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Crescita dell’agroalimentare italiano: un settore vitale per l’economia del Paese

Nel primo trimestre del 2023, le esportazioni nel settore agroalimentare italiano hanno registrato una notevole crescita di quasi il 12%, svolgendo un ruolo di traino per l’economia nazionale. Questo successo ha sottolineato l’importanza cruciale dell’agricoltura e dell’industria agroalimentare per il nostro paese, un settore che per troppo tempo è stato trascurato e sottovalutato. Il commissario Ismea, Livio Proietti, ha chiarito questo punto nel corso del convegno “La nuova architettura della gestione del rischio nel piano strategico della Pac 2023-2027”, promosso dal Masaf per esaminare la gestione del rischio nell’ambito dell’agricoltura.

Proietti ha sottolineato che la modifica del nome del ministero dell’Agricoltura, aggiungendo il termine “sovranità alimentare”, non è stata una mera formalità, ma un segnale inequivocabile. Questo settore assume un ruolo sempre più strategico nell’economia nazionale e non può essere lasciato alla grazia dei cambiamenti climatici e degli eventi catastrofici, che purtroppo stanno diventando sempre più frequenti.

Per affrontare questi rischi crescenti, è essenziale investire nella ricerca di semi più resistenti alla siccità, selezionare le varietà di piante in base alle specifiche condizioni geografiche, e sviluppare sistemi innovativi di irrigazione, come il controllo tramite droni. Inoltre, è fondamentale aumentare la consapevolezza sull’utilizzo degli strumenti di gestione del rischio. Molto spesso gli agricoltori non sono a conoscenza di strumenti come le polizze assicurative, che dovrebbero essere utilizzati in sinergia con il Fondo mutualistico nazionale contro gli eventi catastrofali AgriCat, che è al suo primo anno di operatività. Proietti ha anche evidenziato una disparità significativa tra le regioni settentrionali e quelle del centro-sud, che pesa a sfavore delle ultime in termini di accesso a tali strumenti.

L’Inizio della Scuola e l’Importanza della Frutta a Merenda

L’odore dei libri nuovi, lo zaino pesante sulle spalle e l’emozione nel vedere i vecchi amici dopo una lunga estate: è l’inizio della scuola. Questo momento segna il passaggio dai giorni di libertà estiva a una routine di apprendimento e crescita. Ma oltre alla routine di studio, c’è un altro aspetto dell’inizio della scuola che dovremmo ricordare: l’importanza di mangiare frutta a merenda.

La frutta è un alimento naturale, ricco di vitamine, minerali e fibre che sono essenziali per la salute dei bambini. Mangiare una mela, una banana o una pera durante la pausa può dare loro la giusta carica di energie per affrontare le sfide delle giornate, ma non è solo una questione di salute fisica. Mangiare frutta a merenda può anche aiutare i bambini a concentrarsi meglio in classe.

Gli zuccheri naturali presenti nella frutta forniscono un rilascio lento di energia, mantenendo il cervello sveglio e attivo. Ciò significa che i bambini saranno più pronti ad apprendere ea partecipare attivamente alle lezioni. Ricordiamo che la frutta è ricca di vitamine e minerali che aiutano a mantenere attiva la mente. Le vitamine del gruppo B, come la B6 e la B12, sono fondamentali per una buona concentrazione e una memoria efficiente. La vitamina C, presente in agrumi come arance e mandarini, rinforza il sistema immunitario, aiuta i bambini a difendersi dai raffreddori e dalle infezioni che possono diffondersi rapidamente nelle scuole. Inoltre, la frutta è una fonte di energia naturale. Mentre i dolci e gli snack ricchi di zuccheri possono fornire un rapido picco di energia seguito da un crollo, la frutta offre un rilascio costante di glucosio, mantenendo i livelli di energia stabili durante tutta la giornata scolastica.

Questo significa che i bambini saranno più concentrati in classe e avranno meno probabilità di sentirsi stanchi o affaticati. Ma l’importanza della frutta a merenda va oltre i benefici fisici. Mangiare frutta può diventare un’attività positiva che i bambini porteranno con sé per tutta la vita. Insegnare loro a fare scelte alimentari salutari fin dalla giovane età li aiuterà a sviluppare uno stile di vita equilibrato ea evitare problemi di salute legati all’alimentazione in futuro. Quindi, genitori, ricordate di includere la frutta nella merenda dei vostri figli. Una mela, una banana o una manciata di fragole possono fare la differenza nella loro giornata scolastica.

La connessione nascosta: come la dieta e il Microbioma intestinale possono influire sullo stress e sulla salute mentale

I proverbi ci hanno da sempre insegnato che molte emozioni possono essere percepite attraverso il nostro stomaco. Oggi, la ricerca scientifica conferma che l’interazione tra il sistema digestivo e il cervello è molto più profonda di quanto potessimo immaginare.

