica e di alghe. Che ne pensi?

Personalmente credo e ne sono convinta di vivere nel Paese più bello del mondo con un territorio fantastico, ricco di arte, turismo, prodotti che in nessun’altra parte del mondo hanno, una storia che pochi Paesi hanno, una cucina che ci invidiano in tutto il mondo. E’ vero che mangiare insetti è una cultura di paesi diversi dal nostro, ma sinceramente io amo il mio Paese e non riuscirei mai a tradire un piatto di spaghetti al pomodoro con parmigiano, basilico ed un filo di olio crudo sopra con un piatto di insetti o carne biotecnologica o alghe. Non mi permetto di giudicare questi altri “piatti” se così si possono chiamare, ma il futuro dell’alimentazione lo vedo come un ritorno alle ricette delle nostre nonne.

Un grazie a Simona, intanto vi consigliamo di dare un’occhiata alle sue #StorieBio

https://www.linkedin.com/in/simona-riccio-5aa82923/

http://www.kaoscommunication.com/blog/storie-bio/

https://www.bioqualita.eu/storiebio/.

http://www.kaoscommunication.com/blog/category/seed-crop/

Complimenti e auguri per il tuo brillante futuro.

Grazie a voi di cuore.