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Un viaggio nella frutta, un progetto per raccontare il valore della natura

Da Gullino, presso lo stabilimento di Strada Statale dei Laghi di Avigliana, 8/A, un’esperienza immersiva che mostra come nasce la qualità

Ogni frutto racconta una storia. Una storia fatta di stagioni, di cura, di trasformazioni. Oggi, quella storia prende forma in un percorso visivo, educativo e sostenibile: è il nuovo percorso espositivo Gullino, un viaggio che accompagna il visitatore attraverso tutte le fasi della vita di un frutto, dal seme alla tavola.

L’area espositiva si trova presso lo stabilimento Gullino in Strada Statale dei Laghi di Avigliana, 8/A, ed è composta da 21 pannelli illustrativi che, con testi bilingue (italiano e inglese), fotografie e una narrazione chiara e coinvolgente, raccontano i momenti chiave della filiera:
la nascita della piantina, la crescita, la fioritura, l’impollinazione, la formazione e la maturazione del frutto, la raccolta, la selezione, il confezionamento, fino alla spedizione globale e ai valori che guidano l’azienda.

Un progetto pensato per accogliere gruppi, scuole, visitatori italiani e stranieri, e trasmettere in modo diretto il valore della natura, della sostenibilità e del lavoro che si cela dietro ogni frutto Gullino.

“Questo percorso nasce dalla volontà di accogliere gruppi e visitatori nel nostro stabilimento, mostrando in modo semplice e accessibile il cammino che ogni frutto compie prima di arrivare sulle nostre tavole. È un modo per avvicinare le persone alla filiera, ma anche alla bellezza e alla complessità della natura” – afferma Carola Gullino, ideatrice del progetto e promotrice dell’accoglienza didattica in azienda.

Ogni pannello racconta un passaggio concreto ma anche simbolico, in cui agricoltura e tecnologia si intrecciano. Si parla di impollinatori e biodiversità, di energia fotovoltaica, di riduzione dell’impatto ambientale, di innovazione digitale, di tracciabilità e qualità certificata. Ma soprattutto si restituisce il senso di una filiera trasparente e viva, in cui ogni passaggio è curato e raccontato con rispetto.

“C’è oggi una richiesta crescente di informazione da parte dei consumatori. Le persone vogliono sapere da dove viene ciò che mangiano, come è stato prodotto, in che modo è stato trasportato e confezionato. Questo progetto risponde a questa esigenza, con la semplicità del racconto visivo e con la forza dei dati reali” – sottolinea Giovanni Gullino, amministratore dell’azienda. “Parlare di natura, di filiera, di processi, non è solo un valore aggiunto: è una responsabilità.”

La narrazione è arricchita da progetti paralleli come podcast, blog aziendale (Gblog), campagne di sensibilizzazione (Gullino Loves People), contenuti educativi per bambini (Un mondo da salvare) e l’iniziativa Eco Club, che riunisce le aziende partner impegnate nella sostenibilità.

🎓 Con il nuovo percorso espositivo, Gullino non si limita a raccontare la frutta: la fa vivere, come esperienza educativa, emozionale e culturale. Perché ogni mela, ogni kiwi, ogni frutto che troviamo in tavola è il risultato di un ecosistema umano e naturale che merita di essere visto, conosciuto, raccontato.

Per visitare l’area scrivere a info@gullino.it Oggetto: Visita Area espositiva

La connessione nascosta: come la dieta e il Microbioma intestinale possono influire sullo stress e sulla salute mentale

I proverbi ci hanno da sempre insegnato che molte emozioni possono essere percepite attraverso il nostro stomaco. Oggi, la ricerca scientifica conferma che l’interazione tra il sistema digestivo e il cervello è molto più profonda di quanto potessimo immaginare.