Nel nostro intestino risiede una comunità di migliaia di specie e miliardi di individui batterici, noti come microbioma, che si intrecciano e comunicano con noi. Questo microbioma sta emergendo sempre più come un regolatore cruciale per molti aspetti della salute umana, che vanno dall’equilibrio mentale al sistema immunitario.

Un recente studio dal titolo “Nutri i tuoi batteri per affrontare lo stress”, pubblicato sulla rivista Molecular Psychiatry del gruppo Nature, ha esaminato l’effetto della dieta sulla percezione dello stress. Il ricercatore Fulvio Mattivi, ex professore dell’Università di Trento e attualmente impegnato nella ricerca in chimica degli alimenti presso la Fondazione Mach di San Michele all’Adige, spiega che seguendo una dieta estremamente ricca di frutta e verdura (almeno 9 porzioni al giorno anziché le 5 raccomandate) e cibi fermentati (2-3 porzioni al giorno), la percezione dello stress si è ridotta del 32%. Questo risultato è stato attribuito alla proliferazione di ceppi di batteri benefici a discapito di quelli nocivi, che tendino a prosperare in presenza di zuccheri e grassi.

I ricercatori di Trento hanno collaborato con medici, psichiatri e neurologi dell’Università di Cork in Irlanda, con l’obiettivo di esaminare il ruolo del microbioma nella salute mentale. Questi “batteri psicobiotici”, come li hanno soprannominati, sono capaci di contrastare disturbi come ansia, depressione, autismo e persino Alzheimer. La dieta “psicobiotica” è stata seguita da 24 volontari per quattro settimane, mentre altri 21 hanno mantenuto la loro alimentazione abituale, che poteva includere cibi spazzatura e prodotti industriali.

L’analisi dei metaboliti derivati ​​dalla digestione, condotta su sangue, urina e feci, ha dimostrato che la riduzione dello stress era direttamente correlata all’aderenza alla dieta ricca di fibre e cibi fermentati. È stato anche osservato che la dieta mediterranea, insieme ai cibi “psicobiotici”, può promuovere il benessere e la salute mentale senza la necessità di integratori alimentari.

Il percorso attraverso cui i benefici dei batteri intestinali raggiunge il cervello è complesso e variegato. I batteri nocivi possono innescare uno stato infiammatorio, mentre quelli producono metaboliti benefici per la salute o influenzano il metabolismo di aminoacidi che diventeranno neuromodulatori essenziali per il cervello.

Il legame tra il microbioma e la salute umana può essere compreso guardando al nostro passato evolutivo. L’uomo si è evoluto insieme a migliaia di specie batteriche che popolano il suo corpo. La fermentazione era un metodo cruciale per conservare gli alimenti per molti secoli, e solo di recente l’alimentazione industriale ha ridotto la diversità del microbioma.

La dieta “psicobiotica” seguita dai volontari prevedeva l’eliminazione dello zucchero, sostituito da frutta e, se necessario, miele o sciroppo d’acero. Carne magra, uova e formaggi erano consentiti, ei cereali integrali costituivano una parte importante della dieta. I pasti venivano preparati in casa, e la varietà alimentare promuoveva una diversità di batteri benefici. I cibi fermentati inclusi nella dieta variavano da yogurt e kefir a crauti e kombucha.

In definitiva, questa ricerca dimostra che una dieta sana, come quella mediterranea associata a cibi “psicobiotici”, può promuovere il benessere mentale senza ricorrere a integratori costosi. La connessione tra il microbioma intestinale e il cervello sta aprendo nuove prospettive nel campo della salute mentale e della gestione dello stress.

Carola Gullino: il mio sogno é l’autosufficienza energetica

Carola Gullino: il mio sogno é l’autosufficienza energetica

Gullino rafforza il suo impegno per la sostenibilità ambientale con l’installazione di un nuovo impianto fotovoltaico hi-tech.

Saluzzo, 30 maggio 2023 – Gullino, azienda leader nel settore della produzione e vendita di prodotti ortofrutticoli, annuncia con orgoglio l’implementazione di un nuovo impianto fotovoltaico hi-tech in collaborazione con Sorgenia, società di energia rinnovabile. Questa nuova realizzazione conferma l’impegno costante di Gullino verso la sostenibilità ambientale e rappresenta un passo avanti nella sua missione di autoprodurre tutta l’energia necessaria per le proprie attività.

