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Koppert e Gullino fanno squadra contro gli afidi

Come ben sanno produttori e tecnici, per via dei cambiamenti del clima e della rimozione di svariati principi attivi negli ultimi anni la pressione di diversi parassiti su melo è fortemente aumentata. Uno dei fitofagi  più problematici da gestire è stato senza dubbio l’afide, e questo vale sia per la produzione integrata che per quella biologica. Le due specie più presenti e dannose sono l’afide grigio (Dysaphis plantaginea), dannoso per i germogli che per i frutticini, e l’afide lanigero (Eriosoma lanigerum), in grado di ricoprire di lanugine cerosa i rami della pianta e di causare tumori e nodosità. Le strategie di difesa basate unicamente su fitofarmaci di sintesi si stanno dimostrando sempre meno efficaci nel contrastare questi fitofagi.

Giovanni Gullino in campo

L’azienda Gullino  di Saluzzo fondata nel 1969, è una delle principali aziende italiane nell’esportazione di mele e kiwi e all’interno del gruppo sono presenti diverse aziende agricole tra cui l’azienda agricola Tetto Bernardo completamente biologica . Fin dalla fondazione, la famiglia Gullino ha posto l’accento sul rispetto dell’ambiente e del territorio e sulla necessità di fornire al consumatore frutta di qualità, sicura e sostenibile in ogni suo aspetto. “Abbiamo sempre prestato grande attenzione agli aspetti etici e sociali legati alla produzione agricola” – racconta Giovanni Gullino, Direttore Generale dell’azienda – “e questo ci ha permesso di stare al passo coi tempi. Noi crediamo che la sostenibilità, sia essa ambientale o sociale, non sia solo giusta ma anche conveniente. Inoltre innovare le pratiche agricole per renderle meno impattanti non è una scelta ma una necessità, come si vede in modo chiaro dalle richieste di consumatori, GDO e Unione Europea”.

Koppert è un’azienda che da più di 50 anni sviluppa, produce e fornisce soluzioni per il biocontrollo e l’impollinazione in agricoltura. Forte della sua grande esperienza nell’uso di organismi utili per contrastare i più svariati fitofagi, ha visto nella sfida dell’afide su melo un’opportunità: “In un’ottica generale di riduzione degli input, difesa della biodiversità, sostenibilità e sicurezza alimentare noi andiamo a proporre tecniche di difesa della coltura in grado di rispettare perfettamente tutti questi requisiti” – spiega Flavio Lupato, General Manager di Koppert Italia – “Questo permette di proteggere la coltura in modo efficace ed allo stesso tempo di valorizzare il prodotto sia presso la GDO che presso i consumatori finali”.“La problematica degli afidi, lanigero in testa, sta diventando sempre più seria su melo” – spiega Raffaele Barra uno dei tecnici della Gullino Import Export –

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Focolaio di afide lanigero su melo a inizio stagione

“Su biologico non abbiamo prodotti davvero efficaci e anche chi lavora con tecniche di produzione integrata fatica a contenere il problema. Inoltre essendo il melo una coltura pluriennale l’afide oltre a causare danno e svernare sulla pianta la indebolisce compromettendo quindi la produzione anche degli anni successivi”. Un aiuto molto efficace nei confronti dell’afide lanigero è dato da un parassitoide introdotto circa un secolo fa ed ormai diffuso su tutto il territorio, l’Aphelinus mali. Essendo in grado di parassitizzare le colonie di lanigero e di riprodursi rapidamente, questo insetto utile è in grado di contenere efficacemente il parassita ma essendo poco attivo a basse temperature non riesce ad essere efficace in primavera ed autunno, 2 stagioni chiave per questa coltura.

