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La frutta e i suoi km per nutrire l’uomo

Quanto è veloce export nel settore ortofrutticolo? Molto, se pensiamo che viene trasportata della materia prima soggetta a deperimento e forse anche per questa eccellenza nell’organizzazione e gestione dell’export l’Europa si conferma in costante crescita. Gli ultimi dati parlano del +7% dell’export di frutta nel 2021.

Per Gullino, leader italiana per l’export di frutta fresca di qualità, il trend resta lo stesso. Abbiamo conosciuto Daniela Barra, commercial employee dell’azienda di Giovanni e Carola, con la quale ora ci è tutto più chiaro.

Daniela quali sono le questioni doganali più delicate per Gullino?

Gullino è un’azienda che esporta buona parte della merce che produce, per cui le procedure doganali sono complesse e al contempo avvincenti. Ogni Stato doganale che riceve la merce ha delle proceduta un po’ a sé. Ci sono delle certificazioni speciali a seconda di dove andiamo come destinazione finale. Per cui non c’è nulla di davvero “delicato” ma certamente occuparsi dell’export di un’azienda vuol dire entrare in un’altra ottica e visione del commercio”.

Quali sono i Paesi verso i quali è più difficile esportare?

“India e Cina sono due Paesi molto complessi da un punto di vista documentale perché richiedono delle procedure particolari ed alle volte anche da un tipo di prodotto all’altro cambiano le cose; ad esempio la pesca o la susina rispetto alla mela o ad un kiwi hanno delle normative differenti”

La Russia, che ha prorogato l’embargo per tutto il 2022, che impatto sta avendo?

“L’embargo della Russia ha significato per l’Italia un problema decisamente importante perché la Russia è un territorio molto esteso e quindi improvvisamente ha deciso di non voler più la nostra frutta. Ci si è trovati, ad inizio 2021, con un’eccedenza di prodotto da dover destinare in altri Paesi. Ora riusciamo ad esportare, però, in Lettonia, Lituania, Estonia ecc…”

Ma qual è la caratteristica che bisogna avere per occuparsi di import export dei prodotti della terra?

“Bisogna essere un attimino più dinamici ed avere la capacità di poter interloquire con più operatori e Paesi perché c’è chi si occupa del ricevimento della merce, chi si occupa del confezionamento, chi degli ordini. Alla fine è necessario mettere insieme tutte queste informazioni per arrivare ad avere un percorso ben definito , sapendo dove si va a concludere l’operazione della vendita vera e propria”

Sara Grasso, export manager di Oranfrizer, fa il punto della situazione dopo il Covid-19

Oggi abbiamo contattato telefonicamente Sara Grasso, export manager di Oranfrizer, azienda siciliana leader nel settore degli agrumi, specialmente dell’arancia rossa. Abbiamo scelto di parlare con lei per fare il punto sulla situazione del mercato ortofrutticolo dopo il Covid.

 

Ciao Sara, la prima domanda che vogliamo rivolgerti è relativa ad uno degli asset strategici di un settore come quello agroalimentare, ossia il lavoro ed il reclutamento della manodopera. Negli ultimi mesi si è parlato molto delle difficoltà che aziende come quella che tu rappresenti hanno incontrato nel reperimento di manodopera. Come mai si è verificato un problema del genere? 

Molte aziende del settore ortofrutticolo italiano si affidano a mano d’opera stagionale che viene dall’estero appositamente nel periodo raccolta, perché non sempre è facile trovare mano d’opera locale in alcune regioni, per vari motivi o perché la retribuzione offerta non è allettante e dunque i locali non ambiscono a fare questa attività. Inoltre molti locali non sono interessati a svolgere questo tipo di attività e preferiscono scegliere altri lavori. Il lockdown ha impedito che questa mano d’opera potesse arrivare dall’estero creando notevoli problemi a moltissime aziende nella raccolta del prodotto.

Oranfrizer ha consolidato questo importante aspetto della filiera, cioè la raccolta, che per noi è un fondamentale step nella catena di produzione per la qualità. La raccolta deve essere svolta in modo qualificato per garantire una eccellente qualità del frutto sia dal punto di vista estetico sia della sua shelf life. I nostri raccoglitori di arance sono forza lavoro locale o stranieri che vivono tutto l’anno vicino all’azienda con le loro famiglie. Sono dipendenti dell’azienda e vengono formati periodicamente affinché  svolgano questa attività in modo competente. Dunque la mano d’opera fortunatamente non è stata un problema per noi durante gli ultimi mesi.