Da oltre 54 anni, Gullino ha posto la sostenibilità al centro delle sue operazioni aziendali. Fondata nel 1969 da Attilio Gullino, l’azienda ha sempre fatto della tutela dell’ambiente uno dei suoi principi fondamentali. Fin dagli anni ’90, Gullino ha dedicato una parte significativa della sua produzione all’agricoltura biologica e nel 2010 ha installato il suo primo impianto fotovoltaico. L’azienda ha continuato ad adottare soluzioni innovative per ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente, sostituendo le lampade tradizionali con quelle a basso consumo e implementando tecnologie per ottimizzare l’uso dell’acqua.

La Managing Director di Gullino, Carola Gullino, ha sottolineato l’importanza di questa nuova realizzazione, affermando: “Siamo entusiasti di collaborare con Sorgenia per la realizzazione di questo nuovo impianto fotovoltaico hi-tech. Il nostro obiettivo è proseguire nella nostra vocazione di rispetto per l’ambiente, e speriamo di poter autoprodurre tutta l’energia di cui abbiamo bisogno in futuro”.

L’attenzione di Gullino verso il fotovoltaico è nata diversi anni fa, quando l’azienda ha colto l’opportunità di utilizzare gli incentivi offerti dal GSE per l’installazione di impianti fotovoltaici. Oltre agli evidenti vantaggi in termini di sostenibilità ambientale, questa scelta ha rappresentato un beneficio economico per l’azienda. L’ampliamento recente dell’impianto fotovoltaico è stato motivato non solo dalla volontà di ridurre l’impatto ambientale, ma anche dal crescente costo dell’energia. Nonostante l’impianto fotovoltaico attuale consenta di autoprodurre il 40% dell’energia necessaria, Gullino ha subito un aumento dei costi energetici del 40% negli ultimi anni, a causa dell’ampio utilizzo di celle frigorifere. L’azienda si impegna quindi a superare la soglia del 50% di energia autoprodotta, pur riconoscendo che al momento non esistono sistemi di accumulo efficienti per coprire il consumo energetico notturno. 

L’impegno di Gullino verso la sostenibilità si riflette anche nel suo rapporto con fornitori e partner. L’azienda si impegna costantemente a sensibilizzare i propri produttori e a comunicare agli acquirenti l’impegno verso la sostenibilità ambientale, avvalendosi di certificazioni riconosciute. Grazie agli sforzi congiunti di tutti gli attori coinvolti, la consapevolezza sull’importanza della sostenibilità ambientale sta crescendo e i consumatori sono sempre più attenti alla qualità e all’impatto ambientale dei prodotti che acquistano. Gullino promuove anche iniziative educative rivolte alle giovani generazioni, spiegando loro l’importanza della qualità dei prodotti e del territorio in cui vengono coltivati. La collaborazione con Sorgenia rappresenta un ulteriore passo avanti nella promozione di pratiche sostenibili nell’intero settore. Inoltre, Carola Gullino è la presidente dell’associazione nazionale Donne dell’ortofrutta e si impegna a superare il gender gap presente nel settore. Sebbene siano stati fatti progressi significativi nel coinvolgimento delle donne nel settore, c’è ancora molto lavoro da fare per garantire parità di opportunità e promuovere la presenza femminile in posizioni di leadership. Gullino sostiene l’importanza di un’ampia partecipazione e rappresentanza nel settore agricolo e incoraggia l’inclusione di punti di vista diversi per favorire l’innovazione e il progresso.

Gullino è determinata a continuare a promuovere la sostenibilità ambientale e a essere un esempio nel settore ortofrutticolo. La collaborazione con Sorgenia per l’installazione del nuovo impianto fotovoltaico hi-tech rappresenta un ulteriore passo in avanti verso l’obiettivo di raggiungere l’autosufficienza energetica e ridurre l’impatto ambientale delle sue attività. In continuità con questo impegno l’azienda ha provveduto all’installazione di due colonnine per la ricarica delle auto elettriche. L’obiettivo è quello di guidare il cambiamento verso un futuro più sostenibile e  ispirare altre aziende a seguire questa strada. 

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Uniti nella lotta contro la plastica

Il 5 giugno 2023 celebriamo la Giornata Mondiale per l’Ambiente, un evento globale promosso dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente che ci ricorda l’importanza di preservare il nostro prezioso pianeta. Quest’anno, lo slogan scelto è #BeatPlasticPollution e tutte le attività si concentreranno nella lotta all’inquinamento causato dalla plastica.

In un mondo che si avvia verso un’economia circolare, è fondamentale comprendere che ognuno di noi può fare la propria parte per invertire la tendenza all’inquinamento ambientale. Questa giornata speciale ci offre l’opportunità di riflettere sulle questioni ambientali e di promuovere azioni concrete per proteggere la nostra casa comune.

