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🌍 Cambiamento climatico: la settima edizione del Premio Danila Bragantini cerca idee innovative

Il cambiamento climatico è una delle sfide più urgenti del nostro tempo, e la settima edizione del Premio Danila Bragantini, promosso dall’Associazione Le Donne dell’Ortofrutta, si pone l’obiettivo di valorizzare le idee innovative che possano fare la differenza.

🏆 Un focus speciale sul cambiamento climatico
Quest’anno il premio è dedicato a progetti che affrontano il tema del cambiamento climatico e la tutela dell’ambiente. Saranno prese in considerazione idee legate a:

  • Comunicazione: programmi informativi e campagne di sensibilizzazione sul tema della sostenibilità e del cambiamento climatico.
  • Politiche di risparmio energetico: implementazione di strategie aziendali per ridurre l’impatto ambientale.
  • Innovazione produttiva: soluzioni innovative nel settore agricolo o industriale per promuovere la sostenibilità ambientale.

⁉️ Chi può partecipare?
Il premio è aperto a tutti:

  • Professionisti o appassionati, sia singoli che in team.
  • Soci dell’Associazione Le Donne dell’Ortofrutta, compresi coloro che ricoprono incarichi, e anche non soci.

Se hai un’idea brillante e un progetto concreto, questa è la tua occasione per contribuire al cambiamento!

📋 Come partecipare?
Partecipare è semplice:

  1. Compila il modulo di adesione al link 👉 Modulo di adesione.
  2. Invia la candidatura entro il 15 dicembre 2024 all’indirizzo ledonnedellortofrutta@gmail.com, includendo:
    • Una breve descrizione del progetto.
    • Due immagini in alta definizione che rappresentino il tuo lavoro.

🗓️ Cerimonia di premiazione
Il progetto vincitore sarà annunciato durante una cerimonia esclusiva il 14 gennaio 2025 a Bologna, nell’ambito dell’evento “Protagonisti” organizzato dal Corriere Ortofrutticolo. Il vincitore riceverà:

  • Una targa personalizzata.
  • Un anno di iscrizione gratuita all’Associazione Le Donne dell’Ortofrutta.
  • Un’intervista dedicata e visibilità sui canali social dell’Associazione.

🗳️ Il processo di selezione
Le proposte saranno valutate dai soci dell’Associazione Le Donne dell’Ortofrutta, con l’esclusione dei candidati stessi, per garantire un giudizio imparziale.

💡 Idee da candidare?
Se cerchi ispirazione, ecco alcune tipologie di progetti che possono essere presentati:

  • Programmi di informazione e sensibilizzazione sulla sostenibilità ambientale.
  • Implementazione di politiche aziendali per il risparmio energetico e la tutela dell’ambiente.
  • Campagne di comunicazione sul cambiamento climatico.

💡 Unisciti al cambiamento
Questa è un’opportunità unica per contribuire a una causa importante e vedere riconosciuto il tuo impegno per un mondo più sostenibile. Gullino è orgogliosa di sostenere iniziative come il Premio Danila Bragantini, che mettono in luce il valore dell’innovazione e del lavoro di squadra per un futuro migliore.

Non perdere questa occasione: invita amici e colleghi a partecipare e diffondi il messaggio!

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Un Mondo da Salvare”: il Progetto educativo di Carola Gullino per sensibilizzare le nuove generazioni

Carola, come nasce il progetto “Un Mondo da Salvare”?

Questo progetto nasce dalla volontà di parlare alle nuove generazioni della necessità di un cambio di paradigma sull’ambiente. Già anni fa avevamo pubblicato un lavoro appartenente alla letteratura per bambini, Le avventure di Kiwito e Galita, ma era rivolto ad un target di età più piccino e aveva come focus la salute e l’importanza di mangiare frutta. Questo progetto invece si pone come strumento educativo e avventuroso per affrontare il tema del cambiamento climatico e della responsabilità ambientale a partire dalle ragazze e dai ragazzi. Crediamo fermamente che l’educazione e la sensibilizzazione siano le chiavi per costruire un domani più verde e responsabile.

