Nei campi Gullino la stagione entra in una fase decisiva. I nuovi impianti di kiwi sono in piena attività vegetativa e, proprio in questi giorni, si sta svolgendo uno dei passaggi più importanti per il futuro raccolto: l’impollinazione. Accanto ai kiwi, anche le prugne sono già ben visibili sui rami, in una fase di sviluppo che permette di osservare da vicino lo stato della pianta, la tenuta dei frutti e l’equilibrio generale dell’impianto.



L’impollinazione del kiwi è un momento tecnico molto delicato. La pianta del kiwi presenta fiori maschili e fiori femminili distinti e il trasferimento del polline deve avvenire in una finestra temporale precisa. Da questo passaggio dipendono allegagione, forma del frutto, pezzatura, uniformità e qualità finale. Per questo, nei giorni della fioritura, il lavoro agronomico si concentra sul monitoraggio del campo, sull’osservazione delle condizioni climatiche, sulla presenza degli impollinatori e sulla risposta delle piante.
Nei nuovi impianti Gullino, l’impollinazione viene seguita come una fase strategica della produzione. Non è un momento accessorio, ma uno dei passaggi che più incidono sul risultato finale. Una buona impollinazione contribuisce infatti alla formazione di frutti più regolari, meglio sviluppati e più omogenei, elementi fondamentali sia per la qualità commerciale sia per la soddisfazione del consumatore.
In questo quadro si inserisce anche il lavoro sul sovescio, con la presenza di piante utili tra i filari. La copertura vegetale non ha solo una funzione agronomica legata al terreno, ma contribuisce anche a favorire la biodiversità e a creare un ambiente più attrattivo per gli insetti impollinatori. La presenza di fioriture, specie erbacee e vegetazione controllata sostiene l’equilibrio dell’ecosistema agricolo e aiuta a rafforzare la vitalità del campo.

Come spiega Enrico Giordana, agronomo del team Gullino:
Questi sono giorni fondamentali per il kiwi, perché l’impollinazione condiziona in modo diretto la qualità futura del frutto. Nei nuovi impianti osserviamo con attenzione la fioritura, l’attività degli impollinatori, le condizioni climatiche e lo stato generale delle piante. Il sovescio è uno strumento agronomico importante: favorisce la biodiversità, sostiene gli insetti utili e contribuisce a creare un ambiente più favorevole allo sviluppo della coltura
Il lavoro nei campi conferma una visione produttiva fondata su programmazione, competenza tecnica e gestione sostenibile degli impianti. Ogni scelta, dalla preparazione del terreno alla selezione delle piante, dalla gestione del verde tra i filari al monitoraggio della fioritura, incide sulla qualità del prodotto finale.
A questa attenzione agronomica si affianca il lavoro quotidiano delle aziende agricole del Gruppo Gullino, dove la qualità viene seguita direttamente in campo, pianta dopo pianta. È un’attività fatta di presenza costante, osservazione e interventi mirati, soprattutto nelle fasi più sensibili della stagione.

Come sottolinea Federico Chillon, agronomo dell’azienda agricola Acciarella, Gruppo Gullino:
In campo ogni fase richiede attenzione e tempestività. Nei nuovi impianti osserviamo lo sviluppo delle piante, la fioritura, l’allegagione e la crescita dei frutti, perché sono passaggi che incidono sulla qualità finale. Il nostro lavoro è accompagnare la pianta durante tutta la stagione, intervenendo quando serve e mantenendo sempre alta l’attenzione sull’equilibrio dell’impianto. La qualità non si costruisce solo al momento della raccolta, ma nasce molto prima, nella cura quotidiana del campo.
È in campo che si costruisce il valore della filiera. Ed è proprio in questi giorni, tra fioritura, impollinazione e primi frutti sul ramo, che prende forma una parte importante della qualità Gullino.