“Stiamo lavorando da tempo per trovare soluzioni al problema afidi in condizioni di basse temperature” – spiega Francesco Bourlot, responsabile Sviluppo Prodotti di Koppert Italia – “molti antagonisti naturali efficaci a temperature superiori, come Coccinellidi e Chrysopidi, col freddo hanno uno sviluppo troppo lento e non riescono ad essere risolutivi. Per questo abbiamo iniziato a sperimentare protocolli con sirfidi predatori, focalizzandoci infine su 2 specie, Sphaerophoria rueppellii (ROPHORIA) ed Episyrphus balteatus (EPISYRPHUS). Queste specie presentano svariati vantaggi: le larve sono voraci predatori di afidi, in grado di ripulire interi focolai, mentre gli adulti essendo ottimi volatori riescono a localizzare con precisione le colonie di afidi e ovideporre al loro interno così che le larve siano già in prossimità del cibo. Entrambe le specie sono inoltre predatori generalisti quindi in grado di nutrirsi di molti insetti diversi. E per finire il punto chiave: le loro temperature di sviluppo ottimali sono deciamente inferiori rispetto ad altri insetti utili, 10-25 °C per quanto riguarda E. balteatus e 20-35 °C per S. rueppelli”.

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Larva di Episyrpuhs balteatus mentre preda un afide adulto

Nelle annate 2021 e 2022 Gullino e Koppert hanno condotto insieme diverse sperimentazioni sull’uso di queste 2 specie di sirfidi nel controllo di afide su meleto, con risultati decisamente interessanti. “Le prove sono state svolte su 7 ha nel 2021 poi ampliati a 17 nel 2022, sempre su varietà Galaval coltivata in biologico nell’areale

Cuneese” – racconta Yari Rizzuto, responsabile tecnico per la Liguria e il Sud Piemonte di Koppert Italia – “Abbiamo testato entrambe le specie di sirfidi, sia da sole che in combinazione, iniziando con E. balteatus, il più tollerante al freddo, e poi passando a S. rueppellii. In alcuni casi abbiamo anche integrato con dei lanci di coccinellidi, nello specifico di Adalia bipunctata. In entrambe le annate siamo riusciti a mantenere efficacemente sotto controllo sia l’afide grigio che il lanigero, gli appezzamenti su cui erano stati effettuati i lanci infatti sono rimasti puliti mentre quelli circostanti, trattati come al solito ed utilizzati come controllo, presentavano un’importante presenza di fitofagi” – conclude Rizzuto.

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Confezione di Episyrphus-P posizionata in campo durante le prove

“Anche prove svolte in altri areali, dal Trentino al Friuli, confermano l’efficacia di questa strategia. I sirfidi permettono di tenere sotto controllo gli afidi a inizio stagione, il momento più critico, e coi primi caldi si vedono entrare in campo molti altri utili naturalmente presenti come A. mali, coccinellidi e crisopidi.” – Continua Bourlot – “Un elemento importante per quanto riguarda l’uso di sirfidi utili, così come molti altri antagonisti naturali, è la presenza di  fioriture nettarifere nell’appezzamento. I sirfidi adulti infatti si nutrono di nettare e necessitano nutrimento per l’accoppiamento e l’ovideposizione. Non sono necessarie grandi superficie fiorite ma è essenziale vi sia almeno una minima presenza di sorgenti di nettare. Alcuni cespugli ai bordi, essenze sotto le piante o sfalci delle fila alternati sono tutte ottime soluzioni per garantire lo sviluppo dei sirfidi ed allo stesso tempo aumentare la biodiversità del campo”. 

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Adulti di Sphaerophoria rueppellii

Qualora si confermasse l’efficacia di questa strategia di biocontrollo, le potenzialità sarebbero enormi. Si fornirebbe infatti agli agricoltori uno strumento essenziale per il controllo di un’avversità contro la quale al momento ci sono pochissime soluzioni. Ulteriori vantaggi del biocontrollo riguardano l’assenza di rischi di limiti legislativi e di insorgenza di resistenze. L’uso prolungato nel tempo di organismi utili ha anzi dato prova di essere migliorativo: ripristinando la biodiversità nella coltura infatti si va ad avere una maggior presenza naturale di organismi utili e quindi un miglior controllo in partenza dei fitofagi. “La nostra intenzione per i prossimi anni è quella di andare ad ampliare le sperimentazioni di questi protocolli, sia in termini di areali che di aziende ed enti coinvolti” – conclude Lupato – “così da avere tutte le risposte pronte ed essere grado di dare sempre risposte efficaci alle problematiche dei produttori”.

