Tag Archivio: frutta

Un viaggio nella frutta, un progetto per raccontare il valore della natura

Da Gullino, presso lo stabilimento di Strada Statale dei Laghi di Avigliana, 8/A, un’esperienza immersiva che mostra come nasce la qualità

Ogni frutto racconta una storia. Una storia fatta di stagioni, di cura, di trasformazioni. Oggi, quella storia prende forma in un percorso visivo, educativo e sostenibile: è il nuovo percorso espositivo Gullino, un viaggio che accompagna il visitatore attraverso tutte le fasi della vita di un frutto, dal seme alla tavola.

L’area espositiva si trova presso lo stabilimento Gullino in Strada Statale dei Laghi di Avigliana, 8/A, ed è composta da 21 pannelli illustrativi che, con testi bilingue (italiano e inglese), fotografie e una narrazione chiara e coinvolgente, raccontano i momenti chiave della filiera:
la nascita della piantina, la crescita, la fioritura, l’impollinazione, la formazione e la maturazione del frutto, la raccolta, la selezione, il confezionamento, fino alla spedizione globale e ai valori che guidano l’azienda.

Un progetto pensato per accogliere gruppi, scuole, visitatori italiani e stranieri, e trasmettere in modo diretto il valore della natura, della sostenibilità e del lavoro che si cela dietro ogni frutto Gullino.

“Questo percorso nasce dalla volontà di accogliere gruppi e visitatori nel nostro stabilimento, mostrando in modo semplice e accessibile il cammino che ogni frutto compie prima di arrivare sulle nostre tavole. È un modo per avvicinare le persone alla filiera, ma anche alla bellezza e alla complessità della natura” – afferma Carola Gullino, ideatrice del progetto e promotrice dell’accoglienza didattica in azienda.

Ogni pannello racconta un passaggio concreto ma anche simbolico, in cui agricoltura e tecnologia si intrecciano. Si parla di impollinatori e biodiversità, di energia fotovoltaica, di riduzione dell’impatto ambientale, di innovazione digitale, di tracciabilità e qualità certificata. Ma soprattutto si restituisce il senso di una filiera trasparente e viva, in cui ogni passaggio è curato e raccontato con rispetto.

“C’è oggi una richiesta crescente di informazione da parte dei consumatori. Le persone vogliono sapere da dove viene ciò che mangiano, come è stato prodotto, in che modo è stato trasportato e confezionato. Questo progetto risponde a questa esigenza, con la semplicità del racconto visivo e con la forza dei dati reali” – sottolinea Giovanni Gullino, amministratore dell’azienda. “Parlare di natura, di filiera, di processi, non è solo un valore aggiunto: è una responsabilità.”

La narrazione è arricchita da progetti paralleli come podcast, blog aziendale (Gblog), campagne di sensibilizzazione (Gullino Loves People), contenuti educativi per bambini (Un mondo da salvare) e l’iniziativa Eco Club, che riunisce le aziende partner impegnate nella sostenibilità.

🎓 Con il nuovo percorso espositivo, Gullino non si limita a raccontare la frutta: la fa vivere, come esperienza educativa, emozionale e culturale. Perché ogni mela, ogni kiwi, ogni frutto che troviamo in tavola è il risultato di un ecosistema umano e naturale che merita di essere visto, conosciuto, raccontato.

Per visitare l’area scrivere a info@gullino.it Oggetto: Visita Area espositiva

Un Mondo da Salvare”: il Progetto educativo di Carola Gullino per sensibilizzare le nuove generazioni

Carola, come nasce il progetto “Un Mondo da Salvare”?

Questo progetto nasce dalla volontà di parlare alle nuove generazioni della necessità di un cambio di paradigma sull’ambiente. Già anni fa avevamo pubblicato un lavoro appartenente alla letteratura per bambini, Le avventure di Kiwito e Galita, ma era rivolto ad un target di età più piccino e aveva come focus la salute e l’importanza di mangiare frutta. Questo progetto invece si pone come strumento educativo e avventuroso per affrontare il tema del cambiamento climatico e della responsabilità ambientale a partire dalle ragazze e dai ragazzi. Crediamo fermamente che l’educazione e la sensibilizzazione siano le chiavi per costruire un domani più verde e responsabile.

“Un Mondo da Salvare” trasporta i lettori in un universo fantastico, dove Linda e Luca, insieme al loro cane Poppy, si ritrovano su un’isola abitata da frutta parlante, minacciata dal cambiamento climatico e dall’inquinamento. Insieme, affronteranno sfide e avventure per sconfiggere il Re Mago, responsabile della distruzione ambientale, con l’aiuto di personaggi unici come Kiwito, Galita e Blu.