“Un Mondo da Salvare” trasporta i lettori in un universo fantastico, dove Linda e Luca, insieme al loro cane Poppy, si ritrovano su un’isola abitata da frutta parlante, minacciata dal cambiamento climatico e dall’inquinamento. Insieme, affronteranno sfide e avventure per sconfiggere il Re Mago, responsabile della distruzione ambientale, con l’aiuto di personaggi unici come Kiwito, Galita e Blu.

L’ambientazione non poteva che essere quella di Saluzzo e del Monviso a cui come azienda siamo molto legati. 

Qual è il messaggio che volete trasmettere ai giovani lettori?

Attraverso le avventure e le vicende che coinvolgono i personaggi vogliamo ispirare i giovani lettori a diventare ambasciatori del cambiamento, dimostrando che ognuno di noi può fare la differenza. Questo volume rappresenta anche un’opportunità per insegnanti, genitori e bambini di avvicinarsi ai temi dell’ecologia e della sostenibilità con uno sguardo rivolto al futuro. 

Puoi spiegarci l’idea dell’EcoClub “Un Mondo da Salvare”?

Questa idea nasce con l’obiettivo di fare rete partendo da un baricentro fondamentale quale quello dell’ambiente. Abbiamo iniziato a contattare tutte quelle aziende o realtà che per mia conoscenza hanno già da anni iniziato dei percorsi di sostenibilità, prima che fosse di moda per capirci. Di loro sarà possibile sapere di più grazie a un podcast dedicato nel nostro canale Spotify, ma anche a veri approfondimenti sul nostro blog. È solo l’inizio; l’idea è creare una vera e propria rete per discutere sempre più della necessità e dell’importanza di un cambiamento di chi produce per il benessere del pianeta. Come Gullino siamo impegnati in un percorso verso pratiche sempre più sostenibili, evidenziando un impegno non solo attraverso le parole, ma anche mediante azioni concrete e necessarie. Ad esempio da anni aderiamo alla certificazione GLOBALG.A.P., una certificazione che garantisce una sorta di passaporto per il mercato globale perché attesta la Sicurezza Integrata in Agricoltura. Le cose da fare sono ancora tante, ma è giusto iniziare a raccontarle e scambiare idee, pareri e suggerimenti. 

Propositi per il futuro?

In ballo ci sono tante idee, a volte, credo troppe. Posso dire però che al centro ci sono e saranno sempre quei valori di rispetto verso la terra e verso le persone che hanno fatto grande Gullino.

La passione per il biologico in una mela

Gullino nasce nel 1969 per volere di Attilio Gullino che si lancia nel business del kiwi diventando ben presto uno dei produttori più virtuosi del Piemonte. Con l’arrivo delle nuove generazioni Gullino, Carola e Giovanni continuano il lavoro del padre per la valorizzazione del kiwi ma scelgono anche di puntare su qualcosa di nuovo, che abbia delle grandi ricadute sull’ambiente. E’ così che nasce la mela biologica Gullino.

La mela è un frutto eternamente favoloso di cui Gullino coltiva le varietà Gala, Red Delicious, Golden Delicious, Braeburn, Fuji ed altre mele resistenti alla ticchiolatura. 

E’ proprio grazie ad un grande lavoro di squadra, nato in seno all’amore per la terra, che Gullino ottiene la certificazione di Mela Rossa di Cuneo IGP e successivamente anche quella per la produzione della mela biologica.

E’ questa la vera innovazione che traina, ancora oggi, l’azienda verso un vero percorso volto alla sostenibilità ambientale. 

Gullino, infatti, aderisce ai 4 principi dell’agricoltura biologica garantendo, con il proprio lavoro quotidiano, il principio del benessere, dell’ecologia, dell’equità e della precauzione. 

La conoscenza diretta e capillare dei singoli produttori fa si che vi sia sempre un attento controllo qualità all’ingresso. Il rapporto diretto con tutti i produttori di mele bio consiste in frequenti visite sul campo volte a mantenere altissimi standard qualitativi, come la coltivazione biologica richiede. 

Per Gullino, infatti, il biologico è diventato una vera e propria passione e mantenere tale certificazione è cosa alquanto complessa ma consente di aggiudicarsi fette di mercato che ripagano di tutta la fatica profusa. 