Un secondo asset strategico per il tuo settore, specie durante questi mesi di pandemia da Covid-19, è stato quello della sicurezza alimentare. Acquistare da Paesi terzi, colpiti come il nostro dalla pandemia, e vendere a Paesi terzi i nostri prodotti italiani, è stato subito semplice e sicuro o vi sono state delle difficoltà? La sicurezza della catena alimentare è stata sempre garantita? Se si in che modo? 

Si, per noi la sicurezza alimentare insieme alla qualità dei prodotti sono elementi base, punti cardini della produzione. Abbiamo subito organizzato l’azienda in base ai protocolli richiesti dal Governo per restare operativi durante l’emergenza, anche affrontando investimenti per adeguarci in tempi brevissimi. In questo modo abbiamo garantito che tutte le procedure che normalmente vengono svolte per la sicurezza alimentare, sia in campo sia nello stabilimento, fossero normalmente espletate. Nel nostro caso è importante verificare che i protocolli di campo siano rispettati dai nostri produttori e che la frutta non ecceda determinati livelli di trattamenti in modo da essere quasi a residuo zero.

 

Il cibo è un nutrimento essenziale per tutti e la sua produzione e commercializzazione ha tenuto, nonostante il Covid. Come è andato l’export del mercato degli agrumi? E’ la vendita a livello nazionale?

E’ noto che la richiesta di agrumi negli ultimi mesi sia stata enorme, sin dall’inizio di marzo. Sicuramente i consumatori italiani ed europei riconoscono l’agrume come un frutto adatto per fortificare il proprio sistema immunitario e per combattere o prevenire infiammazioni ed influenze, dunque dall’Italia le richieste sono state in certi momenti fino al triplo della stessa settimana dell’anno precedente. I mercati esteri hanno invece reagito in modo difforme: alcuni hanno tenuto le nostre referenze e hanno completato la stagione,

riconoscendo il valore dei nostri agrumi, specialmente dell’arancia rossa sia dal punto di vista salutistico sia per la sicurezza alimentare. Il coronavirus è stata un’esperienza che ha alzato il livello di guardia del consumatore sulla sicurezza Alimentare e sull’importanza della qualità di cosa si mangia. Dunque molti buyers stranieri hanno puntato su questo, mantenendo le rosse sugli scaffali. Altri davanti all’incertezza di cosa avrebbe comportato il lockdown, anche in termini di disponibilità economica da parte dei consumatori, hanno interrotto le forniture scegliendo agrumi meno costosi.

E’ vero che esportare gli agrumi in Cina e in Giappone richiede il rispetto di alcune procedure molto rigide, come l’osservanza di basse temperature per 15 giorni prima della partenza? Ci spieghi meglio quali sono le difficoltà del tuo mercato per l’export d’oltremare?

Le difficoltà dell’export d’oltremare sono molteplici. Innazitutto le distanze e quindi la durata del viaggio. La frutta è deperibile quindi andare via mare può essere rischioso, dall’altra parte esportare via aerea rende i costi e quindi il prezzo finale della frutta troppo alto e di conseguenza i volumi restano circoscritti. Inoltre ci sono altri fattori con cui confrontarsi per esempio i dazi interni, i  competitors più vicini che offrono la stessa frutta a prezzi più bassi e con rischi minori ed in fine le barriere fitosanitarie. Esportare verso paesi d’oltremare comporta nella maggior parte dei casi la messa in opera dei protocolli  che prevedono che la frutta debba essere sottoposta per un certo periodo di tempo (generalmente non meno di 15 giorni) a basse temperature (prossime allo zero) per eliminare  i parassiti dei nostri campi che possono risiedere sulla frutta ed evitare di esportarli insieme ad essa. I “cold treatments” stressano la frutta. Meno i kiwi, le mele e le pere che per loro natura resistono meglio alle basse temperature e che quindi  possono essere conservati a circa 0-1°C dopo la raccolta ed essere commercializzati successivamente. Gli agrumi sopportano meno le basse temperature e quindi il cold treatment li danneggia deteriorandone la qualità con possibili problemi all’arrivo. Nonostante tutto la Oranfrizer ha esportato arance rosse anche in volumi importanti dal 2006 al 2011 verso il Giappone, sia via nave sia via aerea. Nonostante le problematiche legate al viaggio via mare o i costi della via aerea l’arancia rossa italiana è stata molto apprezzata dal mercato Giapponese, dove il consumatore locale ha un’elevata consapevolezza di ciò che consuma, dell’importanza di una dieta salutistica ed equilibrata ed è curioso dunque studia i prodotti che sceglie e ne riconosce il valore. Purtroppo questa esportazione è stata interrotta dalla catastrofe naturale del 2011 che ha creato una forte recessione riducendo il potere di acquisto dei consumatori locali per articoli costosi come appunto il tarocco o il moro. Nonostante tutte le difficoltà la scorsa stagione abbiamo fatto 3 shipments verso la Cina anche come test essendo la prima stagione, ma quest’anno la situazione del coronavirus ha inibito qualunque proseguimento della prima esperienza.