Nel nostro intestino risiede una comunità di migliaia di specie e miliardi di individui batterici, noti come microbioma, che si intrecciano e comunicano con noi. Questo microbioma sta emergendo sempre più come un regolatore cruciale per molti aspetti della salute umana, che vanno dall’equilibrio mentale al sistema immunitario.

Un recente studio dal titolo “Nutri i tuoi batteri per affrontare lo stress”, pubblicato sulla rivista Molecular Psychiatry del gruppo Nature, ha esaminato l’effetto della dieta sulla percezione dello stress. Il ricercatore Fulvio Mattivi, ex professore dell’Università di Trento e attualmente impegnato nella ricerca in chimica degli alimenti presso la Fondazione Mach di San Michele all’Adige, spiega che seguendo una dieta estremamente ricca di frutta e verdura (almeno 9 porzioni al giorno anziché le 5 raccomandate) e cibi fermentati (2-3 porzioni al giorno), la percezione dello stress si è ridotta del 32%. Questo risultato è stato attribuito alla proliferazione di ceppi di batteri benefici a discapito di quelli nocivi, che tendino a prosperare in presenza di zuccheri e grassi.

I ricercatori di Trento hanno collaborato con medici, psichiatri e neurologi dell’Università di Cork in Irlanda, con l’obiettivo di esaminare il ruolo del microbioma nella salute mentale. Questi “batteri psicobiotici”, come li hanno soprannominati, sono capaci di contrastare disturbi come ansia, depressione, autismo e persino Alzheimer. La dieta “psicobiotica” è stata seguita da 24 volontari per quattro settimane, mentre altri 21 hanno mantenuto la loro alimentazione abituale, che poteva includere cibi spazzatura e prodotti industriali.

L’analisi dei metaboliti derivati ​​dalla digestione, condotta su sangue, urina e feci, ha dimostrato che la riduzione dello stress era direttamente correlata all’aderenza alla dieta ricca di fibre e cibi fermentati. È stato anche osservato che la dieta mediterranea, insieme ai cibi “psicobiotici”, può promuovere il benessere e la salute mentale senza la necessità di integratori alimentari.

Il percorso attraverso cui i benefici dei batteri intestinali raggiunge il cervello è complesso e variegato. I batteri nocivi possono innescare uno stato infiammatorio, mentre quelli producono metaboliti benefici per la salute o influenzano il metabolismo di aminoacidi che diventeranno neuromodulatori essenziali per il cervello.

Il legame tra il microbioma e la salute umana può essere compreso guardando al nostro passato evolutivo. L’uomo si è evoluto insieme a migliaia di specie batteriche che popolano il suo corpo. La fermentazione era un metodo cruciale per conservare gli alimenti per molti secoli, e solo di recente l’alimentazione industriale ha ridotto la diversità del microbioma.

La dieta “psicobiotica” seguita dai volontari prevedeva l’eliminazione dello zucchero, sostituito da frutta e, se necessario, miele o sciroppo d’acero. Carne magra, uova e formaggi erano consentiti, ei cereali integrali costituivano una parte importante della dieta. I pasti venivano preparati in casa, e la varietà alimentare promuoveva una diversità di batteri benefici. I cibi fermentati inclusi nella dieta variavano da yogurt e kefir a crauti e kombucha.

In definitiva, questa ricerca dimostra che una dieta sana, come quella mediterranea associata a cibi “psicobiotici”, può promuovere il benessere mentale senza ricorrere a integratori costosi. La connessione tra il microbioma intestinale e il cervello sta aprendo nuove prospettive nel campo della salute mentale e della gestione dello stress.

Dai rifiuti di melanzana e pomodoro nasce “Scartami”, progetto vincitore del Premio Bragantini

Il 27 maggio è stato assegnato il premio “Danila Bragantini” promosso dall’Associazione Donne dell’Ortofrutta. A trionfare il concetto di sostenibilità e di circolarità.

