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Saremo davvero ciò che mangeremo?

Apriamo questo nuovo anno con una domanda che ci poniamo da un po’, e che vorremmo far circolare nuovamente. Saremo ciò che mangeremo? E come mangeremo?

Evidentemente il modo in cui ci nutriamo influenza moltissimo l’ecosistema del quale facciamo parte. Nelle nostre vite, così estremamente indaffarate, non ci rimane molto tempo per noi stessi. Nemmeno il tempo per pensare a come nutrire il nostro corpo in modo corretto, per mantenerlo sano da un punto di vista psicofisico. Non c’è neanche la consapevolezza di quanto il cibo possa influire sulla salute e sull’umore. Crediamo di essere noi a scegliere, e invece tante delle nostre scelte sono inconsapevoli e automatiche, frutto dei condizionamenti appresi dalla cultura.

Eppure il cibo ha delle ricadute fortissime non solo sul nostro umore e sul modo in cui ci poniamo nel mondo ma impatta sensibilmente anche sull’etica che costruisce l’universo in cui viviamo.

Le implicazioni delle nostre scelte alimentari sono di vasta portata. Etica ed ecosostenibilità del cibo che mangiamo sono argomenti molto dibattuti da diversi anni a questa parte.

I “valori etici” più diffusi riguardano:

Confezionamento dei kiwi
  • le pratiche di agricoltura più sostenibili: dal prodotto di stagione/locale, che non sfrutta i lunghi trasporti o le coltivazioni nelle serre, al prodotto che arriva sulle nostre tavole nel rispetto dei lavoratori agricoli che lo raccolgono;
  • le pratiche di allevamento non intensivo e che non comportino sofferenza degli animali destinati alla produzione di carne: qui si distinguono filosofie secondo cui è totalmente sbagliato uccidere un altro essere vivente (del mondo animale) a scopo nutritivo, e filosofie secondo cui fa parte della natura umana procacciarsi cibo animale purchè sia nel rispetto della specie vivente. Il vegetariano/vegano non ammette carne animale, il consumatore attento seleziona animali allevati all’aperto, alimentati con foraggi freschi e il cui ciclo vitale è stato correttamente rispettato;
  • l’impatto di allevamenti e coltivazioni sui cambiamenti climatici;
  • lo spreco di cibo nei paesi più ricchi, a discapito di intere popolazioni affamate del terzo mondo;
  • l’impatto dei cibi industriali sulla salute umana: dallo scarso valore nutritivo dei prodotti confezionati, all’utilizzo di sostanze chimiche per la conservazione, la colorazione e l’esaltazione dei sapori.

Al centro restano sempre la salute e l’ecosostenibilità. Infatti a prescindere da quale sia la posizione etica che ispira chi fa delle precise scelte alimentari, il perseguimento del benessere e della sostenibilità ambientale sono i due punti fermi che accomunano tutti coloro che hanno scelto di essere ciò che stanno mangiando sin da oggi.

Noi di Gullino produciamo con metodo biologico e a residuo zero perché ci ispiriamo fortemente a tutte le etiche che muovono la costruzione di un futuro migliore, più sano ed equilibrato, nel rispetto di ogni specie animale e vegetale e per amore del nostro consumatore finale.

Gullino loves people.

Gullino certifica a pieno la qualità

Il panorama delle certificazioni agroindustriali è ampio e dispersivo per i non addetti ai lavori, eppure ogni amante del kiwi Gullino dovrebbe conoscere il tipo di scelte che sono alla base di un prodotto succoso e delizioso, sempre pronto a condire le nostre tavole di bontà e squisitezza.

La genuinità dei prodotti Gullino è il frutto di anni di lavoro, spesi a ricercare la perfezione di una coltivazione biologica, a garantire la tracciabilità dei prodotti, a coltivare, raccogliere e distribuire nel rispetto dell’ambiente circostante e in modo conforme a norme, direttive e disciplinari di settore.

slide-certificazioniGullino ha scelto di certificare tutti i suoi prodotti per comunicare meglio con tutti i principali attori della filiera ortofrutticola.

Le aziende agricole sono tutte certificate GlobalGap, in quanto rispettano i seguenti requisiti:

  • Salute, sicurezza e welfare dei lavoratori
  • Tutela e conservazione dell’ambiente
  • Gestione dei rifiuti e residui aziendali e loro riutilizzo
  • Tracciabilità
  • Gestione consapevole degli OGM e del materiale di propagazione
  • Gestione del suolo e della fertilizzazione
  • Gestione delle risorse idriche e irrigazione
  • Difesa integrata delle colture e corretto utilizzo dei fitofarmaci
  • Gestione della raccolta e manipolazione dei prodotti in condizioni controllate di igiene e qualità

Gullino, inoltre, produce nel rispetto dello standard  Tesco Nurture, essenziale per chi  rifornisce la catena distributiva inglese. Questo standard promuove e richiede l’applicazione delle buone pratiche agricole integrate con aspetti di sicurezza e salute dei lavoratori, igiene e sicurezza dei prodotti alimentari, rispetto dell’ambiente, della flora e della fauna selvatiche, riduzione e riutilizzo dei rifiuti e degli inquinanti, razionalizzazione ed ottimizzazione dell’utilizzo dell’acqua e delle fonti di energia non rinnovabili. Anche questo, infatti, è il nostro modo di porci in maniera responsabile nei confronti dell’ambiente.

Le aziende Tetto Bernardo e Gullino Attilio aderiscono anche allo standard GRASP per le politiche sociali rivolte ai dipendenti.

come_lavoro_1_rid_al_68 Non mancano altre certificazioni quali la GSFS (Global standard for food safety), certificazione dei processi produttivi  nella fase di magazzino richiesta dalle grandi catene anglosassoni, e IFS (International Food Standard), certificazione di filiera richiesta dalla distribuzione tedesca.

Gullino, infine, è registrata sulla piattaforma SEDEX che non è uno standard, né un codice di condotta, né una certificazione bensì un’organizzazione senza scopo di lucro con il compito di indurre le catene distributive a migliorare sempre più aspetti di etica professionale. Con SEDEX vi è una veloce condivisione e visualizzazione di informazioni sulle norme in materia di lavoro, salute e sicurezza, ambiente e etica professionale.

Di seguito tutte le certificazioni di Gullino, conquistate negli anni con caparbietà e determinazione. Per ogni ulteriore approfondimento vi consigliamo di visitare il sito, cliccando qui.