L’Asia nel settore degli agrumi sembra cavalcare le ultime novità di livello internazionale e la Cina si è aperta all’import di agrumi solo recentemente. Come mai un così alto consumo di agrumi in questa area del mondo?

La Cina produce agrumi storicamente , soprattutto mandarini ed e’ un paese dove si coltiva molta ortofrutta dunque la dieta locale prevede molte verdure e frutta, ma da quando esistono fasce di consumatori che possono permettersi anche prodotti di importazione il mercato degli agrumi si è molto variegato ed ampliato e dunque anche il consumo. Tra i maggiori esportatori di agrumi verso la Cina ci sono il SudAfrica, gli Stati Uniti, l’Egitto, L’Australia – per citare i più grossi. Il consumatore cinese, anche per motivi legati alla sicurezza alimentare e alla salubrita dei prodotti, spesso è orientato, se può permetterselo economicamente, ai prodotti di importazione perché spesso ha sfiducia nell’industria del food locale e nell’ortofrutta locale. Questo sentimento è stato alimentato dai vari scandali alimentari legati all’industria locale (pensiamo già nel 2008 allo scandalo del latte cancerogeno, al riciclo di oli tossici per utilizzo alimentare o alle alte percentuali di utilizzo di pesticidi in agricoltura)

 

L’Associazione Nazionale Donne dell’Ortofrutta coinvolge un folto gruppo di donne, protagoniste a vario titolo nella filiera agroalimentare, con lo scopo di spiegare al consumatore qualcosa in più sul mondo dell’ortofrutta. Puoi dirci meglio in che modo si inserisce la tua azienda nell’associazione e quale contributo trae da questa?  

L’azienda per cui lavoro ormai da 21 anni appoggia totalmente la mia adesione e quella della mia collega Annalisa Alba all’associazione per vari motivi. Fare parte dell’Associazione delle Donne dell’Ortofrutta a livello individuale significa avere accesso ad una varietà, pluralità di informazioni che difficilmente si possono attingere dalla normale vita lavorativa, anche viaggiando o partecipando a mille eventi o corsi di formazione. Questo perché l’Associazione in ogni sua manifestazione è un continuo confronto di tutte le sfaccettature legate al mondo dell’Ortofrutta: in qualunque contesto, argomento, situazione, esperienza noi associate abbiamo la fortuna di avere tutti i punti di vista: della buyer, della fornitrice, di chi trasporta l’ortofrutta, della giornalista, dell’opinionista, della consulente, dell’esperta di marketing ecc… L’Associazione è una fonte inesauribile di arricchimento personale e professionale. Notoriamente poi le donne si relazionano tra loro in modo più disinvolto di quanto lo facciano gli uomini, le donne riescono a spogliarsi più facilmente dei “ruoli“ ed essere spontanee nelle loro manifestazioni.