L’ambientazione non poteva che essere quella di Saluzzo e del Monviso a cui come azienda siamo molto legati. 

Qual è il messaggio che volete trasmettere ai giovani lettori?

Attraverso le avventure e le vicende che coinvolgono i personaggi vogliamo ispirare i giovani lettori a diventare ambasciatori del cambiamento, dimostrando che ognuno di noi può fare la differenza. Questo volume rappresenta anche un’opportunità per insegnanti, genitori e bambini di avvicinarsi ai temi dell’ecologia e della sostenibilità con uno sguardo rivolto al futuro. 

Puoi spiegarci l’idea dell’EcoClub “Un Mondo da Salvare”?

Questa idea nasce con l’obiettivo di fare rete partendo da un baricentro fondamentale quale quello dell’ambiente. Abbiamo iniziato a contattare tutte quelle aziende o realtà che per mia conoscenza hanno già da anni iniziato dei percorsi di sostenibilità, prima che fosse di moda per capirci. Di loro sarà possibile sapere di più grazie a un podcast dedicato nel nostro canale Spotify, ma anche a veri approfondimenti sul nostro blog. È solo l’inizio; l’idea è creare una vera e propria rete per discutere sempre più della necessità e dell’importanza di un cambiamento di chi produce per il benessere del pianeta. Come Gullino siamo impegnati in un percorso verso pratiche sempre più sostenibili, evidenziando un impegno non solo attraverso le parole, ma anche mediante azioni concrete e necessarie. Ad esempio da anni aderiamo alla certificazione GLOBALG.A.P., una certificazione che garantisce una sorta di passaporto per il mercato globale perché attesta la Sicurezza Integrata in Agricoltura. Le cose da fare sono ancora tante, ma è giusto iniziare a raccontarle e scambiare idee, pareri e suggerimenti. 

Propositi per il futuro?

In ballo ci sono tante idee, a volte, credo troppe. Posso dire però che al centro ci sono e saranno sempre quei valori di rispetto verso la terra e verso le persone che hanno fatto grande Gullino.

Gullino: partnership con Jingold per la coltivazione del suo innovativo kiwi a polpa gialla

Saluzzo, 11 luglio 2024 | Gullino Group ha stretto una partnership con Jingold per ottenere la licenza per la coltivazione del suo innovativo kiwi a polpa gialla, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo per le sue caratteristiche organolettiche uniche e la sua qualità premium.

L’accordo prevede la messa a dimora, da parte dell’azienda piemontese, di nuovi impianti di kiwi giallo della varietà Jintao, di cui Jingold è licenziataria, su una superficie complessiva di 50 ettari, tra Piemonte e Lazio. 

“L’accordo coinvolgerà sia i nostri produttori del Cuneese che le aziende di Latina di nostra proprietà”, spiega Carola Gullino, managing director di Gullino Group. 

“Si parte con una base di 50 ettari, con la prospettiva di implementare in futuro questa nuova partnership e aumentare ulteriormente le superfici destinate al kiwi giallo di Jingold”.

L’accordo stipulato fra le due aziende prevede che, al raggiungimento di volumi significativi, il prodotto venga lavorato nello stabilimento di Gullino Group a Manta (Cn), dotato di una macchina calibratrice Unitec a impacco diretto. 

“Dedicheremo il magazzino di Manta esclusivamente al prodotto Jingold,” spiega Giovanni Gullino, insieme alla sorella managing director e titolare dell’azienda di famiglia, “mettendo così a disposizione una struttura moderna ed efficiente, dotata di tecnologie di ultima generazione per la lavorazione e il confezionamento dei frutti”.

Dal canto suo, Jingold metterà a disposizione la sua consolidata esperienza di specialista globale del kiwi e il suo pacchetto tecnologico che include genetica avanzata, varietà selezionate, portainnesti robusti e know-how agronomico, in grado di garantire ottimi risultati in fatto di rese e livelli qualitativi. “Gli impianti saranno realizzati secondo i nostri standard”, dichiara il direttore generale di Jingold Alessandro Fornari, “includendo sistemi di irrigazione a basso consumo, protezioni contro eventi atmosferici e tecniche di difesa integrata, per una produzione agricola sicura e sostenibile, attenta al welfare e alla gestione idrica”.

“Siamo molto soddisfatti di aver raggiunto questo accordo con una delle principali realtà del kiwi piemontese e italiano,” aggiunge Fornari. “L’obiettivo è di incrementare la coltivazione di kiwi Jingold in due areali, quello piemontese e quello laziale, in cui le nostre varietà sono già presenti e coltivate con ottimi risultati da agricoltori ad alta professionalità”.