La plastica è diventata una delle principali minacce per il nostro ecosistema. Milioni di cartucce di plastica vengono prodotte ogni anno e molta di essa finisce nei nostri oceani, danneggiando la vita marina e compromettendo la salute degli ecosistemi acquatici. È urgente adottare misure per ridurre l’uso della plastica monouso e promuovere l’utilizzo di alternative sostenibili.

Nella lotta all’inquinamento da plastica, ognuno di noi ha un ruolo importante da svolgere. Iniziamo con piccoli gesti nel nostro quotidiano: limitare l’uso di sacchetti di plastica, preferire bottiglie riutilizzabili, evitare prodotti imballati e promuovere il riciclaggio. Educare noi stessi e gli altri sull’importanza di ridurre l’uso della plastica è essenziale per creare un cambiamento duraturo.

Ma non dobbiamo fermarci ai gesti individuali. È fondamentale anche coinvolgere le istituzioni, le imprese e la società nel loro insieme. Sono necessarie politiche governative che promuovano l’adozione di alternative sostenibili alla plastica, incoraggiando l’innovazione e l’economia circolare. Le imprese devono assumersi la responsabilità di ridurre la propria impronta di plastica e investire in soluzioni ecologiche.

I mirtilli: proprietà benefiche e studi scientifici sul loro potenziale per la salute

Sono tornati i mirtilli Gullino. Buoni, dal gusto indescrivibile e dalle mille proprietà benefiche. Scopriamole assieme!

I mirtilli sono piccoli frutti incredibilmente gustosi e ricchi di sostanze nutritive che offrono numerosi vantaggi per la salute. Grazie al loro alto contenuto di antiossidanti, vitamine e minerali essenziali, i mirtilli sono considerati un vero e proprio superfood.

Il potere antiossidante dei mirtilli è uno dei motivi principali del loro grande successo. Questi frutti sono particolarmente ricchi di antociani, potenti composti antiossidanti responsabili del loro vivido colore blu scuro o viola. Gli antociani proteggono le cellule dallo stress ossidativo e contribuiscono a promuovere una salute ottimale.

Diversi studi scientifici hanno considerato le proprietà dei mirtilli, evidenziando una serie di benefici per la salute derivanti dal loro consumo regolare.

In particolare, i mirtilli sembrano avere un impatto positivo sulla salute del cuore. I flavonoidi presenti nei mirtilli possono migliorare la circolazione sanguigna, abbassare la pressione arteriosa e ridurre l’infiammazione cardiovascolare, contribuendo a ridurre il rischio di malattie cardiache.

Gli effetti dei mirtilli sulle funzioni cognitive sono un altro aspetto interessante emerso dalla ricerca. Alcuni studi suggeriscono che i composti presenti nei mirtilli potrebbero migliorare la memoria, l’apprendimento e le capacità cognitive generali. L’azione protettiva degli antiossidanti presenti nei mirtilli sul cervello può aiutare a contrastare lo stress ossidativo e l’invecchiamento cerebrale.

La salute degli occhi può beneficiare dell’assunzione di mirtilli. Gli antociani contenuti nei mirtilli possono proteggere la retina dai danni causati dai radicali liberi, contribuendo a ridurre il rischio di malattie oculari legate all’età, come la degenerazione maculare.

È importante sottolineare che la ricerca scientifica sugli effetti dei mirtilli sulla salute umana è in continua evoluzione e richiede ulteriori approfondimenti per confermare e comprendere appieno i meccanismi coinvolti.

In conclusione, i mirtilli sono un frutto straordinario che offre una combinazione unica di antiossidanti e nutrienti essenziali per la salute. Dall’apporto alla salute cardiaca al miglioramento delle funzioni cognitive e alla protezione degli occhi, i mirtilli hanno un grande potenziale per promuovere il benessere generale. Aggiungi questi deliziosi frutti alla tua dieta per gustare non solo il loro sapore, ma anche i benefici che possono apportare alla tua salute!

A Cibus 2023 innovazione, futuro e sfide al femminile

Dal 28 al 30 marzo a Parma si è svolto Cibus, Salone Internazionale dell’alimentazione. Quattro i focus tematici di quest’anno: Fruit & VegetablesPlant BasedEndurance e Gelato & Pastry.

Visto il primo punto tematico noi di Gullino non potevamo mancare. E’ intervenuta a rappresentare l’azienda Carola Gullino che è stata protagonista del Convegno “Quando il gioco si fa duro le donne iniziano a giocare” assieme a Eleonora Graffione, presidente del Consorzio Coralis e consigliera Adm, GS1 Italy e Retail Institute; Marianna Palella, founder e ceo Citrus L’Orto Italiano; Rachele Tardani, genetista Blumen; Serena Pittella, responsabile Marketing Aop Luce; Simona Caselli, presidente Areflh-Assemblea delle regioni frutticole, orticole e floricole europee e Silvia Salvi, owner Salvi Vivai.