L’altro vantaggio enorme sono le relazioni: nell’Associazione proprio perché c’è tutto ciò che riguarda il nostro mondo, basta chiedere, e nella maggior parte delle volte si trova una risposta, un aiuto, un suggerimento ma anche un conforto. La Oranfrizer sostiene il dialogo diretto tra il mondo dell’ortofrutta ed il consumatore: solo in questo modo si può far capire ai consumatori perché l’origine dei prodotti è importante, perché scegliere prodotti non trattati fa bene alla salute, perché capire la stagionalità dell’ortofrutta è fondamentale per trarre dal consumo di questi prodotti il meglio non solo in termini di gusto ma in termini di benefici per la propria salute. L’azienda Oranfrizer investe ogni anno moltissimo in campagne di comunicazione nei punti vendita e non solo rivolte ai consumatori per sensibilizzarli su questi importanti argomenti. Investe molto anche nelle scuole per educare i bambini alla natura, ai frutti e alle stagioni. La comunicazione che l’Associazione vuole sviluppare con i consumatori è sicuramente in linea con la nostra visione aziendale.

Salutaci con un pensiero positivo per ripartire e dare la carica a tutti gli imprenditori del settore agroalimentare. 

Dopo un’esperienza così pesante come quella del coronavirus e dei vari lockdown , non solo in Italia ma nel mondo, credo fermamente che i consumatori italiani ed europei abbiano scelto di investire nella nostra ortofrutta. L’ortofrutta italiana notoriamente si posiziona nei mercati a prezzi più alti rispetto agli stessi prodotti di qualunque altra nazione. I motivi sono vari ma “siamo sempre più cari degli altri”. Nonostante ciò durante i mesi di lockdown le vendite dell’ortofrutta italiana in Italia hanno fatto un boom di acquisti ed in Europa hanno tenuto molto bene crescendo in valore con una lieve inflessione nei volumi (sopratutto a marzo) nonostante la crisi e l’incertezza che ha afflitto tutti. Questo secondo me significa che i consumatori italiani ed europei, ma anche nel resto del mondo, riconoscono nel made in Italy e nella frutta italiana un plus di qualità che altri paesi non hanno: il plus è legato alla cura, alla tradizione, ai metodi di coltivazione che adottiamo in campo avendo sempre rispetto della qualità e del sapore dei prodotti, ma soprattutto della natura e della sicurezza alimentare. Questi temi: qualità e sicurezza alimentare a mio avviso devono essere urlati su tutti i mercati in relazione all’ortofrutta italiana, in questo contesto di pandemia mondiale, in cui milioni di persone si sono ammalate ed in cui i consumatori hanno alzato il livello di guardia sopratuto sulla sicurezza alimentare. Questi due temi fanno la differenza nell’ortofrutta made in italy e sono sicura che saranno il volano del futuro della nostra produzione frutticola. Tuttavia è necessario promuovere questo aspetto dei nostri prodotti nei mercati e far capire ai consumatori italiani, europei e d’oltremare che sono questi i motivi per cui scegliere i nostri prodotti, anche se costano di più!

 

Gullino ringrazia Sara Grasso per questo prezioso contributo! Un grande in bocca al lupo a lei e all’azienda Oranfrizer!

E’ una bomba vitaminica. Ecco il nostro kiwi

Sono 2 i kiwi al giorno che tutti i nutrizionisti consigliano per dare al nostro copro il giusto apporto vitaminico. E’ un frutto semplice da mangiare, immediato nel suo consumo e molto molto buono.

All nutritionists recommend eating 2 kiwis a day. The kiwi is simple to eat and very good.

Ormai l’Italia è il secondo produttore mondiale di kiwi dopo la Cina. foglie-tra-i-frutti_23-2147801067Questo frutto peloso e bruttino è una fonte inesauribile di vitamina C: due frutti ne apportano 125 milligrammi, addirittura più del fabbisogno giornaliero (che è di 85 milligrammi per le donne e di 105 milligrammi per gli uomini). La vitamina C rafforza il sistema immunitario e aiuta a difendersi anche in inverno da influenza e raffreddore.

Italy is the second largest producer in the world after China. Kiwi is an inexhaustible source of vitamin C. 2 fruits are sufficient for daily satisfaction. Vitamin C strengthens the immune system and helps to defend itself in winter from flu and cold.

Gialli o verdi che siano, i kiwi donano anche la vitamina K, che interviene nella coagulazione del sangue. Per assorbirla è necessario che viaggi insieme ai grassi, è liposolubile: se non si mangia il frutto a fine pasto, un’idea è fare colazione o merenda con pezzetti di kiwi dentro uno yogurt bianco intero oppure in una macedonia con noci o altra frutta a guscio.