Come vanno le cose in Piemonte? Quali sono i frutti?

GIOVANNI GULLINO

Come vanno le cose in Piemonte? Non bene, e non solo per la mancanza di manodopera e i rincari generali. Oggi affrontiamo insieme a Giovanni Gullino un momento di difficoltà che vive il comparto ortofrutticolo piemontese, a causa dell’assenza di una programmazione strategica.

Il Piemonte, come ormai sappiamo, è leader nazionale nella produzione di kiwi, mele, piccoli frutti e frutta estiva e per questo motivo si colloca quale capofila nella presentazione di un problema generale che interessa il settore.

Oggi condividiamo con voi le parole di Giovanni Gullino, intervistato dal Corriere Ortofrutticolo

“Dal punto di vista commerciale per il Piemonte creare organizzazioni di filiera sostenibili è sicuramente una priorità. Costruire relazioni forti tra centrali frigorifere e produttori genererà beneficio per tutto l’indotto dell’ortofrutta generando risultati finanziari migliori. Per dare forte riconoscibilità alla frutta piemontese sarà necessario proporre modelli nuovi nei rapporti tra fornitori e confezionatori/esportatori per consolidare l’immagine delle specialità piemontesi con programmazioni misurate e strategiche. Per crescere sarà necessario abbandonare le scelte “fai da te” nell’ambito delle produzioni frutticole per poter rafforzare l’identità e la specializzazione di ogni realtà commerciale che dovrà proporre/programmare e garantire contratti di filiera duraturi e soddisfacenti al mondo produttivo”.

Assemblea nazionale Associazione Le Donne dell’Ortofrutta

Si è tenuta a settembre, il 23 e 24, l’assemblea nazionale dell’Associazione Le Donne dell’Ortofrutta presso Tastè Antico Palazzo Comunale di Saluzzo (CN). E’ nella città di Gullino che quest’anno si è svolto un importantissimo evento per l’associazione, da anni impegnata nella diffusione di una visione al femminile di tutte le politiche, le strategie comunicative e le visioni economiche inerenti il mondo ortofrutticolo.

A dare il benvenuto alle socie, infatti, sono state proprio alcune rappresentati del Piemonte, fra cui la nostra Carola Gullino anche vicepresidente della stessa associazione.

Domenica 24, infatti, le socie hanno effettuato una visita tecnica alla nostra azienda Gullino per conoscere da vicino metodi produttivi, colture e tecnologie utilizzate per la produzione di kiwi, mele, susine, mirtilli.

L’assemblea nazionale è stata l’occasione per far incontrare donne imprenditrici provenienti da tutta Italia, farle parlare e discutere della realtà del settore e dei prossimi passi associativi.

Dai rifiuti di melanzana e pomodoro nasce “Scartami”, progetto vincitore del Premio Bragantini

Il 27 maggio è stato assegnato il premio “Danila Bragantini” promosso dall’Associazione Donne dell’Ortofrutta. A trionfare il concetto di sostenibilità e di circolarità.

Si chiama “SCARTAMI” il progetto vincitore dell’edizione 2022 del Premio Danila Bragantini. A ritirare l’onoroficenza nella fantastica cornice di Cinecittà l’onorificenza ci sono Elisa Deluca, dell’azienda San Lorenzo di Pachino, Roberta Tardera, dell’OP Ioppì di Vittoria, Nuccia Alboni dell’azienda Ortonatura di Vittoria e Anna Catania del Dipartimento di architettura e ingegneria dell’Università degli Studi di Palermo. Premiate anche le sorelle Alessandra e Laura Damiani e le due vincitrici dell’Oscar dell’Ortofrutta Italiana Giulia Montanaro e Simona Rubbi.