Gullino Group è un’azienda di riferimento nel settore del kiwi da più di 50 anni. Ha una capacità frigo di oltre 35 mila tonnellate e commercializza kiwi e mele da diversi decenni sia in Europa che oltre oceano. 

“Crediamo molto nel kiwi, è una nostra vocazione storica, e riteniamo che l’innovativa varietà a polpa gialla di Jingold, rinomata in tutto il mondo, sia per noi un investimento strategico, anche in considerazione delle problematiche che riguardano oggi il kiwi verde,” sottolinea in conclusione Giovanni Gullino

“Siamo per questo molto contenti dell’accordo stipulato con un partner che conosciamo e stimiamo da anni e sul quale riponiamo la massima fiducia, ritenendolo il player migliore a cui fare affidamento per rinnovarci e rafforzarci sul comparto del kiwi”.

L’Inizio della Scuola e l’Importanza della Frutta a Merenda

L’odore dei libri nuovi, lo zaino pesante sulle spalle e l’emozione nel vedere i vecchi amici dopo una lunga estate: è l’inizio della scuola. Questo momento segna il passaggio dai giorni di libertà estiva a una routine di apprendimento e crescita. Ma oltre alla routine di studio, c’è un altro aspetto dell’inizio della scuola che dovremmo ricordare: l’importanza di mangiare frutta a merenda.

La frutta è un alimento naturale, ricco di vitamine, minerali e fibre che sono essenziali per la salute dei bambini. Mangiare una mela, una banana o una pera durante la pausa può dare loro la giusta carica di energie per affrontare le sfide delle giornate, ma non è solo una questione di salute fisica. Mangiare frutta a merenda può anche aiutare i bambini a concentrarsi meglio in classe.

Gli zuccheri naturali presenti nella frutta forniscono un rilascio lento di energia, mantenendo il cervello sveglio e attivo. Ciò significa che i bambini saranno più pronti ad apprendere ea partecipare attivamente alle lezioni. Ricordiamo che la frutta è ricca di vitamine e minerali che aiutano a mantenere attiva la mente. Le vitamine del gruppo B, come la B6 e la B12, sono fondamentali per una buona concentrazione e una memoria efficiente. La vitamina C, presente in agrumi come arance e mandarini, rinforza il sistema immunitario, aiuta i bambini a difendersi dai raffreddori e dalle infezioni che possono diffondersi rapidamente nelle scuole. Inoltre, la frutta è una fonte di energia naturale. Mentre i dolci e gli snack ricchi di zuccheri possono fornire un rapido picco di energia seguito da un crollo, la frutta offre un rilascio costante di glucosio, mantenendo i livelli di energia stabili durante tutta la giornata scolastica.

Questo significa che i bambini saranno più concentrati in classe e avranno meno probabilità di sentirsi stanchi o affaticati. Ma l’importanza della frutta a merenda va oltre i benefici fisici. Mangiare frutta può diventare un’attività positiva che i bambini porteranno con sé per tutta la vita. Insegnare loro a fare scelte alimentari salutari fin dalla giovane età li aiuterà a sviluppare uno stile di vita equilibrato ea evitare problemi di salute legati all’alimentazione in futuro. Quindi, genitori, ricordate di includere la frutta nella merenda dei vostri figli. Una mela, una banana o una manciata di fragole possono fare la differenza nella loro giornata scolastica.

La connessione nascosta: come la dieta e il Microbioma intestinale possono influire sullo stress e sulla salute mentale

I proverbi ci hanno da sempre insegnato che molte emozioni possono essere percepite attraverso il nostro stomaco. Oggi, la ricerca scientifica conferma che l’interazione tra il sistema digestivo e il cervello è molto più profonda di quanto potessimo immaginare.

Nel nostro intestino risiede una comunità di migliaia di specie e miliardi di individui batterici, noti come microbioma, che si intrecciano e comunicano con noi. Questo microbioma sta emergendo sempre più come un regolatore cruciale per molti aspetti della salute umana, che vanno dall’equilibrio mentale al sistema immunitario.

Un recente studio dal titolo “Nutri i tuoi batteri per affrontare lo stress”, pubblicato sulla rivista Molecular Psychiatry del gruppo Nature, ha esaminato l’effetto della dieta sulla percezione dello stress. Il ricercatore Fulvio Mattivi, ex professore dell’Università di Trento e attualmente impegnato nella ricerca in chimica degli alimenti presso la Fondazione Mach di San Michele all’Adige, spiega che seguendo una dieta estremamente ricca di frutta e verdura (almeno 9 porzioni al giorno anziché le 5 raccomandate) e cibi fermentati (2-3 porzioni al giorno), la percezione dello stress si è ridotta del 32%. Questo risultato è stato attribuito alla proliferazione di ceppi di batteri benefici a discapito di quelli nocivi, che tendino a prosperare in presenza di zuccheri e grassi.