Both yellow and green kiwis are rich in vitamin K. To absorb vitamin K it is necessary to eat kiwis with a fat.

 

Via libera del Senato al testo unico sull’agricoltura biologica

E’ l’ennesimo passo avanti per il biologico made in Italy quello che da il via al testo unico sull’agricoltura biologica.

In Italy comes the unique text on organic farming.

Il testo, infatti, contiene elementi indispensabili per il raggiungimento di una stabilità nel settore bio e prevede un fondo stabile da stanziare in ricerca, il sostegno alle associazioni fra imprese in filiere e distretti e molti interventi volti a formare gli operatori di questo mercato che, chissà, fra qualche anno potrebbero indurre a stilare un testo ancora più evoluto. gullino biologicoPerché tutto, nei prossimi anni, potrebbe giocarsi tra formazione e ricerca.

The text includes research, training of operators and business union to create districts and chains. 

Attraverso le politiche agricole di sostegno al biologico è, infatti, possibile incentivare l’adozione di buone prassi ambientali, fondamentali per lo sviluppo rurale, e servizi ecosistemici per il vantaggio di tutti.

Through organic farming policies, it is possible to stimulate the adoption of good environmental practices, fundamental to rural development, and ecosystem services for the benefit of all.

In attesa dei prossimi sviluppi, possiamo dire a voce alta che l’Italia è sempre più bio!

Italy is increasingly bio!

La mela #Gullino arriva nel tuo supermercato di fiducia

E’ arrivata l’ora di lasciar andare la nostra mela cuneese, portarla fuori dai nostri magazzini e farla arrivare direttamente sulle vostre tavole.

22789019_10214657433214061_6231170480694623792_nDal mese di ottobre 2017 la mela Galita che porta il nostro marchio #MelaQui è acquistabile nei banchi del fresco dei Big Store del Gruppo Dimar e nei supermercati Mercatò e Mercatò Local di Torino e Cuneo.

Gullino’s apple comes to the supermarket. From October 2017, you can find it at the Dimar Group’s outlets and in Mercatò and Mercatò Local supermarkets.

Potrai acquistare Galita nei seguenti punti vendita (ricerca manuale)

This is where you will find the Gullino apple

TORINO

– Mercatò, corso Unione Sovieta 493 Torino

– Mercatò Local, via Violi31/H Torino

– Mercatò, via Gaidano 125/A Torino

– Mercatò, via Carso 10 Torino

– Mercatò, via Botticelli 114 Torino

– Mercatò Local, corso grosseto 303/A Torino

CUNEO

– Mercatò Local, via San Giovanni Bosco 5/B Cuneo

– Mercatò Local, via Bassano 15 Cuneo

Prova a morderla e non te ne pentirai!

Arrivano i flavonoidi. Supereroi della mela

Rispetto alla mela se ne dicono di tutti i colori ma questa volta la notizia è davvero sensazionale. Lo dicono medici, nutrizionisti, dentisti: la mela fa bene perché ricca di flavonoidi. 

Apples superheroes arrive: the flavonoids!

Di flavonoidi in natura ce ne sono più di 4mila tipi e sono proprio questi supereroi a conferire a frutta e verdura i colori più ricchi e brillanti. La mela, infatti, li ringrazia per il suo colore rosso rubino.

In nature there are more than 4000 flavonoids and they give color to fruit and ritratto-di-una-donna-attraente-mangiare-una-mela_1163-2008vegetables. The apple thank you for the ruby red.

Sono preziosi alleati per frenare i processi degenerativi e di invecchiamento grazie alle proprietà antiossidanti che contrastano i radicali liberi. E’ stato, inoltre, ampiamente dimostrato che riducono il rischio di malattie cardiache e combattono l’insufficienza venosa e la fragilità capillare, problematiche tipiche di chi soffre di emorroidi.

E tu? Quanti flavonoidi alleati hai scelto di avere?

Flavonoids are anti-aging heroes because with antioxidant properties contrast free radicals. If you eat so many bad you have so many flavonoids!

Storytelling. Gullino si racconta con un video

“Il sole ama la Terra e presto in questo angolo di Paradiso nasceranno frutti meravigliosi”

E’ così che si apre il nostro storytelling video, una scelta che abbiamo fortemente voluto per il bisogno di “raccogliere i frutti” del nostro lavoro, dopo 40 anni di strada fra gli intrecci poetici e talvolta ostili delle nostre piante.