Si chiama “SCARTAMI” il progetto vincitore dell’edizione 2022 del Premio Danila Bragantini. A ritirare l’onoroficenza nella fantastica cornice di Cinecittà l’onorificenza ci sono Elisa Deluca, dell’azienda San Lorenzo di Pachino, Roberta Tardera, dell’OP Ioppì di Vittoria, Nuccia Alboni dell’azienda Ortonatura di Vittoria e Anna Catania del Dipartimento di architettura e ingegneria dell’Università degli Studi di Palermo. Premiate anche le sorelle Alessandra e Laura Damiani e le due vincitrici dell’Oscar dell’Ortofrutta Italiana Giulia Montanaro e Simona Rubbi.

Scrive Carola Gullino, Vicepresidente dell’Associazione Nazionale Le Donne dell’Ortofrutta

Un concetto importante quello che emerge dal progetto SCARTAMI alla cui base c’è il rafforzamento della filiera agroalimentare circolare. Trasformare il materiale proveniente dagli scarti aziendali in un packaging biocomposito biodegradabile e compostabile vuol dire trasformare il concetto stesso di “rifiuto”. Ma non solo. Al di là di un piano generale c’è da sottolineare la vincente risposta di questa idea ad una problematica importante che accomuna il territorio siciliano, ovvero i rifiuti vegetali di produzione.

“Scartami – raccontano le imprenditrici – è una call to action che richiama l’attenzione sul ruolo attivo che il consumatore può e deve avere nell’utilizzo dei prodotti agroalimentari, in termini di informazione, corretto utilizzo e smaltimento. Scartami è la chiave di un dialogo che oggi diventa essenziale tra chi produce e chi consuma, per ripensare il settore agroalimentare alla luce di un nuovo patto sociale, culturale ed economico”.

“Penso – commenta la presidente dell’Associazione Nazionale Le Donne dell’Ortofrutta Alessandra Ravaioli – che stiamo raccogliendo i risultati di tanta attività della nostra associazione. Quest’anno, tra i 10 premiati come Protagonisti dell’ortofrutta ben quattro erano nostre socie: Laura Damiani e Alessandra Damiani, Simona Rubbi e Giulia Montanaro. Proprio a queste ultime è andato l’Oscar dell’Ortofrutta Italiana 2022. La visione femminile dell’ortofrutta è vincente ed è sempre più protagonista!”.

La terra vista dalle donne. Impreziosire il lavoro quotidiano con il culto della bellezza

Il punto di vista femminile su questioni riguardanti la terra e la sua gestione/amministrazione non è mai stato così importante come negli ultimi 10 anni. E’ quello che fa notare Carola Gullino, AD e general manager di Gullino insieme a suo fratello Giovanni.

“E’ grazie all’Associazione Donne dell’Ortofrutta che molte imprenditrici oggi riescono a far sentire la propria voce in un settore che è sempre stato prettamente maschile. Aggregandosi le donne possono aspirare a molto di più.” Lo afferma Carola con molta caparbietà, essendo socia di questa realtà da diversi anni ed attuale vicepresidente.

Con Carola abbiamo affrontato anche il tema della bellezza nel lavoro della terra. Probabilmente uno sguardo femminile aiuta anche a dare a questo aspetto il giusto rilievo. Cos’è la bellezza in questo lavoro e perché è così importante coltivarla?

“In realtà nei nostri prodotti quello che noi ricerchiamo è la qualità e non la bellezza perché non vanno sempre di pari passo. Una cosa deve essere buona più che bella. La comunicazione è sicuramente più efficace quando comunichiamo la bellezza della natura. Siamo un’azienda specializzata nel biologico e quindi siamo molto attenti all’ecosostenibilità e a quelli che sono i ritmi della natura. Questo per noi è bellezza e cerchiamo di comunicarlo ai nostri consumatori e ai nostri buyer.” (Carola Gullino).

Raccogliere i frutti. I volti dietro una storia di famiglia

Questo mese nell’ambito della campagna “Gullino Loves People” vi parliamo di come sono stati “raccolti i frutti” in azienda.