Oggi Gullino produce circa 100.000 quintali di frutta certificata bio, tutta coltivata con pratiche agricole che garantiscono di ottenere un prodotto libero da qualsiasi molecola di sintesi. Le mele sono trattate esclusivamente con sostanze di origine naturale e minerale, escludendo rigorosamente l’uso di fertilizzanti, fitofarmaci, diserbanti, prodotti medicinali e conservanti chimici in sintesi. 

Le tecniche dell’agricoltura biologica rispettano l’ambiente e i suoi equilibri, e se la terra con noi è stata generosa sin dal primo momento consentendoci la coltivazione dei frutti che commercializziamo, noi non possiamo essere da meno con lei. Gullino limita, infatti, l’inquinamento atmosferico e delle acque, evita lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali e l’erosione del suolo, scongiura l’estinzione di organismi utili, preserva la biodiversità nell’ambiente.

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RICETTA FRAPPE’ ALLA MELA

La mela biologica Gullino è ideale per la realizzazione di una ricetta fresca come il frappè. 

Per realizzarla sono necessari 120 ml di latte, 2 cucchiaini di zucchero, 1 mela, 1 spruzzata di limone e cannella quanto basta. 

 

In un frullatore ad immersione inseriamo la mela a cubetti, lo zucchero, la cannella ed il limone. Frulliamo bene e poi aggiungiamo il latte freddo, continuando a frullare fino ad ottenere una crema densa e spumosa. 

A questo punto il frappè è pronto. Mettetelo in frigo e servitelo fresco con una spruzzatina di zucchero a velo. 

 

ARRIVA IL MIRTILLO DEL MONVISO. GULLINO LANCIA UNA NUOVA COLTURA.

Gullino si affaccia all’estate con una grandissima novità che amplia le varietà di frutti prodotti. Da quest’anno, infatti, oltre alle mele, ai kiwi, alle susine e alle pesche l’azienda produrrà anche i mirtilli, piccole bacche dalle proprietà eccezionali. 

Quando Gullino sceglie una nuova coltura lo fa per motivi non solo commerciali ma anche di potenziale eccellenza del prodotto finale che sarà distribuito sui mercati. E’ per questo che l’azienda, attiva dal 1969 sotto la guida di Attilio Gullino e dei suoi figli ed attuali amministratori delegati, Carola e Giovanni, ha scelto di accogliere nei propri terreni questo piccolo frutto dalle molteplici proprietà benefiche e dai tanti utilizzi. 

Il clima continentale ma temperato delle terre del Monviso, la protezione garantita dalla cerchia alpina e il sole che accarezza le terre del saluzzese fanno si che il mirtillo cresca indisturbato e si distingua per un sapore ed un aroma unico. 

Le proprietà e gli usi di questo piccolo ma sfizioso frutto di bosco sono davvero svariate e nonostante le bacche dalle piccole dimensioni, sono tante le sostanze benefiche contenute. I flavonoidi garantiscono un formidabile effetto antivirale, antiossidante ed antinfiammatorio ed in modo particolare gli antociani sono i perfetti alleati contro l’invecchiamento cellulare. Tannini, vitamine ed antociani conferiscono ai vasi sanguigni una particolare elasticità permettendo di combattere insufficienza venosa e fragilità capillare. Non a caso, infatti, i mirtilli sono molto utilizzati in cosmesi per uso topico, attraverso creme e gel. Queste piccole bacche sono considerate anche molto preziose per la vista, specie quella notturna che sembrerebbe attivata dalle vitamine contenute nel frutto. Le stesse vitamine giocano a favore di capacità cognitive e memoria. In omeopatia ed erboristeria la tintura madre di mirtilli è ideale per il trattamento di cistiti, emorroidi e coliti. 

E in cucina? Chi più ne ha più ne metta. Il mirtillo è molto utilizzato fresco per guarnire torte, gelati o yogurt. Lavorato, invece, permette di realizzare delle setose marmellate o dei gustosissimi liquori e succhi di frutta. Se volete provare anche voi, provate questa ricetta.

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Liquore ai mirtilli. 

Versate 400 ml di alcol (95°) in un contenitore ed unite 400 grammi di mirtilli freschi e lavati. Lasciate macerare in un luogo fresco e buio per 15 giorni e di tanto in tanto agitate il contenitore. Al termine di questo periodo separate i mirtilli macerati dal succo. Mettete una pentola sul fuoco, a fiamma bassa, con 600 ml di acqua e 300 grammi di zucchero che farete sciogliere lentamente e poi raffreddare a temperatura ambiente. A questo punto potete unire il succo di alcol precedentemente separato dai mirtilli al composto di acqua e zucchero. Imbottigliate e gustate questo ottimo digestivo. 