Scrive Carola Gullino, Vicepresidente dell’Associazione Nazionale Le Donne dell’Ortofrutta

Un concetto importante quello che emerge dal progetto SCARTAMI alla cui base c’è il rafforzamento della filiera agroalimentare circolare. Trasformare il materiale proveniente dagli scarti aziendali in un packaging biocomposito biodegradabile e compostabile vuol dire trasformare il concetto stesso di “rifiuto”. Ma non solo. Al di là di un piano generale c’è da sottolineare la vincente risposta di questa idea ad una problematica importante che accomuna il territorio siciliano, ovvero i rifiuti vegetali di produzione.

“Scartami – raccontano le imprenditrici – è una call to action che richiama l’attenzione sul ruolo attivo che il consumatore può e deve avere nell’utilizzo dei prodotti agroalimentari, in termini di informazione, corretto utilizzo e smaltimento. Scartami è la chiave di un dialogo che oggi diventa essenziale tra chi produce e chi consuma, per ripensare il settore agroalimentare alla luce di un nuovo patto sociale, culturale ed economico”.

“Penso – commenta la presidente dell’Associazione Nazionale Le Donne dell’Ortofrutta Alessandra Ravaioli – che stiamo raccogliendo i risultati di tanta attività della nostra associazione. Quest’anno, tra i 10 premiati come Protagonisti dell’ortofrutta ben quattro erano nostre socie: Laura Damiani e Alessandra Damiani, Simona Rubbi e Giulia Montanaro. Proprio a queste ultime è andato l’Oscar dell’Ortofrutta Italiana 2022. La visione femminile dell’ortofrutta è vincente ed è sempre più protagonista!”.

La frutta e i suoi km per nutrire l’uomo

Quanto è veloce export nel settore ortofrutticolo? Molto, se pensiamo che viene trasportata della materia prima soggetta a deperimento e forse anche per questa eccellenza nell’organizzazione e gestione dell’export l’Europa si conferma in costante crescita. Gli ultimi dati parlano del +7% dell’export di frutta nel 2021.

Per Gullino, leader italiana per l’export di frutta fresca di qualità, il trend resta lo stesso. Abbiamo conosciuto Daniela Barra, commercial employee dell’azienda di Giovanni e Carola, con la quale ora ci è tutto più chiaro.

Daniela quali sono le questioni doganali più delicate per Gullino?

Gullino è un’azienda che esporta buona parte della merce che produce, per cui le procedure doganali sono complesse e al contempo avvincenti. Ogni Stato doganale che riceve la merce ha delle proceduta un po’ a sé. Ci sono delle certificazioni speciali a seconda di dove andiamo come destinazione finale. Per cui non c’è nulla di davvero “delicato” ma certamente occuparsi dell’export di un’azienda vuol dire entrare in un’altra ottica e visione del commercio”.

Quali sono i Paesi verso i quali è più difficile esportare?

“India e Cina sono due Paesi molto complessi da un punto di vista documentale perché richiedono delle procedure particolari ed alle volte anche da un tipo di prodotto all’altro cambiano le cose; ad esempio la pesca o la susina rispetto alla mela o ad un kiwi hanno delle normative differenti”

La Russia, che ha prorogato l’embargo per tutto il 2022, che impatto sta avendo?

“L’embargo della Russia ha significato per l’Italia un problema decisamente importante perché la Russia è un territorio molto esteso e quindi improvvisamente ha deciso di non voler più la nostra frutta. Ci si è trovati, ad inizio 2021, con un’eccedenza di prodotto da dover destinare in altri Paesi. Ora riusciamo ad esportare, però, in Lettonia, Lituania, Estonia ecc…”

Ma qual è la caratteristica che bisogna avere per occuparsi di import export dei prodotti della terra?

“Bisogna essere un attimino più dinamici ed avere la capacità di poter interloquire con più operatori e Paesi perché c’è chi si occupa del ricevimento della merce, chi si occupa del confezionamento, chi degli ordini. Alla fine è necessario mettere insieme tutte queste informazioni per arrivare ad avere un percorso ben definito , sapendo dove si va a concludere l’operazione della vendita vera e propria”

La terra vista dalle donne. Impreziosire il lavoro quotidiano con il culto della bellezza

Il punto di vista femminile su questioni riguardanti la terra e la sua gestione/amministrazione non è mai stato così importante come negli ultimi 10 anni. E’ quello che fa notare Carola Gullino, AD e general manager di Gullino insieme a suo fratello Giovanni.