I frutti sono la metafora di tutte le cose sane e genuine che riusciamo a mettere nel mondo ed anche in Gullino questo processo virtuoso di “semina” è avvenuto con successo. Papà Attilio, infatti, è riuscito a trasmettere la passione per il settore ortofrutticolo ai suoi figli, Carola e Giovanni, i quali oggi sono il vero motore propulsivo dell’azienda cuneese.

In questa videointervista Carola, direttrice generale ed amministratrice delegata dell’azienda, ci racconta quando ha deciso di intraprendere questo percorso e perché.

Non è scontato raccogliere le redini dell’azienda di famiglia. Per farlo (e farlo con vero successo) è necessario che vi sia passione e voglia di innovare, quella che Carola da anni mette in circolo. E’ riuscita a fare dell’ortofrutta un mestiere “bello” e “femminile”, impegnandosi nel posizionamento dell’immagine aziendale sia attraverso attività di marketing che con la sua partecipazione alla fondazione dell’Associazione Nazionale Donne dell’Ortofrutta, di cui oggi è vicepresidente.

Cosa si aspetta dalla sua azienda nel futuro? Quali frutti raccoglieranno le prossime generazioni? Ce lo racconta in questa videointervista. 

 

Gullino da il benvenuto al mirtillo.

E’ da un po’ che resistiamo alla voglia di dirvelo ed oggi è il giorno degli annunci!

Le piante sono rigogliose, le bacche in fiore e l’aria salubre del Monviso condisce tutto con un tocco di unicità: stiamo coltivando il mirtillo.

Il mirtillo era un nostro obiettivo da diversi anni perché è una di quelle piante di cui si utilizzano più parti. Si impiegano sia le bacche che le foglie e gli usi spaziano dalla farmaceutica, alla cosmesi, fino ad arrivare al tradizionale settore alimentare.

Various fresh summer berries,blueberries,red currant,top view.Le bacche del mirtillo contengono molti acidi organici, zuccheri, tannini, pectina, vitamine A, B e C. Una proprietà fra tutte è la capacità di questo favoloso frutto di ridurre la permeabilità dei capillari e rafforzare la struttura del tessuto connettivo, migliorandone l’elasticità e il tono. Possiamo considerarlo un frutto della salute.

I nostri mirtilli hanno anche un tocco in più. Crescono alle pendici del Monviso, in una zona dal clima continentale ma temperato grazie alla protezione della cerchia alpina che garantisce un assetto ideale per la crescita di questo frutto, che quindi si distingue per un sapore ed un aroma unico.

E’ così che la nostra terra ci permette di arricchirci di una nuova coltura, rendendo sempre più grande il nostro desiderio di diffondere la frutta italiana, quella sana, buona e genuina.

 

 

Un’agricoltura sicura e sostenibile. La nostra scelta per lo STANDARD GLOBALG.A.P..

Il mercato odierno richiede determinati standard a garanzia di un’agricoltura sicura e sostenibile. Noi di Gullino abbiamo scelto di aderire alla certificazione GLOBALG.A.P. per dimostrare la sostenibilità e la sicurezza alimentare della nostra azienda.

Il concetto di qualità ha assunto un ruolo considerevole in ambito agricolo e alimentare. A partire dall’inizio degli anni ’90, vicende legate a problemi di qualità e sicurezza degli alimenti sono talvolta divenute vere e proprie emergenze ed hanno inciso sul livello di fiducia dei consumatori nel settore agroalimentare.
Per rispondere alle esigenze di maggiori garanzie circa qualità e sicurezza degli alimenti, nel tempo l’attenzione degli operatori e dei responsabili pubblici e privati dell’assicurazione della qualità si è spostata dal mero controllo del prodotto finito, alla gestione e controllo del processo produttivo e del sistema gestionale aziendale e dell’intera filiera produttiva.