 

Gullino da il benvenuto al mirtillo.

E’ da un po’ che resistiamo alla voglia di dirvelo ed oggi è il giorno degli annunci!

Le piante sono rigogliose, le bacche in fiore e l’aria salubre del Monviso condisce tutto con un tocco di unicità: stiamo coltivando il mirtillo.

Il mirtillo era un nostro obiettivo da diversi anni perché è una di quelle piante di cui si utilizzano più parti. Si impiegano sia le bacche che le foglie e gli usi spaziano dalla farmaceutica, alla cosmesi, fino ad arrivare al tradizionale settore alimentare.

Various fresh summer berries,blueberries,red currant,top view.Le bacche del mirtillo contengono molti acidi organici, zuccheri, tannini, pectina, vitamine A, B e C. Una proprietà fra tutte è la capacità di questo favoloso frutto di ridurre la permeabilità dei capillari e rafforzare la struttura del tessuto connettivo, migliorandone l’elasticità e il tono. Possiamo considerarlo un frutto della salute.

I nostri mirtilli hanno anche un tocco in più. Crescono alle pendici del Monviso, in una zona dal clima continentale ma temperato grazie alla protezione della cerchia alpina che garantisce un assetto ideale per la crescita di questo frutto, che quindi si distingue per un sapore ed un aroma unico.

E’ così che la nostra terra ci permette di arricchirci di una nuova coltura, rendendo sempre più grande il nostro desiderio di diffondere la frutta italiana, quella sana, buona e genuina.

 

 

La frutta e i suoi chilometri per nutrire l’uomo

L’ortofrutta italiana regge l’urto della pandemia e l’export di frutta nel 2020 cresce in valore del 5%.

(Foto tratta dalla relazione di Barbara Brunello)

(Foto tratta dalla relazione di Barbara Brunello)

Perché? Sono aumentati i consumi di frutta e verdura oppure è avvenuto un cambiamento nel modo di mangiarla? Probabilmente entrambi i fattori concorrono a questo trend. Nell’immagine accanto è possibile visualizzare i dati dell’export italiano di frutta e verdura per Paese di esportazione. Oggi è importante segnalare che l’Italia sia uno dei Paesi che nutrono l’uomo in modo eccellente grazie alla varietà di prodotti ortofrutticoli e alla loro qualità e salubrità. Infatti le normative europee, alle quali la nostra azienda Gullino si sottopone rigidamente, impongono specifici metodi per la produzione, la raccolta e la conservazione dei prodotti, garantendo una catena del fresco eccellente.

Questo aspetto è confermato anche dal nostro sales manager Manuel Sola, che in un’intervista dichiara:

Il nostro Paese è da sempre riconosciuto a livello internazionale per le sue eccellenze, soprattutto nel food. Basta pensare che oggi più di 300 prodotti sono riconosciuti a livello internazionale con il marchio DOP, DOCG o IGP.  Negli ultimi anni anche la mela rossa di Cuneo ha ottenuto l’IGP, riuscendo a portare sulle tavole di tutto il mondo un prodotto dolce, fresco e croccante, con una buccia di colore rosso intenso  (Manuel Sola, sales manager Gullino)

 

Nutrire l’uomo in modo globale è la sfida che ci accompagna da anni, in quanto non c’è prodotto che non transiti da una parte all’altra del mondo. Mentre noi italiani, grazie alla ricchezza del nostro sottosuolo e al clima mediterraneo, ci avvantaggiamo con moltissime colture che riducono notevolmente l’import ortofrutticolo, altri Paesi acquistano da noi i prodotti della terra ed è nostro dovere nutrire, in senso globale, con consapevolezza e giustizia, nel rispetto della terra, dei suoi cicli, dei suoi ritmi, della sostenibilità del pianeta e del lavoro di chi ci mette le mani, ogni giorno.

E’ solo così che il mondo globale può avere davvero un senso.

 

Identikit di chi mangia frutta in Italia. Scopri se sei tu!