I ricercatori di Trento hanno collaborato con medici, psichiatri e neurologi dell’Università di Cork in Irlanda, con l’obiettivo di esaminare il ruolo del microbioma nella salute mentale. Questi “batteri psicobiotici”, come li hanno soprannominati, sono capaci di contrastare disturbi come ansia, depressione, autismo e persino Alzheimer. La dieta “psicobiotica” è stata seguita da 24 volontari per quattro settimane, mentre altri 21 hanno mantenuto la loro alimentazione abituale, che poteva includere cibi spazzatura e prodotti industriali.

L’analisi dei metaboliti derivati ​​dalla digestione, condotta su sangue, urina e feci, ha dimostrato che la riduzione dello stress era direttamente correlata all’aderenza alla dieta ricca di fibre e cibi fermentati. È stato anche osservato che la dieta mediterranea, insieme ai cibi “psicobiotici”, può promuovere il benessere e la salute mentale senza la necessità di integratori alimentari.

Il percorso attraverso cui i benefici dei batteri intestinali raggiunge il cervello è complesso e variegato. I batteri nocivi possono innescare uno stato infiammatorio, mentre quelli producono metaboliti benefici per la salute o influenzano il metabolismo di aminoacidi che diventeranno neuromodulatori essenziali per il cervello.

Il legame tra il microbioma e la salute umana può essere compreso guardando al nostro passato evolutivo. L’uomo si è evoluto insieme a migliaia di specie batteriche che popolano il suo corpo. La fermentazione era un metodo cruciale per conservare gli alimenti per molti secoli, e solo di recente l’alimentazione industriale ha ridotto la diversità del microbioma.

La dieta “psicobiotica” seguita dai volontari prevedeva l’eliminazione dello zucchero, sostituito da frutta e, se necessario, miele o sciroppo d’acero. Carne magra, uova e formaggi erano consentiti, ei cereali integrali costituivano una parte importante della dieta. I pasti venivano preparati in casa, e la varietà alimentare promuoveva una diversità di batteri benefici. I cibi fermentati inclusi nella dieta variavano da yogurt e kefir a crauti e kombucha.

In definitiva, questa ricerca dimostra che una dieta sana, come quella mediterranea associata a cibi “psicobiotici”, può promuovere il benessere mentale senza ricorrere a integratori costosi. La connessione tra il microbioma intestinale e il cervello sta aprendo nuove prospettive nel campo della salute mentale e della gestione dello stress.

Carola Gullino: il mio sogno é l’autosufficienza energetica

Carola Gullino: il mio sogno é l’autosufficienza energetica

Gullino rafforza il suo impegno per la sostenibilità ambientale con l’installazione di un nuovo impianto fotovoltaico hi-tech.

Saluzzo, 30 maggio 2023 – Gullino, azienda leader nel settore della produzione e vendita di prodotti ortofrutticoli, annuncia con orgoglio l’implementazione di un nuovo impianto fotovoltaico hi-tech in collaborazione con Sorgenia, società di energia rinnovabile. Questa nuova realizzazione conferma l’impegno costante di Gullino verso la sostenibilità ambientale e rappresenta un passo avanti nella sua missione di autoprodurre tutta l’energia necessaria per le proprie attività.

Da oltre 54 anni, Gullino ha posto la sostenibilità al centro delle sue operazioni aziendali. Fondata nel 1969 da Attilio Gullino, l’azienda ha sempre fatto della tutela dell’ambiente uno dei suoi principi fondamentali. Fin dagli anni ’90, Gullino ha dedicato una parte significativa della sua produzione all’agricoltura biologica e nel 2010 ha installato il suo primo impianto fotovoltaico. L’azienda ha continuato ad adottare soluzioni innovative per ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente, sostituendo le lampade tradizionali con quelle a basso consumo e implementando tecnologie per ottimizzare l’uso dell’acqua.

La Managing Director di Gullino, Carola Gullino, ha sottolineato l’importanza di questa nuova realizzazione, affermando: “Siamo entusiasti di collaborare con Sorgenia per la realizzazione di questo nuovo impianto fotovoltaico hi-tech. Il nostro obiettivo è proseguire nella nostra vocazione di rispetto per l’ambiente, e speriamo di poter autoprodurre tutta l’energia di cui abbiamo bisogno in futuro”.