Di strada ne abbiamo fatta talmente tanta da aver sentito il bisogno di raccontare il tutto per mettere in ordine i pensieri, le idee e le energie necessarie ad andare avanti.

Ecco perché abbiamo scelto la forma dello storytelling video. Un modo più diretto per 21462317_1488891511203806_7331265983427720841_nnarrare a tutti voi la nostra voglia di continuare a coltivare la terra e far conoscere i suoi frutti in tutto il mondo.

L’uomo che rispetta la terra sa attendere il momento giusto per raccogliere, e noi di Gullino lo sappiamo bene. E’ così che coltiviamo la nostra frutta con sapienza e passione, nel totale rispetto della natura e dell’ambiente, scegliendo il biologico e il residuo zero per i nostri kiwi e le nostre mele.

Con questo video vi presentiamo i frutti che saranno sulle nostre tavole, alla base dell’alimentazione dei nostri bambini. Vi parliamo della frutta più buona, quella che  ispira la cucina e la creatività. Vi narriamo la frutta come nutrimento dei nostri cuori in piccoli momenti di piacere e di relax.

Per centrare grandi obiettivi ci vuole una grande passione.

La nostra è tutta qui

Insalata creativa con kiwi e mela

Siamo certi che dopo le abbuffate di certi periodi (estate, natale, pasqua, gite fuori porta) tutti cercate un modo leggero per affrontare la cena. Per questo oggi vi proponiamo un’insalatina semplice semplice ma con qualche accostamento originale, al gusto e alla vista.

Ecco a voi l’insalata creativa di Gullino!

Ingredienti

Difficoltà facilissima
Tempo di preparazione  15 minuti
Ingredienti per 2 persone
 

1 mela rossa Gullino

1 carota

1 kiwi Gullino bio

8 pomodorini ciliegini

1 piede di insalata riccia o iceberg (a scelta)

sale e olio evo q.b.

Procedimento

insalata-fresca-con-fragole-kiwi-pomodori-e-mele-vista-dall-39-alto_1428-214Il procedimento di questa ricetta si spiega da sè. Tuttavia vi consigliamo di curare la presentazione del piatto.

Dopo aver lavato tutta la frutta e la verdura il suggerimento è quello di tagliare la mela ed il kiwi a fettine, in modo da arricchire il piatto con motivi geometrici. I pomodorini, invece, non tagliateli tutti a metà bensì lasciatene qualcuno intero.

Le carote, invece, possono essere tagliate a rondelle o alla julienne.

Questa ricetta è un buon modo per tenersi in forma … mangiando!

Buon appetito dalla famiglia Gullino!

 

Smoothies con mela e kiwi. Arriva lo spuntino spezza-fame

Gli smoothies sono bevande leggere a base di frutta e verdura da non confondersi con i centrifugati. Gli smoothies infatti vengono preparati frullando semplicemente frutta e verdura insieme. 

Oggi vi proponiamo una soluzione spezza-fame ipernutriente, dissetante e leggermente aspra. Seguite il procedimento

Ingredienti

Difficoltà facilissima
Tempo di preparazione  15 minuti
Ingredienti per 4 persone
 

2 mele verdi Gullino

1 broccolo

2 kiwi Gullino

1 lime

1 mango

prezzemolo q.b.

zucchero q.b.


Procedimento

smoothies-con-mele-kiwi-calce-broccoli-prezzemolo-e-avocado_1304-2665Oggi vogliamo stupirvi con una soluzione spezza-fame, che vi consente di attendere il pranzo e la cena senza soffrire troppo. Provate questo smoothies al posto dei soliti snack e depuratevi con la frutta Gullino.

Sbucciate e pulite tutta la frutta, tagliatela a dadini e ponetela nel bicchiere del frullatore. Aggiungete il prezzemolo e frullate fino ad ottenere un composto fluido ed omogeneo.

Assaggiate ed aggiustate di zucchero (meglio se panela o di canna). Servite il vostro smoothies immediatamente o passandolo per qualche minuto in freezer.

Lo spuntino spezza-fame è pronto!

Buona giornata con la frutta Gullino

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