Tutti consumiamo frutta e verdura ma c’è chi lo fa di più e chi di meno. E’ ovvio che per definirsi dei veri mangioni di frutta  bisogna consumarne in quantità adeguate e tutti i giorni. Scopriamo insieme l’identikit del consumatore di ortofrutta, grazie ad un’indagine compiuta dalla società di consumatori italiani.

Chi consuma frutta e verdura sembra essere molto interessato alla ricerca di una vita sana ed equilibrata. Approfitta di tutti gli spuntini per godere a pieno delle proposte stagionali provenienti dal mondo della frutta, e di tutti i pasti per consumare verdura. Acquista spesso anche online o telefonicamente, senza muoversi di casa, e da grandissima importanza alla varietà. Infatti la versatilità in cucina risulta una delle motivazioni per cui l’ortofrutta piace sempre più agli italiani, da sempre riconosciuti come cuochi impeccabili.

Il magione di frutta e verdura sceglie prevalentemente frutta stagionale e di origine italiana. Preferisce il biologico ma non segue una marca specifica.

E tu? Che mangione sei?

Il gelo devasta i frutteti. E’ calamità naturale

Siamo quasi a metà aprile e la temperatura, nel saluzzese, è scesa quasi fino a -7° di notte. E’ in corso un’importante ondata di gelo che brucia le gemme delle piante di frutta, mettendo a rischio il raccolto.

I danni sono ingenti, nel pieno della fioritura, e vengono aggravati dalle temperature quasi estive delle scorse settimane, fattori che abbinati insieme hanno provocato seri danni su albicocche, mele, pesche, nettarine e susine stimabili in perdite dal 50 al 70% delle produzioni, a seconda degli areali colpiti.

Preoccupa da questo punto di vista la situazione del kiwi. Ora è partita la conta dei danni, c’è da sperare di riuscire a limitarli perlomeno sul mercato, se si considera che purtroppo queste forti ondate di gelo improvviso hanno interessato anche molti altri Paesi europei, dalla Spagna alla Francia.

Il gesto disperato di alcuni agricoltori del nostro cuneese che sono ricorsi anche all’accensione del fuoco nei filari.

In questo servizio del TGR Piemonte parla Giovanni Gullino.

Cosa unisce davvero i bimbi alla verdura?

Per coltivare un concetto sano e divertente di nutrizione e avvicinare con la fantasia i più piccoli al mondo delle verdure, l’azienda marchigiana Orsini e Damiani ha recentemente lanciato sui propri canali social un sondaggio per indagare la relazione bimbi – verdura – genitori.

Ciò che emerge è molto interessante, se si parte dal presupposto che nel ruolo genitoriale ci siano poche più complesse del far gradire le verdure ai piccoli. Il 62,5% dei genitori che dicono che far mangiare verdure fresche a casa è “molto importante” dichiara infatti che riuscirci è da “abbastanza difficile” a “impossibile”.  Conseguentemente su 14 Healthy food, children eat fruits and vegetables.potenziali pasti in casa sono appena il 38% gli intervistati che dichiarano che i loro bimbi mangiano verdura fresca tutti i giorni, mentre c’è addirittura un 47% per cui i bimbi la consumano da meno di 4 volte nell’arco della settimana a mai. Per un’alimentazione davvero completa, le verdure dovrebbero invece comparire in tavola ogni giorno e possibilmente sia a pranzo sia a cena. È dimostrato, infatti, che l’apporto di sali minerali, vitamine e composti protettivi provenienti dalle verdure fresche – importante per tutti – lo è a maggior ragione per i soggetti in crescita: non solo garantisce loro le sostanze necessarie per il corretto svolgersi dei processi vitali associati allo sviluppo, ma contribuisce a supportare e stimolare l’efficienza dei sistemi di difesa dell’organismo, messi a dura prova in questo periodo.

Ma quali sono le verdure risultate preferite dai bambini? Nell’ordine carote, pomodori e zucchine. Ciò che favorisce il loro consumo sembra essere il colore, che attira moltissimo i più piccini.

E le ricette preferite dai bambini?

Abbiamo innanzitutto la frittata, le polpette, le torte salate e tutti quei piatti in cui le verdure sono “nascoste” o non direttamente percepibili.