La certificazione GLOBALG.A.P. garantisce una sorta di passaporto per il mercato globale perché attesta la Sicurezza Integrata in Agricoltura.

Grazie allo standard GLOBALG.A.P. riusciamo ad avere numerosi vantaggi, e a garantire massima affidabilità e serietà ai nostri clienti e ai consumatori finali.

Vediamo quali sono questi vantaggi nel dettaglio.

  1. Aggiungiamo valore ai nostri prodotti, alla nostra frutta, rispettando degli standard che sono riconosciuti a livello globale.
  2. Accediamo a nuovi clienti, mercati, fornitori e dettaglianti a livello locale e globale. Infatti la frutta Gullino è disponibile nei mercati europei e trans oceanici.
  3. Riduciamo l’esposizione ai rischi di reputazione in materia di sicurezza alimentare e sicurezza dei prodotti
  4. Aumentiamo l’efficienza della gestione dei processi aziendali e siamo più efficaci nei rapporti con i nostri clienti
  5. Disponiamo di un codice GLOBALG.A.P. (GGN) per una semplice identificazione e tracciabilità a livello interaziendale.

E’ per questo che la frutta Gullino è sicura e garantita.

Prugna Angeleno. Il frutto dimenticato e riscoperto in Piemonte

E’ sempre più in crescita l’attenzione dei consumatori per le diverse varietà di frutta e gli aspetti nutrizionali, tanto da assistere anche ad un aumento consistente di consumi bio. Eppure esistono ancora delle varietà di frutta ancora poco conosciute dalla grande massa dei consumatori. Una di queste è la prugna angeleno, un frutto che noi di Gullino abbiamo scelto di recuperare e commercializzare.

IMG-20200917-WA0015La angeleno è una varietà più tardiva rispetto alle altre prugne, e grazie alla sua capacità di conservazione permette di commercializzare il frutto fino al mese di dicembre, potendone godere appieno anche durante le festività natalizie.

La prugna si presenta molto corposa e ricca di polpa, supera i 100 grammi di peso pertanto è una monoporzione nutriente e completa, assolutamente da inserire in una dieta bilanciata.

Queste prugne possiedono un corredo bilanciato di nutrienti e di sali minerali, quale potassio, rame, manganese, fosforo e ferro, con un apporto calorico molto contenuto. Svolgono un’importante funzione antiossidante grazie alla loro ricchezza di sostanze fenoliche, accompagnata da una serie di altri effetti benefici per la salute. Sono molto consigliate dai medici perché consentono di abbassare il livello di colesterolo nel sangue e migliorare gli indici di formazione ossea nelle donne in post-menopausa. Contengono molta acqua, sono diuretiche e protettive del sistema IMG-20200917-WA0016cardiocircolatorio. L’abbondante contenuto di fibra, caratteristica assai nota, svolge un effetto saziante ed appagante, ma soprattutto rappresenta una dolce promessa di regolarità intestinale. Pare proprio che sia il frutto ideale in una dieta sana e bilanciata.

In Piemonte sono quasi 1.800 gli ettari coltivati con susine Angeleno di cui il 90% nella nostra provincia di Cuneo. La nostra area piemontese è decisamente in crescita per la produzione di questa varietà che nel 2018 si è aggiudicata il terzo posto in classifica con il 14% della produzione nazionale, seguita da Emilia Romagna (37%) e Campania (17%).

Oltre alla varietà angeleno la nostra azienda produce susine della varietà “fortune”, la cui raccolta è terminata nel mese di agosto, essendo frutti più precoci.

Per altre info sulle nostre susine, clicca qui

Fragole, ciliegie e mirtilli. Perché è importante mangiare frutta di stagione?

Ogni giorno i nostri lettori fanno il carico di vitamina C, A, acido folico, calcio, ferro con la frutta Gullino. Mele e kiwi sono gli alleati della nostra salute ma a sostenerli in questa battaglia ci sono, in genere, tutti i frutti di stagione, così come confermato anche dall’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione.