L’attenzione di Gullino verso il fotovoltaico è nata diversi anni fa, quando l’azienda ha colto l’opportunità di utilizzare gli incentivi offerti dal GSE per l’installazione di impianti fotovoltaici. Oltre agli evidenti vantaggi in termini di sostenibilità ambientale, questa scelta ha rappresentato un beneficio economico per l’azienda. L’ampliamento recente dell’impianto fotovoltaico è stato motivato non solo dalla volontà di ridurre l’impatto ambientale, ma anche dal crescente costo dell’energia. Nonostante l’impianto fotovoltaico attuale consenta di autoprodurre il 40% dell’energia necessaria, Gullino ha subito un aumento dei costi energetici del 40% negli ultimi anni, a causa dell’ampio utilizzo di celle frigorifere. L’azienda si impegna quindi a superare la soglia del 50% di energia autoprodotta, pur riconoscendo che al momento non esistono sistemi di accumulo efficienti per coprire il consumo energetico notturno. 

L’impegno di Gullino verso la sostenibilità si riflette anche nel suo rapporto con fornitori e partner. L’azienda si impegna costantemente a sensibilizzare i propri produttori e a comunicare agli acquirenti l’impegno verso la sostenibilità ambientale, avvalendosi di certificazioni riconosciute. Grazie agli sforzi congiunti di tutti gli attori coinvolti, la consapevolezza sull’importanza della sostenibilità ambientale sta crescendo e i consumatori sono sempre più attenti alla qualità e all’impatto ambientale dei prodotti che acquistano. Gullino promuove anche iniziative educative rivolte alle giovani generazioni, spiegando loro l’importanza della qualità dei prodotti e del territorio in cui vengono coltivati. La collaborazione con Sorgenia rappresenta un ulteriore passo avanti nella promozione di pratiche sostenibili nell’intero settore. Inoltre, Carola Gullino è la presidente dell’associazione nazionale Donne dell’ortofrutta e si impegna a superare il gender gap presente nel settore. Sebbene siano stati fatti progressi significativi nel coinvolgimento delle donne nel settore, c’è ancora molto lavoro da fare per garantire parità di opportunità e promuovere la presenza femminile in posizioni di leadership. Gullino sostiene l’importanza di un’ampia partecipazione e rappresentanza nel settore agricolo e incoraggia l’inclusione di punti di vista diversi per favorire l’innovazione e il progresso.

Gullino è determinata a continuare a promuovere la sostenibilità ambientale e a essere un esempio nel settore ortofrutticolo. La collaborazione con Sorgenia per l’installazione del nuovo impianto fotovoltaico hi-tech rappresenta un ulteriore passo in avanti verso l’obiettivo di raggiungere l’autosufficienza energetica e ridurre l’impatto ambientale delle sue attività. In continuità con questo impegno l’azienda ha provveduto all’installazione di due colonnine per la ricarica delle auto elettriche. L’obiettivo è quello di guidare il cambiamento verso un futuro più sostenibile e  ispirare altre aziende a seguire questa strada. 

​​

I mirtilli: proprietà benefiche e studi scientifici sul loro potenziale per la salute

Sono tornati i mirtilli Gullino. Buoni, dal gusto indescrivibile e dalle mille proprietà benefiche. Scopriamole assieme!

I mirtilli sono piccoli frutti incredibilmente gustosi e ricchi di sostanze nutritive che offrono numerosi vantaggi per la salute. Grazie al loro alto contenuto di antiossidanti, vitamine e minerali essenziali, i mirtilli sono considerati un vero e proprio superfood.

Il potere antiossidante dei mirtilli è uno dei motivi principali del loro grande successo. Questi frutti sono particolarmente ricchi di antociani, potenti composti antiossidanti responsabili del loro vivido colore blu scuro o viola. Gli antociani proteggono le cellule dallo stress ossidativo e contribuiscono a promuovere una salute ottimale.

Diversi studi scientifici hanno considerato le proprietà dei mirtilli, evidenziando una serie di benefici per la salute derivanti dal loro consumo regolare.

In particolare, i mirtilli sembrano avere un impatto positivo sulla salute del cuore. I flavonoidi presenti nei mirtilli possono migliorare la circolazione sanguigna, abbassare la pressione arteriosa e ridurre l’infiammazione cardiovascolare, contribuendo a ridurre il rischio di malattie cardiache.

Gli effetti dei mirtilli sulle funzioni cognitive sono un altro aspetto interessante emerso dalla ricerca. Alcuni studi suggeriscono che i composti presenti nei mirtilli potrebbero migliorare la memoria, l’apprendimento e le capacità cognitive generali. L’azione protettiva degli antiossidanti presenti nei mirtilli sul cervello può aiutare a contrastare lo stress ossidativo e l’invecchiamento cerebrale.