Papà e mamme, preparatevi a realizzare queste gustose ricette con i vostri piccoli.

Un vero boom in Piemonte di mele bio

Su 225mila tonnellate, 40mila sono biologiche. Carola Gullino: “E’ la consapevolezza del consumatore che ha fatto crescere i consumi”

Per il 2020 l’Italia stima una produzione di mele biologiche pari a circa 178mila tonnellate su un volume totale di quasi 2,1 milioni di tonnellate. L’anno scorso, con una produzione totale sugli stessi livelli, le mele bio erano 155mila tonnellate. Nell’ultimo anno, quindi l’incidenza delle mele bio sul totale è passato dal 7,4% a quasi un punto percentuale in più.
Regione produttrice leader è l’Alto Adige con 68.638 ton ma decisamente in crescita è il Piemonte con più di 40mila ton di mele bio su una produzione totale di 225mila tonnellate. L’anno scorso su una produzione totale che sfiorava le 200mila ton, la produzione biologica non arrivava a 30mila, quindi possiamo parlare per il Piemonte di una vera esplosione bio (dati Assomela e Cso Italy).

La vocazione bio di Gullino

“È dalla fine degli anni ’90 che ci dedichiamo alla produzione di frutta certificata da agricoltura biologica, sia in Piemonte che nel Lazio – dice Maria Carola Gullino, amministratore della società Gullino srl di Saluzzo (Cuneo) – Oggi ne produciamo circa 10mila tonnellate, di cui il 60% è composto da mele. Il rimanente 40% è suddiviso tra kiwi e drupacee”.

“Grazie all’areale in cui produciamo, riusciamo ad avere elevati standard qualitativi, difficilmente avvicinabili da altri Paesi. La crescita del mercato bio è appena iniziata e ci saranno delle opportunità commerciali importanti nel futuro prossimo. C’è interesse crescente da parte del consumatore che vuole essere sicuro di quello che mangia e vuole verificare la certificazione e la tracciabilità del prodotto. Solo se si eseguono le pratiche agricole biologiche e biodinamiche si può avere un prodotto libero da qualsiasi molecola di sintesi e l’ente certificatore fa sì che questo sia garantito ai consumatori. Consumatori che vogliono sempre più sapere cosa mangiano. E’ la consapevolezza che ha fatto crescere i consumi”.

Con la situazione sanitaria mondiale incerta e in evoluzione, bisogna navigare a vista. “Siamo dell’idea che bisogna vendere e lavorare il più possibile – osserva Gullino – Siamo pronti a qualsiasi scenario ma, anche se la situazione dovesse peggiorare, non dovrebbe esserci una diminuzione dei consumi. Potrebbero esserci, invece, maggiori costi da imputare ai trasporti e al confezionamento, ma comunque gestibili”.

Quest’anno la produzione di mele dell’azienda Gullino si attesta intorno alle 22mila tonnellate, delle quali il 40% biologiche. La merce arriva esclusivamente da produttori piemontesi, la metà dalle aziende agricole di proprietà. “Spediamo in Regno Unito, Italia, Belgio, Ungheria, Repubblica Ceca, Olanda e Germania. Esportiamo il 70% della produzione bio; sicuramente i più attenti al prodotto biologici sono i paesi del nord Europa”, commenta Maria Carola Gullino che aggiunge: “A livello commerciale ci possiamo ritenere soddisfatti per le vendite del primo trimestre, nonostante un mercato partito in sordina, soprattutto per il prodotto convenzionale, nel mese di settembre la richiesta è andata a incrementare soprattutto sulla mela estiva. Per quanto riguarda il convenzionale, il nord Africa, in particolare l’Egitto, ha registrato volumi importanti rispetto alle altre annate; lo stesso per il Regno Unito, ma sul prodotto bio, complice anche la scarsa offerta per certe pezzature”.
Intanto, il biologico trova sempre più spazio per un prodotto con specifiche qualitative alte, come grado zuccherino e durezza della polpa, standard selettivi che permettono di mantenere un prezzo interessante. Sul fronte del packaging, infine, Gullino sta introducendo il vassoio senza plastica, come richiesto da alcuni clienti.

 

Fonte: https://www.myfruit.it/biologico/2020/11/mele-bio-e-boom-in-piemonte.html

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