L’obiettivo del convegno è stato far parlare le donne. Per innovare c’è bisogno di voci nuove, diverse e disruptive e la voce delle donne nell’agrifood è stata finora troppo poco ascoltata: è tempo di cambiare ha dichiarato Cristina Lazzati, direttore responsabile di Mark Up, Gdoweek e Fresh Point Magazine nonché moderatrice dell’incontro.

Ognuna delle imprenditrici presenti si é espressa su una domanda cruciale sull’ortofrutta del domani, cosa servirebbe, quali dovrebbero essere gli obiettivi e in che direzione andrebbero orientate le politiche e le azioni future.

Ognuna di loro ha evidenziato un’idea e un bisogno.

Carola Gullino ha parlato dell’importanza di un nuovo approccio: più oculato e meno dispendioso per l’ambiente e per noi.

Il suo intervento:

Le donne possono rappresentare un motore propulsivo importante nel cogliere la necessità di un cambiamento radicale, un obiettivo che prescinde dalle categorie nelle quali abbiamo pensato il passato e il presente. Tra cambiamenti climatici e risorse che si esauriscono bisogna cercare strade innovative. Innovare e preservare devono essere sopra i nostri obiettivi primari. Il suolo è una risorsa limitata e non rinnovabile ed è essenziale per conservare la biodiversità. L’acqua è un bene prezioso e bisogna cercare di recuperarla e non sprecarla. La sfida è fare di più con meno, quindi stressare meno i terreni; fare ricerca per sapere quale coltivazione è migliore per un determinato terreno e perseguire l’efficienza economica e ambientale.

L’INTERVISTA A CAROLA GULLINO NEL PODCAST GULLINO DEDICATO ALL’AGRICOLTURA DEL FUTURO

Silvia Salvi ha evidenziato l’importanza della formazione e del link tra scuola e imprese

Il suo intervento:

Innovazione è il cambiamento che non dobbiamo subire ma esserne attivamente partecipi. Serve una filiera che coinvolga e parta dalla scuola, dalla formazione, prenda spunto dalle esigenze delle aziende agricole per preparare la crescita professionale dei giovani. C’è forte carenza di personale competente, di figure più profilate e di fabbisogno qualitativo e non solo quantitativo. C’è l’esigenza di creare una sinergia per aumentare le competenze e le specializzazioni. Occorre pertanto un dialogo e interazione tra settore agricolo e scuola. Ci deve essere un’informazione e approfondimento del mondo agricolo a livello scolastico già nell’ambito delle scuole medie, per indirizzare e avvicinare gli studenti al nostro mondo.

L’INTERVISTA A SILVIA SALVI SULLA CILIEGIA NEL PODCAST GULLINO “STORIE FRUTTATE

Eleonora Graffione del Consorzio Coralis ha posto l’accento su tracciabilità e new tech.

Il suo intervento:

A cosa non possiamo più rinunciare? Io credo alla tracciabilità dei prodotti, perché questa ci permette di comprendere l’impatto che un nostro acquisto ha sull’intero pianeta. Per farlo, oggi possiamo avvalerci di nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale, la blockchain e l’Internet of Things (IoT), che potrebbero rivoluzionare il modo in cui viene venduta l’ortofrutta. L’intelligenza artificiale potrebbe, per esempio, essere utilizzata per monitorare la produzione e il trasporto dei prodotti, prevedere la domanda dei consumatori e ottimizzare la gestione della catena di approvvigionamento. La blockchain per garantire la tracciabilità dei prodotti e la loro provenienza, aumentando la trasparenza e la fiducia dei consumatori.

Ma ragionando a 360 gradi, come ragionano le donne, per prima cosa dobbiamo  promuovere la valorizzazione dei prodotti locali e stagionali, che consentono di ridurre l’impatto ambientale, in modo da favorire lo sviluppo economico delle comunità rurali e delle economie locali. La vendita dell’ortofrutta deve essere sempre più orientata verso la sostenibilità ambientale, la riduzione degli sprechi alimentari e la promozione di una dieta equilibrata e salutare. Il tutto garantendo condizioni di lavoro dignitose per gli agricoltori e per i lavoratori della distribuzione organizzata.

Rachele Tardani di Blumen ha parlato dell’apporto delle più moderne tecniche di miglioramento genetico.

Nello specifico Tardani ha dichiarato:

La vera innovazione è la valorizzazione e la salvaguardia del nostro patrimonio genetico. Il nostro Paese è ricco di varietà ortofrutticole che rappresentano una ricchezza unica che non possiamo sottovalutare. Il nostro impegno è quello di migliorare le caratteristiche agronomiche, nutrizionali e qualitative dei nostri prodotti attingendo dalla grande biodiversità che il nostro Paese ci offre e utilizzando al tempo stesso le più moderne tecniche di miglioramento genetico in sinergia con importanti realtà del mondo della ricerca pubblica nazionale e internazionale.