La salute degli occhi può beneficiare dell’assunzione di mirtilli. Gli antociani contenuti nei mirtilli possono proteggere la retina dai danni causati dai radicali liberi, contribuendo a ridurre il rischio di malattie oculari legate all’età, come la degenerazione maculare.

È importante sottolineare che la ricerca scientifica sugli effetti dei mirtilli sulla salute umana è in continua evoluzione e richiede ulteriori approfondimenti per confermare e comprendere appieno i meccanismi coinvolti.

In conclusione, i mirtilli sono un frutto straordinario che offre una combinazione unica di antiossidanti e nutrienti essenziali per la salute. Dall’apporto alla salute cardiaca al miglioramento delle funzioni cognitive e alla protezione degli occhi, i mirtilli hanno un grande potenziale per promuovere il benessere generale. Aggiungi questi deliziosi frutti alla tua dieta per gustare non solo il loro sapore, ma anche i benefici che possono apportare alla tua salute!

Koppert e Gullino fanno squadra contro gli afidi

Come ben sanno produttori e tecnici, per via dei cambiamenti del clima e della rimozione di svariati principi attivi negli ultimi anni la pressione di diversi parassiti su melo è fortemente aumentata. Uno dei fitofagi  più problematici da gestire è stato senza dubbio l’afide, e questo vale sia per la produzione integrata che per quella biologica. Le due specie più presenti e dannose sono l’afide grigio (Dysaphis plantaginea), dannoso per i germogli che per i frutticini, e l’afide lanigero (Eriosoma lanigerum), in grado di ricoprire di lanugine cerosa i rami della pianta e di causare tumori e nodosità. Le strategie di difesa basate unicamente su fitofarmaci di sintesi si stanno dimostrando sempre meno efficaci nel contrastare questi fitofagi.

Giovanni Gullino in campo

L’azienda Gullino  di Saluzzo fondata nel 1969, è una delle principali aziende italiane nell’esportazione di mele e kiwi e all’interno del gruppo sono presenti diverse aziende agricole tra cui l’azienda agricola Tetto Bernardo completamente biologica . Fin dalla fondazione, la famiglia Gullino ha posto l’accento sul rispetto dell’ambiente e del territorio e sulla necessità di fornire al consumatore frutta di qualità, sicura e sostenibile in ogni suo aspetto. “Abbiamo sempre prestato grande attenzione agli aspetti etici e sociali legati alla produzione agricola” – racconta Giovanni Gullino, Direttore Generale dell’azienda – “e questo ci ha permesso di stare al passo coi tempi. Noi crediamo che la sostenibilità, sia essa ambientale o sociale, non sia solo giusta ma anche conveniente. Inoltre innovare le pratiche agricole per renderle meno impattanti non è una scelta ma una necessità, come si vede in modo chiaro dalle richieste di consumatori, GDO e Unione Europea”.

Koppert è un’azienda che da più di 50 anni sviluppa, produce e fornisce soluzioni per il biocontrollo e l’impollinazione in agricoltura. Forte della sua grande esperienza nell’uso di organismi utili per contrastare i più svariati fitofagi, ha visto nella sfida dell’afide su melo un’opportunità: “In un’ottica generale di riduzione degli input, difesa della biodiversità, sostenibilità e sicurezza alimentare noi andiamo a proporre tecniche di difesa della coltura in grado di rispettare perfettamente tutti questi requisiti” – spiega Flavio Lupato, General Manager di Koppert Italia – “Questo permette di proteggere la coltura in modo efficace ed allo stesso tempo di valorizzare il prodotto sia presso la GDO che presso i consumatori finali”.“La problematica degli afidi, lanigero in testa, sta diventando sempre più seria su melo” – spiega Raffaele Barra uno dei tecnici della Gullino Import Export –

C:\Users\bour002\OneDrive - Koppert Biological Systems\Koppert - FB\Market and Product development\Marketing\Articoli\Articolo Gullino\Lanigero su ramo.jpg

Focolaio di afide lanigero su melo a inizio stagione

“Su biologico non abbiamo prodotti davvero efficaci e anche chi lavora con tecniche di produzione integrata fatica a contenere il problema. Inoltre essendo il melo una coltura pluriennale l’afide oltre a causare danno e svernare sulla pianta la indebolisce compromettendo quindi la produzione anche degli anni successivi”. Un aiuto molto efficace nei confronti dell’afide lanigero è dato da un parassitoide introdotto circa un secolo fa ed ormai diffuso su tutto il territorio, l’Aphelinus mali. Essendo in grado di parassitizzare le colonie di lanigero e di riprodursi rapidamente, questo insetto utile è in grado di contenere efficacemente il parassita ma essendo poco attivo a basse temperature non riesce ad essere efficace in primavera ed autunno, 2 stagioni chiave per questa coltura.

