Dalle Alpi al Po, il territorio ai piedi del Monviso rappresenta uno dei distretti agricoli più importanti del Piemonte. Clima favorevole, terreni fertili e tradizione agricola ne hanno fatto un’area vocata alle produzioni ortofrutticole di qualità. Tra queste, negli ultimi decenni, si è affermata anche la coltivazione dei piccoli frutti, come il mirtillo.


Quando si parla di Monviso, si fa riferimento non soltanto alla montagna simbolo del Piemonte, ma a un intero territorio che da secoli rappresenta uno dei più importanti poli agricoli del Nord Italia.
Con i suoi 3.841 metri di altitudine, il Monviso domina le Alpi Cozie ed è conosciuto come il “Re di Pietra”. Dalle sue pendici nasce il Po, il fiume più lungo d’Italia, che attraversa la pianura padana per oltre 650 chilometri fino al Mar Adriatico. Ma il valore del Monviso non è soltanto paesaggistico o storico: le sue caratteristiche geografiche influenzano in modo diretto il clima e l’agricoltura delle aree circostanti.
L’area pedemontana che si sviluppa ai piedi del Monviso, in particolare il Saluzzese, presenta caratteristiche ambientali particolarmente favorevoli alle coltivazioni agricole. La vicinanza alle Alpi e l’apertura verso la pianura determinano infatti un microclima peculiare, caratterizzato da una buona ventilazione, disponibilità d’acqua e significative escursioni termiche tra il giorno e la notte.
Queste condizioni contribuiscono a favorire la maturazione dei frutti, lo sviluppo degli aromi e il mantenimento delle caratteristiche qualitative delle produzioni agricole.
Anche i terreni giocano un ruolo importante. I depositi alluvionali originati nei millenni dall’azione dei corsi d’acqua provenienti dalle montagne hanno dato origine a suoli fertili, ben drenati e ricchi di minerali, particolarmente adatti all’agricoltura specializzata.
In questo contesto si inserisce il territorio di Saluzzo, città storica del Piemonte e oggi uno dei principali distretti ortofrutticoli italiani. L’area saluzzese è nota per la produzione di numerose specie frutticole, grazie a una lunga tradizione agricola e a un’elevata specializzazione tecnica.





Negli ultimi decenni il territorio ha visto una crescente diffusione delle coltivazioni di piccoli frutti, tra cui mirtilli, lamponi e more, sostenuta dall’aumento della domanda nazionale e internazionale e dalle favorevoli condizioni pedoclimatiche dell’area.
Il mirtillo è una coltura particolarmente esigente dal punto di vista ambientale. Richiede infatti terreni ben drenati, adeguata disponibilità idrica e temperature che consentano una maturazione graduale del frutto.
Le aree ai piedi del Monviso rispondono a molte di queste esigenze. Le escursioni termiche tra giorno e notte favoriscono lo sviluppo del colore e del profilo aromatico delle bacche, mentre il clima temperato e la presenza di risorse idriche contribuiscono alla qualità della produzione.
Non sorprende quindi che il Saluzzese sia diventato negli anni uno dei principali territori italiani per la coltivazione dei piccoli frutti, con aziende che hanno investito in innovazione, sostenibilità e controllo della filiera.
In questo contesto territoriale, il mirtillo rappresenta non soltanto una coltura in crescita, ma anche l’espressione di un legame stretto tra ambiente, competenze agricole e valorizzazione del territorio piemontese.