In tal modo siamo in grado di fornire agli agricoltori varietà in grado di competere sui mercati mantenendo al tempo stesso la nostra identità. Inoltre, grande attenzione deve essere rivolta ai cambiamenti e alle emergenze che stanno caratterizzando gli ultimi anni e che rendono sempre più complessa la fase della produzione primaria. È necessario che tutti gli attori della filiera agroalimentare lavorino insieme per trovare soluzioni comuni che permettano di rispondere velocemente ai grandi mutamenti in atto così da garantire sicurezza alimentare e prodotti di qualità per il consumatore, e al tempo stesso il giusto reddito per agricoltori.

Serena Pittella della Aop Luce ha messo in rilievo l’importanza della sinergia nella realizzazione di un cambiamento.

Dichiara Serena:

I cambiamenti climatici e i costi delle materie prime rendono complesso fornire un prodotto di qualità elevata in maniera stabile nel tempo e in modo remunerativo per il produttore. L’innovazione deve concretizzarsi in tutte le fasi della filiera, che deve lavorare in modo sinergico per affrontare queste problematiche, altrimenti sarà complicata la sopravvivenza degli agricoltori. Ovvero la genetica mettendo a disposizione varietà sempre più performanti; la produzione accogliendo l’innovazione, operando in modo sostenibile e cercando di ridurre i costi attraverso un controllo di gestione che mira all’efficienza; la distribuzione, comprendendo le necessità dei fornitori a monte, permettendone la giusta remunerazione. Serve innovazione poi nella comunicazione: il prodotto ortofrutticolo va adeguatamente pagato e deve uscire dalla considerazione di essere una mera commodity.

L’INTERVISTA A SERENA PITTELLA SULLA MELA ANNURCA NEL PODCAST GULLINO “STORIE FRUTTATE

Simona Caselli di Areflh ha sottolineato l’apporto che le donne hanno dato nel corso degli anni al settore ortofrutticolo.

Ha dichiarato:

“Le donne stanno portando una forte innovazione nel settore ortofrutticolo su diversi piani, tutti a mio avviso molto rilevanti. C’è un approccio peculiare alla comunicazione del valore dell’ortofrutta, contro la sua banalizzazione e svilimento, promuovendone sia le modalità produttive con riferimento alla sostenibilità delle tecniche in campo sia nel resto della filiera, ma dando molta importanza anche agli aspetti nutrizionali, all’alimentazione dei bambini, all’estetica con cui la si propone e alla funzione sociale nel favorire diete sane.

C’è però anche un grande impegno, di cui si parla troppo poco, sul fronte della ricerca e innovazione che coinvolge molte donne ricercatrici, e molte imprenditrici nell’applicazione in campo delle tecniche di agricoltura di precisione sempre più essenziali per un’agricoltura sostenibile. Quello ortofrutticolo è un settore che occupa moltissime donne, spesso per un lavoro manuale che richiede precisione e delicatezza, ma non ci possiamo permettere di perdere i talenti delle donne nella bioeconomia, nella genetica e nel digitale che saranno sempre più essenziali per la transizione climatica in questo settore”.

Koppert e Gullino fanno squadra contro gli afidi

Come ben sanno produttori e tecnici, per via dei cambiamenti del clima e della rimozione di svariati principi attivi negli ultimi anni la pressione di diversi parassiti su melo è fortemente aumentata. Uno dei fitofagi  più problematici da gestire è stato senza dubbio l’afide, e questo vale sia per la produzione integrata che per quella biologica. Le due specie più presenti e dannose sono l’afide grigio (Dysaphis plantaginea), dannoso per i germogli che per i frutticini, e l’afide lanigero (Eriosoma lanigerum), in grado di ricoprire di lanugine cerosa i rami della pianta e di causare tumori e nodosità. Le strategie di difesa basate unicamente su fitofarmaci di sintesi si stanno dimostrando sempre meno efficaci nel contrastare questi fitofagi.

Giovanni Gullino in campo

L’azienda Gullino  di Saluzzo fondata nel 1969, è una delle principali aziende italiane nell’esportazione di mele e kiwi e all’interno del gruppo sono presenti diverse aziende agricole tra cui l’azienda agricola Tetto Bernardo completamente biologica . Fin dalla fondazione, la famiglia Gullino ha posto l’accento sul rispetto dell’ambiente e del territorio e sulla necessità di fornire al consumatore frutta di qualità, sicura e sostenibile in ogni suo aspetto. “Abbiamo sempre prestato grande attenzione agli aspetti etici e sociali legati alla produzione agricola” – racconta Giovanni Gullino, Direttore Generale dell’azienda – “e questo ci ha permesso di stare al passo coi tempi. Noi crediamo che la sostenibilità, sia essa ambientale o sociale, non sia solo giusta ma anche conveniente. Inoltre innovare le pratiche agricole per renderle meno impattanti non è una scelta ma una necessità, come si vede in modo chiaro dalle richieste di consumatori, GDO e Unione Europea”.