Scopriamo insieme perché è così importante mangiare frutta di stagione, grazie alle indicazioni della Fondazione Veronesi che, da anni, si occupa di prevenzione della salute anche attraverso il medium dell’alimentazione.

Sono diversi gli studi che evidenziano come i prodotti consumati nel corso della loro naturale stagione di maturazione abbiano delle proprietà nutritive superiori rispetto a un frutto o a una verdura maturata al di fuori del proprio arco temporale ideale. Un frutto consumato al di fuori della propria stagionalità subisce un calo delle proprie vitamine e ne risente anche lo stesso sapore.

Mangiare di stagione, inoltre, non riguarda solo l’alimentazione ma contribuisce anche a proteggere l’ambiente, limitando fra l’altro l’inquinamento dovuto al trasporto delle merci (ad esempio, è il caso dei frutti esotici che vengono importati in Italia). Preferire frutta di stagione aiuta l’economia nel nostro paese incoraggiando e sostenendo il lavoro dei produttori più piccoli o del nostro territorio. Infine, acquistare prodotti di stagione conviene anche per il prezzo: considerata la maggiore offerta, infatti, i prodotti stagionali costano meno.

fragole-vitamine

Per questo invitiamo tutti i nostri lettori a consumare frutta di stagione. Adesso fragole, ciliegie e mirtilli la fanno da padrone e queste sono le proprietà che vi doneranno se ne consumerete:

>>fragole: come i kiwi sono ricche di vitamina C ed antiossidanti, hanno proprietà antiossidanti ed aiutano a combattere la sindrome metabolica, prevengono le malattie cardiovascolari e la placca dentale, grazie alla presenza dello xilitolo.

>>ciliegie: anch’esse sono ricche di vitamina C ed antiossidanti ma eccellono anche in fibre solubili e magnesio. Donano un buon indice di sazietà, hanno un potere calorico limitato e sono adatte per chi soffre di diabete

>>mirtilli: combattono il declino cerebrale e sono un collutorio naturale che previene infiammazioni e gengiviti; sono anch’essi ricchi di antiossidanti e vitamine e riducono le vene varicose, il gonfiore e la stanchezza degli arti inferiori.

 

Credit immagine in evidenza

Gullino collega ambiente e agricoltura con lo Standard Globale Leaf Marque

LEAF è l’acronimo di Linking Environment And Farming traducibile in italiano come “collegamento tra ambiente e agricoltura”. Questo standard di produzione è stato creato nel 1991 ed è rivolto al settore primario. Delinea un metodo per fare agricoltura nel rispetto dell’ambiente.

Scopriamo insieme perché anche noi di Gullino ne stiamo facendo il nostro fiore all’occhiello!

LEAF MARQUE è stato creato per sviluppare e promuovere la produzione integrata o Integrated Farm Management (IFM) nelle aziende agricole, unendo il meglio dei metodi tradizionali con la tecnologia moderna e la consapevolezza dei coltivatori.  Oggi Leaf Marque è un sistema di assicurazione di qualità basato sui principi della produzione integrata, ossia quel sistema di produzione agro-alimentare che utilizza metodi, mezzi produttivi e di difesa dalle avversità delle produzioni agricole, volti a ridurre al minimo l’uso delle sostanze chimiche di sintesi e a razionalizzare la fertilizzazione, nel rispetto dell’ambiente.

Chi possiede lo standard Leaf Marque è soggetto a ispezioni e certificazioni da parte di un organismo di certificazione autorizzato, quale CSQA.

Per questi motivi le nostre produzioni di frutta si pongono con un atteggiamento  responsabile nei confronti dell’ambiente e i nostri frutteti possono essere definiti etici.

Per conoscere l’elenco completo delle nostre certificazioni, clicca qui.

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