“Stiamo lavorando da tempo per trovare soluzioni al problema afidi in condizioni di basse temperature” – spiega Francesco Bourlot, responsabile Sviluppo Prodotti di Koppert Italia – “molti antagonisti naturali efficaci a temperature superiori, come Coccinellidi e Chrysopidi, col freddo hanno uno sviluppo troppo lento e non riescono ad essere risolutivi. Per questo abbiamo iniziato a sperimentare protocolli con sirfidi predatori, focalizzandoci infine su 2 specie, Sphaerophoria rueppellii (ROPHORIA) ed Episyrphus balteatus (EPISYRPHUS). Queste specie presentano svariati vantaggi: le larve sono voraci predatori di afidi, in grado di ripulire interi focolai, mentre gli adulti essendo ottimi volatori riescono a localizzare con precisione le colonie di afidi e ovideporre al loro interno così che le larve siano già in prossimità del cibo. Entrambe le specie sono inoltre predatori generalisti quindi in grado di nutrirsi di molti insetti diversi. E per finire il punto chiave: le loro temperature di sviluppo ottimali sono deciamente inferiori rispetto ad altri insetti utili, 10-25 °C per quanto riguarda E. balteatus e 20-35 °C per S. rueppelli”.

C:\Users\bour002\OneDrive - Koppert Biological Systems\Koppert - FB\Market and Product development\Marketing\Articoli\Articolo Gullino\Episyrphus-balteatus-larva preying.jpg

Larva di Episyrpuhs balteatus mentre preda un afide adulto

Nelle annate 2021 e 2022 Gullino e Koppert hanno condotto insieme diverse sperimentazioni sull’uso di queste 2 specie di sirfidi nel controllo di afide su meleto, con risultati decisamente interessanti. “Le prove sono state svolte su 7 ha nel 2021 poi ampliati a 17 nel 2022, sempre su varietà Galaval coltivata in biologico nell’areale

Cuneese” – racconta Yari Rizzuto, responsabile tecnico per la Liguria e il Sud Piemonte di Koppert Italia – “Abbiamo testato entrambe le specie di sirfidi, sia da sole che in combinazione, iniziando con E. balteatus, il più tollerante al freddo, e poi passando a S. rueppellii. In alcuni casi abbiamo anche integrato con dei lanci di coccinellidi, nello specifico di Adalia bipunctata. In entrambe le annate siamo riusciti a mantenere efficacemente sotto controllo sia l’afide grigio che il lanigero, gli appezzamenti su cui erano stati effettuati i lanci infatti sono rimasti puliti mentre quelli circostanti, trattati come al solito ed utilizzati come controllo, presentavano un’importante presenza di fitofagi” – conclude Rizzuto.

C:\Users\bour002\OneDrive - Koppert Biological Systems\Koppert - FB\Market and Product development\Marketing\Articoli\Articolo Gullino\Rophoria in campo.jpg

Confezione di Episyrphus-P posizionata in campo durante le prove

“Anche prove svolte in altri areali, dal Trentino al Friuli, confermano l’efficacia di questa strategia. I sirfidi permettono di tenere sotto controllo gli afidi a inizio stagione, il momento più critico, e coi primi caldi si vedono entrare in campo molti altri utili naturalmente presenti come A. mali, coccinellidi e crisopidi.” – Continua Bourlot – “Un elemento importante per quanto riguarda l’uso di sirfidi utili, così come molti altri antagonisti naturali, è la presenza di  fioriture nettarifere nell’appezzamento. I sirfidi adulti infatti si nutrono di nettare e necessitano nutrimento per l’accoppiamento e l’ovideposizione. Non sono necessarie grandi superficie fiorite ma è essenziale vi sia almeno una minima presenza di sorgenti di nettare. Alcuni cespugli ai bordi, essenze sotto le piante o sfalci delle fila alternati sono tutte ottime soluzioni per garantire lo sviluppo dei sirfidi ed allo stesso tempo aumentare la biodiversità del campo”. 