“E’ grazie all’Associazione Donne dell’Ortofrutta che molte imprenditrici oggi riescono a far sentire la propria voce in un settore che è sempre stato prettamente maschile. Aggregandosi le donne possono aspirare a molto di più.” Lo afferma Carola con molta caparbietà, essendo socia di questa realtà da diversi anni ed attuale vicepresidente.

Con Carola abbiamo affrontato anche il tema della bellezza nel lavoro della terra. Probabilmente uno sguardo femminile aiuta anche a dare a questo aspetto il giusto rilievo. Cos’è la bellezza in questo lavoro e perché è così importante coltivarla?

“In realtà nei nostri prodotti quello che noi ricerchiamo è la qualità e non la bellezza perché non vanno sempre di pari passo. Una cosa deve essere buona più che bella. La comunicazione è sicuramente più efficace quando comunichiamo la bellezza della natura. Siamo un’azienda specializzata nel biologico e quindi siamo molto attenti all’ecosostenibilità e a quelli che sono i ritmi della natura. Questo per noi è bellezza e cerchiamo di comunicarlo ai nostri consumatori e ai nostri buyer.” (Carola Gullino).

Il capitale umano, frutto della terra

Il settore ortofrutticolo dovrebbe investire di più nel capitale umano possiamo dirlo perché ci abbiamo provato, continuiamo a provarci e lo faremo ancora.

I risultati in termini di produttività e soddisfazione dei lavoratori crescono con un andamento ad impennata ma ciò che più conta si torna a fidarsi l’uno dell’altro, a credere che chi collabora con noi lo stia facendo amando la terra proprio come se fossimo noi stessi a lavorarla.

Il nostro è un settore complesso, il cui lavoro spesso risulta pesante e ci mette alla prova del tempo e delle intemperie.

Proprio per questo amare il lavoro a contatto con i frutti che la terra produce è il primo passo per migliorare la stessa produzione generale.

Vi lasciamo con la suggestione di questo videoclip.

#gullinolovespeople

Gullino. Storia di un uomo e di una passione

Abbiamo intervistato il fondatore della nostra azienda, Attilio Gullino.

E’ dalle sue intuizioni che è nata la storia di Gullino, che oggi primeggia nel settore ortofrutticolo. Lo slancio dato dai figli, Giovanni e Carola, oggi la rende una realtà moderna, tecnologica ed attenta alle scelte ecosostenibili.

In questa video intervista possiamo ascoltare le parole di Attilio Gullino che ci racconta cosa vuol dire investire nella terra e perché ha scelto di farlo, in Piemonte e nel Lazio.

 

La frutta e i suoi chilometri per nutrire l’uomo

L’ortofrutta italiana regge l’urto della pandemia e l’export di frutta nel 2020 cresce in valore del 5%.

(Foto tratta dalla relazione di Barbara Brunello)

(Foto tratta dalla relazione di Barbara Brunello)

Perché? Sono aumentati i consumi di frutta e verdura oppure è avvenuto un cambiamento nel modo di mangiarla? Probabilmente entrambi i fattori concorrono a questo trend. Nell’immagine accanto è possibile visualizzare i dati dell’export italiano di frutta e verdura per Paese di esportazione. Oggi è importante segnalare che l’Italia sia uno dei Paesi che nutrono l’uomo in modo eccellente grazie alla varietà di prodotti ortofrutticoli e alla loro qualità e salubrità. Infatti le normative europee, alle quali la nostra azienda Gullino si sottopone rigidamente, impongono specifici metodi per la produzione, la raccolta e la conservazione dei prodotti, garantendo una catena del fresco eccellente.