Koppert è un’azienda che da più di 50 anni sviluppa, produce e fornisce soluzioni per il biocontrollo e l’impollinazione in agricoltura. Forte della sua grande esperienza nell’uso di organismi utili per contrastare i più svariati fitofagi, ha visto nella sfida dell’afide su melo un’opportunità: “In un’ottica generale di riduzione degli input, difesa della biodiversità, sostenibilità e sicurezza alimentare noi andiamo a proporre tecniche di difesa della coltura in grado di rispettare perfettamente tutti questi requisiti” – spiega Flavio Lupato, General Manager di Koppert Italia – “Questo permette di proteggere la coltura in modo efficace ed allo stesso tempo di valorizzare il prodotto sia presso la GDO che presso i consumatori finali”.“La problematica degli afidi, lanigero in testa, sta diventando sempre più seria su melo” – spiega Raffaele Barra uno dei tecnici della Gullino Import Export –

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Focolaio di afide lanigero su melo a inizio stagione

“Su biologico non abbiamo prodotti davvero efficaci e anche chi lavora con tecniche di produzione integrata fatica a contenere il problema. Inoltre essendo il melo una coltura pluriennale l’afide oltre a causare danno e svernare sulla pianta la indebolisce compromettendo quindi la produzione anche degli anni successivi”. Un aiuto molto efficace nei confronti dell’afide lanigero è dato da un parassitoide introdotto circa un secolo fa ed ormai diffuso su tutto il territorio, l’Aphelinus mali. Essendo in grado di parassitizzare le colonie di lanigero e di riprodursi rapidamente, questo insetto utile è in grado di contenere efficacemente il parassita ma essendo poco attivo a basse temperature non riesce ad essere efficace in primavera ed autunno, 2 stagioni chiave per questa coltura.

“Stiamo lavorando da tempo per trovare soluzioni al problema afidi in condizioni di basse temperature” – spiega Francesco Bourlot, responsabile Sviluppo Prodotti di Koppert Italia – “molti antagonisti naturali efficaci a temperature superiori, come Coccinellidi e Chrysopidi, col freddo hanno uno sviluppo troppo lento e non riescono ad essere risolutivi. Per questo abbiamo iniziato a sperimentare protocolli con sirfidi predatori, focalizzandoci infine su 2 specie, Sphaerophoria rueppellii (ROPHORIA) ed Episyrphus balteatus (EPISYRPHUS). Queste specie presentano svariati vantaggi: le larve sono voraci predatori di afidi, in grado di ripulire interi focolai, mentre gli adulti essendo ottimi volatori riescono a localizzare con precisione le colonie di afidi e ovideporre al loro interno così che le larve siano già in prossimità del cibo. Entrambe le specie sono inoltre predatori generalisti quindi in grado di nutrirsi di molti insetti diversi. E per finire il punto chiave: le loro temperature di sviluppo ottimali sono deciamente inferiori rispetto ad altri insetti utili, 10-25 °C per quanto riguarda E. balteatus e 20-35 °C per S. rueppelli”.

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Larva di Episyrpuhs balteatus mentre preda un afide adulto

Nelle annate 2021 e 2022 Gullino e Koppert hanno condotto insieme diverse sperimentazioni sull’uso di queste 2 specie di sirfidi nel controllo di afide su meleto, con risultati decisamente interessanti. “Le prove sono state svolte su 7 ha nel 2021 poi ampliati a 17 nel 2022, sempre su varietà Galaval coltivata in biologico nell’areale

Cuneese” – racconta Yari Rizzuto, responsabile tecnico per la Liguria e il Sud Piemonte di Koppert Italia – “Abbiamo testato entrambe le specie di sirfidi, sia da sole che in combinazione, iniziando con E. balteatus, il più tollerante al freddo, e poi passando a S. rueppellii. In alcuni casi abbiamo anche integrato con dei lanci di coccinellidi, nello specifico di Adalia bipunctata. In entrambe le annate siamo riusciti a mantenere efficacemente sotto controllo sia l’afide grigio che il lanigero, gli appezzamenti su cui erano stati effettuati i lanci infatti sono rimasti puliti mentre quelli circostanti, trattati come al solito ed utilizzati come controllo, presentavano un’importante presenza di fitofagi” – conclude Rizzuto.