C:\Users\bour002\OneDrive - Koppert Biological Systems\Koppert - FB\Market and Product development\Marketing\Articoli\Articolo Gullino\Adults S. rueppellii.jpg

Adulti di Sphaerophoria rueppellii

Qualora si confermasse l’efficacia di questa strategia di biocontrollo, le potenzialità sarebbero enormi. Si fornirebbe infatti agli agricoltori uno strumento essenziale per il controllo di un’avversità contro la quale al momento ci sono pochissime soluzioni. Ulteriori vantaggi del biocontrollo riguardano l’assenza di rischi di limiti legislativi e di insorgenza di resistenze. L’uso prolungato nel tempo di organismi utili ha anzi dato prova di essere migliorativo: ripristinando la biodiversità nella coltura infatti si va ad avere una maggior presenza naturale di organismi utili e quindi un miglior controllo in partenza dei fitofagi. “La nostra intenzione per i prossimi anni è quella di andare ad ampliare le sperimentazioni di questi protocolli, sia in termini di areali che di aziende ed enti coinvolti” – conclude Lupato – “così da avere tutte le risposte pronte ed essere grado di dare sempre risposte efficaci alle problematiche dei produttori”.

Come vanno le cose in Piemonte? Quali sono i frutti?

GIOVANNI GULLINO

Come vanno le cose in Piemonte? Non bene, e non solo per la mancanza di manodopera e i rincari generali. Oggi affrontiamo insieme a Giovanni Gullino un momento di difficoltà che vive il comparto ortofrutticolo piemontese, a causa dell’assenza di una programmazione strategica.

Il Piemonte, come ormai sappiamo, è leader nazionale nella produzione di kiwi, mele, piccoli frutti e frutta estiva e per questo motivo si colloca quale capofila nella presentazione di un problema generale che interessa il settore.

Oggi condividiamo con voi le parole di Giovanni Gullino, intervistato dal Corriere Ortofrutticolo

“Dal punto di vista commerciale per il Piemonte creare organizzazioni di filiera sostenibili è sicuramente una priorità. Costruire relazioni forti tra centrali frigorifere e produttori genererà beneficio per tutto l’indotto dell’ortofrutta generando risultati finanziari migliori. Per dare forte riconoscibilità alla frutta piemontese sarà necessario proporre modelli nuovi nei rapporti tra fornitori e confezionatori/esportatori per consolidare l’immagine delle specialità piemontesi con programmazioni misurate e strategiche. Per crescere sarà necessario abbandonare le scelte “fai da te” nell’ambito delle produzioni frutticole per poter rafforzare l’identità e la specializzazione di ogni realtà commerciale che dovrà proporre/programmare e garantire contratti di filiera duraturi e soddisfacenti al mondo produttivo”.

L’estratto di mirtilli per guarire le ferite. Lo dice uno studio

Uno studio Usa che verrà presentato a Philadelphia in occasione dell’Experimental Biology 2022 suggerisce che dai mirtilli è possibile avere un aiuto concreto contro le ferite difficili.

Secondo quanto afferma il gruppo guidato da Dorothy Klimis-Zacas dell’università del Maine ci sarebbe un gel a base di estratto fenolico di mirtilli selvatici a favorire i meccanismi alla base della guarigione di piaghe, ulcere e ustioni, accelerandone la chiusura. Questo perché i mirtilli hanno il potenziale per migliorare la migrazione cellulare, la formazione di nuovi vasi sanguigni e la vascolarizzazione, e per velocizzare la chiusura della ferita, soprattutto quelle croniche come piaghe diabetiche, ustioni e ulcere da pressione.

Ma come sappiamo bene i mirtilli presentano anche altre importanti proprietà. Scopriamole assieme:

  1. Microcircolazione e sistema nervoso al TOP. Oltre a contenere vitamina A, B e C, i mirtilli neri contengono la mirtillina che aiuta il sistema circolatorio ed anche la vista!
  2. Bruciagrassi. Non lo avresti mai detto ma il mirtillo è un portentoso bruciagrassi perché i suoi antiossidanti hanno formidabili effetti anche sul metabolismo, riducendo il grasso addominale. La prova costume ti aspetta!
  3. Memoria invincibile. Piccole bacche ricche di antocianine che incrementano l’attività mnemonica. Consumare quotidianamente succo di mirtillo aiuta a migliorare le facoltà mnemoniche.
  4. Invecchiamento sotto controllo. I mirtilli sono talmente ricchi di antiossidanti da inibire la formazione di radicali liberi. Infatti i numerosi sali minerali quali il calcio, fosforo, sodio, ferro e potassio concorrono proprio a rigenerare le cellule della cute.
  5. Vista da aquila. Il mirtillo nero migliora la visione notturna e la fatica visiva. Favorisce inoltre la rigenerazione dei tessuti della retina ed è utile anche in caso di disturbi vascolari dell’occhio.
  6. Stop al mal di pancia. I tannini sono dei forti antagonisti dei batteri e per questo tengono sotto controllo la dissenteria, le indigestioni e altre infiammazioni intestinali.

1 2 3 22