Questo aspetto è confermato anche dal nostro sales manager Manuel Sola, che in un’intervista dichiara:

Il nostro Paese è da sempre riconosciuto a livello internazionale per le sue eccellenze, soprattutto nel food. Basta pensare che oggi più di 300 prodotti sono riconosciuti a livello internazionale con il marchio DOP, DOCG o IGP.  Negli ultimi anni anche la mela rossa di Cuneo ha ottenuto l’IGP, riuscendo a portare sulle tavole di tutto il mondo un prodotto dolce, fresco e croccante, con una buccia di colore rosso intenso  (Manuel Sola, sales manager Gullino)

 

Nutrire l’uomo in modo globale è la sfida che ci accompagna da anni, in quanto non c’è prodotto che non transiti da una parte all’altra del mondo. Mentre noi italiani, grazie alla ricchezza del nostro sottosuolo e al clima mediterraneo, ci avvantaggiamo con moltissime colture che riducono notevolmente l’import ortofrutticolo, altri Paesi acquistano da noi i prodotti della terra ed è nostro dovere nutrire, in senso globale, con consapevolezza e giustizia, nel rispetto della terra, dei suoi cicli, dei suoi ritmi, della sostenibilità del pianeta e del lavoro di chi ci mette le mani, ogni giorno.

E’ solo così che il mondo globale può avere davvero un senso.

 

Benvenuto 2021, anno internazionale della frutta e della verdura

Sono di qualunque colore, forma e sfumatura. Sono la frutta e la verdura.

E’ così che si apre lo spot ufficiale dell’ONU che ha dato ufficialmente il via all’anno internazionale della frutta e della verdura, con un appello per migliorare la produzione alimentare rendendola più sana e sostenibile. Il 2021 apre le porte all’innovazione tecnologia in fatto di agricoltura, mirando anche a ridurre gli sprechi alimentari sul pianeta terra.


La frutta e la verdura, infatti, hanno un ruolo fondamentale nella nutrizione umana, per questo è importante promuoverne il consumo.

QU Dongyu, il Direttore Generale della Food and Agriculture Organization of the United Nations ha definito l’iniziativa come segue:

Un’opportunità unica per aumentare la consapevolezza globale.

Nell’attuale crisi sanitaria che stiamo affrontando in tutto il mondo, è particolarmente appropriato promuovere diete sane per rafforzare il nostro sistema immunitario”

QU Dongyu ha osservato che la pandemia COVID-19 ha sfidato le persone a trovare nuovi modi per combattere la fame e la malnutrizione, invitando ad affidarsi alle tecnologie digitali per migliorare la nutrizione e le opportunità di mercato. Oggi più che mai, infatti, è importante riequilibrare il modo in cui il nostro cibo viene prodotto e consumato.

Il senso è proprio che questo sia l’anno buono per migliorare le infrastrutture e le pratiche agricole, sostenendo così anche i piccoli agricoltori.

Frutta e verdura sono buone fonti di fibre alimentari, vitamine e minerali e sostanze fitochimiche benefiche. La FAO e l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomandano che ogni adulto consumi almeno 400 grammi di frutta e verdura su base giornaliera per prevenire malattie croniche, come cancro, diabete, malattie cardiache e obesità, nonché per contrastare le carenze di micronutrienti.

La riduzione delle perdite e degli sprechi alimentari migliora la sicurezza alimentare e la nutrizione, riduce le emissioni di gas serra, abbassa la pressione sulle risorse idriche e terrestri e può aumentare la produttività e la crescita economica.

Fino al 50% della frutta e della verdura prodotte nei paesi in via di sviluppo si perde nella catena di approvvigionamento tra il raccolto e il consumo.

La promozione dei prodotti freschi è coerente con l’obiettivo di rafforzare il ruolo dei piccoli agricoltori e degli agricoltori familiari e promuove opzioni di mercato più ampie per milioni di famiglie rurali. Anche le opportunità di parità di genere sono degne di nota, poiché le donne spesso svolgono un ruolo di primo piano per le loro famiglie, sia nella produzione che nel consumo di frutta e verdura.

L’Anno internazionale della frutta e della verdura 2021 rientra nel  Decennio di azione delle Nazioni Unite sulla nutrizione (2016-2025)  e nel  Decennio delle Nazioni Unite dell’agricoltura familiare (UNDFF 2019-2028).

Per noi di Gullino, addetti ai lavori, questo 2021 non poteva che cominciare in un modo diverso.

 

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