#PODCAST L’agricoltura di domani sarà bio. Intervista a Giovanni Gullino.

La serie podcast di Gullino, dedicata all’agricoltura del futuro, è on air.

Abbiamo incontrato Giovanni Gullino, AD dell’azienda, per parlare del futuro dell’agricoltura in chiave biologica. Come sono cambiate le aspettative dei consumatori nel corso degli anni?

Il progetto bio di Gullino è nato alla fine degli anni ’90 e l’azienda si è da subito collocata come precorritrice in questo tipo di coltivazione. Giovanni Gullino, che da subito ha seguito il percorso aziendale per la migrazione al biologico, conferma che oggi i consumatori si aspettano che il prodotto sia certificato e che sia anche esteticamente gradevole e buono. Chi consuma bio cerca innanzitutto maggiore qualità ma anche se il prodotto è naturale e non è il frutto di “escamotage delle molecole di sintesi” si aspetta anche che sia esteticamente gradevole, che il packaging e la comunicazione rispecchino il proprio sistema di valori.

Giovanni Gullino dice:

Per fare frutticoltura biologica, come facciamo noi di Gullino, serve una grande passione per la natura e la voglia di sperimentare con la natura. Ad esempio vedere dei risultati contro un parassita avendo utilizzato degli insetti utili invece che un insetticida, può essere anche più appagante di un successo commerciale. Da parte nostra essere bio vuol dire credere fermamente nei valori della natura e nei valori che oggi in Europa sono promossi da tutti. Bisogna non creare confusione perché un conto è parlare di sostenibilità e un conto è la certificazione biologica. Noi di Gullino apprezziamo la sostenibilità in generale ma siamo dei produttori da agricoltura biologica quindi ricordiamo sempre ai nostri consumatori che per essere un’azienda biologica bisogna essere certificati, oltre che appassionati.

In futuro sarà particolarmente importante l’investimento in termini di agricoltura biologica a livello globale.

Gullino ha impiegato diverse energie per effettuare la sua transizione al biologico. Il cambiamento è stato strutturale in quanto chi coltiva bio non può associare ad un prodotto convenzionale il prodotto biologico, quindi è necessario avere celle frigorifero dedicate, linee produttive dedicate e frutteti che siano esclusivamente biologici. A questi cambi strutturali si sono associati cambiamenti culturali in quanto in Piemonte, prima che negli anni novanta Gullino iniziasse ad intraprendere il suo percorso verso il biologico, di agricoltura bio si era sempre parlato molto poco.

Il ruolo fondamentale dei produttori è quello di trasmettere una vera passione e non coltivare frutta solo per business. Per investire oggi nel settore agricolo è importante cambiare la mentalità e lasciarsi coinvolgere anche dal lato spirituale di questo lavoro. Se il lato spirituale del lavoro della terra non è sviluppato diventa sempre più difficile superare le difficoltà connesse al lavoro. le sfide sono tante perché esistono nuovi parassiti, sono diminuiti gli utilizzi di rame, le pratiche agricole diventano sempre più complesse. Non è un lavoro al quale possono avvicinarsi persone che non hanno una forte passione. Solo i più bravi, i più flessibili e i più adatti al cambiamento possono resistere in questo sistema (Giovanni Gullino).