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Confezione di Episyrphus-P posizionata in campo durante le prove

“Anche prove svolte in altri areali, dal Trentino al Friuli, confermano l’efficacia di questa strategia. I sirfidi permettono di tenere sotto controllo gli afidi a inizio stagione, il momento più critico, e coi primi caldi si vedono entrare in campo molti altri utili naturalmente presenti come A. mali, coccinellidi e crisopidi.” – Continua Bourlot – “Un elemento importante per quanto riguarda l’uso di sirfidi utili, così come molti altri antagonisti naturali, è la presenza di  fioriture nettarifere nell’appezzamento. I sirfidi adulti infatti si nutrono di nettare e necessitano nutrimento per l’accoppiamento e l’ovideposizione. Non sono necessarie grandi superficie fiorite ma è essenziale vi sia almeno una minima presenza di sorgenti di nettare. Alcuni cespugli ai bordi, essenze sotto le piante o sfalci delle fila alternati sono tutte ottime soluzioni per garantire lo sviluppo dei sirfidi ed allo stesso tempo aumentare la biodiversità del campo”. 

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Adulti di Sphaerophoria rueppellii

Qualora si confermasse l’efficacia di questa strategia di biocontrollo, le potenzialità sarebbero enormi. Si fornirebbe infatti agli agricoltori uno strumento essenziale per il controllo di un’avversità contro la quale al momento ci sono pochissime soluzioni. Ulteriori vantaggi del biocontrollo riguardano l’assenza di rischi di limiti legislativi e di insorgenza di resistenze. L’uso prolungato nel tempo di organismi utili ha anzi dato prova di essere migliorativo: ripristinando la biodiversità nella coltura infatti si va ad avere una maggior presenza naturale di organismi utili e quindi un miglior controllo in partenza dei fitofagi. “La nostra intenzione per i prossimi anni è quella di andare ad ampliare le sperimentazioni di questi protocolli, sia in termini di areali che di aziende ed enti coinvolti” – conclude Lupato – “così da avere tutte le risposte pronte ed essere grado di dare sempre risposte efficaci alle problematiche dei produttori”.

Come vanno le cose in Piemonte? Quali sono i frutti?

GIOVANNI GULLINO

Come vanno le cose in Piemonte? Non bene, e non solo per la mancanza di manodopera e i rincari generali. Oggi affrontiamo insieme a Giovanni Gullino un momento di difficoltà che vive il comparto ortofrutticolo piemontese, a causa dell’assenza di una programmazione strategica.

Il Piemonte, come ormai sappiamo, è leader nazionale nella produzione di kiwi, mele, piccoli frutti e frutta estiva e per questo motivo si colloca quale capofila nella presentazione di un problema generale che interessa il settore.

Oggi condividiamo con voi le parole di Giovanni Gullino, intervistato dal Corriere Ortofrutticolo

“Dal punto di vista commerciale per il Piemonte creare organizzazioni di filiera sostenibili è sicuramente una priorità. Costruire relazioni forti tra centrali frigorifere e produttori genererà beneficio per tutto l’indotto dell’ortofrutta generando risultati finanziari migliori. Per dare forte riconoscibilità alla frutta piemontese sarà necessario proporre modelli nuovi nei rapporti tra fornitori e confezionatori/esportatori per consolidare l’immagine delle specialità piemontesi con programmazioni misurate e strategiche. Per crescere sarà necessario abbandonare le scelte “fai da te” nell’ambito delle produzioni frutticole per poter rafforzare l’identità e la specializzazione di ogni realtà commerciale che dovrà proporre/programmare e garantire contratti di filiera duraturi e soddisfacenti al mondo produttivo”.

Assemblea nazionale Associazione Le Donne dell’Ortofrutta

Si è tenuta a settembre, il 23 e 24, l’assemblea nazionale dell’Associazione Le Donne dell’Ortofrutta presso Tastè Antico Palazzo Comunale di Saluzzo (CN). E’ nella città di Gullino che quest’anno si è svolto un importantissimo evento per l’associazione, da anni impegnata nella diffusione di una visione al femminile di tutte le politiche, le strategie comunicative e le visioni economiche inerenti il mondo ortofrutticolo.

A dare il benvenuto alle socie, infatti, sono state proprio alcune rappresentati del Piemonte, fra cui la nostra Carola Gullino anche vicepresidente della stessa associazione.

Domenica 24, infatti, le socie hanno effettuato una visita tecnica alla nostra azienda Gullino per conoscere da vicino metodi produttivi, colture e tecnologie utilizzate per la produzione di kiwi, mele, susine, mirtilli.

L’assemblea nazionale è stata l’occasione per far incontrare donne imprenditrici provenienti da tutta Italia, farle parlare e discutere della realtà del settore e dei prossimi passi associativi.

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